Teniamo l’Italia pulita: gettiamo i rifiuti in Svizzera!
Scritto da Francesco in Senza categoria
Guido Bertolaso ha l’aria di persona seria, competente, decisa. Forse troppo decisa per il nostro Paese.
Gli avevano affidato la mission impossible di mettere ordine nel caos dei rifiuti campani, nominandolo Commissario straordinario.
Poi però la sindrome del nimby (not in my backyard) ha preso il sopravvento. Bisognava realizzare nuove discariche per far fronte in qualche modo all’emergenza. Ma ogni volta che si provava ad indicare un sito idoneo ecco spuntare come funghi comitati di protesta di cittadini e amministatori, uniti nella lotta e nella lamentela. E in Italia, si sa, non c’è lamentela che non venga raccolta da qualche parte politica, che cavalca le proteste come i surfisti le onde.
Così Bertolaso ha visto il proprio piano stravolto dagli emendamenti parlamentari ed è stato di recente sostituito.
Insomma, che si tratti di discariche o di campi nomadi, di alta velocità, di caserme o infrastrutture, in Italia va di moda la politica del “No, grazie”
Ogni volta che una comunità cittadina viene chiamata a dare il proprio contributo alla soluzione di un problema più vasto, la risposta è immediata: “Perché dovrei farlo io? Perché non il mio vicino?” Dunque: no, grazie.
E così il nostro Paese in frantumi ha smesso di essere una Comunità Nazionale per diventare l’irrazionale sovrapposizione di opposti egoismi.
Forse, aveva ragione Francesco Salvi: l’unico modo per tenere l’Italia pulita è gettare i rifiuti in Svizzera…
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Purtroppo ormai da molto tempo si vive in un paese dove cavalcare l’onda delle polemiche è diventato semplicemente normale e quotidiano.Sicuramente ciò ha permesso a qualcuno di beneficiare di questa situazione facendo populismo e quant’altro, ma allo stesso tempo di allontanare la vera politica e l’importanza della politica dai cittadini.
Fiducia; è proprio questo forse che manca al cittadino italiano, fiducia nelle istituzioni, il fatto di vedere il mondo della politica distante dai reali problemi che tutti noi dobbiamo affrontare nella quotidianità, il fatto di vedere sempre come un utopia quella concretezza che invece, in questa rilevante fase storico-politica dovrebbe essere l’anima dell’attività politica. Non va assolutamente trascurato il concetto di lavorare su idee importanti ma sopratutto buone per ogni singolo cittadino,senza classificarle di desta o di sinistra, per i giovani che come qualcuno ha già detto sono lasciati ai margini di questa società, senza nessuna attenzione verso il loro futuro. Proprio le nuove generazioni che con la loro forza, il loro entusiasmo, la loro capacità di analizzare ciò che è giusto o sbagliato dovranno traghettare il paese verso una nuova era, per tornare ad esercitare la vera attività politica, lasciando nell’ignoto coloro che approfittano di ogni lagnanza, frutto di una pessima comunicazione e sopratutto informazione vera e propria, cercano di conquistare le cittadinanze con mega manifesti ed altri strumenti, facendosi promotori di un antipolitica illusionistica e destabilizzante.
Fiducia è la parola chiave… Il PD saprà guadagnarsela?
Fiducia è una parola sui cui fior fiore di studiosi si sono “scervellati” (soprattutto nel campo economico) senza mai riuscire a definirla in modo chiaro…Ma il PD DOVRA’ GUADAGNARSELA attraverso un processo di “fertilizzazione ed emersione delle intelligenze”,dibattendo con competenza su tematiche stringenti ed attivando quei processi di comunicazione (spazio alla fantasia ed agli strumenti, ma prima di tutto alla chiarezza..che però non significa eccessiva semplificazione!) con l’elettorato capaci ridestare interesse e restituire dignità al dibattito pubblico.
Da una “cultura del no e della disinformazione” a quella del “decidere consapevolvente insieme, ma decidere!
Dal Nimby al Pimby (Please in my backyard).