Non solo acciaio…lo sviluppo a Terni – Vª puntata
Scritto da Daniele Lombardini in Il punto su Terni, Segnalazioni, tags: sviluppo, terniL’oltremodo fortunato libro dell’economista urbano americano Richard Florida L’ ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni (2003, collana Strada Blu, Mondadori, Milano) ha introdotto nel dibattito sull’innovazione nei contesti territoriali la formula delle 3T: Tecnologia, Talento, Tolleranza. Una formula non esaustiva di per sè, ma utile chiave di lettura per aprire una nuova prospettiva nella discussione sull’humus necessario nelle città per fertilizzare creatività e sviluppo.
Florida cerca sostanzialemte di rispondere essenzialmente a due domande:
* perché alcune città, aree o nazioni vivono momenti di fortissima crescita economica mentre altre ristagnano incapaci di attrarre investimenti e offrire opportunità di sviluppo?
* cosa fa si che determinati centri urbani conoscano veri e propri “rinascimenti produttivi” mentre altri vivono un declino che sembra inesorabile?
L’economia e la società sono sempre più influenzate dalla creatività, dalla capacità di produrre idee, conoscenze e innovazione. Questa capacità è sempre stata importante ma negli ultimi anni è letteralmente esplosa, tanto che la creatività umana viene considerata la fonte del vantaggio competitivo. Partendo da questa considerazione Florida superando i concetti di economia “dell’informazione” o “della conoscenza” afferma la nascita della cosiddetta “economia creativa” nei Paesi a capitalismo avanzato caratterizzati dalla crescita della cosiddetta “classe creativa”. Scienziati, ingegneri, docenti universitari, artisti, architetti ma anche medici, avvocati e dirigenti, la classe creativa è costituita da un insieme eterogeneo di professioni che producono qualcosa di nuovo e utile nel normale svolgimento del proprio lavoro. L’individuazione e la misurazione della classe creativa costituisce il primo aspetto principale del libro di Florida e a ciò si affianca l’elaborazione di un modello statistico secondo cui i “creativi” si concentrano in contesti urbani caratterizzati dalla presenza di tre fattori specifici: tecnologia, talento e tolleranza (le 3T). Ovvero, la concentrazione della classe creativa è più alta in quelle città caratterizzate dalla presenza di persone con un elevato livello di istruzione (il talento), dalla presenza di imprese high-tech e da un elevato numero di brevetti prodotti (la tecnologia) e dalla presenza di un numero rilevante di stranieri e omosessuali (la tolleranza).
Vale tutto ciò anche nel contesto italiano?
La Creativity Group Europe srl – società di ricerca e consulenza fondata a Milano nel 2004 che ha tra i suoi soci lo stesso Richard Florida – ha realizzato nel 2005 uno studio che pone a confronto tutte le 103 province italiane attraverso l’elaborazione di un set di 15 indicatori (la base dei dati fa riferimento a fonti ISTAT 2001, Unioncamere 2001-2003, Osservatorio Banda Larga 2004, Ministero Istruzione 2001-2002, Goletta Gay 2004)
L’analisi indica infatti come molte città di medie dimensioni abbiano numerose risorse per poter prosperare nel nuovo sistema economico, ma indica anche che sono le aree urbane più grandi a mostrare l’equilibrio migliore tra le tre T di Talento, Tecnologia eTolleranza. Le altre città/province mostrano invece maggiori difficoltà nella capacità di far leva sulla presenza di alcune realtà innovative – sia industriali che universitarie e di ricerca- o magari sull’esistenza di un clima sociale e culturale aperto e vivace. In alcuni casi la presenza di capitale umano e culturale non è sostenuta da infrastrutture tecnologiche adeguate, in altri invece si notano buoni contesti industriali non accompagnati da un livello di risorse umane adeguato a sostenere una evoluzione di tale contesto industriale verso forme più innovative. In questi casi è fondamentale non solo che le città cerchino di investire e sviluppare le dimensioni in cui mostrano maggiori lacune e fragilità, ma altrettanto importante è che queste città non si muovano da sole ma “in rete”, seguendo logiche comuni, coordinate, tra più centri urbani; e sappiano inoltre sviluppare rapporti con le realtà metropolitane più vicine.
Terni come si posiziona?
% Classe creativa: 16esima (22,04%)
Indice di Talento: 17esima
Indice Tecnologia: 40esima
Indice di Tolleranza: 28esima
Indice di Creatività italiano: 16esima
Tanto lavoro da fare dunque, ma non si parte da zero.
Sarebbe interessante ripetere/integrare lo studio (od uno studio similare) a livello locale già prima della scadenza di questo mandato amministrativo al fine di poter meglio offrire un’idea di città e delle sue potenzialità di sviluppo da consegnare alla prossima giunta.
Per una la versione integrale del documento si rimanda alla sezione Punti di Vista.
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Direi che a fronte di tanti numeri sarebbe il caso di vedere chi e come riesce a fare impresa e sviluppo nella nostra città Mi pare di capire, scorgendo sotto mano le liste dei nominativi degli imprenditori che gran parte delle nuovissime e fruttuose imprese ternane non siano altro che il retaggio di politiche assistenzialiste (più o meno lecitamente) promosso a favore di questo o quel conosciente. Sarebbe dunque molto più onesto e umile parlare dell’economia ternana in termini di crescita oggettiva (che, pare sia quasi a zero), in termini di prodotto interno lordo cittadino (sotto zero) e soprattutto in termini di reddito pre-capite (e, in questo caso, Terni onon è sicuramente nella topo ten italiana)…
Pensiamo ad un futuro davvero migliore… Pensiamo ai motivi per i quali la nostra città non è ancora una vera città universitaria (niente ricerca equivale a dire niente crescita), pensiamo a quanta poca cultura circoli nella Terni dei sondaggi…Pensiamo a quanto siamo retrogadi… Ci aiuterà a ripensare la crescita…
[...] un’opportunità condivisa nel nostro territorio (anche politicamente). Come abbiamo visto nel post precedente non si parte da zero. Le potenzialità di “una città che si reinventa città” sono [...]
[...] “Terni 2019” e “Le 3T e Terni” prosegue il tentativo provocatorio (mica poi così tanto!) di stiomolare le vie dello [...]