pravettoni.jpgL’apparizione del candidato Calearo nell’ultima puntata di Ballarò è stata davvero inquietante. A parte il suo aspetto che ricorda preoccupantemente Carcarlo Pravettoni, ritengo che le sue affermazioni siano a dir poco sbalorditive.

Il riferimento a San Mastella che ha fatto cadere Prodi è stato detestabile (noi ci abbiamo rosicato come dei fessi, e lui che brindava si ritrova un seggio in Parlamento), così come il giubilo per la mancata ricandidatura di Visco (uno dei migliori personaggi della sinistra di Governo).

Ancor più inquietante il riferimento alla legge Biagi, a suo dire “una legge perfetta”. Si sa che molta colpa va ascritta ai decreti attuativi, ma su un tema come la precarizzazione del lavoro non è pensabile che un candidato del più grande partito di sinistra del Paese tranci giudizi di questo tipo. La legge Biagi non va demonizzata, certo. Ma la precarizzazione del lavoro che in qualche modo ne è derivata ha causato un impoverimento generalizzato dei giovani lavoratori dipendenti ed ha creato un clima di diffusa insicurezza e di precarizzazione della vita delle persone nel suo complesso che non possono essere ignorate e che alla lunga il nostro sistema economico pagherà.

Insomma, credo che il lavoro fatto dal PD per la presentazione delle liste sia stato valido: c’è stato  un discreto processo di rinnovamento (anche se non in tutte le Regioni…) e penso anche che certe critiche rivolte in particolare alle candidature dei giovani (vergognosa quella diretta contro la Madia capolista nel Lazio) siano sterili e pretestuose.

Ma su candidature come quella di Calearo è lecito storcere il naso. Anche perché (e qui sono d’accordo con quanto affermato da Cacciari), non credo proprio che un personaggio così antropologicamente distante dalla cultura della sinistra possa davvero attrarre dei voti. Può dare semmai un’idea di confusione che non giova certo al PD. 

13 Risposte a “Candidare Calearo non è stato un autogoal?”
  1. Bebbo scrive:

    Potrebbe avere un effetto negativo simile a quello delle candidature di Cusumano e Crisafulli in Sicilia.

    Anche se, personalmente, voterei molto più volentieri per il PD in Veneto piuttosto che in Sicilia. Con rispetto parlando per tutti gli altri designati presenti nelle liste.

  2. Bebbo scrive:

    Ed aggiungo che, quanto a condotte controproducenti, il sathiagrà in salsa veterodemocristiana del vecchio Giacinto è di gran lunga in testa alla classifica.

  3. Corrado Pani scrive:

    Non sono per nulla convinto della candidatura di calearo (che, come noterete, non degno nemmeno della maiuscola). Tuttavia sono d’accordo con l’esclusione di Visco e non tanto per quello che ha o non ha fatto, ma perché avendo messo il figliolo a capo di Sviluppoitalia ha ribadito quel nepotismo che il nuovo avrebbe dovuto aborrire e non ha fatto.

  4. mah scrive:

    Che la candidatura di Calearo fosse scandalosa si sapeva ben prima di Ballarò… l’Italia è il paese dalla memoria breve, ma vorrei ricordarvi che Calearo era uno dei sostenitori dello sciopero fiscale contro le “tasse di Prodi”… che tristezza…
    Ma vi chiedo a proposito della legge Biagi… la candidatura di Ichino vi sembra più accettabile? Ricordo alcune sue parole sul precariato che mi terrorizzano… e mi terrorizza ancora di più il fatto che Veltroni ha annunciato che il primo provvedimento sarà proprio sul precariato…
    Anche per quanto riguarda il rinnovamento ho i miei dubbi… guardate i capolista e non chi chiude le liste, a parte qualche nome nuovo più simbolico che altro il resto è sempre uguale… dai Marini in poi…
    Ma le liste del PD mi lasciano scettico per ben più importanti motivi… D’altra parte questo non è il partito della Binetti con la Bonino, dei Colaninno con gli operai della Thyssen? Con queste candidature in fase legislativa non ci saranno gli stessi problemi che c’erano con la sinistra estrema? Non ci sarà sempre il tanto temuto ricatto dei cattolici?
    Vi stimo per la vostra dedizione, cari curatori di Punto Democratico, ma per la prima volta credo che entrerò a far parte dell’odiato ed insegnificante partito del non-voto. Non me la sento di votare un partito che per avere i voti della Chiesa e dei poteri forti farebbe qualunque cosa, un partito che si vegogna della sua nobile storia e che fa politica proprio come la facevano coloro che combattevano 15 anni fa Veltroni e D’Alema

  5. mah scrive:

    mi dispiace profondamente che nessuno risponde alle mie osservazioni…
    ignorare affinchè non se ne parli mi sembra davvero poco “democratico”…
    e cmq per concludere il discorso sul rinnovamento nelle liste del Pd, che ne pensate della candidatura della giovanissima Daniela Cardinale, figlia di un pluriennale senatore siciliano? oltre a una presa in giro da finto rinnovamento, non è un chiaro caso di nepotismo?

  6. d.lombardini scrive:

    Scusa mah ma cosa ti o ci potevamo aspettare? Le regole dell’odiosa legge elettorale le conoscevamo, gli attori pure…di politiche filonepotiste ne sono intrisi tutti i gangli non solo politici nazionali, ma commerciali, associativi e amministrativi regionali e locali…alle liste di questa tornata elettorale sinceramente non pensavo di poter chiedere molto. “Foderarsi lo stomaco” e “pedalare” prendendo anche ginocchiate nei reni perchè il domani sia migliore! No pain no gain.

  7. mah scrive:

    ecco, caro d.lombardini, era proprio quello che temevo ma che mi aspettavo….
    la tua è una chiara ammissione del fatto che sotto sotto tutti i partiti si comportano allo stesso modo, non vi scandalizza il nepotismo, non vi scandalizza candidare un leghista, non vi scandalizza Ichino, non vi scandalizza strumentalizzare la tragedia Thyssen ecc ecc ecc ecc ecc ecc, e tutto ciò pur di ottenere le tanto ambite poltrone…
    a questo punto mi piacerebbe che si smettesse con la barzelletta del rinnovamento e di un nuovo modo di fare politica… e poi mi piacerebbe sentire un altro tipo di ammissione: quella che il Pd, in particolar modo Veltroni e i suoi interessi personali, sono stati la vera causa della caduta di Prodi e la conseguente riconsegna del Paese in mano a Berlusconi…

  8. d.lombardini scrive:

    Non ci siamo proprio. Supponi di capire. Lo scandalizzarsi spesso è fine a se stesso. Penso anche io (ed ho quasi tutti i giorni il voltastomaco credimi! anche per quello che accade nella PA dove precariamente lavoro) che le elezioni non siano un fine ma un mezzo per governare (si spera meglio) il paese. E che quindi la ressa teleguidata alle poltrone ambite sia grottesca e macchiettistica. Il rinnovamento? Passa attraverso la battaglia quotidiana di tanti giovani che nonostante lo sconforto e la fatica continuano a spingere e a non dire sempre di si (credimi ce ne sono tanti e qualificati) ai soliti dinosauri locali. Per questo non trovano un posto al sole ed il rischio è di perderli…qualcosa comunque inizia a muoversi. A livello nazionale purtroppo si è imbrigliati da una legge elettorale (e dalla mancata riforma dei regolamenti parlamentari) che non si è voluto (o non si è avuto la forza di cambiare). Nonostante ciò avverto la differenza di passo tra una dirigenza del PD nazionale che ci prova ad innovare ed una regionale e locale che arranca (non sai quanto mi hanno annoiato questi ultimi 30gg di quotidiani su “chi è candidato al sesto posto per la Camera o Senato”!!!). Abbiamo bisogno di teste, talenti e competenze che discutano su tematiche, non scranni. Ma qualsiasi operazioni di rinnovamento richiede ahimè un minimo di tempo. Personalmente ritengo che un orizzonte temporale di assestamento per un partito come il PD sia di tre anni e che invece a livello ternano sarà fondamentale la partita delle prossime amministrative.
    Il passaggio su Veltroni non lo condivido affatto e bada bene, non sono un fan di Veltroni!
    Sul fatto poi di ignorare le tue osservazioni, prima di fare attacchi sulla democraticità della cosa…magari rifletti sul fatto che Punto Democratico si regge sulla disponibilità di tempo (ed energie volontarie) di qualche ragazzo che magari qualche problema tra lavoro e famiglia l’ha…e che si dedica per coscienza civile e passione al dibattito pubblico offrendo un canale di dialogo in più. Non c’è una redazione strutturata…perciò qualcosa può sfuggire. Accade anche a Grillo.

  9. mah scrive:

    E’ vero caro d.lombardini, non ci siamo proprio,
    sono mesi che sentiamo parlare dai vertici del PD di rinnovamento e di un nuovo modo di fare politica; i fatti, le liste e come esse sono state fatte dimostrano come ciò non corrisponde assolutamente alla verità. Poi tu vieni a dirmi che ci vuole tempo (scusa ma ho i mei dubbi, è la più vecchia delle scuse per non cambiare niente, se poi sarò smentito allora ammetterò il mio sbaglio, ma solo allora gradirei sentir parlare di rinnovamento), ma soprattutto mi lascia perplesso quello che dici, e cioè che il vero rinnovamento sta nella battaglia quotidiana di tanti giovani; io non conossco il tuo percorso personale, ma io ho frequentato partiti da molto giovane, di ragazzi in gamba, pieni di passione e di voglia di fare ce ne sono sempre stati, anzi credo proprio che in misura maggiore di quello che accade oggi; in parole povere non credo proprio che questa sia una peculiarietà del PD..

    Lo scandalizzarsi non è fine a se stesso… se davanti a delle cose che non condivido facessi finta di nulla, non cambierà mai niente, chi non si scandalizza, viceversa, dice che tutto va bene…

    Non volevo dire che voi di Puntodemocratico (che nonostante le differenze di idee continuo a stimare e mi complimento per il vostro impegno) mi dovevate rispondere per forza, ma non potevo sottolineare il fatto che in più occasioni quando ho detto qualcosa di “scomodo” sono stato ignorato, mentre post e commenti di esaltazione al Pd continuavano copiosi…

    Come ultima cosa, non so se le mie parole lasciavano adito a dei fraintendimenti, ma assolutamente non sono un “Grillista”, non c’è niente di più lontano dalle mie idee e dal mio modo di pensare la politica…

  10. Corrado Pani scrive:

    Carissimo Daniele,
    in primo luogo, qualora serva una mano nella gestione di punto democratico, ti invito a contattarmi..per un aiuto e per qualsiasi altra esigenza. Tuttavia ciò non toglie il merito delle questioni sollevate da mah… Poiché sono proprio questo giovani copn coscienza civile e senza alcuna pretesa di arrivismo che avrebbero dovuto, sin da subito, entrare nelle grazie del nuovo PD: avrebbe rappresentato certamente l’isola che non c’è (tanto per citare F. Guccini).

  11. Francesco scrive:

    Non credo si possa dire che abbiamo ignorato volontariamente i post critici sulle scelte del PD, proprio all’interno di un dibattito nato da un articolo intitolato: “Candidare Calearo non è stato un autogol?”, per giunta affiancato da un fotogramma ritraente il magnifico Carcarlo Pravettoni, che molto dice dell’opinione di chi scrive sul soggetto in questione.

    Ben vengano dunque le analisi critiche come quelle di Mah o di Corado Pani e anche le contestazioni. Tengono vivo il dibattito e ci aiutano a rifettere.

    Sulle liste il discorso è lungo e complesso e, cercando di andare oltre la polemica sul singolo nome, riflette la mutazione genetica della rappresentanza palamentare nel Paese. Nell’era biporale o, se vogliamo, in quella della democrazia governante, il vero fulcro dell’elaborazione delle proposte anche legislative è diventato Palazzo Chigi (lo dimostra l’utilizzo della decretazione d’urgenza e della legislazione delegata e il fatto che la quasi totalità dei ddl approvati nelle scorse legislature siano di iniziativa governativa).

    Così la lista elettorale è sempre meno una lista di “competenze” da schierare in prima linea nella quotidiana bataglia parlamentare (eppure ce ne sono: penso a Veronesi o ad Ignazio Marino), è un po’ meno (ma solo un po’…) espressione del livello territoriale del partito e un po’ di più strumento evocativo e suggestivo. Per rendere evidente l’impegno sulla tematica della sicurezza del lavoro, ad esempio, più che dilungarsi in dissertazioni, programmi e doglianze di vario tipo, si candida un “viso” (quello dell’operaio TKAST sfuggito alle fiamme del rogo di Torino) per far sì che i suoi tratti sintetizzino meglio di mille parole il senso dell’impegno su una determinata tematica. E così via con la precaria, la studentessa etc.

    E’ solo una vetrina? E’ un rinnovamento di sola immagine? Difficile dire. Sicuramente è un segnale e non di poco conto. C’erano operai in Parlamento nella scorsa legislatura? C’era il solo Malabarba, che poi ga lasciato il posto ad Heidi Giliani. C’erano under 30? Nessuno o quasi. C’erano precari? Neanche per idea. Ripeto, si potrebbe dire che la precaria candidata evoca il problema del precariato ma non rappresenta il mondo dei precari. Verissimo. Ma è già un passo in avanti.

    Quanto al nepotismo evocato da Mah, il caso Cardinale non è certo un bell’esempio ed è giusto sottolinearlo. Far finta di rinnovare candidando le figlie di vecchi notabili è a dir poco Gattopardesco. Ed anche se non si va ad inficiare delle liste che rimangono discrete (non ottime, neanche buone, ma almeno discrete), va sicuramente sottolineato.

    Non bastano però casi del genere a mettere in discussione l’unico progetto politico che si presenta con qualche chance di migliorare concretamente (almeno un po’…) l’Italia.

  12. mah scrive:

    ecco francesco… proprio qui volevo arrivare!
    che i progetti siano davvero in grado di migliorare l’Italia dipende dai fatti e non dalle parole. Di parole ne abbiamo già sentite tante… non sentiamo altro che parlare dai leader del Pd di rinnovamento e di un nuovo modo di fare la politica… Ma se poi passiamo ai fatti le uniche cose che possiamo rilevare come conseguenza della nascita del Pd sono la caduta del governo Prodi e una maggiore segmentazione politica e partitica nello scenario politico italiano. In fase di campagna elettorale, invece, gli unici fatti che possiamo commentare sono la composizione delle liste elettorali, ancora di più se siamo in presenza di una scandalosa legge elettorale che nega ai cittadini di scegliere gli eletti ma lo lascia fare ai partiti. Allora come non sottolineare che tra i cinque più anziani (qualcuno ama dire “longevi”) personaggi della vita politica italiana ci siano i candidati Pd Marini e D’Alema (alla faccia del rinnovamento), o come tra quelli che Veltroni considera i giovani c’è lo scandaloso caso Cardinale (alla faccia del nuovo modo di far politica, e su questo tema aggiungerei il caso Follini).
    Come vedi io a differenza tua i nomi li faccio, e credo sia fondamentale farli, perche “competenze” o meno i voti di ogni singolo parlamentare è ondamentale, e i fatti legati al Governo Prodi ce lo hanno dimostrati. Tu non fai nomi ma preferisci dire “il precario”, “il disoccupato” o “l’operaio TK”; e preferisci chiamarli così proprio perchè essi sono e rimarranno esclusivamente dei simboli; cosa che non si può dire per i Manzione e gli Ichino che di sicuro non possono essere ridotti a figure marginali, ma rappresentano un’indicazione politica chiara del tipo di politica che il partito ha in mente. A questo punto sventolare anche le palesi contraddizioni di questo progetto mi sembra superfluo, perchè poi nelle contraddizioni dovrei anche parlare di Binetti-Bonino ecc ecc..
    E con tutti i nomi che ti ho fatto in questo post sostenere che c’è un singolo nome che inficia liste discrete mi pare abbastanza riduttivo, anzi se hai bisogno di ulteriori nomi discutibili ne posso fare altri…
    Come ultima cosa, caro Francesco, vorrei ricordarti (anche se non ti conosco suppongo che tu conosca abbastanza la vita politica italiana per non saperlo) che nella scorsa legislazione Rifondazione aveva tra i suoi eletti sia l’under 30, sia il precario, sia il disoccupato, sia l’operaio che l’operatore di call center, e che candidare queste figure fu causa di polemiche su presunte strumentalizzazioni o casi di demagogia sollevate proprio da chi adesso si vanta di aver messo in lista e di rappresentare queste categorie.

  13. mah scrive:

    oops scusate Manzione era un lapsus, ovviamente parlavo di Calearo

  14.  
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