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Ecco in sintesi, le “dodici proposte innovative per cambiare l’Italia” che Walter Veltroni ha esposto alla platea dell’assemblea costituente del Pd.

1. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale. No alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav.

2. Innovazione del Mezzogiorno. No ad una “politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei.

3. Controllo della spesa pubblica. Il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno.

4. “Fare quello che non è mai stato fatto”: ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi. A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni

5. Investire sul lavoro delle donne. Noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo.

6. Il problema della casa. Aumentare le case in affitto e “costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro”.

7. Invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.
8. L’università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.
9. Lotta alla precarietà, qualità del lavoro e sua sicurezza. I giovani precari dovranno raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili.

10. La sicurezza. Maggiori fondi per le forze dell’ordine e certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.

11. Giustizia e legalità. Da troppi anni c’è uno scontro nel Paese. Nell’ordinamento verrà inserito il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione.

12. L’innovazione. Portare la banda larga in tutta l’Italia, garantire a tutti una tv di qualità, superare il duopolio tv e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche.

Che ne pensate?

10 Risposte a “I 12 Punti di Walter”
  1. Francesco scrive:

    Mi sembrano ottimi, anche se avrei alcuni appunti da fare.

    Mi convince poco il punto 8., quello della creazione di nuovi campus universitari. Credo che si dovrebbe puntare più sulla qualità che sulla quantità della formazione universitaria. L’idea di un’università per ogni città (anche se piccola e di provincia) a mio avviso non è vincente.

    Benedetto sia il punto 6. C’è bisogno di una nuova politica immobiliare pubblica. Ma vanno anche radicalmente ripensati i tempi e i modi di vita nelle grandi città, altrimenti in città come Roma si rischia di fare nuove case popolari “fuori dal raccordo”, da cui è impossibile raggiungere il posto di lavoro e lasciare comunque i quartieri centrali al lucro dei palazzinari, i cui prezzi folli rischiano di risentire assai poco della spinta concorrenziale delle case periferiche.

    Non mi piace il punto 7. I 2.500 euro non possono essere dati a tutti indiscriminatamente, ma solo ai redditi medi e bassi. Che senso ha sganciare 2.500 euro al primo figlio di Ricucci (ad esempio)?

  2. isabella scrive:

    Per quanto riguarda i primi 10 punti dico che sognare è bellissimo ma bisogna ricordarsi sempre che prima o poi tocca fare i conti con la realtà.
    In particolare io costruirei molte case in meno, qualche asilo in più e molti dormitori per studenti universitari in più; alzerei le tasse sugli appartamenti di proprietà tenuti vuoti e le ridurrei per chi affitta.

    L’undicesimo punto è (apparentemente) semplice da realizzare oltre che condivisibile….staremo a vedere.

    Per quanto riguarda il dodicesimo sarebbe già tanto se si desse seguito alle sentenze della Corte europea di giustizia già esistenti in merito (vedi la diatriba Europa 7-Rete 4).

  3. alessandro.vincelli scrive:

    Credo che il punto 6 vada nella direzione giusta, è un buon modo di ampliare l’offerta, meglio ancora se arricchito con la proposta di Isabella :

    alzerei le tasse sugli appartamenti di proprietà tenuti vuoti e le ridurrei per chi affitta

  4. Francesco scrive:

    E inoltre si dovrebbe metter mano al sistema di compravendita delle case.

    Da una parte ci sono le agenzie immobiliari, che impediscono di fatto il libero incontro tra offerta e domanda e si propongono come mediatori obbligati tra le parti, con tutto l’interesse a tener alto il prezzo di compravendita, dal momento che guadagnano a percentuale.

    Dall’altra i notai, che svolgono il lavoro che negli Stati Uniti è appannaggio degli avvocatucoli di primo pelo, e che vanno ulteriormente a gravare sull’esborso del compratore.

    Bersani, pensaci tu!

  5. cnat scrive:

    Ne fa un importante accenno Francesco nel quarto commento: grandi assenti nei dodici punti indicati da Walter Veltroni sono le liberalizzazioni. Dopo averne fatto una bandiera nei due anni di governo Prodi (Pierluigi Bersani merita un monumento) il Partito Democratico dovrebbe indicarle come una priorità assoluta. Di più, come una necessità per il Paese. Un’emergenza alla quale dare risposta per liberare l’Italia da una serie di rendite di posizione e lobby che ne frenano crescita economica e capacità di competere.

    Senza dimenticare alcuni èunti dai quali a mio avviso non si può prescindere:
    - abolizione degli ordini professionali
    - abolizione del valore legale della laurea
    - drastica riduzione delle transazioni sulle quali devono obbligatoriamente intervenire i notai (personalmente è una categoria che abolirei del tutto)

    A tal proposito vi consiglio una lettura molto interessante: “Lobby d’Italia” di Francesco Giavazzi. Si tratta di una raccolta dei suoi editoriali scritti principalmente per il Corriere della Sera, articoli che parlano (con dovizia di dati e particolari) dei troppi privilegi, monopoli, oligopoli e rendite di posizione per le quali i cittadini pagano un conto salatissimo in termine di tariffe e servizi di scarsa qualità

  6. Francesco scrive:

    Purtroppo il Governo Prodi non ha avuto la forza politica per resistere alla reazione delle lobby toccate da Bersani.

    E questo è colpa della sponda offerta da alcune parti della maggioranza di centro-sinistra. Da Mastella, ma anche da un noto leader del PD che, non solo per questo motivo, dubito che avrà il mio voto alle amministrative, per lo meno al primo turno.

    Del resto 12 punti, assolutamente efficaci e condivisibili, cercano di non essere sgraditi a nessuno, per non riprendere il folle comportamento della scorsa campagna elettorale, in cui si è fatto a gara ad annunciare l’aumento delle tasse e la grassazione della non meglio identificata categoria dei “ricchi”, regalando parte della classe media a Berlusconi.

    Walter, l’anguilla mannara, è troppo furbo per fare errori del genere. Ma un passaggio sulle liberalizzazioni sarebbe stato opportuno!

  7. d.lombardini scrive:

    Anche io ho bisogno di sentire chiaro e tondo, anzi leggere nelle 60 pagine (lo apprendo ora da un’ansa con ansia) del programma elettorale la parola LIBERALIZZAZIONI!!!
    Imprese che siano realmente di mercato (e credetemi mai come in Umbria ne avremo bisogno!!!), progettazione europea non come foraggio per le aziende (e misurata nella ricadute sul territorio), ordini da abolire.

  8. Francesco scrive:

    A proposito del noto leader PD candidato a Roma… E’ stata or ora ufficializzata la candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma per il Pdl. Secondo me per il Campidoglio non c’è nulla di scontato…

  9. d.lombardini scrive:

    Bella mossa quella della Meloni…almeno pari (ma forse superiore) a quella “nostra” di Colaninno.
    Aspettando il programma del PD che dovrebbe essere presentato oggi allego link all’articolo del Sole24Ore di oggi: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/02/pd-tagli-quaranta-miliardi.shtml?uuid=d49021f6-df83-11dc-b27b-00000e251029&type=Libero

    In Finocchiaro We Trust.

  10.  
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