Archivio per novembre 2007

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L’oltremodo fortunato libro dell’economista urbano americano Richard Florida L’ ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni (2003, collana Strada Blu, Mondadori, Milano) ha introdotto nel dibattito sull’innovazione nei contesti territoriali la formula delle 3T: Tecnologia, Talento, Tolleranza. Una formula non esaustiva di per sè, ma utile chiave di lettura per aprire una nuova prospettiva nella discussione sull’humus necessario nelle città per fertilizzare creatività e sviluppo.

Florida cerca sostanzialemte di rispondere essenzialmente a due domande:

* perché alcune città, aree o nazioni vivono momenti di fortissima crescita economica mentre altre ristagnano incapaci di attrarre investimenti e offrire opportunità di sviluppo?

* cosa fa si che determinati centri urbani conoscano veri e propri “rinascimenti produttivi” mentre altri vivono un declino che sembra inesorabile?

L’economia e la società sono sempre più influenzate dalla creatività, dalla capacità di produrre idee, conoscenze e innovazione. Questa capacità è sempre stata importante ma negli ultimi anni è letteralmente esplosa, tanto che la creatività umana viene considerata la fonte del vantaggio competitivo. Partendo da questa considerazione Florida superando i concetti di economia “dell’informazione” o “della conoscenza” afferma la nascita della cosiddetta “economia creativa” nei Paesi a capitalismo avanzato caratterizzati dalla crescita della cosiddetta “classe creativa”. Scienziati, ingegneri, docenti universitari, artisti, architetti ma anche medici, avvocati e dirigenti, la classe creativa è costituita da un insieme eterogeneo di professioni che producono qualcosa di nuovo e utile nel normale svolgimento del proprio lavoro. L’individuazione e la misurazione della classe creativa costituisce il primo aspetto principale del libro di Florida e a ciò si affianca l’elaborazione di un modello statistico secondo cui i “creativi” si concentrano in contesti urbani caratterizzati dalla presenza di tre fattori specifici: tecnologia, talento e tolleranza (le 3T). Ovvero, la concentrazione della classe creativa è più alta in quelle città caratterizzate dalla presenza di persone con un elevato livello di istruzione (il talento), dalla presenza di imprese high-tech e da un elevato numero di brevetti prodotti (la tecnologia) e dalla presenza di un numero rilevante di stranieri e omosessuali (la tolleranza).
Vale tutto ciò anche nel contesto italiano?

La Creativity Group Europe srl – società di ricerca e consulenza fondata a Milano nel 2004 che ha tra i suoi soci lo stesso Richard Florida – ha realizzato nel 2005 uno studio che pone a confronto tutte le 103 province italiane attraverso l’elaborazione di un set di 15 indicatori (la base dei dati fa riferimento a fonti ISTAT 2001, Unioncamere 2001-2003, Osservatorio Banda Larga 2004, Ministero Istruzione 2001-2002, Goletta Gay 2004)

L’analisi indica infatti come molte città di medie dimensioni abbiano numerose risorse per poter prosperare nel nuovo sistema economico, ma indica anche che sono le aree urbane più grandi a mostrare l’equilibrio migliore tra le tre T di Talento, Tecnologia eTolleranza. Le altre città/province mostrano invece maggiori difficoltà nella capacità di far leva sulla presenza di alcune realtà innovative – sia industriali che universitarie e di ricerca- o magari sull’esistenza di un clima sociale e culturale aperto e vivace. In alcuni casi la presenza di capitale umano e culturale non è sostenuta da infrastrutture tecnologiche adeguate, in altri invece si notano buoni contesti industriali non accompagnati da un livello di risorse umane adeguato a sostenere una evoluzione di tale contesto industriale verso forme più innovative. In questi casi è fondamentale non solo che le città cerchino di investire e sviluppare le dimensioni in cui mostrano maggiori lacune e fragilità, ma altrettanto importante è che queste città non si muovano da sole ma “in rete”, seguendo logiche comuni, coordinate, tra più centri urbani; e sappiano inoltre sviluppare rapporti con le realtà metropolitane più vicine.

Terni come si posiziona?

% Classe creativa: 16esima (22,04%)

Indice di Talento: 17esima

Indice Tecnologia: 40esima

Indice di Tolleranza: 28esima

Indice di Creatività italiano: 16esima

Tanto lavoro da fare dunque, ma non si parte da zero.

Sarebbe interessante ripetere/integrare lo studio (od uno studio similare) a livello locale già prima della scadenza di questo mandato amministrativo al fine di poter meglio offrire un’idea di città e delle sue potenzialità di sviluppo da consegnare alla prossima giunta.

Per una la versione integrale del documento si rimanda alla sezione Punti di Vista.

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Bruxelles - Il 5 dicembre prossimo, si terrà a battesimo una nuova Associazione politica chiamata “Punto Democratico“. “Questo progetto, che interpreta la nuova fase politica inaugurata con il successo delle scorse Primarie e la costituzione del Partito Democratico, ha l’ambizione di divenire un solido, nuovo “punto” di riferimento per i tanti sostenitori e simpatizzanti del percorso “democratico” a Bruxelles” afferma Michele Germano, Coordinatore del Comitato di Bruxelles per il Partito Democratico.

La costituzione di questa nuova realtà ”non segna tuttavia l’automatico scioglimento del Comitato di Bruxelles per il Partito Democratico, ma comincia a delineare il perimetro di un nuovo confronto politico, per il quale sarà prezioso l’apporto delle riflessioni che il Comitato potrà continuare ad elaborare quale contributo alla sintesi che Punto Democratico si propone di comporre“. conclude Michele Germano.

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Dopo il travolgente successo di critica e di pubblico della prima riunione dei giovani del PD (eravamo circa 50, giovani e forti),  si terrà una seconda riunione venerdì 30 novembre, alle ore 21, presso la sede degli ex DS in viale Mazzini.

Parleremo dell’attualità politica del PD ternano ed organizzeremo le prime uscite pubbliche dei giovani democratici.

Insomma, cari amici democratici, è un appuntamento da non mancare!

Nel frattempo vi invito a leggere la lettera dei giovani democratici a Walter Veltroni  e la proposta delle primarie dei giovani del PD

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Dal Corriere della Sera di oggi, 28 novembre.

Senza ulteriori commenti.

Organi collegiali, 9 su 10 non vanno a votare

Scuola, disimpegno dei genitoriLa partecipazione delle famiglie alle elezioni scolastiche è crollata ovunque. I docenti: «Trovano solo scuse»

MILANO – Avviso sulla bacheca: «Le elezioni del consiglio di istituto sono convocate per domenica. I genitori sono VIVAMENTE pregati di partecipare». Il lunedì, alla scuola media Carlo Porta di Milano, si contano i votanti: 92 su 1.165. Il 7,8% degli aventi diritto. Ma in alcune sezioni si scende allo zero. Come negli istituti di Palermo, Torino, Firenze, Roma. Città diverse con realtà simili: assemblee snobbate, incontri in cui non si raggiunge il numero legale, riunioni rimandate a oltranza.

«È la fine della democrazia scolastica», dicono i presidi. E non perché le decisioni non vengano prese collegialmente. Il problema è l’opposto: nessuno vuole più partecipare alla vita di classe. Troppo impegni (delle famiglie), scarsa fiducia nella autorità scolastica, disinteresse e — a detta dei docenti — «maleducazione» dei genitori. Ecco perché nelle elementari, medie e (soprattutto) superiori d’Italia si assiste all’agonia della «partecipazione». Ogni scusa è buona: «Non ho tempo»; «Scriva una email». Al circolo didattico padre Gemelli di Torino, alle ultime elezioni su 816 genitori hanno votato in 55. «E sì — dicono gli insegnanti — che abbiamo fatto un’imponente campagna di sensibilizzazione».

Niente da fare. La scuola, come luogo di dialogo e scambio di idee, non attrae più. E nemmeno come palestra politica. «Vent’anni fa — ricorda Francesca Lavizzari, preside dell’istituto Cavalieri di Milano — si presentavano almeno 4 liste e votava l’80% dei genitori. Ora bisogna pregarli di candidarsi».

Altri tempi. Era il 1974 l’anno in cui i «decreti delegati» istituirono gli organi collegiali della scuola «dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica». Fu una rivoluzione. «Le famiglie, per la prima volta, si sentirono coinvolte nelle nostre decisioni», raccontano i professori. E invece «ora c’è un disinteresse generale», accusa Vincenzo Spina, a capo dell’istituto Amedeo Maiuri di Napoli. Nella scuola «bene» del Vomero vota circa il 15% dei genitori, «ma solo perché la nostra “utenza” è alta. In periferia i numeri sono molto inferiori». La collega Marina Esposito, che guida il circolo Quarati di Napoli, aggiunge: «Anche per reclutare i rappresentanti di classe ci sono problemi». Conferma Antonella Perugi, docente all’Itis Giulio Natta di Sestri Levante, in provincia di Genova: «In alcune sezioni non siamo riusciti nemmeno a trovare un delegato».

Perché il problema è soprattutto alle superiori: «La presenza dei genitori è inversamente proporzionale all’età dei figlio». Lo spiega Silvana Giarratano, che guida il liceo Leon Battista Alberti, l’unico artistico di Firenze (900 studenti): «Gli adulti che si appassionano alla vita della scuola sono meno del 5%. E il censo non c’entra: ci snobbano ricchi e poveri. Il nostro consiglio di istituto è composto da 19 persone e spesso non raggiungiamo il numero legale. Bisognerebbe snellire tutto il sistema». All’Itis Lucarelli di Benevento su 1.600 genitori hanno votato in 19.

Partecipazione addio. Con i professori che invocano «più rispetto per la scuola» e i genitori che oscillano tra l’indifferenza e una domanda: «Se non possiamo decidere nemmeno il colore della carta igienica — ammesso ci siano i soldi per comprarla — perché dovremmo darci da fare?».

Eppure sono loro la chiave di tutto. Lo aveva capito 40 anni fa Don Milani, che così aprì la sua «Lettera ad una Professoressa»: «Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. È un invito a organizzarsi». Ci provano gli iscritti dell’Age, l’associazione che raccoglie 10 mila genitori di tutta Italia. Lucia Rossi, il segretario, interviene: «Purtroppo è ferma la legge di modifica degli organi collegiali, fondamentale per una scuola che si sta rinnovando. Il nostro augurio è che si crei un maggiore sodalizio tra professori e famiglia».

Uno sforzo non da poco. La scorsa domenica alla Carlo Porta di Milano era in programma una corsa aperta a tutte le famiglie della scuola. La vendita dei pettorali serviva per finanziare progetti e laboratori. All’ultimo minuto la gara è stata annullata. La causa: mancavano i partecipanti.

Annachiara Sacchi

28 novembre 2007

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“Nano nano”
“Che fa? Offende?”
“No, nano nano. E’ il saluto del marziano.”
“Ah, pensavo… Salve marziano, le occorre qualcosa?”
“Buon uomo, mi hanno detto che in Italia sta nascendo un «Nuovo partito nuovo» e siccome anche su Marte siamo molto interessati al sistema politico italiano (l’unico che può vantare un numero di partiti superiore al sistema tetrapolare della seconda luna di Betelgeuse), sono venuto appunto per capire come nasce un partito davvero nuovo”
“Allora si trova proprio nel posto giusto, amico marziano. Siamo all’Hotel Valentino di Terni e sta per essere eletto il primo coordinatore provinciale del PD”.
“Che bello!!! Chi sarà il primo a salire sul cofano di un’automobile?”
“No, ti stai confondendo con un altro «nuovo partito nuovo». Il partito del nano…”
“Nano nano. Il saluto del marziano?”marziano21.gif

“Lasciamo perdere. Amico verde antennomunito, quella che vedi qui riunita è la platea degli eletti alle primarie per l’assemblea costituente. Per quanto questa non sia l’assemblea costituente… Insomma, oggi si sono riuniti per eleggere il segretario provinciale, che siccome il partito è nuovo, si chiama coordinatore, ma in realtà dovrebbe essere l’animatore (o il ri-animatore) del nuovo partito.”
“Fatico a capire. Però il mio intuito marziano mi porta a comprendere chi è quel signore con la barba che tutti sbirciano incuriositi. Siamo quasi a Natale. Tutti vorrebbero capire quanti fogli ha in mano. Di certo ha l’aria e il carisma del capofamiglia. E’ovvio, si tratta del mazziere del Mercante in fiera! Un gioco terrestre molto in voga anche sul Pianeta rosso.”
“No no, non è un mercante, per quanto questa assise somigli sempre di più ad una fiera. E’ il Presidente dell’assemblea a cui hanno consegnato i fogli delle candidature”.
“Capisco: il numero delle candidature si scopre solo all’ultimo momento perché bisogna creare un po’ di suspance…”
“Accidenti marziano, stai un attimo zitto. Si stanno per presentare i due candidati segretari/coordinatori/animatori del Nuovo partito nuovo. Ascolta quello che hanno da dire, quali sono le loro proposte politiche e in cosa divergono i loro programmi.”

marziano31.jpg“Bene, bene. Ho ascoltato tutto, molto interessante. Sono bravi davvero. Ora però dovrebbero parlare i loro avversari, no?”.
“Vile antennuto, non capisci? Sono loro i due avversari, l’un contro l’altro armati”.
“Ma come? Ma se hanno detto praticamente le stesse cose? Sono d’accordo su tutto! Com’è possibile che si presentino in contrapposizione? Ma come faranno i delegati a votarli? Avranno un sacco di dubbi! Non sapranno chi scegliere! Ma forse ora un ricco e approfondito dibattito diraderà la nebb…”
“Marziano zittati, che stanno per proclamare gli eletti. Mentre tu sproloquiavi sono già finiti, in men che non si dica, dibattito e votazioni. Giusto in tempo per dedicarsi allo shopping prenatalizio”.
“I primi effetti delle quote rosa! Guarda, il capofamiglia sta abbracciando i due contendenti… Che bella scena…”
“Senti marziano, piantala! Domani c’è il congresso di Forza Italia/Partito del popolo delle libertà. Perchè non porti lì le tue antennine e vai a scocciare qualcun altro che noi abbiamo già abbastanza problemi?”
“E lì qualcuno sale sul cofano, vero?”
“Certo certo. Noi non ne facciamo di queste cose. Noi siamo un partito serio…”

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Ok, per questa volta soprassediamo…

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Faccio fatica a capire. Davvero.

Stiamo assistendo ad uno scenario mobile e incerto che è difficile sintetizzare e comprendere.

Berlusconi a furia di dare spallate, ha fatto franare il centrodestra. Poi si è messo a fondare un nuovo partito, con un colpo di teatro (anzi con un colpo di scena degno di una soap o di Dallas), attraverso una discesa in piazza radicalmente opposta alla precedente discesa in campo.

Si riparla di Cose bianche, di Grande Centro, di Casini e Fini e Mastella e Di Pietro (chissà che ne pensa Grillo?) e Montezemolo e… insomma di riedizione della DC in miniatura.

Secondo qualcuno si dialoga, finalmente, anche con il centro-destra. Secondo altri si inciucia (basti vedere Anno zero di ieri) e s è disposti a barattare conflitto di interessi e accordo sulle riforme. O forse il conflitto di interessi è stato tirato fuori dal surgelatore per bloccare le riforme?

E poi c’è il bipolarismo. Andrebbe migliorato, certo. Ma siamo sicuri che andrebbe abbattuto a colpi d’ascia?

E nel frattempo il PD prova a prendere forma. Ma che partito sarà? Sembra un partito giovane, dinamico, aperto, coraggioso. E questo è un bene. E’ importante però che consenta anche nei territori la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica, senza limitarsi ad essere una mera macchina elettorale.

Insomma, siamo nel pieno travaglio della III Repubblica. Ma che Repubblica sarà, dirvi non so.

Che ne pensate?

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Venerdì 23 alle ore 21.00 presso l’ex sede dei Democratici di Sinistra di Terni in Via Mazzini 29/L si terrà la prima riunione congiunta della Sinistra Giovanile, i Giovani della Margherita, i Giovani Repubblicani Europei, i ragazzi dell’associazione Punto Democratico e tutti coloro si sentano interessati alla costruzione di una grande organizzazione giovanile legata al Partito Democratico.Lo scopo di questa prima riunione è di incontrarsi, conoscersi ed iniziare insieme un confronto che ci porti al più presto alla presentazione di un documento programmatico dei “giovani democratici”. Vogliamo dare vita ad un progetto politico e generazionale, che interpreti le esigenze dei giovani italiani, strutturato, fortemente territoriale, plurale nelle forme e nei linguaggi. Non ci interessano operazioni di facciata, ma la creazione di nuovi spazi con tutti i ragazzi che siano disposti a farlo. Lo vogliamo fare mettendo al centro quelli che il 14 ottobre hanno votato alle primarie, e quelli che ad ogni livello, con determinazione e coraggio, sono stati eletti.Siamo convinti che questo sia il modo migliore per fare vivere il Pd tra le giovani generazioni, offrendo loro una casa, un luogo in cui partecipare in maniera attiva alla vita del loro Paese. Pensiamo ad un’organizzazione che incontrerà i giovani italiani nei luoghi dove essi vivono quotidianamente; nelle scuole, nelle università, sul lavoro, come pure nei luoghi della socializzazione e del divertimento.Oggi va reinterpretato il ruolo delle nostre organizzazioni, lo vogliamo fare in forme nuove, guardando all’associazionismo e ai movimenti, così come delle tante realtà che guardano con interesse alla costruzione del Pd, elementi costitutivi, linfa vitale, per il nostro nuovo percorso.

Rinnoviamo dunque l’invito a tutte le ragazze i ragazzi che si ritrovano nel grande progetto del Partito Democratico a partecipare con entusiasmo e idee a questo grande primo appuntamento.

SEGRETARIO PROV. SINISTRA GIOVANILE Emilio Giacchetti

COORDINATORE PROV. GIOVANILE DELLA MARGHERITA Matteo Orsini

GIOVANI DEI REPUBBLICANI EUROPEI Luigi Gentile

ASSOCIAZIONE “PUNTO DEMOCRATICO” Francesco Borzini

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”E’ la fine della corsa”. Così Angelo Vescovi, direttore della banca di cellule staminali cerebrali di Terni, definisce la gara contro il tempo del suo centro che ora ”è in grado di produrre in laboratorio staminali cerebrali adulte umane prelevate da feti abortiti spontaneamente e poi moltiplicate”. Cellule utili per malattie neurodegenerative, in primis sclerosi multipla (sm) e sclerosi laterale amiotrofica (Sla). L’annuncio è stato dato ieri mattina all’Istituto superiore di sanità durante il convegno “Le cellule staminali cerebrali: verso la sperimentazione clinica”.

Per saperne di più leggere gli articoli su Repubblica e Salute Europa (Da comune.terni.it)

Venerdì 30 Novembre alle ore 9,00 a Palazzo Gazzoli si svolgerà il Convegno nazionale: Cellule staminali: il punto sulla sperimentazione clinica promosso dall’Associazione culturale per Terni città universitaria.

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L’ufficio statistica comunale fa il punto sul “bamboccismo” ternano…

Articolo del Giornale dell’Umbria

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