Archivio per febbraio 2008
A Terni non c’è il mare, e non c’è neanche un artigianato di qualità paragonabile a quello genovese: però nell’intervista rilasciata ieri a La Repubblica dalla Sindaco Marta Vincenzi io vedo molti punti in comune fra la realtà del capoluogo ligure e quella della nostra città.
Con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così che abbiamo noi, che abbiamo visto Terni.
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Scritto da Francesco in Eventi, tags: Fassino, PD
Vi è mai capitata l’opportunità di fare due chiacchiere con Piero Fassino? Forse non lo sapete ancora, ma tutti gli amici e i frequentatori del nostro blog hanno ora questa possibilità.
L’associazione Pensare Democratico ha infatti organizzato, giovedì 6 marzo, alle ore 17 ,a Palazzo Primavera di Terni l’incontro dal titolo “I giovani democratici incontrano Piero Fassino”.
Si tratterà di una sorta di intervista collettiva (sul tipo di quella fatta su MTV a Tony Blair qualche anno fa) a cui tutti gli amici di Punto Democratico sono invitati a partecipare e a dare il proprio contributo.
Fin da ora possiamo utilizzare questo post per ragionare insieme sulle domande da porre e sui temi da trattare. Insomma, abbiamo l’opportunità di far due chiacchiere con Piero Fassino: non lasciamocela sfuggire!
Potremo sapere dalla sua viva voce i racconti della sua esperienza in Birmania. Oppure quali sono i suoi progetti futuri. O ancora avere la sua opinione sull’impoverimento del potere d’acquisto delle famiglie o sul lavoro precario o sulla politica per la casa o sulle tematiche del global warming. Oppure possiamo chiedergli se fa il tifo per la Clinton o per Obama, se utilizza correntemente internet o cosa pensa dell’eutanasia e del riconoscimento delle coppie di fatto.
Insomma, scrivete domande, proposte e suggerimenti e partecipate all’incontro “I giovani Democratici incontrano Piero Fassino” il 6 marzo, alle ore 17, al Palazzo Primavera di Terni.
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Per ossigenarci un po’ dalle diatribe da “primariette territoriali” e rimanere sui contenuti…
un interessante articolo tratto da punto-informatico.it di Gaia Bottà sulla messa on line di tutta la ricerca della prestigiosa Harvard.
Certo la tematica della ricerca universitaria e dell’innovazione presenta mille sfaccettature: dalla selezione dei docenti/ricercatori alla sempre in fieri costituzione di un’agenzia per la valutazione della didattica e della ricerca, dalla razionalizzazione dell’offerta didattica al marketing degli atenei, dall’attrazione dei talenti alle reali possibilità di stabilizzazione e creazione di percorsi per i ricercatori nel territorio, dal rapporto Università/Imprese alla politiche pubbliche ad hoc. Osservare che in una delle più blasonate (e costose) Università del mondo docenti e i ricercatori affideranno il frutto del loro lavoro ad un archivio online che sarà aperto a tutti, consultabile gratuitamente, affinchè la cultura fluisca anche al di fuori del circuito, fa riflettere veramente sul carattere globale della sfida e della necessità della conoscenza!
Avvertenze per la lettura: alla fine non effettuare ricognizioni sulle anagrafi della ricerca italiane, potreste ammalarvi di sconforto!
Permettetemi una suggestione (ogni tanto è terapeutico): e se a Terni si proponesse di realizzare un portale internet territoriale per dar voce ai ricercatori (pubblici e privati sia singolarmente che nei gruppi di ricerca) nella duplice prospettiva di spiegare alla comunità locale la direzione delle ricerche intraprese nel territorio e di agganciare le “reti lunghe” della ricerca internazionale?
Attualmente il Consorzio Universitario non ha un proprio sito (come neppure lo hanno – o non aggiornato e/o sfruttato al meglio – i maggiori gruppi di ricerca operanti nell’area di Terni).
“TerninRicerca”(chiamiamolo così va!) potrebbe colmare questa lacune ed essere strutturato in una parte istituzionale con una extranet riservata ai Soci con tutta la documentazione utile per le attività ufficiali ed in una totalmente riservata alla promozione della ricerca, alle opportunità del VII Programma Quadro, del distretto tecnologico.
Il sito dovrebbe consentire anche una parte di contributi multimediali (tipo www.scivee.tv nuova piattaforma per la condivisione delle ricerche scientifiche) al fine di consentire ai ricercatori l’introduzione sia di contenuti volti ad illustrare le ricerche in modo divulgativo che di papers o atti ufficiali. Il tutto potrebbe essere corredato da spazi informativi sulle opportunità dal mondo della Ricerca, Weblog, forum tematici e mailing list. Opportuna la traduzione in inglese, spagnolo e cinese del sito. E fondamentale una redazione, animazione territoriale….
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Oggi siamo entrati nel novero dei 4000 blog più influenti d’Italia secondo i dati tratti dal sito www.blogitalia.it e siamo ottavi nella classifica ternana. Considerando quanto il nostro blog sia giovane questa nostra piccola scalata è davvero un bel risultato.
Voi direte: ok siamo “bravi”. Ma “belli”, che c’entra?
Guardate questo link e capirete. Insomma: se uno ha un’immagine vincente, lo si nota fino a Colle Val d’Elsa!
Complimenti a tutti i Punti. Ora manca solo un passo: la trasformazione in circolo on-line…
il cannocchiale
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La spinosa ma fondamentale tematica dei rifiuti credo che sostanzialmente debba essere affrontata su due piani:1) quello scientifico-tecnologico e della logistica2) quello dei comportamenti quotidiani (come la comunità si struttura e si “informa/sensibilizza” (e quindi si “comprende/apprende”!)
Relativamente al secondo credo che i soggetti istituzionali (ma anche per quanto di competenza quelli organizzativi partitici e associativi dovrebbero rincorrersi nello spiegare COME SI RICICLA, DOVE SI RICICLA…oltre chiaramente a ribadire il PERCHE’.
Dove sono dunque le campagne di comunicazione???
Ne trovate in giro? Raccogliamole.
Pagina informativa ASM Terni
Vecchia campagna Regione Umbria
Ed i rifiuti tecnologici?
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Qui sotto trovate il testo della canzone yes-we-can.doc tratta dai discorsi di Obama e il link per vedere il video.
A volte un po’ di retorica in politica non guasta. E comunque non c’è dubbio che gli americani hanno una grande capacità di auto-rigenerarsi…
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Ma il Parlamento può davvero fare a meno di un uomo così?
Secondo me sì. Ne può fare a meno.
Finalmente cadono un po’ di teste eccellenti (e rugose). Era ora!!!
Possibile che solo a Terni non si riesca a cambiare aria? (Perché nella conca, per citare il signor G, “C’è un’aria, ma un’aria…che manca l’aria!”).
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Un circolo online? E che è?
Hai presente le care vecchie sezioni di partito? Quei luoghi che un tempo rappresentavano dei veri e propri laboratori della politica nonchè dei fenomenali centri di aggregazione giovanile, e oggi sembrano avere perso gran parte del loro appeal? Ecco, immagina di poter costruire da zero una sezione – anzi no: un circolo – e di poterlo fare utilizzando tutti gli strumenti e le risorse delle nuove tecnologie. Immagina di farlo con uno spirito nuovo e con nuove modalità di interazione. Immagina di farlo insieme a persone residenti in ogni angolo del globo con cui poterti confrontare, immagina di poter condividere con loro interessi e passioni e poter diffondere le tue idee con una velocità mai vista prima. Immagina di lavorare con altre persone uguali a te per cambiare il paese e fare politica, politica vera, ma di farlo con gli strumenti e le potenzialità della rete: immagina di conoscere nuovi iscritti su Facebook e di promuovere una campagna elettorale su Youtube. Immagina di partecipare a infuocate assemblee con Skype, di scrivere una piattaforma programmatica su un wiki, di ascoltare un’opinione interessante grazie a Ning. Ora smetti di immaginare, siamo qui: il circolo online del Partito Democratico “Barack Obama”.
Ok, capito: è la solita riserva indiana che non conterà nulla dentro il partito.
Ti sbagli. Lo statuto del Partito Democratico parla chiaro: i circoli online hanno lo stesso ruolo e la stessa autorità dei circoli territoriali. Per dirla come recita lo statuto:
“I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, ed in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio. [...] Gli iscritti ai Circoli on-line, fermo restando il diritto di partecipare alla vita politica interna ed all’elezione degli organi dirigenti di questi, devono comunque indicare il Circolo territoriale o d’ambiente dove esercitare gli altri propri diritti ai sensi del presente Statuto.”
(dall’articolo 14 dello statuto del Partito Democratico)
Cosa vuol dire?
Vuol dire che i circoli virtuali sono in tutto e per tutto come un circolo territoriale: fanno riunioni e assemblee, sostengono questo o quel candidato, partecipano alle campagne elettorali (specialmente in rete), promuovono iniziative, fanno formazione e informazione politica, hanno un coordinamento di circolo e un coordinatore di circolo eletti dagli iscritti.
Quando un iscritto a un circolo virtuale deve partecipare a un congresso, o andare fisicamente a votare per delle primarie (interne al partito o aperte a tutti gli elettori) dovrà farlo invece in un circolo territoriale da lui indicato.
Posso iscrivermi anche se vivo all’estero?
Certo che sì!
Posso iscrivermi a un circolo online ma anche a un circolo territoriale?
Proprio perché i circoli online hanno le stesse caratteristiche e la stessa autorità dei circoli territoriali, non è possibile iscriversi contemporaneamente a un circolo online e a un circolo territoriale. Quello che si può fare, stando a quel che dice lo statuto nazionale – ché i vari statuti regionali sono ancora poco precisi e omogenei a riguardo – è iscriversi a un circolo territoriale, oppure iscriversi a un circolo online indicando a quale circolo territoriale si farà riferimento per “esercitare gli altri propri diritti”. Un’innovazione come questa porta fisiologicamente con sé un po’ di smarrimento: presto le procedure saranno chiarite nei dettagli e tutti capiremo meglio come i circoli virtuali si interfacceranno con la realtà territoriale del partito.
Mannaggia, io mi sono già iscritto nel circolo della mia città! Come faccio?
Beh, dai, la vita continua. Scherzi a parte, tanti degli stessi promotori di questo circolo online si sono già iscritti a un circolo territoriale, quindi non pensare di essere l’unico ad avere questo problema. Anche in questo caso, col passare dei giorni sapremo anche se sarà o no possibile “trasferire” le iscrizioni da un circolo territoriale a uno virtuale. Se questo non sarà possibile, non ti rimane che aspettare il prossimo tesseramento e decidere di iscriverti nel circolo online “Barack Obama” o in uno degli altri circoli virtuali che prevedibilmente nasceranno da qui a poche settimane. Nel frattempo, però, non perdiamoci di vista: questo sito avrà presto delle sezioni dedicate soltanto agli iscritti ma tante altre cose – a cominciare dal blog e dal social network – rimarranno aperte a tutti. D’altra parte, i circoli territoriali non sono certo aperti solo agli iscritti: come potremmo fare diversamente noi, che in rete abbiamo imparato a confrontarci in modo orizzontale e senza mediazioni?
Come ci si iscrive?
E’ semplicissimo. Per prima cosa devi compilare questo form e completare la procedura di invio dei dati (che sarà completata quando riceverai l’email di conferma e cliccherai sul link nel messaggio). Nel giro di pochi giorni sarai ricontattato allo scopo di ultimare l’iscrizione indicando il circolo territoriale nel quale eserciterai alcuni dei tuoi diritti di iscritto e versando una piccola quota. Non sappiamo ancora dirti l’entità esatta della quota di iscrizione, considerato che lo statuto nazionale è stato appena approvato e non ci sono ancora indicazioni in materia: quello che possiamo dirti è che – come è avvenuto per i circoli territoriali – si tratterà davvero di pochi euro, pochissimi per gli under25. D’altra parte, un circolo online ha meno spese da affrontare rispetto a un circolo territoriale. Naturalmente ti chiederemo di affrontare il pagamento della quota solo quando il Pd nazionale darà una indicazione precisa e uguale per tutti.
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Ecco in sintesi, le “dodici proposte innovative per cambiare l’Italia” che Walter Veltroni ha esposto alla platea dell’assemblea costituente del Pd.
1. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale. No alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav.
2. Innovazione del Mezzogiorno. No ad una “politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei.
3. Controllo della spesa pubblica. Il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno.
4. “Fare quello che non è mai stato fatto”: ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi. A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni
5. Investire sul lavoro delle donne. Noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo.
6. Il problema della casa. Aumentare le case in affitto e “costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro”.
7. Invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.
8. L’università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.
9. Lotta alla precarietà, qualità del lavoro e sua sicurezza. I giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.
10. La sicurezza. Maggiori fondi per le forze dell’ordine e certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.
11. Giustizia e legalità. Da troppi anni c’è uno scontro nel Paese. Nell’ordinamento verrà inserito il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione.
12. L’innovazione. Portare la banda larga in tutta l’Italia, garantire a tutti una tv di qualità, superare il duopolio tv e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche.
Che ne pensate?
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Per la prima volta nella storia della politica italiana un partito si organizza non solo attraverso le tradizionali sedi e associazioni territoriali, ma anche su internet.
Nello statuto del Partito Democratico approvato, sabato 16 febbraio nel corso dell’Assemblea Costituente Nazionale, sono previsti, infatti, i “circoli online”, la versione in rete delle vecchie sezioni locali dei partiti. “I Circoli – spiega il documento – costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”.
Capostipite di questo nuovo modo di fare politica, il Circolo ‘Barack Obama’, www.pdobama.net, un’iniziativa dei Mille, il movimento che ha portato diversi suoi aderenti alla Costituente del Partito Democratico dopo aver sostenuto la leadership di Walter Veltroni.
Senza dubbio è un’idea molto interessante!
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