Ancora a proposito di riduzione di costi, gli uffici di Presidenza di Camera e Senato, in attuazione del decalogo Prodi, hanno approvato alcune misure che produrranno un risparmio stimato di 60 milioni all’anno. In sintesi: 1) soppressione della contribuzione volontaria ai fini del riscatto; 2) modifica dell’assegno vitalizio; 3) estensione dell’istituto della sospensione del vitalizio, nel caso di elezione a determinate cariche; 4) dulcis in fundo, soppressione del rimborso spese per viaggi all’estero per motivi di studio (si trattava di un budget di 3.100 euro/anno per ciascun parlamentare). Ho sempre pensato che i nostri politici si confrontano poco col resto del mondo che rapidamente si evolve e che spendono poco tempo in formazione che addirittura dovrebbe essere obbligatoria come per tante altre professioni intellettuali, ma mi viene il dubbio che non sia un pensiero di sinistra…

Due punti interessanti della delibera approvata: le modificazioni dell’assegno vitalizio si applicano ai parlamentari eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura, mentre per i parlamentari attualmente in carica (e ovviamente coloro che già percepiscono il vitalizio, che sono poco meno di 3.000 persone), resta fermo il trattamento previsto dalla legislazione vigente (Grundnorme del tacchino americano e del rinvio della data del Natale); le misure si applicano a partire dalla prossima legislatura, cioè (a voler essere minimamente maliziosi ma sicuramente pecco del solito eccessivo pessimismo), c’è tempo per tornare sugli argomenti nel momento in cui le misure diventeranno efficaci, con la possibilità teorica di addossare la responsabilità politica dei ritocchi ad altre maggioranze.In sostanza, dal mio punto di vista, si tratta di misure “facili”, che mettono d’accordo tutti, un po’ troppo svelatamente demagogiche (e temo che questo sia ciò che appare). Potrei dire anche, misure quasi innocue, se non fosse che il costo di questi provvedimenti è nella frustrazione delle grandi aspettative della società in attesa. Bertinotti dice che si tratta di un segnale d’ascolto all’antipolitica. A me sembra, al contrario, che la società italiana stia chiedendo politica a questa maggioranza, come anche Luca diceva nel suo commento, e sia profondamente delusa proprio per il fatto la politica si faccia troppo poco.

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