“Nano nano”
“Che fa? Offende?”
“No, nano nano. E’ il saluto del marziano.”
“Ah, pensavo… Salve marziano, le occorre qualcosa?”
“Buon uomo, mi hanno detto che in Italia sta nascendo un «Nuovo partito nuovo» e siccome anche su Marte siamo molto interessati al sistema politico italiano (l’unico che può vantare un numero di partiti superiore al sistema tetrapolare della seconda luna di Betelgeuse), sono venuto appunto per capire come nasce un partito davvero nuovo”
“Allora si trova proprio nel posto giusto, amico marziano. Siamo all’Hotel Valentino di Terni e sta per essere eletto il primo coordinatore provinciale del PD”.
“Che bello!!! Chi sarà il primo a salire sul cofano di un’automobile?”
“No, ti stai confondendo con un altro «nuovo partito nuovo». Il partito del nano…”
“Nano nano. Il saluto del marziano?”![]()
“Lasciamo perdere. Amico verde antennomunito, quella che vedi qui riunita è la platea degli eletti alle primarie per l’assemblea costituente. Per quanto questa non sia l’assemblea costituente… Insomma, oggi si sono riuniti per eleggere il segretario provinciale, che siccome il partito è nuovo, si chiama coordinatore, ma in realtà dovrebbe essere l’animatore (o il ri-animatore) del nuovo partito.”
“Fatico a capire. Però il mio intuito marziano mi porta a comprendere chi è quel signore con la barba che tutti sbirciano incuriositi. Siamo quasi a Natale. Tutti vorrebbero capire quanti fogli ha in mano. Di certo ha l’aria e il carisma del capofamiglia. E’ovvio, si tratta del mazziere del Mercante in fiera! Un gioco terrestre molto in voga anche sul Pianeta rosso.”
“No no, non è un mercante, per quanto questa assise somigli sempre di più ad una fiera. E’ il Presidente dell’assemblea a cui hanno consegnato i fogli delle candidature”.
“Capisco: il numero delle candidature si scopre solo all’ultimo momento perché bisogna creare un po’ di suspance…”
“Accidenti marziano, stai un attimo zitto. Si stanno per presentare i due candidati segretari/coordinatori/animatori del Nuovo partito nuovo. Ascolta quello che hanno da dire, quali sono le loro proposte politiche e in cosa divergono i loro programmi.”
“Bene, bene. Ho ascoltato tutto, molto interessante. Sono bravi davvero. Ora però dovrebbero parlare i loro avversari, no?”.
“Vile antennuto, non capisci? Sono loro i due avversari, l’un contro l’altro armati”.
“Ma come? Ma se hanno detto praticamente le stesse cose? Sono d’accordo su tutto! Com’è possibile che si presentino in contrapposizione? Ma come faranno i delegati a votarli? Avranno un sacco di dubbi! Non sapranno chi scegliere! Ma forse ora un ricco e approfondito dibattito diraderà la nebb…”
“Marziano zittati, che stanno per proclamare gli eletti. Mentre tu sproloquiavi sono già finiti, in men che non si dica, dibattito e votazioni. Giusto in tempo per dedicarsi allo shopping prenatalizio”.
“I primi effetti delle quote rosa! Guarda, il capofamiglia sta abbracciando i due contendenti… Che bella scena…”
“Senti marziano, piantala! Domani c’è il congresso di Forza Italia/Partito del popolo delle libertà. Perchè non porti lì le tue antennine e vai a scocciare qualcun altro che noi abbiamo già abbastanza problemi?”
“E lì qualcuno sale sul cofano, vero?”
“Certo certo. Noi non ne facciamo di queste cose. Noi siamo un partito serio…”
Articoli (RSS)
E così il marziano Mork, come un Capezzone qualsiasi, ci volta le spalle e va a tuffarsi fra le braccia del Signore di Ork, da lui variamente omaggiato con i titoli di Sua Bassezza, Infima Inetttudine e Suprema Insulsità.
Speriamo almeno che Rosi Mindy sia rimasta con noi.
Io ho sempre avuto un debole per Rosi Mindy.
E se dobbiamo costruire un partito realista, senza ideologie, cerchiamo almeno di farlo con qualche bella donna…
Il giorno dopo l’elelezione… una rilassante e tranquilla domenica… ad un certo punto, la mia mente torna al pomeriggio passsato al Valentino, ed una una nebulosa sensazione di irrealtà mi avvolge: non sembravano reali gli accadimenti del giorno prima. Un pomeriggio surreale! nel vero senso della parola.
Una politica vicina ai problemi reali della provincia e della città?!
No di certo!
Ma continuo ad essere ottimista.
Tutte le energie spese per eleggere l’animatore provvisorio non hanno fatto bene ai protagonisti… e ai prossimi appuntamenti, più democratici (si spera), troveranno giovani freschi, motivati, più esperti, più incazzati!
Più incazzati sicuramente….
tanto il simbolo è identico, perchè non facciamo un circolo della libertà?
Che senso hanno avuto gli avvenimenti di sabato?
Da quel che avete descritto voi che avete partecipato, avendo io avuto il privilegio di NON essere presente, sembra che ai più sia sfuggito un elemento fondamentale, che non attiene né all’etica né alla strategia, ma alla fisica della politica.
Negli angusti sotterranei di un albergo del centro, stimabili ed autorevoli democratici si sono confrontati (o amabilmente scannati?) intorno ad un problema di equilibri politici che negli auspici di alcuni dovrebbero rappresentare i futuri assetti(???) del tuttora costituendo PD.
Avrebbero dovuto eleggere un rappresentante che si dovrà “cirenaicamente” fare carico di accompagnare i livelli territoriali del partito nuovo nella fase di organizzazione delle unità di base e nella successiva convocazione del primo congresso, che consegnerà il partito alla piena funzionalità democratica. Così come la ho descritta, l’operazione non avrebbe dovuto comportare attriti né spaccature all’interno di un gruppo di volonterosi e concordi costruttori di una nuova casa comune.
Sembra invece che l’opzione sia stata per il puro scontro di forze (la conta), dato che dalla gustosissima descrizione fatta dal nostro presidente non emerge nessun confronto sui contenuti, né tanto meno un dibattito fra quei grandi elettori ai quali è stato imperscrutabilmente conferito il diritto (???) ad eleggere una figura dirigenziale “atipica”, che io vorrei simpaticamente ed idealmente accostare alla statuina del vicesegretario nazionale nel mio personale presepe del nonsense del PD. E ciò sia detto senza alcun riferimento negativo alle persone, stimabilissime, che – presumo in parte anche loro malgrado – si sono trovate investite al livello nazionale e regionale di queste singolari funzioni senza mansioni.
Ma tant’è.
Peccato però che a quanti compete la responsabilità della posizione assunta, nel dipanarsi di tutto il processo innescato, sia per l’appunto sfuggito un elemento essenziale e costitutivo dell’esercizio dell’attività politica in ogni tempo ed in ogni luogo nel quale sussista e resista un regime democratico.
La determinazione di un equilibrio competitivo richiede NECESSARIAMENTE la definizione certa e preventiva di PESI variamente contrapponibili, misurati attraverso una RAPPRESENTATIVITA’ correttamente sancita da una ADESIONE ESPRESSA E CONSAPEVOLE di un consistente numero di CITTADINI che democraticamente – nell’ambito di un percorso comune, condiviso ed indivisibile – possono individuare le DIFFERENTI PRIORITÀ PROGRAMMATICHE e le SENSIBILITÀ che connotano il loro impegno politico, e le persone alle quali assegnare il compito di rappresentare quelle priorità e quelle sensibilità.
Chi ha voluto prescindere da un simile percorso e chi non ha saputo opporsi a questa deriva si trova quindi ad aver assunto un ruolo in una rappresentazione con tanto di protagonisti, suggeritori e comparse, ma con un canovaccio approssimativo e senza lieto fine.
C’era la possibilità, anzi la necessità di procedere in altro modo: individuare con il più largo consenso chi, nel minore tempo possibile, avrebbe coordinato la costruzione dal basso del PD, magari facendo di sabato un incontro anche celebrativo e festoso, promosso pubblicamente e partecipato anche dai 24.000 del 14 ottobre. Un po’ come la Corsa dei Ceri di Gubbio, ma senza chiusura finale dei portoni.
Ne è uscito fuori qualcosa di diverso, curiosamente simile nella forma – speriamo non negli esiti – ad una delle tante imprese di Willy il Coyote, con annesse passeggiata fra le nuvole, fase di sgomento nello stallo e rivisitazione critica delle strategie durante la fase discendente.
POFFF!!
Il tutto da parter mia senza rancore verso nessuno e con rinnovato spirito democratico.
Anche io ero presente sul divanetto del Valentino quel giorno…e mi sentivo alieno. Molto alieno. In sala giochini e partite diverse (anche personali) si accavallavano. Senza ritegno. Senza partecipazione.Senza dibattito.
Ed alla fine colpo di teatr”ino” di un senatore che cerca di divorare un giovane consigliere provinciale, ma che riesce al più a masticarlo (19 morsi a 18). Si apre però una faglia importante nel PD provinciale e in quello ancora in nuce comunale. Già si parla delle prossime amministrative: ATTENZIONE ALLE LISTE CIVICHE e all’ASTENSIONISMO di tanti di sx che si sono stufati dell’essere approcciati, silonianamente parlando, come cafoni della marsica per partecipare alle adunate.
Ancora una volta ha perso la politica.
Ancora una volta ha perso la città.
Contrariamente al post di Bebbo da parte mia con rancore (fino a quando democratico?).
Davvero mi consola molto il fatto di non essere l’unico ad essersi sentito un marziano l’altro pomeriggio al Valentino.
Quoto, come si dice in gergo, una frase di Bebbo che mi ha molto colpito, in cui parla di: “RAPPRESENTATIVITA’ correttamente sancita da una ADESIONE ESPRESSA E CONSAPEVOLE di un consistente numero di CITTADINI che democraticamente – nell’ambito di un percorso comune, condiviso ed indivisibile – possono individuare le DIFFERENTI PRIORITÀ PROGRAMMATICHE e le SENSIBILITÀ che connotano il loro impegno politico, e le persone alle quali assegnare il compito di rappresentare quelle priorità e quelle sensibilità”.
Sono d’accordissimo: la follia in tutto il percorso politico che abbiamo alle spalle è che la politica si è ridotta al suo “grado zero”, di guerra per bande fine a se stessa, senza che appaiano opzioni programmatiche e ideali differenti.
Per quanto durerà? Per quanto tempo la patina di nuovismo del PD riuscirà a coprire la totale assenza di politica sul territorio?
Ve lo confesso: è da tempo che sogno di dire queste cose non solo sul blog, ma davanti agli aderenti al Partito. Mi verrà data questa possibilità? E se no, possiamo trovare un modo per dirlo senza essere inquadrati anche noi nella battaglia in corso e magari senza utilizzare i giornali che sono diventati ormai il ricettacolo di ogni polemica?
Scartabellando nella Biblioteca della Sezione Gramsci per trovare del materiale per l’Università mi è capitato un mano un depliant di un convegno svoltosi nell’Aprile del ‘99 dal titolo “Terni, l’acciaio e il silicio” (di cui allego programma).
A voi le considerazioni…
Non è populismo sostenere che le soluzioni o le traiettorie di sviluppo (che per carità inseguono archi temporali più lunghi per dispiegarsi!) ancora attendono per accreditarsi sul territorio.
E’ solo storia notare come l’ultimo rinnovo consistente del consiglio comunale sia avvenuto nel 1985.