L’intervento di Veltroni sulla questione generazionale
Scritto da Francesco in Senza categoria
Vale la pena di leggerlo…
“Ora è il tempo di una nuova svolta radicale, e credo che tutte le forze che hanno interesse ad una crescita ispirata alla qualità sociale debbano capire che sono i giovani, oggi, i più discriminati, i più aggrediti da un assetto della società che volta loro le spalle. Tre milioni di ragazzi si trovano nella stessa situazione di “sfruttamento” in cui si sono trovati in altri decenni della nostra storia gli operai che il sindacato ha giustamente difeso e tutelato. Ora è il tempo di difendere e tutelare loro.”
“E’ compito dei democratici la ricerca seria e costante di un equilibrio fra i conflitti delle società moderne che non vada a scapito delle generazioni future con l’aumento del debito. E’ un compito che i democratici italiani vogliono affrontare insieme a tutte le forze migliori del Paese, alle imprese, al sindacato, per scrivere un moderno patto tra le generazioni per il nuovo secolo. ”
Musica per le mie orecchie.
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questo è esattamente quello che avrei voluto leggere. bravo walter.
Ottimo Walter! Tre raccomandazioni però:
1) tiriamo fuori e sottoscriviamo i “patti generazionali” anche in politica
2) non smettiamo mai di fare autocritica anche verso la nostra generazione: non mi sembra che abbia quella “marcia in più” necessaria per provare a voltare decisamente pagina. Certo, le difficoltà sono moltissime…ma proprio per questo non dovremmo avere una più profonda coscienza sociale e conoscenza collettiva delle problematiche in campo? Lavoriamoci su. Sempre con entusiasmo.
3) Quarantenni e trentenni in campo! Ma iniziamo a coinvolgere anche i ventenni.
Lo dico con chiarezza e senza nessun dubbio: ho letto ciò che ha scritto Veltroni e nelle sue parole ho trovato quella visione in cui mi riconosco e che mi aspetto dal futuro leader del Partito Democratico.
Sono molto soddisfatto, anche perchè per Walter si tratta di una bella rivincita dopo la posizione ambigua sul referendum elettorale.
Allo stesso tempo condivido in pieno le osservazioni di Daniele Lombardini e, a tal proposito, sono sempre più convinto che se noi giovani non cominciamo a organizzarci seriamente avremo ben poche carte da giocare. D’altro canto, leggendo attentamente l’intervento di Veltroni, è proprio il futuro leader del PD a chiederci un impegno in prima linea.
Le parole di Veltroni sono chiare e rassicuranti, sembra che il problema sia stato centrato in pieno.
Per i giovani in questo paese si fa poco o nulla, il lavoro precario mal pagato è la nota dolente forse più in vista di un sistema che lascia ai giovani poco spazio di azione, nessuna gratificazione, molte insicurezze, si guarda al futuro con perplessità, sapendo che farsi una famiglia, comprare una casa sarà un ardua missione. Noi viviamo una condizione dove aver un curriculum di valore, nutrito da numerose esperienze di studio, di stage anche in posti prestigiosi può addirittura rappresentare un problema, tradotto significa minori possibilità d’inserimento in un contesto lavorativo.
Il fatto preoccupante è appunto il totale disinteresse ad affrontare questo problema nel modo migliore cercando di risolverlo; basterebbe farsi un giro per le varie facoltà italiane per verificare come qualcuno, in modo molto furbesco, si stia approfittando di questa situazione di disperata ricerca di lavoro, ed ecco come numerosi sono manifesti e locandine che proclamano master di prestigio che promettono un lavoro sicuro, naturalmente a prezzi esorbitanti. Spesso sono gli stessi genitori a fare un investimento importante sperando che si possa risolvere il problema per il proprio figlio, spesso tutto finisce in un nulla di fatto, e quando ti presenti in un agenzia o qualsiasi altro luogo alla ricerca di lavoro, ti senti rispondere che il tuo percorso è troppo di livello, ti senti veramente preso in giro, sarebbe necessario togliere la laurea dal tuo curriculum, a qualcuno è successo anche questo.
Sono molti i laureati che si mettono a disposizione di aziende private più o meno grandi e vengono sfruttati, non pagati per mesi, per non parlare dei contributi. Tutti pronti a sfruttare i giovani, sembra che il peso delle numerose problematiche che sta attraversando la nostra società sia totalmente scaricato sulle nuove generazioni, non si vuole certo dire che i coetanei europei non abbiano problemi, ma se un po’ si è viaggiato, se si è avuto a che fare con altri paesi, anche per motivi di lavoro, sarà abbastanza facile rendersi conto che spesso altrove i giovani ricoprono incarichi importanti, che sono l’elemento trainante della società, la spinta verso il futuro, che in città ben più importanti della nostra ci sono sindaci di appena trentacinque anni. Detto questo posso tranquillamente affermare che leggendo le parole dell’ auspicabile leader del partito nuovo, non posso che riaccendere quell’ottimismo che spero sia di molti ragazzi come me, pronti a dare quel valore aggiunto di cui il paese necessità, affinché qualcosa cambi, ma per davvero!!!
Le stesse cose che dice Veltroni sono già state dette da Prodi. Il risultato? Nullo. Francamente sono un po’ pessimista
Veltroni non ha detto cose particolarmente innovative.
Ma per realizzare il patto generazionale di cui parlano in tanti, bisogna saper creare consenso.
Per chiedere sacrifici oggi, occorre essere capaci di creare una prospettiva realistica e nel contempo emozionante per il domani.
E solo Veltroni ha il carisma per fare una cosa del genere. Sono ottimista (o almeno ci provo…)
Vorrei far notare che il precariato in Italia ce lo ha regalato il cd. “pacchetto Treu” del 21/3/1997, varato dal governo Prodi di cui Walter Veltroni era vicepresidente del consiglio.
La “captatio benevolentiae” da parte sua nei confronti dei giovani precari ha tutto l’ aspetto dell’ ennesima presa in giro nei loro confronti per raccattare un pò di voti.
Un altro “risvegliato” alla Fini dopo 13 anni di letargo. Non sono un pò troppi per essere credibili?