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…Mondo della Ricerca

Il Partito Democratico in Umbria dovrà mettere in campo un’azione tesa a cogliere e valorizzare tutte le opportunità offerte dal Distretto Tecnologico dell’Umbria e dal VII Programma Quadro dell’UE.

E saper andare anche oltre:

- svolgendo attività di “animazione territoriale” volte ad integrare la governance vera e propria del Distretto Tecnologico dell’Umbria, concorrendo in tal modo a generare riconoscibilità, condivisione e rilancio continuo delle attività, diffusione dei risultati raggiunti e costruzione di consenso partecipato sui traguardi futuri raggiungibili;

- supportando l’elaborazione di politiche pubbliche destinate a costruire prospettive di carriera per i giovani ricercatori (sono 140 su 1224 i docenti dell’Università di Perugia in organico nel 2007 con età compresa tra i 66 ed i 75 anni!!!) ed in generale per un radicamento della comunità scientifica soprattutto in una realtà come quella ternana ancora a metà del guado nel cammino intrapreso verso una realtà post industriale di moderna città europea;

- stimolando la propensione del tessuto imprenditoriale locale ad investire in R&S e la collaborazione Impresa – Associazioni di categoria – Università attraverso azioni di informazione, promozione e fund raising.

…Pubblica Amministrazione

Il Partito Democratico umbro dovrà impegnarsi non solo nelle direzioni già indicate dalla Regione di una “cura dimagrante” di Enti Locali e di un nazionale snellimento e semplificazione della PA, ma anche e soprattutto concorrendo a migliorare la capacità della pubblica amministrazione di organizzarsi internamente per erogare servizi di buona qualità attraverso modalità innovative . La tecnologia non rappresenta di per sé un grosso ostacolo, né dal punto di vista dei costi, né dell’usabilità…manca la volontà di chi lavora nella PA di strutturarsi per agire sui procedimenti in rete ed offrire così delle risposte al cittadino rispettando i livelli di servizio e le tempistiche prestabilite, di intraprendere un percorso di formazione serio del personale e di reingegnerizzazione del lavoro (in questa partita fondamentale potrebbe risultare l’ingresso in forma stabile di quei precari giovani che già, pur appoggiandosi su insicuri trampoli contrattuali, consentono alla PA di camminare abbastanza spedita). E-government (servizi on line a cittadini e imprese), telelavoro, telemedicina, e-learning, e-procurement, e-democracy, digitalizzazione documentale ed e-democracy possono consentire uno scatto in avanti per la società umbra facendo recuperare al tempo stesso inclusione sociale e competitività.

Il Partito Democratico proprio per la sua natura innovativa e per la sua volontà di riavvicinare politica/amministrazione al cittadino/utente non può non essere dentro la partita dell’innovazione dei servizi della PA, supportandone i processi di cambiamento, promuovendo e diffondendo le innovazioni realizzate (generando in tal modo processi emulativi) a livello territoriale, svolgendo azioni di audit per la costruzione di carte dei servizi e monitorare il rispetto dei service level agreement, stimolando la partecipazione attraverso le nuove tecnologie alla vita delle istituzioni.

3 Risposte a “Qualche riflessione personale sul rapporto tra Partito Democratico Umbro e….”
  1. corradopani scrive:

    Ad essere sincero e a voler parlare fuor dai denti, non credo proprio sia né nelle prospettive né tantomeno nella preparazione politica e intellettuale della futura classe dirigente del PD la possibilità di rinnovare e cambiare alcune linee programmatiche già impostate. Si voglia per apparetenenza a questa o quella lobbies, si voglia per totale menefreghismo e mera detenzione di potere non mi pare ci sia nemmeno lontanamente la volontà di aumentare le prospettive della ricerca. E il caso emblematico della diffusione della cultura nella nostra città sembra riassumere e sussumere esattamente quel che accadrà negli anni futuri…A tal proposito qualcuno ha scritto che il tempo darà tutte le ragioni e le prospettive al nascituro PD.
    Vorrei al contrario sostenere esattamente il contrario:
    “Sarà…ma non credo sia mai il tempo a risolvere le questioni o a realizzare le novità; credo, semmai, alla volontà delle persone delegate, comunque, a scegliere chi per cosa (e una decisione si dovrà necessariamente prendere). Il problema più vero sta semmai nella totale rimozione di piccoli, ma stressanti, privilegi della classe dirigente politica (per non dire di quella industriale). Quei minuscoli eppur fastidiosissimi riconoscimenti che hanno, guarda caso nel corso del tempo, allontanato i cittadini dalla vita politica. Così i ricatti istituzionali, le prevaricazioni e gli abusi, l’inattività e l’avarizia andrebbero senza dubbio eliminati (il che sarebbe oltre che una correttezza una vera scelta di eleganza intellettuale). Così ad esempio nella realtà di Terni sarebbe auspicabile che certi esponenti dei Ds pronti a riciclarsi nel PD (quasi rappresentasse, più che una necessaria novità ideologica e spirituale, l’ultima spiaggia per il pensionamento) iniziassero un percorso di serio e determinato allontanamento non certo dalla vita politica, ma almeno dalle istituzioni che rappresentano e dunque dalla vita pubblica. Perché, lasciatemi chiarire, è sin troppo squallido, e senza dubbio molto meno onorevole, permettere a determinati individui di spendere in modo del tutto disordinato le risorse pubbliche, vederli denigrati dalla stampa o dal proprio Partito e tuttavia ritrovarli, comunque, in posizioni di rilievo o di dirigenza. Mi pare abbastanza ovvio che il particolare, in questo caso, sia specchio più o meno esatto della questione generale, e dunque nazionale. Sarà per questo che in Italia il luogo comune (persino marcatamente mafioso) per cui è la conoscenza delle persone importanti a fare la differenza è sin troppo battuto dal nostro pensiero, tanto da trasformarsi in fatto oggettivo e necessità.
    Un partito nuovo che nasce non può eludere la sostanza da cui si genera, e in questo caso è sostanza ciò che è pensiero, conoscenza o credenza. Se sarà dunque la novità a mutare le coscienze questo avverrà come conseguenza ineluttabile di scelte che, prima di tutto, hanno testimoniato platealmente il coraggio delle scelte. Non è affatto coraggioso travasare persone in un contenitore nuovo; è coraggioso riempire di nuovo un qualcosa che, solo in secondo momento, potrà essere anche contenitore …

    E, si capisce, questa riflessione può sostanziarsi in relazione a qualsiasi tema che verrà preso in esame in questo blog/forum. Per tonare, prima di chiudere, brevemente al problema Università a Terni e soprattutto al rapporto ricercatori-docenti, basti solo pensare, appunto, a quanta politica sottenda le nomine, a quanto classismo sottenda le scelte didattiche, a come le collusione tra persone siano dettate piuttosto dall’interesse personale che dal bisogno della collettività…Ricordate per caso che fine ha fatta tutta la politica dello spettacolo a Terni?

  2. curioso scrive:

    ma sei il figlio di mina?

  3. corradopani scrive:

    Semmai Corrado Pani era il marito di Mina, mentre il figlio si chiama Massimiliano Pani…Ma non sta qui il punto…è un mero caso di omonimia…

  4.  
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