A Terni non c’è il mare, e non c’è neanche un artigianato di qualità paragonabile a quello genovese: però nell’intervista rilasciata ieri a La Repubblica dalla Sindaco Marta Vincenzi io vedo molti punti in comune fra la realtà del capoluogo ligure e quella della nostra città.

Con quella faccia un pò così, quell’espressione un pò così che abbiamo noi, che abbiamo visto Terni.

26 Risposte a “Genova per noi”
  1. Francesco scrive:

    Impressionante…

    Parlava veramente di Genova o si riferiva a Terni?

  2. il signor g. scrive:

    leggetevi da empoli sul riformista di lunedì, dovreste trovarlo su http://www.generazionetuareg.it

  3. Corrado Pani scrive:

    Immagino ci si riferisse all’ovunque italiano….

  4. cnat scrive:

    Ho letto sia l’intervista al sindaco di Genova Marta Vincenzi, sia l’articolo di Da Empoli sul Riformista.

    Nel primo caso non conosco la realtà genovese, però una domanda mi sorge spontanea: non è che per caso i talenti del capoluogo ligure, ai quali peraltro accenna la Vincenzi, non trovano nella loro città, in particolare in politica, le opportunità per mettere a frutto competenze e capacità e sono costretti a “fuggire”? (e qui il paragone con Terni sarebbe davvero molto calzante)

    Nel secondo caso credo che Da Empoli fotografi una realtà difficilmente confutabile: i giovani imprenditori, anche se partendo spesso da posizioni di vantaggio (tipo azienda già avviata dai genitori se non addirittura dai nonni), si confrontano sin da giovanissimi con i problemi e le questioni dell’intrapresa. Sono abituati ad assumersi responsabilità, a mettersi in gioco, a rischiare, a prendere decisioni. Non mi stupisco quindi che il loro approccio nella vita associativa (Confindustria) e, per chi decide di impegnarsi, nella vita politica, sia pragmatico e poco incline a giochetti e sofismi.

  5. Corrado Pani scrive:

    Vorrei rilevare un paio di questioni sui giovani e la politica ternana. In primo luogo mi è spiaciuto abbastanza, poiché attinente anche a questo tema, che nessuno abbia commentato la mia riflessione sulle elezioni interne del PD: già in questa occasione si è potuto rilevare che i giovani presentati, tra cui, tra l’altro, figuravo anche io (ma io, appunto posso anche avere competenze ma non ho voti), che hanno avuto poi il suffragio e dunque la possibilità di rappresentare altri giovani sono direttamente coinvolti in giochini e giochetti che gli hanno consentito, appunto, di avere il voto.

    Il secondo punto della questione sta nella verifica della preparazione e delle idee che gli stessi giovani possono mettere in campo. Vi dirò con molta franchezza che il famoso progetto AREA che avevo già postato nel blog molto tempo fa è stato esposto con cura di dettaglio a più di un politico locale e nazionale senza tuttavia aver avuto un interessamento fattivo alla realizzazione dello stesso, sebbene quei politici interpellati – tutti dell’area PD – avessero non solo gradita l’idea, ma addirittura paventato l’ipotesi di una imminente realizzazione. Ciò sta a significare che, in fondo, i giovani possono metterci l’impegno, possono partorire e forgiare – novelli Prometeo – idee, possono anche mettere in campo la loro preparazione, ma poi tutto passa per un fantomatico consiglio dei saggi che ne valuta non tanto la potenziale realizzazione quanto il probabile conflitto con situazioni (chiamiamole così) già in atto, scardinare le quali potrebbe significare pestare i piedi al collega tizio o caio.

    Per questo i giovani liguri, come i ternani – e la lista potrebbe continuare all’infinito – che non hanno le chiappe foderate (la volgarità aiuta sempre) devono per forza di cose continuare ad arrovellarsi il cervello per tirare avanti la carretta…

    Corrado Pani

  6. d.lombardini scrive:

    Proprio vero Corrado…troppi progetti proposti e giudicati anche buoni (legittimo è per carità non ritenerli validi!) sono caduti e continuano a cadere in un cassetto forse ormai stracolmo.
    E’ presente però anche la dinamica rilevata da Cristiano, probabilmente una nostra colpa – dovuta al fatto che non si vive solo di “passione” e che le condizioni della nostra quotidianità di trentenni, anche di quelli che non si arrendono e vanno avanti, formano una famiglia…, sono complesse – caratteriale…una mancanza di capacità imprenditoriali personali.

    p.s.
    Quanto alle “primariette” o “elezioni interne”..o “nomination”..ero inserito anche io a Borgo Rivo e non sono stato eletto. Stessa dinamica, stessa storia. Solo che me l’aspettavo, anche se non con queste dimensioni!
    Credo però abbiamo il dovere di non mollare, almeno fino a quando le competenze, la voglia e le condizioni di vita ce lo permettano.

  7. annam scrive:

    E noi che siamo stati eletti? Noi che abbiamo creduto nel PD, che abbiamo partecipato, espresso opinioni, lavorato per le primarie, ecc.. ogg ci troviamo nei coordinamenti territoriali quasi accerchiati dai nuovi, i quali nascondono il vecchio ancora affamato di potere. Mi sembra molto triste e paradossale che sperando di costruire il partito nuovo col dialogo, la passione e le idee, saremo costretti a fare (nostro malgrado) la solita vecchia guerra delle poltrone. Sconcertante!

  8. il ggiovane g. scrive:

    concordo con voi. ma la vedo più preoccupante.
    io vedo, almeno qui da noi un’allarmante emergenza giovani (in politica, nelle altre sfere sociali meno)
    dalla quale è difficile venir fuori.
    Ci vorrebbe una marxiana presa di coscienza collettiva,.
    Ma ora ho fretta.. ci tornerò su!!

    intanto se qualcuno di voi è curioso ne accenno qui:
    http://orio.ilcannocchiale.it/post/1808682.html

  9. Corrado Pani scrive:

    Caro Daniele, so bene che eri candidato anche tu e so bene che sia tu che io non abbiamo chiesto di candidarci: ci è stato proposto ed entrambi conoscendo le dinamiche di partito eravamo forse convinti che già la proposta sarebbe stata una vittoria sia nel nostro circolo sia al comune. Ma sta proprio quì il punto: all’ultimo istante, senza che nessuno sapesse chi e come, ti riappaiono nomi, e soprattutto cognomi, che nella nostra zona hanno fatto il bello e il cattivo tempo… Io dico: è una vergogna! Io dico che sarebbe il caso, come ho già scritto su terninrete, di strappare davanti ai seggi le proprie cartelle elettorali; lo dico senza alcuna velleità grillina, ma poiché dopo anni di studio, di gavetta, di impegno civile vedersi sfumare tutto ancora una volta e continuare a vedere le ipocrisie mi dà nausea, vomito, diarrea!

    Sulla questione delle “passioni” sono pienamente d’accordo con te sebbene le mie prospettive in relazione alle energie alternative abbiano sostanzialmente necessità della politica, poiché è la politica e il potere che possono favorire o meno una determinata prospettiva: ho già provato con i privato e continuerò a farlo (ovviamente)…Mi rincuora sempre sapere che anche all’interno delle istituzioni ci sono uomini per bene circondati, però, da incompetenti…

  10. d.lombardini scrive:

    Per onestà ho non ho chiesto di candidarmi. L’ho fatto e basta seguendo l’iposcrisia della autocandidatura. Chiaramente l’ho detto a chi mi è vicino, ma non ho fatto campagna elettorale e di certo non avevo “battitori” di territorio…
    Condivido anche l’amarezza di Annamaria. Quello anche di chi si è sempre impegnato. Tutto questo “nuovo” in sezione alle riunionio o alle iniziative sul territorio non l’ho visto mai! Certo al direttivo comunale o provinciale DS – dove ero presente – non potevo vederlo, ma sentirsi dire “Ah perchè pure tu abiti in questa zona? L’ho digerito poco!”. Poi da chi….
    Ho il voltastomaco anche io (come dico spesso fin dal “comitato dei 45″!!!) ma non riuscirei mai a stracciare una tessera elettorale!
    Concordo che il momento politico per quasi tutti i progetti è un passaggio obbligatorio.
    Dai, prima o poi faremo breccia!

  11. Bebbo scrive:

    Io sono molto contento del fatto che Veltroni per le politiche abbia di fatto disatteso tutte le indicazioni provenienti dal variegato establishment regionale.

    Evidentemente il penoso baccano che circonda da quattro mesi la tribolata gestazione del PD in Umbria si è sentito, eccome, anche a Roma.

    Come diceva il grande Renzo Arbore: meditate, gente, meditate…

  12. Corrado Pani scrive:

    Certamente caro Bebbo,
    non mi pare nemmeno che Watere (come lo avrebbe chiamato Guzzanti/Funari) abbia stravolto l’assetto tradizionale e tradizionalista….Non è un operai Thyssen che fa la novità…

  13. punto g scrive:

    vindica te tibi… ah!

  14. Corrado Pani scrive:

    Caro Daniele so bene che non hai chiesto di candidarti come non lo ho chiesto io… Tanto più che quando il nostro segretario di sezione mi chiamò mi disse chiaramente che noi due, proprio perchè giovani e bla…bla…bla…, avremmo dovuto essere le punte di diamante del nuovo… Non ci avevo creduto da subito e il mio scetticismo è stato ampiamente confermato e dalla presenza degli stessi soggetti delle elezioni amministrative e dalla totaole mancanza di volti nuovi (se non uno scarsissimo 10%)…

  15. il ggiovane g. scrive:

    vabbeh ragazzi ma di che cosa parliamo??
    Hanno fatto le pre-amministrative e noi ggiovani ce la siamo presa in saccoccia.
    Almeno gran parte di noi. Adesso però facciamo gruppo (come dicono i ct della nazionale) e cerchiamo di raddrizzare la situazione.

  16. punto g scrive:

    ah, se i giovani sapessero!
    ah, se i vecchi potessero!

  17. Francesco scrive:

    Lo ricordo anch’io il tempo, non così lontano, in cui le sezioni candidavano qualche giovane più o meno di belle speranze e in qualche modo si garantiva la sua elezione anche se non aveva tempo di fare la campagna elettorale o non aveva sufficienti conoscenza nel quartiere. Ma era il tempo in cui c’erano le sezioni, con tutti i loro pregi e i loro difetti, le sezioni che erano allo stesso tempo oppressive e protettive. Piaccia o no, il partito è nuovo e l’impostazione della politica è diversa. In queste elezioni dirette si doveva lanciarsi senza paracadute, fare il porta a porta e rompere le scatole a tutti i conoscenti. E’ ovvio che i soliti noti, indipendentemente dal merito, potessero essere avvantaggiato come pure è vero che frequentare il negozio di frutta e verdura sotto casa ha contato più di avere tre lauree (Ma personalmente anche io non sarei mai stato eletto in circoscrizione, tanti anni fa, senza l’apporto del mio fruttivendolo. Hasta siempre!). Piaccia o non piaccia la democrazia è così.

    Piuttosto mi sembra interessante rilanciare una proposta di apertura degli organismi dirigenti dei circoli che in qualche modo è stata ventilata. Satrebbe bello che, una volta eletto il segretario del circolo, gli organismi dirigenti votassero il proprio allargamento a tutti i candidati che si sono presentati e non sono stati eletti. Sarebbe un bel segnale e un modo per imbarcare comunque forze fresche. Che ne dite?

  18. il ggiovane g. scrive:

    perchè, non sara così?

  19. Bebbo scrive:

    Io penso che potremmo fare una buona cosa convocando come Punto Democratico una bella convention degli eletti e dei candidati under 40 nei circoli di Terni e provincia.

    Che ne dite?

  20. il ggiovane g. scrive:

    potremmo far scoprire a qualcuno di essersi candidato e udite udite eletto. Capisc’ammè.

  21. Bebbo scrive:

    Anche in ragione di quel che dice lei, caro ggiovane g, l’iniziativa potrebbe essere cosa buona e giusta per costruire a Terni un partito democratico di nome e di fatto. O almeno per provarci.

  22. il ggiovane g. scrive:

    m’hai convinto.

  23. annam scrive:

    La proposta di apertura della quale parla Francesco è assolutamente auspicabile, dobbiamo darci da fare affinchè sia realtà in ogni circolo. Io mi impegno a promuoverlo con forza in quello di mia competenza. Anche la convention degli eletti mi trova d’accordo, chissà che qualcuno dei nuovi sia una bella sorpresa…

  24. d.lombardini scrive:

    Buona l’idea della “convention” o, giocando un po’, della “conventio ad includendum”!
    Come metterla in piedi però? Prima o dopo le elezioni?
    Uscire a stampa quanto prima e raccogliere adesioni fra gli under 40?

  25. Francesco scrive:

    Si potrebbe uscire come circolo on-line e contestualmente convocare tutti gli eletti under 40 invitandoli ad utilizzare il blog come strumento di comunicazione e ad iscriversi al circolo.

  26. Corrado Pani scrive:

    Devo dire che invidio il vostro ottimismo…Sarà che, dopo tante e sonore fregature, non ho più questa vostra spinta innovativa nei confronti della politica….
    Staremo a vedere sebbene io sia dell’opinione che nulla cambierà e che qualunque nostra proposizione di rinnovamento cozzerà inevitabilmente con il potere costituito… Se rileggete le mie titubanze sul nuovo del PD all’indomani della nascita del PD per volere dei 45 saggi (tra cui, ricordatevelo, c’era anche Bassolino) vi renderete conto di quanto siano impossibili innovazioni!

    In bocca al lupo!

  27.  
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