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	<title>Commenti a: Non solo acciaio…lo sviluppo a Terni &#8211; 1ª Puntata</title>
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	<description>Circolo on-line del Partito Democratico</description>
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		<title>Di: gregorio</title>
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		<dc:creator>gregorio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2007 15:07:15 +0000</pubDate>
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		<description>a quanto mi risulta la novamont è l&#039;unica azienda che produce sacchetti di plastica da materiale bio. Saranno gli unici sacchetti permessi a partire dal 2010 (finanziaria 2007). Ci sono potenzialità di grande sviluppo, credo.
Per quanto riguarda la filiera con gli agricoltori, lo stanno facendo anche alla Tarkett che produce linoleum.

Per il resto la logica di filiera è ancora preistoria qui da noi (esagero...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a quanto mi risulta la novamont è l&#8217;unica azienda che produce sacchetti di plastica da materiale bio. Saranno gli unici sacchetti permessi a partire dal 2010 (finanziaria 2007). Ci sono potenzialità di grande sviluppo, credo.<br />
Per quanto riguarda la filiera con gli agricoltori, lo stanno facendo anche alla Tarkett che produce linoleum.</p>
<p>Per il resto la logica di filiera è ancora preistoria qui da noi (esagero&#8230;).</p>
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		<title>Di: d.lombardini</title>
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		<dc:creator>d.lombardini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2007 08:44:04 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;Esatto Bebbo...proprio lì volevo arrivare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Oltre al fatto che andrebbero conosciute e divulgate maggiormente nella città le iniziative più dinamiche - a vario titolo e con varie ricadute - presenti perchè generano una visione condivisa fra gli attori di un sistema territoriale, creando una sorta di &quot;accreditamento&quot; e le precondizioni dello sviluppo (onestamente quanti ragazzi o quanti avventori dei bar, casalinghe sanno cosa producono le più grandi aziende di Terni???), bisogna realmente interrogarsi sulla presenza di quali settori delle attività delle multinazionali devono essere implementate nella Conca. Anche con una serie di interventi e politiche volte a stimolare le stesse aziende ad investire nel territorio. A questo proposito il rapporto con una VERA UNIVERSITA&#039; CHE FA RICERCA e il RUOLO DEI C.D. IMPRENDITORI ISTITUZIONALI è fondamentale! Nel rispetto di una strategia dello sviluppo. Scegliere con coraggio, tenendo sempre presente che non ci sono ricette facili ed immediatamente spendibili, ossia che l&#039;arco temporale dello sviluppo economico-sociale-ambientale e culturale di un territorio sopravanza di gran lunga la vita delle varie giunte amministrative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
La Angelantoni o altre reltà dell&#039;Alta Umbria non le prenderei però troppo in considerazione; sono figlie di una storia diversa e non di una programmazione e la stessa &quot;tascabilità&quot; genera non pochi probemi come la riproduzione di logiche e schemi &quot;paesani&quot; all&#039;interno dell&#039;attività imprenditoriale.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&lt;p&gt;&lt;p&gt;Esatto Bebbo&#8230;proprio lì volevo arrivare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;<br />
Oltre al fatto che andrebbero conosciute e divulgate maggiormente nella città le iniziative più dinamiche &#8211; a vario titolo e con varie ricadute &#8211; presenti perchè generano una visione condivisa fra gli attori di un sistema territoriale, creando una sorta di &#8220;accreditamento&#8221; e le precondizioni dello sviluppo (onestamente quanti ragazzi o quanti avventori dei bar, casalinghe sanno cosa producono le più grandi aziende di Terni???), bisogna realmente interrogarsi sulla presenza di quali settori delle attività delle multinazionali devono essere implementate nella Conca. Anche con una serie di interventi e politiche volte a stimolare le stesse aziende ad investire nel territorio. A questo proposito il rapporto con una VERA UNIVERSITA&#8217; CHE FA RICERCA e il RUOLO DEI C.D. IMPRENDITORI ISTITUZIONALI è fondamentale! Nel rispetto di una strategia dello sviluppo. Scegliere con coraggio, tenendo sempre presente che non ci sono ricette facili ed immediatamente spendibili, ossia che l&#8217;arco temporale dello sviluppo economico-sociale-ambientale e culturale di un territorio sopravanza di gran lunga la vita delle varie giunte amministrative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;<br />
La Angelantoni o altre reltà dell&#8217;Alta Umbria non le prenderei però troppo in considerazione; sono figlie di una storia diversa e non di una programmazione e la stessa &#8220;tascabilità&#8221; genera non pochi probemi come la riproduzione di logiche e schemi &#8220;paesani&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;attività imprenditoriale.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</p>
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		<title>Di: Bebbo</title>
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		<dc:creator>Bebbo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2007 21:51:30 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;L&#039;esperienza di Novamont è indicativa di quale può essere il ruolo sociale delle imprese che adottano politiche di sviluppo del business compatibili con le esigenze di sostenibilità e di condivisione del benessere con la comunità locale che le ospita.&lt;br /&gt;
Vi do una bellissima notizia. La filiera che Francesco ipotizzava già esiste da alcuni mesi, per comune volontà di Novamont e di Coldiretti che insieme ed in modo esemplare hanno progettato ed avviato la creazione di quello che potrebbe sembrare un distretto della chimica ecocompatibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2006/10/rb131006_bioraffineria.shtml?uuid=8d451432-5abe-11db-b796-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Per maggiori informazioni&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché dico &quot;potrebbe sembrare&quot;? Perché - con il massimo rispetto e la massima ammirazione verso una iniziativa che per contenuti e modalità di attuazione emerge con forza nel troppo asfittico panorama dell&#039;innovazione sostenibile nel nostro paese - anche questa nuova avventura nasce con gli stessi limiti di altre, più o meno fortunate, che hanno contraddistinto la storia economica del comprensorio ternano degli ultimi decenni.&lt;br /&gt;
Anche in questo caso, infatti, i pur ingenti effetti del nascente business si traducono nel territorio solo in insediamenti produttivi ed indotto. Una dimensione certamente rilevante per lo sviluppo economico locale, ma non determinante per l&#039;avvio di una nuova e duratura prospettiva di crescita per il nostro territorio.&lt;br /&gt;
A Terni c&#039;è poca consapevolezza del grandissimo riconoscimento assegnato alla folignate Catia Bastioli perché le determinanti dell&#039;innovazione realizzata non sono a Terni, ma a Novara: lì si fa ricerca applicata e si sviluppa il prodotto, lì si tessono le strategie aziendali e le partnership di sviluppo, li si studiano le campagne di marketing e di comunicazione. Lì si trovano tutte le funzioni aziendali &quot;ricche&quot;: quelle che in modo più netto ed efficace potrebbero stimolare lo sviluppo nell&#039;ambiente circostante.&lt;br /&gt;
Con questo non voglio dire che a Terni in Novamont non si facciano attività rilevanti e feconde per il territorio: farei un torto gravissimo a chi vi lavora e consente di realizzare da fini prototipi un prodotto finito di qualità e concorrenziale sui mercati.&lt;br /&gt;
Però non posso fare a meno di immaginare cosa potrebbero diventare la nostra città, la nostra università, il nostro tessuto imprenditoriale e le prospettive di vita per i più dinamici e creativi concittadini se più di una simile rilevante iniziativa economica assurgesse ad autentico volano dello sviluppo locale, insediando sul nostro territorio anche quelle funzioni aziendali &quot;ricche&quot; che ancora e per gran parte mancano nella Terni del 2007.&lt;br /&gt;
Non è, questa, una utopia, ma la semplice osservazione di cosa è successo in pochi anni trenta Km più a nord di Terni: a Massa Martana, nella straordinaria multinazionale familiare tascabile di Gianluigi Angelantoni.&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza di Novamont è indicativa di quale può essere il ruolo sociale delle imprese che adottano politiche di sviluppo del business compatibili con le esigenze di sostenibilità e di condivisione del benessere con la comunità locale che le ospita.<br />
Vi do una bellissima notizia. La filiera che Francesco ipotizzava già esiste da alcuni mesi, per comune volontà di Novamont e di Coldiretti che insieme ed in modo esemplare hanno progettato ed avviato la creazione di quello che potrebbe sembrare un distretto della chimica ecocompatibile.</p>
<p>&lt;a href=&#8221;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2006/10/rb131006_bioraffineria.shtml?uuid=8d451432-5abe-11db-b796-00000e25108c&#038;DocRulesView=Libero&#8221; rel=&#8221;nofollow&#8221;&gt;Per maggiori informazioni&lt;/a&gt;</p>
<p>Perché dico &#8220;potrebbe sembrare&#8221;? Perché &#8211; con il massimo rispetto e la massima ammirazione verso una iniziativa che per contenuti e modalità di attuazione emerge con forza nel troppo asfittico panorama dell&#8217;innovazione sostenibile nel nostro paese &#8211; anche questa nuova avventura nasce con gli stessi limiti di altre, più o meno fortunate, che hanno contraddistinto la storia economica del comprensorio ternano degli ultimi decenni.<br />
Anche in questo caso, infatti, i pur ingenti effetti del nascente business si traducono nel territorio solo in insediamenti produttivi ed indotto. Una dimensione certamente rilevante per lo sviluppo economico locale, ma non determinante per l&#8217;avvio di una nuova e duratura prospettiva di crescita per il nostro territorio.<br />
A Terni c&#8217;è poca consapevolezza del grandissimo riconoscimento assegnato alla folignate Catia Bastioli perché le determinanti dell&#8217;innovazione realizzata non sono a Terni, ma a Novara: lì si fa ricerca applicata e si sviluppa il prodotto, lì si tessono le strategie aziendali e le partnership di sviluppo, li si studiano le campagne di marketing e di comunicazione. Lì si trovano tutte le funzioni aziendali &#8220;ricche&#8221;: quelle che in modo più netto ed efficace potrebbero stimolare lo sviluppo nell&#8217;ambiente circostante.<br />
Con questo non voglio dire che a Terni in Novamont non si facciano attività rilevanti e feconde per il territorio: farei un torto gravissimo a chi vi lavora e consente di realizzare da fini prototipi un prodotto finito di qualità e concorrenziale sui mercati.<br />
Però non posso fare a meno di immaginare cosa potrebbero diventare la nostra città, la nostra università, il nostro tessuto imprenditoriale e le prospettive di vita per i più dinamici e creativi concittadini se più di una simile rilevante iniziativa economica assurgesse ad autentico volano dello sviluppo locale, insediando sul nostro territorio anche quelle funzioni aziendali &#8220;ricche&#8221; che ancora e per gran parte mancano nella Terni del 2007.<br />
Non è, questa, una utopia, ma la semplice osservazione di cosa è successo in pochi anni trenta Km più a nord di Terni: a Massa Martana, nella straordinaria multinazionale familiare tascabile di Gianluigi Angelantoni.</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2007/07/24/non-solo-acciaio%e2%80%a6lo-sviluppo-a-terni-1%c2%aa-puntata/comment-page-1/#comment-128</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2007 18:18:56 +0000</pubDate>
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		<description>Domanda ingenua: nessuno ha pensato di produrre il semilavorato in Umbria, creando una logica di filiera?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda ingenua: nessuno ha pensato di produrre il semilavorato in Umbria, creando una logica di filiera?</p>
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		<title>Di: angela</title>
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		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2007 17:38:07 +0000</pubDate>
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		<description>Conoscevo la realtà della Novamont dai servizi di Report. Le potenzialità sviluppo dovrebbero essere interessanti anche dal punto di vista dell&#039;indotto: se non ricordo male, non usano direttamente i prodotti agricoli, ma necessitano di un semilavorato che deriva da quei prodotti e che è difficilmente reperibile, e comunque disponibile per la maggior parte fuori regione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscevo la realtà della Novamont dai servizi di Report. Le potenzialità sviluppo dovrebbero essere interessanti anche dal punto di vista dell&#8217;indotto: se non ricordo male, non usano direttamente i prodotti agricoli, ma necessitano di un semilavorato che deriva da quei prodotti e che è difficilmente reperibile, e comunque disponibile per la maggior parte fuori regione.</p>
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