E se domani la politica costasse un po’ meno???
Scritto da Daniele Lombardini in Senza categoriaE’ stato approvato il 13 Luglio dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge a firma del ministro per l’Attuazione del programma Santagata per la riduzione dei costi politico-amministrativi e per la trasparenza della pubblica amministrazione.
Le cifre esatte devono ancora essere messe a punto dalla Ragioneria dello Stato ma si ipotizzano 800 milioni di risparmi per quanto riguarda lo Stato e 500 milioni per gli Enti locali.
Quali i provvedimenti in sintesi?
I risparmi previsti dal ddl dovrebbero essere realizzati, secondo Santagata, nella loro interezza in “un ciclo di cinque anni”. per garantire l’attuazione delle misure previste dal disegno di legge sui costi della politica verrà istituita una cabina di regia interistituzionale
Quali gli effetti del ddl sugli enti umbri? Le anticipazioni tratte dai quotidiani locali
Il “terremoto” come impatterà con il processo di riforma endoregionale in corso?
Al di là di cifre e conti credo che il ddl sia un primo passo doveroso non solo dal punto di vista della razionalizzazione economica ma per il recupero della credibilità nei confronti di una società sempre più lontana dal dibattito pubblico. Anche se mi sarebbe piaciuto anche qualcosa sui “gettoni di presenza” delle aziende pubbliche…
Staremo a vedere.
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Dispiace che per lo scandalo delle Circoscrizioni di alcuni Comuni italiani i cui eletti guadagnano anche 1000 euro al mese o giù di lì, ci rimettano anche i consiglieri circoscrizionali di Terni che a mala pena riescono a coprire le spese con i propri gettoni…
Le Circoscrizioni andavano ripensate, ma rappresentavano comunque un ente capace (almeno in qualche caso) di avvicinare la politica al cittadino e di aumentare la partecipazione.
Peccato.
Se il disegno di legge venisse approvato così com’è, “E sottolineo se” come chiosa Marco Brunacci sul Messaggero, credo che ci sarebbe soltanto di che essere felici: almeno a leggere i numeri riportati dai giornali, la quantificazione del risparmio (mi riferisco all’Umbria) sembrerebbe notevole, e peraltro andrebbe a incidere su capitoli di spesa dove tagliare sarebbe, più che una necessità, quasi un dovere morale (auto blu, telefonini, comunità montane, numero dei consiglieri comunali e provinciali, circoscrizioni, ecc.).
Concordo sul fatto che la mannaia dovrebbe produrre una bella e sostanziosa falciata pure ai “gettoni di presenza” (le virgolette sono quanto mai opportune) nelle aziende pubbliche, tanto da sperare che intervenga un emendamento ad hoc per correggere l’inspiegabile mancanza.
Come spesso accade si può sicuramente fare di più e meglio, ma onestamente (per quel poco che sono in grado di valutare) mi sembra un primo passo convincente e significativo. A questo punto la palla passa ai parlamentari e le strade sono essenzialmente due: o approvano in toto o in gran parte (o magari addirittura migliorano) il disegno di legge, oppure si schierano compatti a difesa della loro “Casta”, lo edulcorano, e fanno una pessima figura di fronte al Paese.
Osservazione a margine.
Non vi pare che alcuni passaggi dell’articolo del Messaggero facciano riferimento in modo sorprendente alle considerazioni di un esimio “puntiglioso”, recentemente pubblicate su questo blog?
E’ un bell’inizio…
Non basta!
Per fare un esempio concreto: Buckingham Palace.
Possiamo trovare il rete un documento che riporta in maniera trasparente le spese della Casa Reale Inglese con 33 pagine ricche di dettagli sulle tabelle entrate-uscite dedicate alla prima voce, 54 alle residenze, 33 ai viaggi.
http://www.royal.gov.uk/files/pdf/Annual Report 2006-07.pdf
Da noi non è per esempio possibile avere un discorso analogo. Tutte le (poche) volte che qualcuno ci ha provato (vedi Ciampi nel 2001) alla fine si è avuto un nulla di fatto.