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Investire in ricerca significa credere nel futuro del Paese. Si può girare la questione in molti modi ma la sostanza di fondo è questa. Una società con un’idea di sviluppo in cui è determinante il ruolo della conoscenza non può fare a meno di strutture di ricerca qualificate e di ricercatori profondamente motivati. E queste strutture e questi ricercatori non possono fare a meno del sostegno del Paese, inteso non solo come istituzioni pubbliche ma anche come singoli cittadini. Per questo l’introduzione nel 2006 del “5 per mille” Irpef, destinato alla ricerca e al volontariato, è stata una buona idea. Quasi due italiani su tre hanno subito aderito, con uno slancio inaspettato. Il “5 per mille” non è destinato a cambiare le sorti della ricerca italiana. Tuttavia esprime una volontà chiara dei cittadini nei confronti di un settore che gode altrimenti di un’attenzione solo intermittente (per usare un eufemismo).
È un segnale chiaro e forte con cui i contribuenti indicano un obiettivo strategico per la spesa pubblica. Non solo il “5 per mille” non contraddice interventi più sostanziali e strutturati da parte delle istituzioni, ma in qualche modo li sollecita e li esige.
Quindi non è un’elemosina con cui tacitare le nostre coscienze ma un modo per dare voce a una priorità effettivamente condivisa dai cittadini del nostro Paese.
Per questo motivo un gruppo di ricercatori e di persone impegnate nel mondo dell’innovazione – tra questi Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Umberto Veronesi, e molti autori di Nòva24, per citare solo alcuni tra i primi firmatari – rivolgono al Governo un appello, in sintonia con un’analoga petizione del mondo del volontariato, perché il “5 per mille” divenga contenuto stabile della nostra legislazione e la sua copertura non venga condizionata da “tetti” o altre forme di riduzione.
L’appello da oggi può essere sottoscritto sul sito del Sole-24 Ore e sul blog di Nòva24.

Gianluca Salvatori – Assessore alla Ricerca e Innovazione della Provincia Autonoma di Trento e promotore della petizione

Il testo della petizione

I primi firmatari

Gli italiani finanziano la ricerca scientifica

La storia del 5 per mille

Firma qui la petizione

3 Risposte a “Una petizione per il 5 per mille stabile e senza limiti”
  1. isabella scrive:

    L’iniziativa è encomiabile.
    Comunque ricordo che esisteva anche un disegno di legge di iniziativa popolare che prevedeva di devolvere addirittura l’8 per mille alla ricerca.
    Tutto sommato anche questa potrebbe essere una buona idea.
    Nel frattempo aderiamo in massa alla petizione qui segnalata.

  2. Francesco scrive:

    Una buona notizia, tratta dal sito de La Repubblica:

    “Torna il 5 per mille. Ritorna anche quest’anno il cinque per mille, e il Comitato Promotore dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà ha espresso soddisfazione. “Sono ormai due anni che il Comitato lavora con attenzione per far sì che un provvedimento così importante, sostenuto dalla fiducia di tantissimi contribuenti fin dai suoi esordi, avesse il suo giusto spazio all’interno della Finanziaria”, ha detto il deputato di Fi Maurizio Lupi, coordinatore del comitato. “Fa piacere che il Governo si sia dimostrato sensibile alle tante richieste, sicuramente apprezzando per primo il valore che i cittadini stessi hanno conferito al 5 per mille. Rimane – conclude – un’altra speranza al Comitato Promotore che continuerà a battersi: il provvedimento diventi quanto prima strutturale”.

  3. cnat scrive:

    Firmiamo in massa

    Domanda: Quanto bisogna aspettare perchè il 5 per mille diventi strutturale e senza tetti di sorta?

  4.  
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