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	<title>Commenti a: Pensierini di inizio anno/1</title>
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	<description>Circolo on-line del Partito Democratico</description>
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		<title>Di: uno che mena</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5842</link>
		<dc:creator>uno che mena</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 19:51:53 +0000</pubDate>
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		<description>Nell’annunciare che con qualsiasi legge elettorale “il Pd si presenterà con le liste del Pd” Walter Veltroni non ha lesinato gli aggettivi. Leggiamo infatti nei resoconti che egli ha voluto ribadire agli italiani questa apparente tautologia “con chiarezza, formalità e nettezza, in modo da chiudere anche una porta dietro di me”. A scanso di equivoci, in un tripudio di aggettivazione iperbolica, ha proseguito affermando che ciò costituisce una “condizione assoluta” e una “certezza inossidabile”. Verrebbe da aggiungere: “Punto, due punti e punto e virgola!”. Preferiamo però tralasciare la forma, per concentrarci sulla sostanza. Ebbene, a dispetto di tanta enfasi e solennità, quello formulato a Orvieto ci sembra un annuncio fondamentalmente ambiguo, che può rivelarsi nel migliore dei casi inutile e nel peggiore dannoso.
Se riferito alla legge elettorale attualmente in vigore esso non significa assolutamente nulla, perché come è noto la modesta soglia di sbarramento e il premio di maggioranza assegnato alla coalizione consentono a tutti i partiti di presentarsi agli elettori con il proprio simbolo. Eppure, i commentatori hanno interpretato le parole di Veltroni come l’annuncio che anche nel caso di un voto con il “Porcellum” il Pd correrebbe da solo, senza dare vita cioè a un’alleanza per concorrere al premio di maggioranza. In effetti, visto il prevedibile risultato di elezioni anticipate alla primavera del 2008, le probabilità che il centrosinistra si aggiudichi il premio sarebbero così scarse che qualcuno potrebbe essere perfino tentato di rinunciare in partenza a battersi per vincerle. Ma poiché Veltroni sa benissimo che tale posizione sarebbe difficilmente compatibile con l’incarico di segretario del Pd, ci domandiamo perché abbia alimentato un equivoco che, nella malaugurata circostanza di un voto anticipato, l’opposizione non mancherebbe di rinfacciargli polemicamente.
L’annuncio di Orvieto non significa nulla, però, neanche se riferito al sistema elettorale prefigurato dalla bozza Bianco. Come peraltro tutti i sistemi elettorali attualmente adottati nelle principali democrazie del pianeta, esso infatti prevede il principio, non propriamente rivoluzionario, per cui i partiti politici chiedono il voto agli elettori presentando il proprio simbolo sull’apposita scheda elettorale. Ci chiediamo perciò perché, nel caso Veltroni avesse inteso con quelle parole esprimere il suo appoggio alla bozza Bianco, non lo abbia fatto in modo più diretto ed efficace (magari evitando di considerare il consenso preventivo di Forza Italia alla bozza una condizione irrinunciabile invece che un esito auspicabile). Se poi invece dietro le sue parole si celasse l’adesione al principio, comune a tutti i regimi parlamentari del mondo ma ancora tabù nel discorso pubblico italiano, in base al quale le alleanze si fanno in parlamento e non sulla scheda, ciò costituirebbe indubbiamente una novità assai positiva, che proprio per questo meriterebbe però una formulazione più esplicita e meno criptica.
Le parole di Veltroni non sono ambigue né esprimono una tautologia solo se riferite al sistema elettorale che scaturirebbe da un’eventuale vittoria dei sì al referendum. Analogamente a quel che avveniva con la famigerata “legge Acerbo” voluta da Mussolini nel 1923 (ma questa volta senza neanche la soglia minima del 25 per cento dei voti), il referendum prevede infatti che il premio di maggioranza venga assegnato al partito e non alla coalizione più votata, il che indurrebbe la formazione di due grandi (e disomogenee) alleanze sotto il medesimo simbolo. Poiché è noto che il centrodestra si presenterebbe unito davanti agli elettori (e le dichiarazioni successive al discorso di Orvieto lo confermano ulteriormente), annunciare una rinuncia preventiva a fare lo stesso equivale a dire – in omaggio al celebre motto del 2001: “Meglio perdere che perdersi” – che si considera il ritorno di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi preferibile all’alleanza con i partiti con i quali attualmente il Pd governa il paese. Come contributo alla stabilità del governo non è male, specialmente in una giornata che vede mezzo esecutivo impegnato a tenere unita la maggioranza in vista del voto sulla giustizia e sulla mozione contro il ministro Pecoraro Scanio. Ma sforzandosi di trovare nelle parole di Veltroni una logica diversa dall’invettiva contro gli alleati e dall’auspicio di una sconfitta elettorale in tempi brevi, la si potrebbe rintracciare in un avvertimento rivolto agli altri partiti dell’Unione affinché accettino la bozza Bianco. In questo caso, l’intenzione sarebbe lodevole, ma la strada scelta di dubbia efficacia. Se si votasse con la legge uscita dal referendum e il Pd si presentasse da solo, gli altri partiti dell’Unione otterrebbero infatti comunque un numero di seggi proporzionale ai voti, usufruendo per di più di una bassa soglia di sbarramento. E per quelli che non trovassero rifugio nel centrodestra, la prospettiva della sconfitta sarebbe comunque di gran lunga meno esiziale di quanto non sarebbe per una forza a “vocazione maggioritaria” come il Partito democratico. La vittima principale della minaccia di Veltroni appare dunque Veltroni stesso, e con lui tutto il Pd.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’annunciare che con qualsiasi legge elettorale “il Pd si presenterà con le liste del Pd” Walter Veltroni non ha lesinato gli aggettivi. Leggiamo infatti nei resoconti che egli ha voluto ribadire agli italiani questa apparente tautologia “con chiarezza, formalità e nettezza, in modo da chiudere anche una porta dietro di me”. A scanso di equivoci, in un tripudio di aggettivazione iperbolica, ha proseguito affermando che ciò costituisce una “condizione assoluta” e una “certezza inossidabile”. Verrebbe da aggiungere: “Punto, due punti e punto e virgola!”. Preferiamo però tralasciare la forma, per concentrarci sulla sostanza. Ebbene, a dispetto di tanta enfasi e solennità, quello formulato a Orvieto ci sembra un annuncio fondamentalmente ambiguo, che può rivelarsi nel migliore dei casi inutile e nel peggiore dannoso.<br />
Se riferito alla legge elettorale attualmente in vigore esso non significa assolutamente nulla, perché come è noto la modesta soglia di sbarramento e il premio di maggioranza assegnato alla coalizione consentono a tutti i partiti di presentarsi agli elettori con il proprio simbolo. Eppure, i commentatori hanno interpretato le parole di Veltroni come l’annuncio che anche nel caso di un voto con il “Porcellum” il Pd correrebbe da solo, senza dare vita cioè a un’alleanza per concorrere al premio di maggioranza. In effetti, visto il prevedibile risultato di elezioni anticipate alla primavera del 2008, le probabilità che il centrosinistra si aggiudichi il premio sarebbero così scarse che qualcuno potrebbe essere perfino tentato di rinunciare in partenza a battersi per vincerle. Ma poiché Veltroni sa benissimo che tale posizione sarebbe difficilmente compatibile con l’incarico di segretario del Pd, ci domandiamo perché abbia alimentato un equivoco che, nella malaugurata circostanza di un voto anticipato, l’opposizione non mancherebbe di rinfacciargli polemicamente.<br />
L’annuncio di Orvieto non significa nulla, però, neanche se riferito al sistema elettorale prefigurato dalla bozza Bianco. Come peraltro tutti i sistemi elettorali attualmente adottati nelle principali democrazie del pianeta, esso infatti prevede il principio, non propriamente rivoluzionario, per cui i partiti politici chiedono il voto agli elettori presentando il proprio simbolo sull’apposita scheda elettorale. Ci chiediamo perciò perché, nel caso Veltroni avesse inteso con quelle parole esprimere il suo appoggio alla bozza Bianco, non lo abbia fatto in modo più diretto ed efficace (magari evitando di considerare il consenso preventivo di Forza Italia alla bozza una condizione irrinunciabile invece che un esito auspicabile). Se poi invece dietro le sue parole si celasse l’adesione al principio, comune a tutti i regimi parlamentari del mondo ma ancora tabù nel discorso pubblico italiano, in base al quale le alleanze si fanno in parlamento e non sulla scheda, ciò costituirebbe indubbiamente una novità assai positiva, che proprio per questo meriterebbe però una formulazione più esplicita e meno criptica.<br />
Le parole di Veltroni non sono ambigue né esprimono una tautologia solo se riferite al sistema elettorale che scaturirebbe da un’eventuale vittoria dei sì al referendum. Analogamente a quel che avveniva con la famigerata “legge Acerbo” voluta da Mussolini nel 1923 (ma questa volta senza neanche la soglia minima del 25 per cento dei voti), il referendum prevede infatti che il premio di maggioranza venga assegnato al partito e non alla coalizione più votata, il che indurrebbe la formazione di due grandi (e disomogenee) alleanze sotto il medesimo simbolo. Poiché è noto che il centrodestra si presenterebbe unito davanti agli elettori (e le dichiarazioni successive al discorso di Orvieto lo confermano ulteriormente), annunciare una rinuncia preventiva a fare lo stesso equivale a dire – in omaggio al celebre motto del 2001: “Meglio perdere che perdersi” – che si considera il ritorno di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi preferibile all’alleanza con i partiti con i quali attualmente il Pd governa il paese. Come contributo alla stabilità del governo non è male, specialmente in una giornata che vede mezzo esecutivo impegnato a tenere unita la maggioranza in vista del voto sulla giustizia e sulla mozione contro il ministro Pecoraro Scanio. Ma sforzandosi di trovare nelle parole di Veltroni una logica diversa dall’invettiva contro gli alleati e dall’auspicio di una sconfitta elettorale in tempi brevi, la si potrebbe rintracciare in un avvertimento rivolto agli altri partiti dell’Unione affinché accettino la bozza Bianco. In questo caso, l’intenzione sarebbe lodevole, ma la strada scelta di dubbia efficacia. Se si votasse con la legge uscita dal referendum e il Pd si presentasse da solo, gli altri partiti dell’Unione otterrebbero infatti comunque un numero di seggi proporzionale ai voti, usufruendo per di più di una bassa soglia di sbarramento. E per quelli che non trovassero rifugio nel centrodestra, la prospettiva della sconfitta sarebbe comunque di gran lunga meno esiziale di quanto non sarebbe per una forza a “vocazione maggioritaria” come il Partito democratico. La vittima principale della minaccia di Veltroni appare dunque Veltroni stesso, e con lui tutto il Pd.</p>
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		<title>Di: vi prego aiutatemi</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5503</link>
		<dc:creator>vi prego aiutatemi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 20:50:06 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dispiace ma credo che questa discussione si stia arenando... e arenando perchè ai miei dubbi, alle mie osservazioni e alle mie domande si risponde solo parlando di legge elettorale... A mio parere è troppo facile così, è troppo facile dare tutta la colpa ai veti incrociati (nel caso del conflitto d&#039;interesse il veto di chi era?) l&#039;unica realtà è che è mancato l&#039;impegno da parte di alcune forze politiche che hanno preferito accelerare i tempi di una caduta del governo perchè c&#039;erano interessi personali e di partito che hanno scavalcato quelle di coalizione, e a mio avviso, del paese...  Ci si poteva almeno impegnare con tutte le proprie forze e parallelamente lavorare per la legge elettorale. Ma questo non è stato neanche tentato...
Ovviamente anche sul referendum la pensiamo in maniera diversa. Primo perchè preferisco che una legge elettorale venga scelta democraticamente dagli italiani e non con una prova di forza Veltroni-Berluconi per cancellare e annullare il voto e le idee di milioni di italiani, e secondo perchè ti ricordo che un referendum sulla legge elettorale c&#039;è già stato.
Per quanto riguarda Turigliatto, con tutta l&#039;indignazione politica che posso esprimere nei suoi confronti, lui si è assunto le sue responsabilità, ha votato contro (e nessuna legge elettorale &quot;giusta&quot; può negare di dissentire) su un motivo serio come quello del welfare, e rifondazione l&#039;ha cacciato dal partito. Qui, ripeto, ognuno si è preso le proprie responsabilità, cosa che non fa, a mio avviso, il segretario del partito più grande della maggioranza che ha con le sue parole, precedenti alla crisi, ha dichiarato conclusa la coalizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace ma credo che questa discussione si stia arenando&#8230; e arenando perchè ai miei dubbi, alle mie osservazioni e alle mie domande si risponde solo parlando di legge elettorale&#8230; A mio parere è troppo facile così, è troppo facile dare tutta la colpa ai veti incrociati (nel caso del conflitto d&#8217;interesse il veto di chi era?) l&#8217;unica realtà è che è mancato l&#8217;impegno da parte di alcune forze politiche che hanno preferito accelerare i tempi di una caduta del governo perchè c&#8217;erano interessi personali e di partito che hanno scavalcato quelle di coalizione, e a mio avviso, del paese&#8230;  Ci si poteva almeno impegnare con tutte le proprie forze e parallelamente lavorare per la legge elettorale. Ma questo non è stato neanche tentato&#8230;<br />
Ovviamente anche sul referendum la pensiamo in maniera diversa. Primo perchè preferisco che una legge elettorale venga scelta democraticamente dagli italiani e non con una prova di forza Veltroni-Berluconi per cancellare e annullare il voto e le idee di milioni di italiani, e secondo perchè ti ricordo che un referendum sulla legge elettorale c&#8217;è già stato.<br />
Per quanto riguarda Turigliatto, con tutta l&#8217;indignazione politica che posso esprimere nei suoi confronti, lui si è assunto le sue responsabilità, ha votato contro (e nessuna legge elettorale &#8220;giusta&#8221; può negare di dissentire) su un motivo serio come quello del welfare, e rifondazione l&#8217;ha cacciato dal partito. Qui, ripeto, ognuno si è preso le proprie responsabilità, cosa che non fa, a mio avviso, il segretario del partito più grande della maggioranza che ha con le sue parole, precedenti alla crisi, ha dichiarato conclusa la coalizione.</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5500</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 18:08:10 +0000</pubDate>
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		<description>Non ti devi scusare: la mia era solo un&#039;analisi che va aldilà della condivisione o meno delle scelte compiute. Personalmente è un&#039;analisi che ribadisco: continuo a pensare che la crisi sia figlia soprattutto di una contraddizione. Da una parte un premier che governa sulla base di un assetto oggettivamente da superare(la coalizione con tutti dentro, da Rifondazione a Mastella), dall&#039;altra il PD che si è dato il compito di superare questo assetto di bipolarismo fondato su coalizioni vaste ed eterogenee per creare un assetto nuovo e più stabile. Il risultato di questa contraddizione è sotto gli occhi di tutti e certo non è un bel vedere. Però attenzione: il referendum sulla legge elettorale avrebbe fatto esplodere le stesse contraddizioni e causato i medesimi problemi.
Quanto alle riforme necessarie che non sono state compiute, la risposta è semplice. Con l&#039;attuale sistema politico, i cui difetti sono acuiti dalla legge elettorale vigente, è impossibile fare qualsivoglia riforma a causa dei veti incrociati di microgruppi e addirittura di singoli parlamentari. Attenzione: ogni parlamentare deve essere libero di testimoniare e portare avanti la propria posizione, ma non pouò da solo paralizzare Governo e Parlamento, altrimenti saremo condannati al perenne immobilismo.
Quanto all&#039;accordo con Berlusconi, come si suol dire, gli interlocutori non è che uno se li può scegliere. Il più grande partito del centrodestra è il PDL e con il PDL bisogna dialogare per creare un minimo di stabilità futura.
Poi se il Governo Prodi dovesse cadere sarò il primo ad esserne afflitto. Ti assicuro che Prodi ha la mia massima stima e che questo Governo ha dei meriti che non gli vengono minimamente riconosciuti. Ma se il Governo cade non è certo per il tentativo di accordo sulla legge elettorale che è stato fatto. Di problemi ce n&#039;erano anche prima e molto molto grossi (ricordi Turigliatto?).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ti devi scusare: la mia era solo un&#8217;analisi che va aldilà della condivisione o meno delle scelte compiute. Personalmente è un&#8217;analisi che ribadisco: continuo a pensare che la crisi sia figlia soprattutto di una contraddizione. Da una parte un premier che governa sulla base di un assetto oggettivamente da superare(la coalizione con tutti dentro, da Rifondazione a Mastella), dall&#8217;altra il PD che si è dato il compito di superare questo assetto di bipolarismo fondato su coalizioni vaste ed eterogenee per creare un assetto nuovo e più stabile. Il risultato di questa contraddizione è sotto gli occhi di tutti e certo non è un bel vedere. Però attenzione: il referendum sulla legge elettorale avrebbe fatto esplodere le stesse contraddizioni e causato i medesimi problemi.<br />
Quanto alle riforme necessarie che non sono state compiute, la risposta è semplice. Con l&#8217;attuale sistema politico, i cui difetti sono acuiti dalla legge elettorale vigente, è impossibile fare qualsivoglia riforma a causa dei veti incrociati di microgruppi e addirittura di singoli parlamentari. Attenzione: ogni parlamentare deve essere libero di testimoniare e portare avanti la propria posizione, ma non pouò da solo paralizzare Governo e Parlamento, altrimenti saremo condannati al perenne immobilismo.<br />
Quanto all&#8217;accordo con Berlusconi, come si suol dire, gli interlocutori non è che uno se li può scegliere. Il più grande partito del centrodestra è il PDL e con il PDL bisogna dialogare per creare un minimo di stabilità futura.<br />
Poi se il Governo Prodi dovesse cadere sarò il primo ad esserne afflitto. Ti assicuro che Prodi ha la mia massima stima e che questo Governo ha dei meriti che non gli vengono minimamente riconosciuti. Ma se il Governo cade non è certo per il tentativo di accordo sulla legge elettorale che è stato fatto. Di problemi ce n&#8217;erano anche prima e molto molto grossi (ricordi Turigliatto?).</p>
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		<title>Di: vi prego aiutatemi</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5494</link>
		<dc:creator>vi prego aiutatemi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 16:29:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/#comment-5494</guid>
		<description>Mi dispiace Francesco ma le tue motivazioni mi sembrano assurde.
Esigenza di costruire il futuro? MA DI CHE FUTURO STAI PARLANDO, DEL FUTURO DEL PAESE O QUELLO DEL PD? 
“L’interesse di Prodi a salvaguardare l’esistente si è irrimediabilmente scontrato con quello veltroniano di costruire il futuro.” Ma tu forse dimentichi che l’interesse di Prodi è lo stesso di quello di noi elettori che gli abbiamo dato fiducia, che ancora crediamo che questo governo sia sempre meglio di quello del Berlusconi delle leggi ad personam, e dovrebbe essere lo stesso impegno dei parlamentari del PD che ci hanno chiesto il voto e SOPRATTUTTO DEL SUO SEGRETARIO, impegno che andrebbe perseguito fino a quando non affonda la nave.
Adesso che futuro hai ottenuto? Ricompattare il centro-destra, e affidare il paese nelle loro mani (non ti viene da sudar freddo?). O quello di aver dato un enorme potere ai cattolici del PD o a quelli della Cosa bianca anche in questioni come la legge elettorale.
“Prodi si può sperticare per difendere Mastella, ad esempio, ma può farlo anche Veltroni con il rischio di far storcere il naso a tanti elettori del PD?”. Forse questo problema doveva nascere quando si creavano le coalizioni e non oggi. Oggi sì che sei costretto a difenderlo se esiste ancora un minimo di coerenza politica. Primo perché non si può volere i voti di partiti e poi far finta che non hai niente a che fare con loro, e secondo perché nel PD, fronte Margherita, mi sembra che ci siano elementi che non differiscono molto dalla storia politica di Mastella.
“Evitare il potere di veto dei parlamentari?” Mi dispiace ma non ci sto proprio a vivere in un paese dove i parlamentari non sono liberi da dissentire dal proprio partito. In questi giorni abbiamo visto come gli interessi del Partito diventano primari rispetto ai veri interessi del paese…
Perché nessuno mi risponde sul fatto che Berlusconi ha governato 5 anni in barba alla legge elettorale; o perché si è andato a discutere di legge elettorale proprio con Berlusconi che è stato l’artefice di questa legge elettorale (creata certo senza un tavolo di discussione con l’attuale PD) e non si è primao tentato di farlo con i partiti della tua coalizione, o sul perché il PD non si è impegnato a fare in questa legislazione riforme necessarie; di precariato, di salari ecc… QUESTO E’ IL FUTURO CHE VA COSTRUITO…
Leggendo le tue parole preferirei che domani al voto di fiducia fosse il PD a votare contro, almeno ognuno prenderebbe le proprie responsabilità, evitando di continuare a fare figure pietose per un voto in più.
Scusa, Francesco, per la durezza delle mie parole ma sono terribilmente incazzato e profondamente deluso…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace Francesco ma le tue motivazioni mi sembrano assurde.<br />
Esigenza di costruire il futuro? MA DI CHE FUTURO STAI PARLANDO, DEL FUTURO DEL PAESE O QUELLO DEL PD?<br />
“L’interesse di Prodi a salvaguardare l’esistente si è irrimediabilmente scontrato con quello veltroniano di costruire il futuro.” Ma tu forse dimentichi che l’interesse di Prodi è lo stesso di quello di noi elettori che gli abbiamo dato fiducia, che ancora crediamo che questo governo sia sempre meglio di quello del Berlusconi delle leggi ad personam, e dovrebbe essere lo stesso impegno dei parlamentari del PD che ci hanno chiesto il voto e SOPRATTUTTO DEL SUO SEGRETARIO, impegno che andrebbe perseguito fino a quando non affonda la nave.<br />
Adesso che futuro hai ottenuto? Ricompattare il centro-destra, e affidare il paese nelle loro mani (non ti viene da sudar freddo?). O quello di aver dato un enorme potere ai cattolici del PD o a quelli della Cosa bianca anche in questioni come la legge elettorale.<br />
“Prodi si può sperticare per difendere Mastella, ad esempio, ma può farlo anche Veltroni con il rischio di far storcere il naso a tanti elettori del PD?”. Forse questo problema doveva nascere quando si creavano le coalizioni e non oggi. Oggi sì che sei costretto a difenderlo se esiste ancora un minimo di coerenza politica. Primo perché non si può volere i voti di partiti e poi far finta che non hai niente a che fare con loro, e secondo perché nel PD, fronte Margherita, mi sembra che ci siano elementi che non differiscono molto dalla storia politica di Mastella.<br />
“Evitare il potere di veto dei parlamentari?” Mi dispiace ma non ci sto proprio a vivere in un paese dove i parlamentari non sono liberi da dissentire dal proprio partito. In questi giorni abbiamo visto come gli interessi del Partito diventano primari rispetto ai veri interessi del paese…<br />
Perché nessuno mi risponde sul fatto che Berlusconi ha governato 5 anni in barba alla legge elettorale; o perché si è andato a discutere di legge elettorale proprio con Berlusconi che è stato l’artefice di questa legge elettorale (creata certo senza un tavolo di discussione con l’attuale PD) e non si è primao tentato di farlo con i partiti della tua coalizione, o sul perché il PD non si è impegnato a fare in questa legislazione riforme necessarie; di precariato, di salari ecc… QUESTO E’ IL FUTURO CHE VA COSTRUITO…<br />
Leggendo le tue parole preferirei che domani al voto di fiducia fosse il PD a votare contro, almeno ognuno prenderebbe le proprie responsabilità, evitando di continuare a fare figure pietose per un voto in più.<br />
Scusa, Francesco, per la durezza delle mie parole ma sono terribilmente incazzato e profondamente deluso…</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5489</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 14:41:03 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che tutti abbiamo bisogno di aiuto in questo momento. Sinceramente non mi è mai capitato di vivere una situazione politica così difficile da leggere.

Credo che Prodi abbia svolto un lavoro egregio considerando le condizioni in cui ha dovuto lavorare. Però le defezioni dei centristi della coalizione, le fibrillazioni dovute al giudizio positivo della consulta sul referendum e lo scossone causato dalla nascita del PD hanno fatalmente indebolito un Governo nato per non durare granché.

Non c&#039;è dubbio che la peculiare debolezza dei Governi in Italia derivi dalla rissosità di coalizioni disomogenee in cui hai piccoli partiti non solo viene garantita la rappresentatività, ma anche un potere di veto reciproco che porta alla paralisi del sistema. 

La soluzione, che piaccia o no, è una soltanto: un accordo tra i grandi partiti, di destra e di sinistra, per approntare una legge elettorale che dia stabilità eliminando il potere di veto dei piccoli partiti e dei singoli parlamentari. Ritengo che ciò andasse fatto, anche a rischio di mettere in crisi l&#039;attuale maggioranza, che comunque dubito avrebbe retto all&#039;urto referendario.

Certo che ora il rischio è grande. Se Berlusconi ha in mano sondaggi così positivi da garantirgli una vittoria con un margine discreto anche al Senato (ad occhio basterebbe una vittoria della CDL in Campania e in Calabria), in caso di crisi del Governo Prodi chi glielo fa fare di accollarsi la corresponsabilità di un Governo istituzionale? Meglio per lui precipitare la situazione ed andare subito alle urne.

Quanto alle critiche rivolte dal post di &quot;Vi prego...&quot; al PD, non c&#039;è dubbio che su troppe questioni l&#039;interesse di Prodi a salvaguardare l&#039;esistente si è irrimediabilmente scontrato con quello veltroniano di costruire il futuro. Prodi si può sperticare per difendere Mastella, ad esempio, ma può farlo anche Veltroni con il rischio di far storcere il naso a tanti elettori del PD? 

Insomma è difficile prevedere cosa diavolo accadrà. Magari Romano tirerà fuori un qualche cappello dal cilindro e passerà indenne le ennesime forche caudine del Senato, compiendo un vero e proprio miracolo. Oppure Napolitano, in caso di crisi, metterà tutto il suo peso su un Governo istituzionale per fare le riforme (magari a guida Marini con Pisanu presidente del Senato) appoggiato da Berlusconi.
Oppure si andrà al voto in ordine sparso e non rimarrà che prendere le botte e prepararci ad un Berlusconi ter... E mi viene da sudar freddo al sol pensiero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che tutti abbiamo bisogno di aiuto in questo momento. Sinceramente non mi è mai capitato di vivere una situazione politica così difficile da leggere.</p>
<p>Credo che Prodi abbia svolto un lavoro egregio considerando le condizioni in cui ha dovuto lavorare. Però le defezioni dei centristi della coalizione, le fibrillazioni dovute al giudizio positivo della consulta sul referendum e lo scossone causato dalla nascita del PD hanno fatalmente indebolito un Governo nato per non durare granché.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio che la peculiare debolezza dei Governi in Italia derivi dalla rissosità di coalizioni disomogenee in cui hai piccoli partiti non solo viene garantita la rappresentatività, ma anche un potere di veto reciproco che porta alla paralisi del sistema. </p>
<p>La soluzione, che piaccia o no, è una soltanto: un accordo tra i grandi partiti, di destra e di sinistra, per approntare una legge elettorale che dia stabilità eliminando il potere di veto dei piccoli partiti e dei singoli parlamentari. Ritengo che ciò andasse fatto, anche a rischio di mettere in crisi l&#8217;attuale maggioranza, che comunque dubito avrebbe retto all&#8217;urto referendario.</p>
<p>Certo che ora il rischio è grande. Se Berlusconi ha in mano sondaggi così positivi da garantirgli una vittoria con un margine discreto anche al Senato (ad occhio basterebbe una vittoria della CDL in Campania e in Calabria), in caso di crisi del Governo Prodi chi glielo fa fare di accollarsi la corresponsabilità di un Governo istituzionale? Meglio per lui precipitare la situazione ed andare subito alle urne.</p>
<p>Quanto alle critiche rivolte dal post di &#8220;Vi prego&#8230;&#8221; al PD, non c&#8217;è dubbio che su troppe questioni l&#8217;interesse di Prodi a salvaguardare l&#8217;esistente si è irrimediabilmente scontrato con quello veltroniano di costruire il futuro. Prodi si può sperticare per difendere Mastella, ad esempio, ma può farlo anche Veltroni con il rischio di far storcere il naso a tanti elettori del PD? </p>
<p>Insomma è difficile prevedere cosa diavolo accadrà. Magari Romano tirerà fuori un qualche cappello dal cilindro e passerà indenne le ennesime forche caudine del Senato, compiendo un vero e proprio miracolo. Oppure Napolitano, in caso di crisi, metterà tutto il suo peso su un Governo istituzionale per fare le riforme (magari a guida Marini con Pisanu presidente del Senato) appoggiato da Berlusconi.<br />
Oppure si andrà al voto in ordine sparso e non rimarrà che prendere le botte e prepararci ad un Berlusconi ter&#8230; E mi viene da sudar freddo al sol pensiero.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: vi prego aiutatemi</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5465</link>
		<dc:creator>vi prego aiutatemi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 01:36:05 +0000</pubDate>
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		<description>come non detto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come non detto&#8230;</p>
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		<title>Di: vi prego aiutatemi</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5426</link>
		<dc:creator>vi prego aiutatemi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 18:49:23 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alessandro Vincelli,
ti ringrazio per la tua risposta e per le indicazioni su come pubblicare post, quando avrò qualcosa da dire ne approfitterò sicuramente.
Per quanto riguarda invece il tuo primo intervento vorrei rilevare alcuni punti:
 1 – citando le tue parole: “C’è bisogno di una legge elettorale migliore, che semplifichi e stabilizzi la costellazione dei partiti, Veltroni e il PD sono gli unici che ci stanno lavorando seriamente.” Anch’io credo che la legge elettorale sia di importanza vitale, ma credo che se si voleva lavorare “seriamente” su di essa, il PD doveva partire intavolando una discussione con quei partiti con cui adesso è coalizzato, altrimenti diventa palese che si cerca di farla con Berlusconi solo per salvaguardare interessi particolari e personali, in questo caso dei due partiti maggiori e dei loro leader, fregandosene dei problemi che crei all’attuale governo, delle coalizioni, degli elettori e, come ho detto anche precedentemente, della rappresentatività. Tutto questo mi sembra molto triste e arrogante. Sulla legge elettorale poi andrebbero dette tante cose: non è detto che diminuire i partiti è uguale a maggiore stabilità e quindi governabilità (i casi Binetti e Manzione, parlamentari PD che hanno fatto andare in minoranza il governo ne sono un esempio); non si può prendere un sistema elettorale “estero” e trapiantarlo in Italia tralasciando il fatto che l’Italia ha una storia politica frammentata e radicata, trascurando anche il fatto che la componente cattolica, che giustamente deve essere rappresentata, avrebbe un potere enorme in caso, ad esempio, di un sistema bipartitico (e qui basta pensare al caso di Rutelli che per non sparire dal mondo politico si è trasformato dal più grande anticlericale al massimo esponente del papalismo politico); e non si può neanche trascurare il fatto che Berlusconi, in un modo o nell’altro, ha governato per 5 anni con la vecchia legge elettorale.
 2 – seconda affermazione: “Il Governo è completamente bollito, il PD, la sinistra e il paese rischiano di finire stracotti se si continua così, c’è bisogno di una sterzata decisa.”. Che ci sia bisogno di una sterzata non c’è dubbio, ma la sterzata non si dà dicendo “alle prossime elezioni corriamo da soli”, più che una sterzata mi sembra un vero e proprio tentativo di affossare definitivamente quel poco che resta di questo governo. La sterzata oramai si può dare solo con i fatti: iniziamo a lavorare seriamente sui problemi seri, precariato, salari, sicurezza sul lavoro (lontani meno di un mese dal rogo della TK già non se ne parla più), conflitto di interessi. È su questi punti che dovrebbero concentrarsi gli sforzi dei politici, e quindi anche del PD (e del suo segratario) che è il più grande partito di maggioranza. È vero che il centro-sinistra è troppo diviso, è vero che l’attuale legge elettorale e la conseguente esigua maggioranza al senato rende tutto più difficile, ma è troppo facile dare sempre la colpa agli altri. Non ho mai amato Prodi ma mi fa tenerezza quando da solo cerca di tenere insieme la maggioranza, di far finta che tutto vada bene, quando parla di riforme, mentre il leader del PD, invece di sostenerlo, fa dichiarazioni del genere.
Ti prego, Alessandro, non considerarmi populista o qualunquista per questo mio sfogo, non credo sia populista chiedere alla politica di tornare a parlare di quei temi per cui è nata, mettendo da parte gli interessi personali.

Grazie ancora dello spazio che mi avete concesso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alessandro Vincelli,<br />
ti ringrazio per la tua risposta e per le indicazioni su come pubblicare post, quando avrò qualcosa da dire ne approfitterò sicuramente.<br />
Per quanto riguarda invece il tuo primo intervento vorrei rilevare alcuni punti:<br />
 1 – citando le tue parole: “C’è bisogno di una legge elettorale migliore, che semplifichi e stabilizzi la costellazione dei partiti, Veltroni e il PD sono gli unici che ci stanno lavorando seriamente.” Anch’io credo che la legge elettorale sia di importanza vitale, ma credo che se si voleva lavorare “seriamente” su di essa, il PD doveva partire intavolando una discussione con quei partiti con cui adesso è coalizzato, altrimenti diventa palese che si cerca di farla con Berlusconi solo per salvaguardare interessi particolari e personali, in questo caso dei due partiti maggiori e dei loro leader, fregandosene dei problemi che crei all’attuale governo, delle coalizioni, degli elettori e, come ho detto anche precedentemente, della rappresentatività. Tutto questo mi sembra molto triste e arrogante. Sulla legge elettorale poi andrebbero dette tante cose: non è detto che diminuire i partiti è uguale a maggiore stabilità e quindi governabilità (i casi Binetti e Manzione, parlamentari PD che hanno fatto andare in minoranza il governo ne sono un esempio); non si può prendere un sistema elettorale “estero” e trapiantarlo in Italia tralasciando il fatto che l’Italia ha una storia politica frammentata e radicata, trascurando anche il fatto che la componente cattolica, che giustamente deve essere rappresentata, avrebbe un potere enorme in caso, ad esempio, di un sistema bipartitico (e qui basta pensare al caso di Rutelli che per non sparire dal mondo politico si è trasformato dal più grande anticlericale al massimo esponente del papalismo politico); e non si può neanche trascurare il fatto che Berlusconi, in un modo o nell’altro, ha governato per 5 anni con la vecchia legge elettorale.<br />
 2 – seconda affermazione: “Il Governo è completamente bollito, il PD, la sinistra e il paese rischiano di finire stracotti se si continua così, c’è bisogno di una sterzata decisa.”. Che ci sia bisogno di una sterzata non c’è dubbio, ma la sterzata non si dà dicendo “alle prossime elezioni corriamo da soli”, più che una sterzata mi sembra un vero e proprio tentativo di affossare definitivamente quel poco che resta di questo governo. La sterzata oramai si può dare solo con i fatti: iniziamo a lavorare seriamente sui problemi seri, precariato, salari, sicurezza sul lavoro (lontani meno di un mese dal rogo della TK già non se ne parla più), conflitto di interessi. È su questi punti che dovrebbero concentrarsi gli sforzi dei politici, e quindi anche del PD (e del suo segratario) che è il più grande partito di maggioranza. È vero che il centro-sinistra è troppo diviso, è vero che l’attuale legge elettorale e la conseguente esigua maggioranza al senato rende tutto più difficile, ma è troppo facile dare sempre la colpa agli altri. Non ho mai amato Prodi ma mi fa tenerezza quando da solo cerca di tenere insieme la maggioranza, di far finta che tutto vada bene, quando parla di riforme, mentre il leader del PD, invece di sostenerlo, fa dichiarazioni del genere.<br />
Ti prego, Alessandro, non considerarmi populista o qualunquista per questo mio sfogo, non credo sia populista chiedere alla politica di tornare a parlare di quei temi per cui è nata, mettendo da parte gli interessi personali.</p>
<p>Grazie ancora dello spazio che mi avete concesso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alessandro.vincelli</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5404</link>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 13:54:12 +0000</pubDate>
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		<description>Per &lt;b&gt;vi prego aiutatemi&lt;/b&gt;

se vuoi scrivere sul sito basta che ti iscrivi al blog e ci mandi per email il tuo Username, cambieremo il tuo ruolo in &lt;b&gt;Autore&lt;/b&gt;.

La nostra email è info@puntodemocratico.it

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per <b>vi prego aiutatemi</b></p>
<p>se vuoi scrivere sul sito basta che ti iscrivi al blog e ci mandi per email il tuo Username, cambieremo il tuo ruolo in <b>Autore</b>.</p>
<p>La nostra email è <a href="mailto:info@puntodemocratico.it">info@puntodemocratico.it</a></p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: alessandro.vincelli</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5402</link>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 13:49:44 +0000</pubDate>
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		<description>La situazione politica è talmente ingarbugliata che dare un giudizio sensato sui fatti del giorno è troppo arduo.
Un paio di idee chiare che ho in testa:
C&#039;è bisogno di una legge elettorale migliore, che semplifichi e stabilizzi la costellazione dei partiti, Veltroni e il PD sono gli unici che ci stanno lavorando seriamente.
Il Governo è completamente bollito, il PD, la sinistra e il paese rischiano di finire stracotti se si continua così, c&#039;è bisogno di una sterzata decisa. Le parole di Veltroni a mio avviso vanno in questa direzione.

Secondo me le linee guida sono queste, ma sul come ci si debba muovere politicamente in questo contesto lo ignoro, per questo  non me la sento di criticare le mosse di Veltroni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione politica è talmente ingarbugliata che dare un giudizio sensato sui fatti del giorno è troppo arduo.<br />
Un paio di idee chiare che ho in testa:<br />
C&#8217;è bisogno di una legge elettorale migliore, che semplifichi e stabilizzi la costellazione dei partiti, Veltroni e il PD sono gli unici che ci stanno lavorando seriamente.<br />
Il Governo è completamente bollito, il PD, la sinistra e il paese rischiano di finire stracotti se si continua così, c&#8217;è bisogno di una sterzata decisa. Le parole di Veltroni a mio avviso vanno in questa direzione.</p>
<p>Secondo me le linee guida sono queste, ma sul come ci si debba muovere politicamente in questo contesto lo ignoro, per questo  non me la sento di criticare le mosse di Veltroni.</p>
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		<title>Di: Ve l'avevo detto io</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/01/16/pensierini-di-inizio-anno1/comment-page-1/#comment-5259</link>
		<dc:creator>Ve l'avevo detto io</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 15:31:58 +0000</pubDate>
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		<description>Veltroni ha detto: Il Pd si presenterà con il proprio simbolo. Vuol dire: in caso che si debba andare a votare con la legge uscita dal referendum, non siamo disposti ad imbarcare più cani e porci, sebbene essi, sia cani, sia porci, rappresentino più del 20% della nostra coalizione. Del resto anche alle ultime elezioni l&#039;Ulivo si è presentato alle urne con il proprio simbolo (in una camera sola, è vero, ma stavolta lo faremo anche nell&#039;altra). Tu Berlusconi fai lo stesso, altrimenti vinci le elezioni.&quot;
Andatevi a rileggere se sostengo firmo, se non sostengo non firmo e capirete perchè ora sono chezzi ameri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Veltroni ha detto: Il Pd si presenterà con il proprio simbolo. Vuol dire: in caso che si debba andare a votare con la legge uscita dal referendum, non siamo disposti ad imbarcare più cani e porci, sebbene essi, sia cani, sia porci, rappresentino più del 20% della nostra coalizione. Del resto anche alle ultime elezioni l&#8217;Ulivo si è presentato alle urne con il proprio simbolo (in una camera sola, è vero, ma stavolta lo faremo anche nell&#8217;altra). Tu Berlusconi fai lo stesso, altrimenti vinci le elezioni.&#8221;<br />
Andatevi a rileggere se sostengo firmo, se non sostengo non firmo e capirete perchè ora sono chezzi ameri.</p>
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