Facciamo due chiacchiere con Piero Fassino!
Scritto da Francesco in Eventi, tags: Fassino, PD
Vi è mai capitata l’opportunità di fare due chiacchiere con Piero Fassino? Forse non lo sapete ancora, ma tutti gli amici e i frequentatori del nostro blog hanno ora questa possibilità.
L’associazione Pensare Democratico ha infatti organizzato, giovedì 6 marzo, alle ore 17 ,a Palazzo Primavera di Terni l’incontro dal titolo “I giovani democratici incontrano Piero Fassino”.
Si tratterà di una sorta di intervista collettiva (sul tipo di quella fatta su MTV a Tony Blair qualche anno fa) a cui tutti gli amici di Punto Democratico sono invitati a partecipare e a dare il proprio contributo.
Fin da ora possiamo utilizzare questo post per ragionare insieme sulle domande da porre e sui temi da trattare. Insomma, abbiamo l’opportunità di far due chiacchiere con Piero Fassino: non lasciamocela sfuggire!
Potremo sapere dalla sua viva voce i racconti della sua esperienza in Birmania. Oppure quali sono i suoi progetti futuri. O ancora avere la sua opinione sull’impoverimento del potere d’acquisto delle famiglie o sul lavoro precario o sulla politica per la casa o sulle tematiche del global warming. Oppure possiamo chiedergli se fa il tifo per la Clinton o per Obama, se utilizza correntemente internet o cosa pensa dell’eutanasia e del riconoscimento delle coppie di fatto.
Insomma, scrivete domande, proposte e suggerimenti e partecipate all’incontro “I giovani Democratici incontrano Piero Fassino” il 6 marzo, alle ore 17, al Palazzo Primavera di Terni.
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Potreste chiedergli cosa pensa dei circoli online del PD.
ciao
benvenuto G.V., glielo chiederemo. Sono certo che è un tema che sta a cuore a molti frequentatori di questo sito..
Ancor più bello sarebbe dire: “Caro Piero, siamo un circolo on-line. Che ne pensa dei circoli on-line come il nostro?”
Ma per far questo c’è bisogno del prezioso aiuto del Signor G.
in che senso? sono a disposizione..
Iniziamo a mettere in fila le domande…
1) Circoli on line nuovo strumento a disposizione del PD, un modo per riavvicinare giovani e competenze sottutilizzate al dibattito pubblico e quindi rinnovare l’idea di utilità della politica. Che ne pensa? Quale però il rapporto con i territori di riferimento?
2) Come organizzarsi nei circoli territoriali e nei cordinamenti comunali per aumentare la partecipazione e coinvolgere energie del e vicine al PD?
3) (me ne risevo una legata a partito e azioni da mettere in campo in relazione a innovazione ed economia nei territori con qualche dato… la buttò giù tra sabato e domenica)
Si aspettano contributi ce ne è da chiedere! Chi ne butta una giù tosta sul mercato del lavoro ad esempio? (magari contestualizzato alla nostra provincia?)
Vedrò di metterne in fila un paio che mi stanno particolarmente a cuore:
1) on. Fassino poiché il PD si presenta come una novità assoluta nel panorama politico italiano, che ne dice di candidare le persone, a partire dai circoli, per le competenze piuttosto che per le convenienze?
2) Visto che il tema dell’ambiente e del sostenibile è così caro al PD – come dimostra anche la scelta dell’On. Realacci quale Resp. Comunicazione del PD – come intende muoversi il Partito per il prossimo futuro? Si continueranno a fare nomine nelle agenzie a caso o si darà in mano la situazioni ai giovani competenti?
Grazie.
La flessibilizzazione del lavoro ha corrisposto veramente ad un’esigenza del mercato e delle imprese, o piuttosto è stato un modo per abbassare il livello dei salari di ingresso e desindacalizzare i lavoratori, rispondendo al dumping sociale dei Paesi emergenti? Quali strumenti possono essere messi in atto per limitare il lavoro flessibile ai soli casi in cui ciò risponda ad una reale esigenza delle imprese? Non trova paradossale che un lavoratore flessibile venga pagato meno di un lavoratore a tempo indeterminato?
Le liberalizzazioni proposte dal Ministro Bersani hanno trovato freni e opposizioni anche all’interno della compagine governativa e in parte dello stesso Partito Democratico. Se il Pd andrà, come ci auguriamo, al Governo, continuerà l’opera di lotta alle incrostazioni corporative che è appena iniziata? Quali sono, in questo senso, le priorità?
Lei è stato sempre un sincero ed anche coraggioso estimatore della cultura politica liberale. Non ritiene che il diritto all’eutanasia, ovvero il riconoscimento da parte dello Stato della sacralità dell’autodeterminazione del singolo nelle scelte più intime e difficili, come quelle riguardanti la vita e la morte (sia pure in situazioni limite e sotto stretto controllo medico e giudiziario, onde evitare abusi) sia un tratto saliente e irrinunciabile di qualsiasi politica che ambisca a dirsi liberale?
Un saluto anche da parte mia a G.V. Vi consiglio di cliccare sul suo nome e andare sul suo blog: ci sono cose davvero molto interessanti!
On line da oggi il sito di Piero Fassino.
http://www.pierofassino.it
Caro Piero,
i primi mesi di vita del PD sono stati distinti dall’impegno dei costituenti nella costruzione del partito: ma ancor più dall’impegno dei maggiorenti nella costruzione delle correnti, con il valido supporto delle teste d’uovo ad essi vicine nel dare a queste correnti una definizione più fantasiosa e meno evocativa della prima repubblica.
Per me tutto questo darsi da fare non è necessario né utile al grande compito che tutti noi riconosciamo al PD. Non favorisce quei processi di piena e leale condivisione indispensabili a rendere duratura una prospettiva non ancora consolidata, ed è di grande ostacolo all’ingresso e alla partecipazione di tante nuove energie che per la prima volta possono affacciarsi all’impegno politico in quanto culturalmente lontane da quella logica di contrapposizione interna precostituita caratteristica della vecchia stagione politica.
Qual è la tua posizione in proposito?
1) Tanti giovani avvertono con malessere nel Paese – e soprattutto in Umbria ed a Terni – la differenza di passo tra la dirigenza nazionale del PD, volenterosa nello sforzo di innovare, ed una dirigenza locale piuttosto arroccata sul modello “quelli che aspettano”….
Aldo Bonomi, sociologo e direttore dell’Istituto di ricerca AASTER, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore nel febbraio 2007, descrive Terni come ben avviata nella transizione da “città del metalmezzadro” a “città/piattaforma aperta al mondo”.
Sempre nel 2007 Roberto Carocci, docente di metodologia della scienza politica a Bologna, ridisegna una mappa del capitale sociale in Italia (aggiornando ed approfondendo il fondamentale lavoro di Putnam sulla tradizione civica nelle regioni italiane) e fissa il confine immediatamente a sud di Terni
Richard Florida, economista urbano statunitense, inoltre, misurando l’indice di creatività delle 103 Province italiane colloca Terni al 16 posto, con una buona performance in termini di “classe creativa”.
Esistono quindi e sono immediatamente spendibili su questo territorio energie e forze fresche.
Che pensa onorevole Fassino (lasciando da parte il “gioco da tavolo più o meno di società” delle primariette per i coordinamenti) riusciremo anche noi giovani ternani a diventare nuova classe dirigente in relazione alle nostre capacità ed al nostro impegno? A concorrere alle decisioni sulla nostra città e sulla nostra Regione magari anche commettendo qualche errore?
Quanto durerà ancora questa lunga e imposta adolescenza politica?
2) Secondo l’EIS European innovation scoreboard pubblicato dall’Unione Europea nel 2007 l’Italia è al 23esimo posto nella classifica dei Paesi più innovatori. Siamo cioè un Paese “moderatamente innovativo”, con un tasso di innovazione inferiore a quello medio europeo, e simile a quello di Paesi quali Estonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Cipro e Spagna. Abbiamo buone capacità di produrre conoscenza, ma scarsa efficienza nel trasformarla in applicazioni sul campo.
Ovviamente varie e complesse sono le ragioni, molte però riconducibili alla mancanza di un adeguato “ecosistema culturale, istituzionale, imprenditoriale e finanziario”.
Quali azioni a livello locale può mettere in campo il Partito Democratico per fornire questo propellente al territorio???…pensiamo alla situazione ternana dove insistono 15 multinazionali (le quali ben poche però hanno in quest’area i propri centri di ricerca), dove l’università fatica a trasformare la città da sede a città universitaria e le opportunità offerte dalla creazione del Distretto Tecnologico rischiano di soffrire di affanno e trasformarsi in un lento “bandificio”.
Come agire?
caro Piero,
è questo il PD che avevi in mente quando hai concluso il congresso di Firenze?
Ciao ragazzi, colgo l’occasione, direi importante, vista la presenza di giovedì di Piero Fassino, nello storico palazzo ternano Primavera. Sicuramente molteplici saranno le domande, me lo auguro di cuore, e sincere dovranno essere le risposte, visto e considerato che ormai in Italia si continua a parlare tanto, ma sopratutto, e questa è la cosa che mi preoccupa a non riuscire a capire in modo profondo, le differenze di programma tra l’uno e l’altro schieramento politico, tra l’uno e l’altro personaggio politico; Questo ormai accade da molto tempo, c’è chi sostiene che in Italia non si fanno passi in avanti da addirittura vent’anni, l’alternanza al governo, i cittadini che frastornati e delusi dalla politica si allontanano sempre più, e invece loro proprio il “popolo italiano” dovrebbe rendersi conto di quanto importante sia l’attività di governo, per un paese che necessità di una scossa, di programmi seri e concreti, non di parole. Tutti parlano del precariato, ogni personaggio politico più o meno famoso, si riempie la bocca di belle parole: il precariato, la famiglia, che senza un lavoro diventa difficile creare, la sicurezza sul lavoro, ora siamo alla consuetudine, basta leggere e informarsi per vedere come ogni giorno ci sono incidenti, a volte letali altre volte no quindi se né parla di meno, ma in ogni caso sono fatti gravi che non dovrebbero accadere, e che invece sono addirittura causati dalla poca attenzione o addirittura non curanza assoluta di alcuni titolari di azienda, d’imprese edili; proprio quest’estate lessi un articolo che appunto denunciava un fatto “eclatante”, la scoperta di un cantiere nella ricca Porto Cervo dove si costruivano ville di notte, con poca luce, l’indispensabile, senza scarpe protettive con manodopera straniera a bassissimo costo, questo è solo l’esempio di mille situazioni più o meno gravi. Il nostro paese se vuole ripartire deve andare avanti di pari passo regione per regione, il problema del sud che nessuno ha mai provato a risolvere, i rifiuti né sono un esempio,…..ci sarebbe da dire molto, si potrebbe affrontare il tema riguardante l’energia alternativa, che dovrebbe sostituire almeno in parte l’utilizzo dell’energia fossile, anche questo è un tema di cui molti politici attempati si riempiono la bocca; ma si è convinti veramente di intraprendere questa strada? O tale argomentazione è portata avanti in Italia solo da qualcuno che sogna di ricavarci un grande business, sì certo anche quello, perché il mercato delle fonti alternative,può sicuramente creare posti di lavoro e ricchezza al territorio, ma non è solo quello, tal è la conseguenza di un percorso che è invece indispensabile per la salvaguardia del pianeta, che si trova in gravi condizioni, ma qui subentra un fattore culturale che in altri paesi europei è molto sentito e che invece da noi non riesce a passare;e i giovani? Come qualcuno, mi sembra Francesco, sottolineava prima, dalle nostre parti si applaude alla presentazione di una giovane, ma poi i fatti dicono che i ragazzi hanno mille problemi e difficoltà a ricavarsi uno spazio in politica, per non parlare del mondo del lavoro, e allora come mai questi cambiamenti, tranne rare eccezioni sono così difficili e duri da ottenere? Qualcuno, in questi anni, ha parlato di arte del non governo! Il PD e tutti quelli che sono sotto questa nuova bandiera, sostenendola, dovrebbero rappresentare qualcosa di diverso, a me piace chiamarlo CONCRETEZZA! A..!! la Sanità……Ciao Ragazzi.