“Le parole sono importanti!”
Scritto da Daniele Lombardini in Discussioni, tags: laicità, paroleAscoltando un dibattito alla radio od in TV ci si accorge spesso quanto idee e parole siano confuse…
Sulla laicità ad esempio: Chi è IL LAICO? Chi L’AGNOSTICO? Chi L’ATEO?
Con il supporto della pur non esaustiva Wikipedia proviamo a far chiarezza…
La parola laico viene dal greco λαϊκός, laikós – uno del popolo, dalla radice λαός, laós – popolo.
Il termine ebbe in origine un uso esclusivamente religioso: riferendosi ai fedeli di una religione, veniva usato (e, nel suo senso proprio, viene usato tuttora) per indicare colui che, pur professando un dato culto, non è appartenente alla gerarchia del suo clero. L’insieme dei fedeli laici è detto laicato.
Recentemente il termine laico sta passando ad assumere il significato di “non credente”, e quindi agnostico o ateo, benché quest’uso, non registrato dai dizionari, sia errato. Attualmente è usato spesso per indicare una persona che si ispira ai valori del laicismo o che si ritiene propugnatrice della laicità dello stato; “laico” è usato in opposizione a clericale (questo ultimo termine ha un significato spregiativo). Negli ultimi anni è invalso l’uso del termine spregiativo laicista con un significato simile e opposto a clericale per indicare persone che si autodefiniscono “laiche” e si comportano come anticlericali. Per estensione, il termine laico viene usato nel contesto di professioni specializzate per riferirsi a chi non pratica la stessa professione.L’ agnosticismo è una posizione concettuale in cui si sospende il giudizio rispetto a un problema poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza.
L’agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta, e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto. Questa posizione è solitamente assunta rispetto al problema della conoscenza di Dio, ma può anche riguardare l’etica, la politica o la società.
Si suole distinguere, riguardo alle persone non credenti in una religione, tra ateismo e agnosticisimo. La differenza sta nel fatto che, mentre l’agnostico afferma semplicemente l’impossibilità di conoscere la verità sull’esistenza di Dio o di altre forze soprannaturali, l’ateo, al contrario, afferma con certezza che non esiste alcun Dio o un qualsiasi altro tipo di forza superiore.
In pratica la posizione “agnostica” deriva dallo scetticismo, che praticava una simile ma più radicale sospensione del giudizio nell’epistemologia, ritenendo tutta la conoscenza umana sempre dubitabile e perfettibile. Gli agnostici non sono necessariamente indifferenti al problema della fede e all’attività spirituale o religiosa. Molti di coloro che stanno attivamente cercando una fede o sono in dubbio, hanno sostanzialmente una posizione agnostica, paragonabile al dubbio metodologico nella filosofia. Le convinzioni degli atei provengono da mille diverse fonti culturali, filosofiche, sociali e storiche, cosa questa che fa sì che non esista né un pensiero unico né una linea comune di comportamento e di azione tra gli atei. La posizione chiamata ateismo forte (o ateismo esplicito) è quella secondo cui non esiste alcun dio. Ad essa si oppone l’ateismo debole, che è la mancanza o assenza di fede in un certo dio, senza la pretesa che questo non esista.
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Ultimamente è stato introdotto nel dibattito pubblico anche il termine “laicista”, che sarebbe una sorta di dispregiativo di laico (pur essendo a tutti gli effetti un sinonimo dell’aggettivo laico).
Anche politicamente la distinzione tra “ateismo” e “laicismo” è interessante. Se uno Stato ateo ha la finaliltà di combattere la diffusione della religione (ad esempio i regimi comunisti), uno Stato laico è neutrale rispetto alle varie religioni e riconosce la non interferenza tra la sfera religiosa e quella politica, secondo il teorema cavouriano di “Libera chiesa in libero Stato”.
L’ateismo di Stato dunque agisce per far sì’ che la religione scompaia dai propri confini. Lo Stato laico agisce invece “come se” la religione non vi fosse, senza favorirla nè ostacolarla.
Quanto all’agnosticismo, è bene non fare confusione con lo gnosticismo (al cui proposito rimando alla lettura dello spassoso e velenoso libro “Memorio di un nano gnostico”)
il patafisico è invece colui che riesce a misurare la superficie di Dio.