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Faccio fatica a capire. Davvero.

Stiamo assistendo ad uno scenario mobile e incerto che è difficile sintetizzare e comprendere.

Berlusconi a furia di dare spallate, ha fatto franare il centrodestra. Poi si è messo a fondare un nuovo partito, con un colpo di teatro (anzi con un colpo di scena degno di una soap o di Dallas), attraverso una discesa in piazza radicalmente opposta alla precedente discesa in campo.

Si riparla di Cose bianche, di Grande Centro, di Casini e Fini e Mastella e Di Pietro (chissà che ne pensa Grillo?) e Montezemolo e… insomma di riedizione della DC in miniatura.

Secondo qualcuno si dialoga, finalmente, anche con il centro-destra. Secondo altri si inciucia (basti vedere Anno zero di ieri) e s è disposti a barattare conflitto di interessi e accordo sulle riforme. O forse il conflitto di interessi è stato tirato fuori dal surgelatore per bloccare le riforme?

E poi c’è il bipolarismo. Andrebbe migliorato, certo. Ma siamo sicuri che andrebbe abbattuto a colpi d’ascia?

E nel frattempo il PD prova a prendere forma. Ma che partito sarà? Sembra un partito giovane, dinamico, aperto, coraggioso. E questo è un bene. E’ importante però che consenta anche nei territori la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica, senza limitarsi ad essere una mera macchina elettorale.

Insomma, siamo nel pieno travaglio della III Repubblica. Ma che Repubblica sarà, dirvi non so.

Che ne pensate?

9 Risposte a “La Terza Repubblica”
  1. isabella scrive:

    Personalmente penso che un “terremoto” come quello della nascita del PD non poteva restare senza risposte dall’altra parte e penso anche che debba far paura, specie ai piccoli, per la carica di novità intrinseca, nonostante tutte le magagne che hanno accompagnato la sua nascita, che porta con se.
    Penso anche, a proposito del partito del popolo delle libertà, che la nascita di un partito non possa essere un semplice atto d’imperio di una persona.
    un nuovo partito nasce perchè se ne sente la necessità a partire dal basso, se ne discute, ci si scontra, ci si incontra, si fa un congresso e si vota…
    credo sia questa la differenza principale tra i due nuovi soggetti che si affacciano alla vita politica italiana.

    A proposito dei 7 milioni di firme per mandare a casa Prodi… una chicca:
    qualcuno di voi ha provato a vedere il sito dove si raccolgono le firme telematiche (www.rivotiamo.it)?
    Bè, accolgono firme come Gelli Licio, Bertinotti Fausto, ma anche Donald Duck e Totò Riina…quando si dice la partecipazione del popolo…

  2. Corrado Pani scrive:

    Personalmente ritengo che sia del tutto inutile continuare a parlare di Prima, Seconda o addirittura della Terza Repubblica. Basti pensare agli effettivi cambiamenti che le diverse denominazioni hanno comportato nella vita pubblica: il nulla. Come anche, è bene ricordarlo, non c’è stato un ricambio generazionale o anche solo di filosofia politica: le tangenti esistono come prima o forse più di prima, i vari nepotismi continuano a sussistere, le soluzioni ai problemi reali, tanto nelle amministrazioni locali quanto in quelle nazionali, non sono state mai affrontate, se non superficialmente e con l’occhio rivolto ai personalismi; le tematiche politiche più urgenti sono addirittura passete sotto silenzio, con accordi dal promisquo sapor perbenista e mafioso.

    Il fatto che si torni al sistema proporzionale determina ancora una volta il cambio repentino di registro di tante forze politiche e soprattutto, ancora di più, l’ennesima dimostrazione di come la classe dirigenti se ne freghi del popolo (ricordiamo un referendum sul maggioritario e ricordiamoci anche che avevamo abolito il finanziamento pubblico ai partiti). Se tutto dunque scorre solo con la prerogativa di trovare nuove formule a vecchi sistemi, allora, io credo, non abbia tanto senso disquisire di politica.

    Per ciò infine che riguarda il discorso 7 milioni di voti a Berlusconi: cerchiamo, qualche volta, di fare anche a noi stessi qualche detrazione anche sui milioni di voti del PD…

  3. Corrado Pani scrive:

    E comunque, proprio per retare al nuovo del famosissimo PD vorrei sottoporre alla Vostra attenzione l’articolo odierno di Patalocco su “Il Messaggero”

    http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071125&ediz=06_UMBRIA&npag=49&file=D_2626.xml&type=STANDARD

    Si noti come e quanto siano cambiati i nomi della politica ternana e regionale. Ma siete davvero convinti di aver attuato una politica nuova? E come mai l’ex senatore (ora deputato) Di Girolamo o altri per suo conto si ripropongono sulle scene della politica locale? Non dovevamo fondare un partito davvero nuovo?

    Ragazzi, vi prego, cerchiamo di usare il nostro cervello per noi e on per il bene della solita classe dirigente, pronta – come del caso – a sfruttare le nostre competenze…

  4. Francesco scrive:

    Non credo che per fare un partito nuovo si debbano cambiare tutte le persone che ne fanno parte.

    Personalmente mi preoccuperei se Leo Di Girolamo non fosse tra i dirigenti del nuovo partito.

    Un partito diventa davvero nuovo, però, se cambiano le procedure, se diventano più aperte e più trasparenti e se le sfide politiche si fondano sui contenuti e non sugli schieramenti precostituiti.

    Lo dico senza prendere parte nella battaglia di questi giorni. Chiunque vinca, chiunque perda, bisogna fare in modo che la battaglia politica (anche aspra, ci può stare…) si fondi sui programmi e sulle diverse idee di partito e di città che si propongono e non su blocchi personali precostituiti.

  5. Corrado Pani scrive:

    Caro Francesco…
    Mi spiace che tu non creda sia stato necessario cambiare la dirigenza… E mi spiace perché questa dirigenza è complice di una serie di scorrettezze sociali e istituzionali che mi pare tu voglia continuare ad appoggiare…

    Se questa è novità!

  6. Francesco scrive:

    Il mio discorso è un po’ diverso. Quello che intendo è che bisogna cambiare le procedure e i modi di fare politica. Se arrivano persone nuove, ma il modo di fare politica rimane lo stesso, il cambiamento è solo di facciata.

    Quindi dell’elezione di sabato, per intenderci, non mi preoccupa certo il nome del vincitore (persona che stimo, questo è risaputo), ma il percorso che ha protato alla sua proclamazione.

  7. Corrado Pani scrive:

    e perchè tu credi o ritieni che il percorso che l’ha portato alla segreteria sia un percorso nuovo e trasparente? Sul fatto che, personalmente, possa stimare chi fa dell’intrigo politico e del “ricatto” la propria forza politica…ho qualche dubbio…
    Allo stesso modo mi sembra abbastanza ovvio che il tuo ragionamento piaccia anche a me… E siccome adoro fare nomi …Non credo che un giovane, come all’epoca era Brega (tanto per fare un nome di un ex-margheritino approdato al PD), sia giovane nello spirito ma estremamente vecchio sia nel modo di fare politica sia nello spirito culturale…

    Credo semmai che vadano ricercati quei giovani con un forte e motivato spirito di inziativa: ognuno nel settore (mi sembra ovvio) in cui ha – anche solo in potenza – delle competenze….

  8. Francesco scrive:

    Al di là dei giudizi politici ti invito a maggior cautela nello scrivere i post. Un conto è la critica politica, un altro è utilizzare i termini che hai usato, pur mettendoli tra virgolette.

    Ti ricordo che internet è uno spazio libero e aperto, ma è pur sempre uno spazio pubblico e dunque le parole hanno sempre un peso e un valore.

    Quindi ti invito a riformulare il tuo post evitando termini sconvenienti.

  9.  
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