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TERNI2019…e perché no?

La provocazione dell’associazione Indisciplinarte di candidare Terni come capitale europea della cultura per il 2019 può essere l’occasione per ripensare lo sviluppo della nostra città, o meglio accompagnarlo verso la costruzione di un vero e proprio “distretto culturale evoluto”.

Una visione che può diventare un’opportunità condivisa nel nostro territorio (anche politicamente). Come abbiamo visto nel post precedente non si parte da zero. Le potenzialità di “una città che si reinventa città” sono inoltre impresse nel nostro DNA urbano, fanno parte cioè di quel patrimonio di elementi immateriali la cui valorizzazione ha consentito a tante altri territori, anche in riconversione industriale, di rilanciarsi sulla scena nazionale e internazionale. Un distretto complesso nel quale il fattore unificante è l’orientamento all’innovazione, non un singolo prodotto, il cui successo è determinato dalla capacità di coordinamento dei processi di accumulazione delle nuove forme di capitale – umano, informativo, sociale, identitario – tra i vari attori del sistema: la pubblica amministrazione, le filiere produttive, l’università e i sistemi formativi, i produttori culturali, la società civile. Il distretto culturale evoluto deve la sua specificità alla capacità di integrarsi di volta in volta con altri settori del sistema locale dando luogo a sinergie innovative altrimenti irrealizzabili. A maggior ragione in un contesto socio-produttivo in cui si deve completare una transizione post industriale. La cultura agisce dunque come un vero e proprio elemento aggregante che entra a far parte dell’esperienza quotidiana di tutti i cittadini ed inquadra i singoli interventi in una ridefinizione complessiva dell’identità del sistema urbano e delle comunità che lo abitano (Sacco, 2002).Quali sono quindi le dimensioni dello sviluppo ideale di una città? Un settore produttivo vivace ed in rapida espansione che opera sui mercati culturali, una valorizzazione istituzionale dell’identità culturale della città, un polo di offerta culturale di qualità che influenzi significativamente l’assetto insediativo dell’area, un consistente recupero e valorizzazione del patrimonio storico-monumentale esistente. Ciò che davvero fa crescere l’economia è l’innovazione e non semplicemente la presenza di attività economiche. Ma l’innovazione dipende dalla creatività individuale e gli individui creativi hanno bisogno di una scena culturale vivace per il loro stile di vita. Stimolare il potenziale creativo del proprio sistema locale risulta fondamentale per lo sviluppo: nel momento in cui diventa caratteristica di un ambiente immersivo, la cultura provoca un mutamento nell’atteggiamento delle persone verso le esperienze che vivono, mettendole in grado di sviluppare le strutture mentali capaci di attribuire valore all’esperienza (il concetto di “capacitazione” per A. Sen premio nobel per l’economia 2000). Molta la letteratura economico e sociale sull’argomento (Bagnasco, Becattini, Brusco, Santagata, Sacco, Valentino, Trullen, Boix…), ma ancora più significative sono le esperienze realizzate in Europa e USA (St.Louis, Denver, Liverpool, Valencia, Lille, Lund, Glasgow).

Vorrei ripercorrere sinteticamente però il caso di Linz, forse il più “suggestivo” nei riguardi di Terni, poiché il Piano di sviluppo culturale approvato nel 2000 dal consiglio comunale si intitola dalla città dell’acciaio alla città della cultura”: la cittadina austriaca (189000 abitanti) sul Danubio un tempo considerata soltanto come polo siderurgico è diventata un polo culturale molto importante e, in particolare, il più importante centro nazionale (ed uno tra i più importanti a livello internazionale) nel campo della multimedialità e delle nuove tecnologie applicate alla cultura. L’elemento determinante la trasformazione è stato Ars Electronica un festival internazionale dedicato alla multimedialità presente in città dal 1979 ed i suoi sviluppi: il prix ars electronica – un premio riservato alla computer art, il Museum of the future – uno spazio culturale polivalente e centro didattico per le scuole e il Future Lab – un laboratorio di ricerca e sviluppo sulla multimedialità che realizza progetti, raccordandosi con l’università, per il comparto industriale locale. Il piano prevede la costruzione di nuove infrastrutture per la cultura e la riconversione di aree dimesse, linee guida per i criteri di finanziamento di attività, attenzione all’opportunità di accesso all’offerta culturale da parte del pubblico locale.

6 Risposte a “Non solo acciaio…lo sviluppo a Terni – VIª puntata”
  1. corrado pani scrive:

    Diciamo che a Terni ci avevano provato..ma solo, appunto, provato prima con il sogno della bibliomegateca poi con il CMM… Diciamo che non siamo austriaci!

  2. Francesco scrive:

    Stavo per aggiungere tra le 5 cose che dovrebbe fare il prossimo sindaco di Terni, la valorizzazione della città come punto di riferimento per l’arte contemporanea, settore in cui l’Italia, specie al di sotto del Po, scarseggia alquanto.

    L’idea di far diventare Terni un distretto culturale specializzato nella produzione culturale contemporanea mi sembra splendida e da perseguire!

    Mi associo al comitato Terni2019…e perché no?

  3. corrado pani scrive:

    Se poi ci leviamo dalle scatole la berrettini…allora forse qualcosina si riuscirebbe a fare..Non è che il Comitato Terni2019 ha già pensato a come toglierla di mezzo? hahahhaa E non facciamo tornare Brega sennò mi sparo…

  4. Francesco scrive:

    Non per fare il “filo governativo”, ma mi pare che sull’arte e sul teatro contemporaneo l’assessorato Berrettini abbia fatto cose di tutto rilievo (pernso al Festival Esterni).

  5. corrado pani scrive:

    Ah si? Credi sia così Francesco?
    Io credo invece il contrario poiché, come dissi una volta in una riunione di sezione, non è che il successo della istituzioni nelle manifestazioni artistiche si misura con la creazione di eventi, semmai con l’afflusso del pubblico agli eventi per cui si sono spesi soldi pubblici.
    E non per essere sempre il critico di turno, Vi voglio ricordare che in tutte le manifestazione di arte e cultura della nostra città gli afflussi sono stati estremamente esigui e non hanno quansi mai interessato persone provenienti da altre regioni o da altre provincie.

    Il successo delle manifestazioni si misura dal pubblico, per fortuna o purtroppo…Si misura dal grado di coinvolgimento territoriale e soprattutto extra-territoriale.

  6. [...] “Terni 2019” e “Le 3T e Terni” prosegue il tentativo provocatorio (mica poi così tanto!) di [...]

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