grillo-beppe.jpg L’autobus. E’ il luogo in cui, più di ogni altro si avverte la grillite. Una sorta di rivolta della plebe, a volte giustamente esausta a volte esasperatamente polemica, che dopo lo sdoganamento del Vaffanculo si sente in diritto (e magari un po’anche in dovere) di attraversare il convulso traffico di Roma prenderndosela ora con gli autisti, ora con l’ATAC, ora con i politici “che se magneno tutto, ’sti zozzoni”, ora con i dipendenti pubblici, con la casta, con le lobby e i complotti demoplutocratici. E ogni volta ad invocare il Grillo come proprio nume tutelare, sudato vindice del popolo dei pressati nel bus. Rivolta molto, ma molto di pancia. E però…

Poi accendi la TV e vedi tutti i miseri vessilliferi della sinistra dura e pura, il volto truce di Sabina d’Arco Guzzanti che spera fortemente nel ritorno di Berlusconi per poter tornare a fare incassi al botteghino, il volto mellifluo di Torquemarco Travaglio che spera nel ritorno di Berlusconi per poter vendere qualche libro in più, la dentiera brillante di Pancho Pardi che spera nel ritorno di Berlusconi per poter esistere. E tutti quanti invocano Grillo e lo invidiano un po’. E però…

E poi vedi Grillo in persona, che urla, sbraita e sfancula. Mette tutti in un unico calderone. Fa le proposte di legge, ma dice che i politici che vogliono interloquire con lui sono come dei Gordon Brown che dialogano con Mr. Bean. E mette in un’unica fornace Previti e Visco, Dell’Utri e Amato. E via: “Bianchi e neri sono tutti uguali”. Ce lo meritiamo noi Beppe Grillo. E però…

E però il disagio che esprime Grillo è vero. Esiste. Serpeggia. E va prima di tutto capito.

C’è una domanda di democrazia, anche se spesso chi la chiede ti guarda male se provi ad allungargli un volantino o una pubblicazione politica. C’è una domanda di meritocrazia, anche se spesso chi la pone non si fa scrupolo a far raccomandare il figlio o il nipote. C’è una domanda di politiche coraggiose: spesso abborracciate, magari confuse a volte ideologiche. Ma non c’è solo il blatericcio sui famigerati “costi della casta”. Si chiede di avere, finalmente, una politica energetica degna di un Paese europeo. Si chiede di intervenire sulla struttura del sistema finanziario, che ha prodotto i mostri e i guasti che ben ci ricordiamo. Si chiede di modificare la legge elettorale, eliminando le liste bloccate (che ci siamo ritrovati anche nelle primarie…). C’è una domanda di partecipazione.

E’ vero: per partecipare ci sono i partiti. C’è il PD, certo. Ci sono le primarie. Ma, cari amici democratici: siamo sinceri. Fino ad ora, a tre settimane dalle primarie, quale immagine di PD siamo riusciti a trasmettere? Abbiamo saputo dare un’immagine di rinnovamento? Di apertura? Di voglia di discutere di programmi e di questioni concrete insieme ai cittadini, alla gente che è stufa di sentirsi chiamare “società civile”, ma che pur non potendo fare politica per professione vorrebbe provare, senza pretendere molto, a partecipare alla vita politica, a dire la propria a dare il proprio contributo?

Tra l’arroccarsi delle classi dirigenti nella propria fortezza e il vaffanculo indistinto, ci deve essere una terza via. Tra l’alterigia senatoria e l’aventino plebeo ci deve essere un Menenio Agrippa capace di smuovere le coscienze senza far ribollire le viscere.

Intanto Grillo continua a spiazzare. Nessuno è capace di instaurare un dialogo con lui e con il “suo” popolo.

Intanto il Governo arranca, vacilla, si salva per un soffio. Usque tandem?

Intanto siamo a tre settimane alle primarie. Ed oggi verranno varate le liste per l’Assemblea costituente. Vediamo domani, che domani sarà.menenio.jpg

21 Risposte a “Prendiamo il Grillo per le corna (e magari proviamo a porgere l’altra chiappa…)”
  1. gregorio scrive:

    Quando venne Alfredo Reichlin a Terni (mesi fa) disse una cosa che mi colpì. “quando un tassista mi chiede che lavoro faccio, non vi nascondo che provo un certo imbarazzo nel rispondere che faccio politica”. Ovviamente per il clima intorno alla politica, a chi fa politica, a chi la politica qualunque cosa faccia lo appassiona.
    Ci convinse, ma non ce n’era bisogno, che la soluzione a quell’imbarazzo era qualcosa di davvero nuovo che avremmo costruito per ridare dignità alla politica, per ridarle slancio e moralità e perchè no anche la sobrietà che certi privilegi borbonici dei nostri parlamentari impediscono.
    Oggi quel partito democratico che intravvedevamo come soluzione si delinea come avevamo in mente?
    Secondo me, no. Per errori di tutti, sia ben chiaro, ma per errori nostri.
    E continuo a pensare a PD come Pessimismo Diffuso o Dilagante o fate voi.
    Che fare? diceva uno prima di me.
    Rispetto a Grillo, beh un giorno spero parleremo anche della sua proposta di legge che ovviamente mi mette paura.

  2. Francesco scrive:

    Perché non ne parliamo con quelli del meet-up ternano di Grillo? Possiamo fare un’iniziativa/incontro come Punto democratico parlando, in concreto, delle loro proposte.

  3. alessandro.vincelli scrive:

    Ci troviamo sicuramente in momento storico cruciale per la società italiana. Ritrovarci con un partito che nasce è fantastico! Vorrei che il PD faccia “quello” scatto in avanti, per diventare un punto di riferimento per tutti noi. Voglio lavorare per questo.

    Francesco, un incontro con quelli del meet-up mi sembra un ottima idea. Meglio ancora se nel fine settimana ;)

  4. anonimo scrive:

    cosa non si fa in campagna elettorale…

  5. Francesco scrive:

    Quale campagna elettorale? Ci sono già le elezioni? Mi era sfuggito.

    Se non dialoghi ti arrocchi. Se dialoghi fai campagna elettorale.

    Sarò veltroniano, ma non bisogna mai stancarsi di dialogare…

  6. isabella scrive:

    Campagna elettorale?
    Veramente qui si sta parlando della nascita di un nuovo partito e del desiderio di partecipazione che emerge, fortissimo, da parte di tanta gente “normale”.
    Nessuno vuole fare campagna acquisiti, anche perchè non c’è nulla da vendere, ma solo capire quali sono le esigenze che vengono dalla base, dalla gente vera (noi giovani “veltronini” compresi), e per farlo bisogna incontrasi, parlarsi, magari litigare…
    Smettiamola, per favore, di scuotere la testa come se fossimo gli unici depositari di ogni verità cosmica, e mi rivolgo a tutti, dal Papa, ai grillini, ai comunisti…proviamo ad ascoltarci senza pretendere di emettere una sentenza, e per favore, lasciate perdere e pagliuzze altrui e fatevi un pò le travi vostre!
    Mi autodenuncio: sono un’assidua frequentatrice del blog di Grillo e una trepidante sostenitrice del PD. Ci ripongo qualche speranza di miglioramento reale e non sono così ingenua da pensare che la politica (?) dei duri e puri possa portare davvero da qualche parte!
    P.S. Perdonate lo sfogo e il tono vagamente polemico….voglio bene a tutti anche al nostro amico anonimo.

  7. anonimo scrive:

    se c’è un voto c’è campagna elettorale – mi sembra evidente!
    e la campagna non deve vendere, deve solo comprare.

    perdonate l’entrata a gambva tesa e la codardia del nick.

    ah, dimenticavo: non è che il dialogo è solo veltroniano – è vero che lo chiamano il coniglio mannaro?

  8. Francesco scrive:

    Lo spirito di queste primarie mi sembra un po’diverso, direi… Nel bene e nel male. Quel che è certo è che non c’è bisogno di comprare nessuno. Anzi, il problema è semmai che sul carro veltroniano sono saliti in troppi.

    Sarò testardo, ma sono convinto che si può parlare e ragionare con tutti. E non per fare campagna acquisti (che in questo caso darebbe risultati scarsini), ma perché di fronte all’espressione di un disagio la politica a tutti livelli (persino al nostro che è il più piccino) non può voltarsi dall’altra parte.

    Ed ora ti saluto; stanotte ci sarà la luna piena e ho un impegno inderogabile nel bel mezzo di un succulento campo di carote!

  9. raskolnikov scrive:

    Perchè c’è crisi? Per eccesso di popolo informe, privo d’autocoscienza – come direbbero gli antichi – o per eccesso d’individualismo?

    La piazaa ama gli arruffapopoli e, dal canto suo, un pecoraro come non può amare le sue pecorelle.

    Anch’io andrò con francesco nel campo di carote, ma con prudenza, si deve saper dosare con dilgenza carota – e bastone!

  10. raskolnikov scrive:

    Preciso. non vorrei che questa sera Mazza al Tg2 prendesse la precedente e iniziasse a dare la caccia ad un Raskolnikov che, già subìto il suo castigo e percorso la sua espiazione, non ha in relatà alcun intento violento.

    Comunque la storia del coniglio mannaro l’ho sentita anch’io..

  11. d.lombardini scrive:

    << Intanto Grillo continua a spiazzare. Nessuno è capace di instaurare un dialogo con lui e con il “suo” popolo.>>
    Appunto! Anche la “nuova” classe dirigente…non mi pare di aver sentito (ma forse non ero sintonizzato sulla “sottile frequenza rossa”) qualcuno “dei nostri” riutilizzare anche solo un pezzettino del “grillismo” e proporre qualcosa di costruttivo. Che siano troppo occupati a proporre scambi di opinioni su problematiche varie al “popolo delle primarie” che freme per effettuare una scelta fra 15 giorni perfettamente edotto sui meccanismi elettoralie e le rispettive posizioni????(AHAHHAHAHAH!!!).
    Ottima capacità di risposta strategica come al solito….
    Un’altra cosa che mi rode è che malgrado gli apparati degli apparati anche tecnologicamente non c’è partita.
    Certo che ci vogliono veramente le palle a continuare ad essere di sinistra (e dell’Inter per giunta!).

    Troppo stanco ed amareggiato per essere serio…mi scuso con tutti!

  12. gregorio scrive:

    cambia squadra, damme retta.

  13. corradopani scrive:

    Scusatemi ma io non riesco proprio a vedere la o una nuova classe dirigente; semmai vedo sempre il vecchio che si trasforma e si ricicla pur di farsi passare come nuovo. E, aggiungo, è proprio questa prassi che informa la polemica – costruttiva o non – di Beppe Grillo. In effetti al di là di certe frasette da “amici der baretto” o di talune provocazioni mi pare che dietro il successo popolare del comico ci sta proprio una certa questione morale di fondo: semplificando si può senza dubbio parlare di una insostenibile voglia delle persone di vedere giustizia fatta. Un po’ di esempi: si fa una finanziaria perché i conti pubblici non quadrano e al contempo si aumentano gli stipendi dei parlamentari; si parla di morti bianche ma non si emanano leggi restrittive per la sicurezza; si pone come questione primaria l’ambiente, ma non si creano gli strumenti legislativi e amministrativi per promuovere le energie alternative; si continua a parlare di conflitto di interessi ma non lo si regola mai; si parla di trasparenza e si fanno leggi in tal senso, ma nessuno pubblica le liste dei propri iscritti con le relative società di cui fanno parte… Insomma, come vedete, si potrebbe continuare per almeno altri diecimila esempi: qual’è dunque il problema che solleva Beppe Grillo? Si tratta delle ataviche prese in giro di chi detiene il potere che parla parla senza mai dare una risposta visibile ai problemi che egli stesso evidenzia…
    E, per tornare, al nostro PD direi proprio che si è iniziato col piede sbagliato; per quanto io possa personalmente stimare Veltroni, non mi pare lui possa rappresentare il nuovo, poiché di nuovo, politicamente, non ha nulla…

    Un saluto a tutti voi.

  14. corradopani scrive:

    c’è una virgola da spostare nell’ultima frase….perdonatemi…

  15. Bebbo scrive:

    Caro Francesco,
    respiro profondamente e ti dico la mia.
    L’azione politica di Beppe Grillo, sgangherata e discutibile come poche altre, risulta ora definitivamente rivalutata dal confronto con la INDECENZA e l’ABOMINIO rappresentato dal rito tribale protrattosi nelle ultime settimane e giunto al culmine con le messe nere di stanotte, che hanno portato all’elaborazione delle liste per le assemblee costituenti.

    Ho bisogno di un pò di tempo per ordinare i pensieri e le parole che ho da dire ed aprire una discussione a tale proposito. Fin da ora posso dirti che per me la “nuova stagione” si apre con una tremenda gelata: il processo di costituzione del PD così come è stato avviato e guidato (scusate l’eufemismo…) pare virtualmente abortito; e l’impressione è che non si sia trattato di aborto spontaneo… Il mio residuo briciolo di ottimismo ridotto alla consistenza della particella di sodio della pubblicità, mi sollecita in nome del principio di riduzione del danno di considerare questo processo costituente azzerato e limitato alla nostra esperienza di Punto Democratico, e poco altro.
    L’unica cosa di cui sono certo è che, ritenendomi persona responsabile, da par mio non mi sottrarrò all’obbligo morale di partecipare alle primarie, e andrò alle urne. Ma da qui al 14 devo decidere cosa andrò a fare.

    Quando avrò ritrovato la necessaria serenità, tornerò anche sull’argomento “Beppe Grillo”, al quale ho dato una lettura che si discosta non poco da quelle dominanti, così pervase di perbenismo interessato.

  16. gregorio scrive:

    compagni e amici democratici,
    prepariamoci a rifondare quello che ancora deve essere fondato.

    Strani giorni, viviamo strani giorni.

  17. Francesco scrive:

    Bebbo e Greg: leggere i vostri post è stato l’unico momento rinfrancante all’interno di due giorni da dimenticare.

    Anch’io dovrò decidere cosa fare da qui al 14. Ma zitti no, non possiamo rimanere di fronte allo scempio che si sta consumando…

  18. corradopani scrive:

    Diciamo che, nella sostanza, siamo tutti pronti a fondare qualcosa di nuovo…Occorrerebbe tuttavia che i vecchi dirigenti, le vecchie personalità e tutti coloro che hanno significativamente rimarcato lo scollamento tra politica e società si mettessero da parte: siamo sicuri che lo facciano a nostro vantaggio? Siamo certi che non occorra, al contrario, qualcosa di veramente forte e quasi rivoluzionario?

  19. Fede scrive:

    L’unica certezza che scaturisce dalle “discussioni” delle ultime settimane per non parlare delle ultime ore… è la necessità di cambiare.
    Gli eventi delle ultime ore hanno dimostrato che il Partito Democratico, così come lo abbiamo immaginato e sognato, negli utlimi congerssi di partito, è una necessità, una priorità assoluta.
    Purtroppo la classe dirigente “uscente” sta dando dimostrazione di credere al progetto del PD solo a parole.
    Non siamo stati in grado, cosa che è avvenuta in altre regioni, di produrre una reale innovazione, non abbiamo prodotto neanche una parvenza di innovazione…gli unici giovani che compaiono nelle liste ci sono in quanto “figli di”… alla faccia del principio di meritocrazia!!!
    Il PD è comunque ancora da fare, una volta assecondate le manie di protagonismo della vecchia classe dirigente ci sarà da costruire un nuovo soggetto politico nella pratica e nella quotidianità, credo che il nostro impegno non può venire meno ora, anzi ci dobbiamo impegnare a dialogare con chi della vecchia classe dirigente condivide con noi il progetto del PD, con le persone, che estranee alle logiche di partito “credono” all’irreprensibilità morale di Beppe Grillo…su questo però tornerò perchè l’argomento merita una discussione a sè.

  20. d.lombardini scrive:

    <p>E’ che lo stomaco inizia a ribellarsi al fatto di “assecondare le manie di protagonismo della vecchia classe dirigente” e votare turandosi il naso! Sul caso Grillo credo che non bisogna fare l’errore di focalizzarsi sull’irreprensibilità morale della persona (tecnicamente: ma chi se ne frega?) ed andare a comprendere meglio la risonanza e la composizione del “fenomeno”. 350mila firmatari sono assai di più dei 24mila di scarto che hanno deciso le passate elezioni…e sono sicuramente molto compositi. Aprire un dialogo sarebbe interessante e nella natura di Punto Democratico.
    Puntare alle problematiche, rinnovando le teste, usando la testa.</p>

  21. corradopani scrive:

    Credo molto più nelle decisioni drastiche. Sarebbe a dire che è il caso di levarsi dalle tasche (per non dire di peggio: grillo docet) tutti questi nomi sin troppo ricorrenti nella storia dei partiti italiani, Veltroni incluso che, a quanto pare, fa parte più del vecchio che del nuovo (farebbe bene ricordarsi del suo ruolo nel primo governo ulivo, con Prodi presidente del Consiglio). Insomma se davvero si vuol far nascere un nuovo partito (e già che rechi l’etichetta di Partito sembra una cosa buona e giusta) si palesa sempre più la necessità di un sistema di persone davvero nuovo, davvero candido. Ma già che il PD sia sorto grazie all’impegno dei vecchi saggi porta con sé un po’ di quel marcio di cui la gente ha le tasche piene! Pensiamoci bene….La mia idea? Che se ci si presenta per come stanno andando le candidature si prende una batosta storica!

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