Articolo scritto il venerdì 25 gennaio 2008 alle 11:25 am e archiviato in Discussioni. Puoi tenere traccia di tutte le risposte a questo post abbonandoti ai RSS 2.0 feed. Puoi scrivere un commento, o fare trackback da un vostro sito.
Innanzitutto riflettere sul fatto che un partito, nato per essere il puntello del Governo, ha visto deflagrare la crisi nel giro di un trimestre.
Poi evitare ulteriori scissioni, dal momento che si parla di un partito dei prodiani di stretta osservanza con una specie di riedizione dell’Asinello (che comunque mi sembra assai improbabile…).
Dunque cercare un accordo con Berlusconi per fare un Governo istituzionale che faccia le riforme per dare un minimo di stabilità al Paese, rifiutando la tentazione del tanto peggio tanto meglio, e fare una legge elettorale che elimini il cancro dei micro partiti.
Credo che Berlusconi da una parte abbia la tentazione di elezioni subito per incassare immediatamente la vittoria. Dall’altra potrebbe riflettere sul fatto che con l’attuale legge elettorale è assolutamente improbabile avere una maggioranza larga al Senato (più di 15 senatori di differenza è difficile prenderli) e mai avrebbe un margine superiore al numero di eletti dell’UDC o della Lega (sempre che il centrosinistra si presenti unito, ovviamente). E inoltre, posticipando l’inizio della legislatura potrebbe avere la possibilità di far eleggere il Presidente della Repubblica nella prossima legislatura in cui probabilmente avrà la maggioranza. Ma questo, ovviamente, è un problema per il centrosinistra. Questo discorso però vale se il centrosinistra si presenta unito: qualora il PD si presentasse da solo potrebbe ambire al 30 per cento e oltre, ma regalerebbe il premio di maggioranza alla destra in tutte le Regioni o quasi. E allora la situazione sarebbe drammatica.
Viceversa verdrei male un accordo con l’UDC che porterebbe la risurrezione del proporzionale e del grande centro. Ma non mi pare ci siano le condizioni per mettere zizzania a destra.
Ultima ipotesi: il centrosinistra tutto, prendendo atto delle reiterate e continue dimostrazione di totale insipienza e incapacità a governare, di rissosità e cupio dissolvi, potrebbe decidere un suicidio politico collettivo con i suoi dirigenti che, tutti insieme, si ritirano in buon ordine dalla scena pubblica. E questa sarebbe, di gran lunga, la migliore delle ipotesi.
Una fievole speranza.
Se il PD vuole costruire una politica innovativa deve rompere con il sistema attuale. Prodi nel suo ultimo governo è stato sicuramente arrendevole con le nefandezze dell’attuale sistema, vedi l’appoggio a mastella, il numero dei componenti del governo,… la lista è lunga.
Se si vuole andare oltre, gli schemi attuali vanno sovvertiti, per far questo c’è bisogno di grande forza.
Ora le mani sono libere, spero nei prossimi mesi di vedere idee nuove e brillanti dal partito.
L’idea più banale: un candidato alla presidenza del consiglio giovane e brillante.
Il PD ha nelle sue corde questo? staremo a vedere…
Una speranza.
Veltroni e Franceschini devono dedicare tutte le energie di cui dispongono all costruzione di un PD che non rappresenti un semplice comitato di scopo con una visione limitata alla successiva tornata elettorale. Il PD, se vuole cambiare il paese, deve saper immaginare i prossimi dieci anni a prescindere dalle scadenze elettorali e dalle persone chiamate ad assumere responsabilità e rappresentanza.
In questa ottica, non sottovaluterei l’ipotesi di andare alle prossime elezioni con la leadership attribuita a Massimo D’Alema, che potrebbe guidare una coalizione composta da PD, Cosa Rossa, magari i neocentristi di Pezzotta e Tabacci, ed una eventuale ed interessante Lista Prodi.
No Bebbo, la tua prospettiva è assolutamente impensabile e impossibile.
Sarebbe una prospetiva troppo intelligente per il centrosinistra e per il Paese e, come tale, verrebbe ricusata in men che non si dica.
L’ipotesi di D’Alema candidato premier è l’unica che mi ridarebbe un po’ di ottimismo dopo la depressione di questi giorni.
A proposito: ma tu l’hai capito come mai a Veltroni è venuto in mente di fare quella sparata sul correre da soli anche con l’attuale sistema elettorale? Al di là del merito (che potrebbe pure essere in parte condivisibile) il momento era il meno adatto. Dolo o colpa grave?
La sparata di Veltroni mi ha gambizzato. Non l’ho capita per niente. Pensavo solo che fosse l’unico competitivo front-man a per il centrosx, non il più bravo….forse ne ho avuto conferma. D’Alema è un vecchio amore che qualche volta ci ha tradito. Non mi aspetto luci guida nella foschia, ma responsabilità ed ottenere AD OGNI COSTO una ragionevole legge elettorale.
Io piuttosto rifletterei su una cosa:
il Pd è nato per rinnovare la politica a partire dall’impostazione con cui farla, la politica. Si è detto che era la fine delle ideologie a imporre un ripensamento dei partiti e della politica. Dunque politica come concretezza, come pragmatismo, come mediazione, come realizzazione del possibile ma in una visione strategica definita.
E’ stato questo fino ad ora?
Non credo.
Si è voluto forzare su: legge elettorale perchè l’ideale sarebbe il doppio turno, ma l’ideale è irrealizzabile, però comunque no al sistema tedesco che è l’unico che si può fare.
Si è voluto forzare sulla vocazione maggioritaria del PD, dunque PD al voto con le proprie liste.
Si è voluto forzare sulla composizione dei gruppi dirigenti, azzerati tutti, lasciando ovunque il PD in balia di “uomini soli” soltanto perchè l’ideale sarebbe ripartire da zero, tutti quanti.
E’ per questo che abbiamo fatto il PD? Perchè “l’ideale sarebbe”?
No, credo che il Pd debbe essere per definizione concreto tentativo di fare cose concretamente realizzabili e auspicabili certamente conformi alla nostra visione strategica più generale, ma senza forzature e senza utopiche speranze di “l’ideale sarebbe”.
1 – bisognerebbe iniziare ad essere più onesti e iniziare a dire come stanno le cose. tutto l’interesse per la riforma elettorale non era per il bene del paese, ma per il bene del PD. Basta con la scusa della governabilità. la realtà è che da quando è nato il PD al senato si sono creati 5 gruppi in più, senza dimenticare che all’interno del PD ci sono elementi che hanno fatto del trasformismo la loro bandiera (follini e rutelli sono per citare i più in vista)
2 – il PD dovrebbe iniziare ad essere meno arrogante e rispettare gli elettori
3 – il PD e soprattutto il suo segretario dovrebbe ammettere che per i loro interesi personali hanno affossato il governo, e qualcuno dovrebbe fare qualche passo indietro
4 – ammettere i propri errori: si è creduto che la spallata dopo la finanziaria non c’era stata e che la cdl era finita.
chi paga per tutto questo e per aver riconsegnato il paese ai berlusconi, gramazio, thilger, strano, vito, bondi, mastella etc etc?
Innanzitutto riflettere sul fatto che un partito, nato per essere il puntello del Governo, ha visto deflagrare la crisi nel giro di un trimestre.
Poi evitare ulteriori scissioni, dal momento che si parla di un partito dei prodiani di stretta osservanza con una specie di riedizione dell’Asinello (che comunque mi sembra assai improbabile…).
Dunque cercare un accordo con Berlusconi per fare un Governo istituzionale che faccia le riforme per dare un minimo di stabilità al Paese, rifiutando la tentazione del tanto peggio tanto meglio, e fare una legge elettorale che elimini il cancro dei micro partiti.
Credo che Berlusconi da una parte abbia la tentazione di elezioni subito per incassare immediatamente la vittoria. Dall’altra potrebbe riflettere sul fatto che con l’attuale legge elettorale è assolutamente improbabile avere una maggioranza larga al Senato (più di 15 senatori di differenza è difficile prenderli) e mai avrebbe un margine superiore al numero di eletti dell’UDC o della Lega (sempre che il centrosinistra si presenti unito, ovviamente). E inoltre, posticipando l’inizio della legislatura potrebbe avere la possibilità di far eleggere il Presidente della Repubblica nella prossima legislatura in cui probabilmente avrà la maggioranza. Ma questo, ovviamente, è un problema per il centrosinistra. Questo discorso però vale se il centrosinistra si presenta unito: qualora il PD si presentasse da solo potrebbe ambire al 30 per cento e oltre, ma regalerebbe il premio di maggioranza alla destra in tutte le Regioni o quasi. E allora la situazione sarebbe drammatica.
Viceversa verdrei male un accordo con l’UDC che porterebbe la risurrezione del proporzionale e del grande centro. Ma non mi pare ci siano le condizioni per mettere zizzania a destra.
Ultima ipotesi: il centrosinistra tutto, prendendo atto delle reiterate e continue dimostrazione di totale insipienza e incapacità a governare, di rissosità e cupio dissolvi, potrebbe decidere un suicidio politico collettivo con i suoi dirigenti che, tutti insieme, si ritirano in buon ordine dalla scena pubblica. E questa sarebbe, di gran lunga, la migliore delle ipotesi.
Una fievole speranza.
Se il PD vuole costruire una politica innovativa deve rompere con il sistema attuale. Prodi nel suo ultimo governo è stato sicuramente arrendevole con le nefandezze dell’attuale sistema, vedi l’appoggio a mastella, il numero dei componenti del governo,… la lista è lunga.
Se si vuole andare oltre, gli schemi attuali vanno sovvertiti, per far questo c’è bisogno di grande forza.
Ora le mani sono libere, spero nei prossimi mesi di vedere idee nuove e brillanti dal partito.
L’idea più banale: un candidato alla presidenza del consiglio giovane e brillante.
Il PD ha nelle sue corde questo? staremo a vedere…
Una speranza.
Cosa fare?
Veltroni e Franceschini devono dedicare tutte le energie di cui dispongono all costruzione di un PD che non rappresenti un semplice comitato di scopo con una visione limitata alla successiva tornata elettorale. Il PD, se vuole cambiare il paese, deve saper immaginare i prossimi dieci anni a prescindere dalle scadenze elettorali e dalle persone chiamate ad assumere responsabilità e rappresentanza.
In questa ottica, non sottovaluterei l’ipotesi di andare alle prossime elezioni con la leadership attribuita a Massimo D’Alema, che potrebbe guidare una coalizione composta da PD, Cosa Rossa, magari i neocentristi di Pezzotta e Tabacci, ed una eventuale ed interessante Lista Prodi.
Meglio ben accompagnati che soli.
No Bebbo, la tua prospettiva è assolutamente impensabile e impossibile.
Sarebbe una prospetiva troppo intelligente per il centrosinistra e per il Paese e, come tale, verrebbe ricusata in men che non si dica.
L’ipotesi di D’Alema candidato premier è l’unica che mi ridarebbe un po’ di ottimismo dopo la depressione di questi giorni.
A proposito: ma tu l’hai capito come mai a Veltroni è venuto in mente di fare quella sparata sul correre da soli anche con l’attuale sistema elettorale? Al di là del merito (che potrebbe pure essere in parte condivisibile) il momento era il meno adatto. Dolo o colpa grave?
Bebbo, hai ragione.
Pindarico il mio volo.
Anche io penso che D’Alema sia il candidato ideale al momento.
Ma voglio continuare a sperare in qualche scatto deciso in avanti.
P.S. Da sottolineare l’ottimo lavoro di D’Alema al ministero degli esteri.
La sparata di Veltroni mi ha gambizzato. Non l’ho capita per niente. Pensavo solo che fosse l’unico competitivo front-man a per il centrosx, non il più bravo….forse ne ho avuto conferma. D’Alema è un vecchio amore che qualche volta ci ha tradito. Non mi aspetto luci guida nella foschia, ma responsabilità ed ottenere AD OGNI COSTO una ragionevole legge elettorale.
Io piuttosto rifletterei su una cosa:
il Pd è nato per rinnovare la politica a partire dall’impostazione con cui farla, la politica. Si è detto che era la fine delle ideologie a imporre un ripensamento dei partiti e della politica. Dunque politica come concretezza, come pragmatismo, come mediazione, come realizzazione del possibile ma in una visione strategica definita.
E’ stato questo fino ad ora?
Non credo.
Si è voluto forzare su: legge elettorale perchè l’ideale sarebbe il doppio turno, ma l’ideale è irrealizzabile, però comunque no al sistema tedesco che è l’unico che si può fare.
Si è voluto forzare sulla vocazione maggioritaria del PD, dunque PD al voto con le proprie liste.
Si è voluto forzare sulla composizione dei gruppi dirigenti, azzerati tutti, lasciando ovunque il PD in balia di “uomini soli” soltanto perchè l’ideale sarebbe ripartire da zero, tutti quanti.
E’ per questo che abbiamo fatto il PD? Perchè “l’ideale sarebbe”?
No, credo che il Pd debbe essere per definizione concreto tentativo di fare cose concretamente realizzabili e auspicabili certamente conformi alla nostra visione strategica più generale, ma senza forzature e senza utopiche speranze di “l’ideale sarebbe”.
Siamo ancora in tempo per raddrizzare la nave?
1 – bisognerebbe iniziare ad essere più onesti e iniziare a dire come stanno le cose. tutto l’interesse per la riforma elettorale non era per il bene del paese, ma per il bene del PD. Basta con la scusa della governabilità. la realtà è che da quando è nato il PD al senato si sono creati 5 gruppi in più, senza dimenticare che all’interno del PD ci sono elementi che hanno fatto del trasformismo la loro bandiera (follini e rutelli sono per citare i più in vista)
2 – il PD dovrebbe iniziare ad essere meno arrogante e rispettare gli elettori
3 – il PD e soprattutto il suo segretario dovrebbe ammettere che per i loro interesi personali hanno affossato il governo, e qualcuno dovrebbe fare qualche passo indietro
4 – ammettere i propri errori: si è creduto che la spallata dopo la finanziaria non c’era stata e che la cdl era finita.
chi paga per tutto questo e per aver riconsegnato il paese ai berlusconi, gramazio, thilger, strano, vito, bondi, mastella etc etc?