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	<title>Commenti a: Le radici del bullismo</title>
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	<description>Circolo on-line del Partito Democratico</description>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2007/11/28/le-radici-del-bullismo/comment-page-1/#comment-2412</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 13:54:14 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che mi spaventa, in generale, è lo scarso desiderio di partecipazione che spesso si riscontra. Ricordo quando ero rappresentante di classe prima e di istituto poi la difficoltà nel far partecipare gli studenti alle iniziative. La stessa difficoltà, forse anche maggiore, l&#039;ho vissuta nella vita di partito. Per anni si è lottato per consentire la partecipazione alla gestione della &quot;cosa pubblica&quot;. Una volta ottenuta, si è dovuto lottare per far partecipare veramente le persone, combattendone il disinteresse.
E in tutto questo il partito democratico come si pone? La speranza è che ravvivi il desiderio di partecipazione, facendone un valore fondativo. Il timore è che, attraverso il feticcio delle primarie, si scambi la partecipazione vera, costante, quotidiana, con l&#039;adesione ad un rito collettivo e mediaticamente amplificato, che rappresenta solo un simulacro di partecipazione, ma di fatto si limtia ad essere una ratifica delle decisioni altrui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi spaventa, in generale, è lo scarso desiderio di partecipazione che spesso si riscontra. Ricordo quando ero rappresentante di classe prima e di istituto poi la difficoltà nel far partecipare gli studenti alle iniziative. La stessa difficoltà, forse anche maggiore, l&#8217;ho vissuta nella vita di partito. Per anni si è lottato per consentire la partecipazione alla gestione della &#8220;cosa pubblica&#8221;. Una volta ottenuta, si è dovuto lottare per far partecipare veramente le persone, combattendone il disinteresse.<br />
E in tutto questo il partito democratico come si pone? La speranza è che ravvivi il desiderio di partecipazione, facendone un valore fondativo. Il timore è che, attraverso il feticcio delle primarie, si scambi la partecipazione vera, costante, quotidiana, con l&#8217;adesione ad un rito collettivo e mediaticamente amplificato, che rappresenta solo un simulacro di partecipazione, ma di fatto si limtia ad essere una ratifica delle decisioni altrui.</p>
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		<title>Di: d.lombardini</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2007/11/28/le-radici-del-bullismo/comment-page-1/#comment-2411</link>
		<dc:creator>d.lombardini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 13:06:39 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;Devo dire che da figlio di insegnante in pensione e marito di insegnante precaria non mi stupisce più di tanto l&#039;articolo. Credo però allo stesso tempo che &quot;l&#039;istruzione/cultura salverà il mondo&quot;, ma non attraverso organi collegiali bensì attraverso una centralità dell&#039;azione delle strutture scolastiche ed una vera capacità di rimettere al centro luoghi e qualità dell&#039;apprendere e del vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Scuole come centri aperti a diverse attività: non POF (piani dell&#039;offerta formativa) campati in aria ma risorse ben utilizzate (meglio un corso di italiano per stranieri in più o di educazione civica per tutti che uno di ikebana o di una gita non credete?). Basta progetti e più qualità dell&#039;insegnamento (partiamo dalla comprensione del testo ed al far di conto...siamo umili!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Ma per far questo c&#039;è bisogno di una riforma del ruolo del dirigente scolastico (oggi figura ibrida anche di competenze oltre che di poteri) o meglio di uno sdoppiamento: un responsabile didattico ed uno gestionale. E di una riforma nel senso di un&#039;introduzione della valutazione delle scuole. Chi ricorda una puntata di Report in cui si parlava del sistema inglese e della possibilità di chiusura per le scuole inefficienti? E qui si aprirebbero altre finestre sulle modalità delle assunzioni dei docenti (e della valutazione in esercizio: l&#039;Inghilterra della Lady di Ferro rilancio il sistema universitario facendo scegliere ai docenti se prepensionare o se essere sottoposti a valutazione della propria ricerca...risultato? Il 90% fuori e ricambio!), sulla gratuità dei libri di testo nella scuola dell&#039;obbligo (e possibile non sottostare ai ricatti delle case editrici), sulla fruibilità dei plessi scolastici, sulle vere borse di studio, sulla non discriminazione della meritocrazia sia tra studenti che docenti, sulla libertà di insegnamento....da dove si inizia? Altro che riforma Fioroni, Moratti Bis, Falcucci Ter, 3 2, 5*4, 44 gatti in fila per 6 con resto di due.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&lt;p&gt;&lt;p&gt;Devo dire che da figlio di insegnante in pensione e marito di insegnante precaria non mi stupisce più di tanto l&#8217;articolo. Credo però allo stesso tempo che &#8220;l&#8217;istruzione/cultura salverà il mondo&#8221;, ma non attraverso organi collegiali bensì attraverso una centralità dell&#8217;azione delle strutture scolastiche ed una vera capacità di rimettere al centro luoghi e qualità dell&#8217;apprendere e del vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;<br />
Scuole come centri aperti a diverse attività: non POF (piani dell&#8217;offerta formativa) campati in aria ma risorse ben utilizzate (meglio un corso di italiano per stranieri in più o di educazione civica per tutti che uno di ikebana o di una gita non credete?). Basta progetti e più qualità dell&#8217;insegnamento (partiamo dalla comprensione del testo ed al far di conto&#8230;siamo umili!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;<br />
Ma per far questo c&#8217;è bisogno di una riforma del ruolo del dirigente scolastico (oggi figura ibrida anche di competenze oltre che di poteri) o meglio di uno sdoppiamento: un responsabile didattico ed uno gestionale. E di una riforma nel senso di un&#8217;introduzione della valutazione delle scuole. Chi ricorda una puntata di Report in cui si parlava del sistema inglese e della possibilità di chiusura per le scuole inefficienti? E qui si aprirebbero altre finestre sulle modalità delle assunzioni dei docenti (e della valutazione in esercizio: l&#8217;Inghilterra della Lady di Ferro rilancio il sistema universitario facendo scegliere ai docenti se prepensionare o se essere sottoposti a valutazione della propria ricerca&#8230;risultato? Il 90% fuori e ricambio!), sulla gratuità dei libri di testo nella scuola dell&#8217;obbligo (e possibile non sottostare ai ricatti delle case editrici), sulla fruibilità dei plessi scolastici, sulle vere borse di studio, sulla non discriminazione della meritocrazia sia tra studenti che docenti, sulla libertà di insegnamento&#8230;.da dove si inizia? Altro che riforma Fioroni, Moratti Bis, Falcucci Ter, 3 2, 5*4, 44 gatti in fila per 6 con resto di due.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</p>
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