Io ne ho sentiti tanti dire così.

Gente di Rifondazione che si rende conto che l’unico voto utile a fermare l’Armageddon berlusconiano è il voto per il PD.

Persone moderate che non sopportano più le sparate leghiste, le promesse mirabolanti e irrealizzabili, gli attacchi al Quirinale, alla Costituzione e alle Istituzioni repubblicane.

Giovani di destra che sognano una destra dignitosa e che non riescono più a votare per un candidato che si presenta, sempre più invecchiato e pirandellianamente goffo, per la quinta volta consecutiva.

Precari che dicono: sì, si potrebbe fare di più, ma lo stipendio minimo di 1000 euro per tutti i contratti sarebbe comunque un grande passo in avanti.

Laici che affermano: è vero, sarà difficile convivere con i teo-dem, ma Veltroni è forse l’unico che ha qualche speranza di far avanzare l’Italia sul cammino dei diritti civili.

Tante persone che solo un mese fa non pensavano di votare PD e che oggi sono pronte a sostenere Veltroni.

Insieme a loro ce la possiamo giocare. Fino all’ultimo voto. DAJE MO’!!!

17 Risposte a “Quelli che dicono: “Ma sì, alla fine voto Veltroni””
  1. il cinico D. scrive:

    We hope. We would. We can? La lunga attesa…

  2. lo smemorato d. scrive:

    ne avevo dimenticata una: They win!

  3. cnat scrive:

    Anche io conosco persone che, dopo la disillusione e l’incertezza, hanno virato decise verso il PD.

    Due parole sul Cavaliere: nonostante lifting e trapianti di capelli appare sempre più vecchio e imbolsito. Ultimamente non c’è intervista dove non si interrompe per un attacco di tosse. Inizia a farmi tenerezza.

  4. Francesco scrive:

    Sto andando a sentire l’ultimo comizio dell’Anguilla mannara a piazza del Popolo.

    Dajè Wartere, facce sogna’!!!

    Il Cav è bollito….

  5. Osservazione scrive:

    Eh no, caro Francesco,

    non posso proprio accettare le tue parole di questo post. Ho sempre letto con interesse i tuoi inteventi, ma questa volta assolutamente non posso fare a meno di replicare alle tue parole. Sono esattamente 14 anni che ci chiedono il voto contro qualcuno, lo abbiamo sempre fatto, e non mi sembra che in questi anni la politica sia migliorata, anzi… Non so quale persona di Rifondazione hai incontrato, ma ti posso assicurare che questo discorso non lo vuole sentire più nessuno… GIUSTAMENTE. E spero che avrai l’onestà di non rispondermi con la solita favoletta che in questi anni se non si è lavorato bene è stato per colpa della sinistra estremista, perchè l’ultimo governo Prodi ci ha dimostrato come siamo stati vitima solo dell’estremismo centrista che ha ancora tanti rappresentanti nell’attuale PD. E se ci sono attualmente delle contraddizioni politiche, sono solo quelle interne al PD: basta pensare ai Binetti-Bonino e operaio Thyssen-Calearo-Ichino.
    Poi come ultima cosa volevo dirti che se vuoi fare campagna elettorale per il tuo PD ok, ma fai ciò con onestà intellettuale, chiedi di votare PD per le idee, per dei motivi, e non cercando semplicemente i voti di chicchessia, addirittura anche dagli elettori di una destra delusa. Tutta la vostra campagna elettorale è stata caratterizzata da una rincorsa politco-ideologica al centro-destra. Tutto ciò è inaccettabile per chi dichiara di voler cambiare il modo di fare politica (e poi candida come faccia nuova la figlia di un senatore trentennale).
    Spero che intitolerete un Post: Quelli che dicono: “Ma sì, per una volta voto col cuore (e col cervello)”

  6. lo smemorato d. scrive:

    lo smemorato d. non ricorda di essersi mai chiamato lo smemorato d. ….we have lost the memory. But probably it is not a mistake!

  7. 7 7 7 scrive:

    Che l’osservazione del quinto commento possa essere condivisibile? Riguardo al punto:
    …ma ti posso assicurare che questo discorso non lo vuole sentire più nessuno…
    Proverò a dimostrarlo, come si fa con i teoremi.
    Non serve scomodare Lombroso, rivalutato di recente in Inghilterra, né tesi simili per ipotizzare che l’appartenenza ad un gruppo, o partito, è subordinata al proprio modo di essere. Le persone pacifiche si rispecchiano con i pacifici, Gli inquieti si gratificano invece con gli incazzati a vita e con la vita, spesso dalla prima infanzia. Ed il gioco è presto fatto e prevedibile non lasciando spazio alla ragione, escluso quando prevalgono i propri interessi personali o di bottega.
    Eccezione sono quelli come Ferrara che ha perseguito tutto ed il contrario di tutto.
    Di certi curricula: No Grazie!
    Allora viste e sentite le voci della Santanchè e della tal Claudia D’Angelo, dove pensavate che le loro personalità si fossero rispecchiate? La D’Angelo poi dal piglio infernale, la vedreste mai a fare la mamma o cantare la ninnananna? Oppure testimonial di un sereno rapporto di coppia?
    Tornando ai mesi passati, prima delle interviste spensierate e vacanziere del premier in seggiovia dall’Altabadia: chi soggettivizzava la giustizia, chi criticava la giustizia, chi criticava l’economia, chi accarezzava e spostava il tesoretto, chi manifestava dal governo ma contro il governo, chi non voleva bere e chi…
    I Mussi, Diliberto, Pecoraro, Giordano, Mastella, DiPietro ve li ricordate nelle loro quotidiane apparizioni televisive? Tutti in una babele dove di rassicurante c’erano solo le guanciotte del Premier. Poi a cose fatte, ci hanno detto tutti che la situazione era conflittuale da sempre, come aveva purtroppo previsto l’avversario, nel frattempo risuscitato, e quindi non si sono potuti toccare certi temi. Ma va?
    Senza parole ma anche purtroppo senza raziocinio nell’accezione corrente del termine. C.V.D.
    P.s. Di chi sentirò la mancanza?

  8. Osservazione scrive:

    Caro 777, hai dimenticato di illustrare alcuni passaggi fondamentali della ormai passata legislazione. Cercherò di ricordarli io.
    C’era qualche esponente dei partiti della sinistra che era al governo e manifestavano contro il governo, ma ogni volta che il governo è andato sotto non è stato a causa della sinistra radicale (come qualcuno ha interesse a chiamarla), ma a causa dei lati centristi della coalizione, e non solo dell’Udeur, ma anche dell’allora Margherita e attuale PD (che poi gli esponenti della Margherita e le truppe mastellate hanno tante cose in comune è cosa nota). Già abbiamo dimenticato i casi Binetti e Manzione?
    Anche su questioni cruciali per Rifondazione quali Pensioni e Welfare non mi sembra ci siano stati ricatti da parte di quegli elementi che tu dici di non rimpiangere.
    Turigliatto per aver votato contro il governo è stato cacciato da Rifondazione. La Binetti ha avuto lo stesso trattamento?
    E poi vogliamo ricordare il vero motivo che ha fatto cadere Prodi e i vari ministri (tra l’altro in maggiornaza del PD)? Un certo segretario di un partito di maggioranza che ha dichiarato di non volersi più alleare con dei partiti che in quel momento gli garantivano i numeri per governare il paese (non solo numeri parlamentari ma di maggioranza del paese) e di essere sindaco di una certa capitale? Domani siamo chiamati al voto, mentre entriamo in cabina elettorale, forse è il caso che ci chiediamo anche il perchè…
    Per quanto riguarda il discorso sulla conflittualità, le differenze tra i partiti c’erano ed erano palesi. Ma ho sempre pensato che un dialogo e un confronto (se non ottuso), potesse rappresentare una risorsa e non un problema. Adesso però mi chiedo: ci saranno meno conflitti quando si parlerà di pacs tra Binetti o Bonino, o quando si dovrà decidere sulle riforme fiscali tra Calearo e i sindacalisti che il Pd ha messo in lista, o ancora quando si parlerà di riforma del lavoro tra Ichino e l’operaio della Thyssen?
    A questo punto sono io a chiedermi: Di chi sentirò la mancanza? Ho una certa confusione ma sicuramente non mi mancherà un modo così interessato di fare politica…

  9. Angela scrive:

    Credo che chi ha scelto la strada del partito democratico possa essere portatore di valori ed esperienze anche differenti, ma abbia chiara l’idea che i valori debbono essere sempre confrontati e sempre negoziabili per assicurare governabilità e decisioni.

    Scommettiamo di vincere e siamo certi che il Partito democratico sarà una forza di governo moderata, riformista e RESPONSABILE.
    L’unica sulla piazza nelle condizioni di esserlo.
    Per questo il PD è attrattivo anche per chi non si riconosce tradizionalmente nell’area ideologica in cui si colloca, ma vuole buon governo (e ben venga!).

    I valori non negoziabili espressi nella forma del “no” condannano ad un immobilismo solo deleterio, del tutto anacronistico.
    Quelli di cui non sentirò la mancanza sono “i Cavalieri dell’Ideale”, estremisti di sinistra o di centro che siano, molto più spesso solo ostaggi della più banale vanità, per i quali non fa differenza se al Governo ci sia Veltroni o Berlusconi…

  10. Osservazione scrive:

    “Quelli di cui non sentirò la mancanza sono “i Cavalieri dell’Ideale”, estremisti di sinistra o di centro che siano”. Scusa Angela, ma questa affermazione mi diverte non poco pensando che è espressione di una volontà di voto per Veltroni, lo stesso Veltroni che meno di 15 anni fa, quasi quarantenne (e quindi ben lontano dalle passioni giovanili, si definiva comunista, appartenente a quel PCI di certo più estremista dell’odierna Sinistra Arcobaleno.

    “Per questo il PD è attrattivo anche per chi non si riconosce tradizionalmente nell’area ideologica in cui si colloca”. E’ propio questo il punto: Qual’è l’area ideologica in cui si colloca il PD?

    “Credo che chi ha scelto la strada del partito democratico possa essere portatore di valori ed esperienze anche differenti, ma abbia chiara l’idea che i valori debbono essere sempre confrontati e sempre negoziabili per assicurare governabilità e decisioni”. Mi tocca essere ripetitivo ma non mi sembra che nella passata legislatura elementi del PD (vedi Binetti e Manzione) erano così disposti ad un dialogo costruttivo…

    “per i quali non fa differenza se al Governo ci sia Veltroni o Berlusconi…” E anche qui mi tocca essere ripetitivo: non è più possibile basare un’appartenenza politica sulla contrapposizione tra due persone e sul discorso del “meno peggio”. D’altra parte senza scomodare i programmi, le più che discutibili liste del PD saranno pure state avallate da Veltroni. Oppure no? A tal proposito, a parte i nomi “discutibili” che ho fatto io nei miei post, vi inviterei a leggere la lista degli innumerevoli condannati tra le liste del PD sul blog di Grillo. Ci tengo a sottolineare che non sono un grillista e odio tutti i discorsi sull’antipolitica, ma queste informazioni sono necessarie da una persona stufa di sentir parlare del PD come un modo nuovo di fare politica…

  11. Angela scrive:

    Le informazioni devono anche essere corrette. La lista che citi di Grillo induce a credere che si tratti di un elenco di innumerevoli condannati, ma chi l’ha aperta e letta ha verificato che si tratta di un elenco che raccoglie casi tra di loro molto differenti: indagati e imputati (sui quali la giustizia non si è ancora pronunciata), “non condannati” per motivo di prescrizione (la prescrizione significa che non è stata potuta accertare dalla giustizia l’esistenza del reato) e persino condannati in primo grado ma assolti nei successivi gradi di giudizio che vengono inopinatamente inseriti nello stesso calderone mediatico.
    Chi vuole essere legalista, deve esserlo fino in fondo altrimenti rischia solo di fare cattiva informazione demagogica. La compressione del diritto politico di elettorato passivo è una cosa seria e ricordiamoci anche che il sistema prevede già la sua garanzia da questo punto di vista: i magistrati hanno sempre il potere di comminare la sanzione accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, ove ne ravvisino la necessità e i presupposti di legge.

    Comunque a parte ciò il punto, secondo me, è che “l’appartenenza politica” è una bella cosa ma non è l’intero mondo: abbiamo bisogno di governi seri, efficienti, credibili.
    Per me non è uguale che al governo ci sia Veltroni o Berlusconi, ma non è (solo) una questione ideologica o di appartenenza politica.

  12. Francesco scrive:

    Rispondo in ritardo e brevemente, non avendo in questi giorni la possibilità di usare il mio pc.

    Ho appena votato e l’ho fatto con il cervello (spero) e con molto, molto cuore. Sono arciconvinto delle proposte del PD e del piglio con cui Veltroni ha affrontato la campagna elettorale e si propone al Paese. Non contano infatti solo le idee, ma anche il modo con cui esse vengono proposte.

    La mia, caro vecchio Osservazione, era solo una tua omonima… Un’osservazione, appunto. Ma un’osservazione gravida di realistico entusiasmo. Gli elettori di destra votano in gran parte (non tutti, per carità) “con la pancia”. Quelli di sinistra molto spesso con il cuore. Ma prendendo tutti gli elettori con il cuore convintamente a sinistra non si riuscirebbe mai a guadagnare la maggioranza del Paese (quella che serve per governare e provare a cambiare, anche solo un pochino, le cose). E’ necessario allora riuscire a convincere anche qualcuno che non fa parte del tuo elettorato di riferimento. Nel lungo periodo vale la pena combattere una battaglia culturale (nella quale io e te, ne sono arciconvinto, siamo dalla stessa parte) per far sì che una parte sempre più larga condivida col cuore i virtuosi valori che per noi rappresentano l’essenza della sinistra. Nel breve, però, questo non è possibile. Ed allora è necessario attrarre l’elettorato in maniera differente. Mostrandoti una forza seria, responsabile e capace di governare. Trasmettendo fiducia nel futuro ed ottimismo (cosa spesso moooolto difficile a sinistra). Dando l’idea che si è in grado di rappresentare il paese intero e non solo una sua parte (magari anche a costo di candidare Calearo: una scelta per altro che non mi trova d’accordo). Dimostrando ai tanti che vogliono votare non solo con il cuore, che il PD è tra tutte le forze che si candidano a guidare il Paese quella che può farlo nella maniera più moderna ed efficace. Parlando dunque a quegli italiani a cui non interessa più di tanto se il gatto è rosso o nero, ma che sono interessati al fatto che sia in grado di acchiappare il proverbiale topo.

    PS Mi sembra che nelle liste della sinsitra arcobaleno ci siano più inquisiti che in quelle del PD, ma io sono un garantista e non credo che siano queste le cose più rilevanti.

    PPS Ci si sente per commentare le elezioni!

  13. marco scrive:

    ciao a tutti.In bocca al lupo

  14. Corrado Pani scrive:

    Pare non si sia fatto abbastanza………..Pare che la novità sia ancora Berlusconi…. ma d’altro canto tante divisioni a sinistra portano a certi risultati…

  15. Angela scrive:

    Si dice che le analisi a caldo non vengono bene.
    Però tre cose.

    1. Chi vince, governi: è la regola del bipolarismo. Speriamo per il meglio e buon lavoro a tutti.

    2. E’ solo il primo giro di carte ed il mondo è cambiato grazie al gesto politico del pd di correre da solo. Senza una riforma costituzionale, istituzionale o elettorale il sistema politico è già un altro: i partiti rappresentati in Parlamento si contano sulle dita di una mano. Una rivoluzione che auspicavamo da 15 anni e che, in un modo o nell’altro, ci traghetterà fuori dal pantano della seconda repubblica. E’ prevedibile infatti che non ci saranno più “minoranze di blocco” sulle riforme necessarie a migliorare la governabilità (a partire dalla riforma elettorale).

    3. Abbiamo scoperto che la politica è cosa profonda e l’entusiasmo da solo non basta a rimuovere la disaffessione, il dissenso e la critica. E’ un lavoro lungo ed impegnativo, ma occorre tornare a “fare politica”, a mettere in circolo pensieri, ad avere coscienza del futuro (oggi ha vinto la politica del presente!). Il pd è la forza riformista di questo Paese chiamata più di tutte a colmare la distanza tra la politica e la società. E’ la Fabbrica del nostro futuro e la nostra speranza. Oggi ancora di più.

  16. marco scrive:

    e’ veramente una giornata brutta e piovosa ;non so se tutto questo puo’ essere reale ;non ho grandi speranze per questo paese.
    Scusate per il pessimismo , ma avevo sperato che l’Italia poteva veramente cambiare , non in questa direzione.
    E’ una specie di allucinazione ,non e’ possibile…
    SPERIAMO BENE….
    Trovo dispiacere anche per il pessimo risultato della sinistra arcobaleno, prevedevo un calo ma non una caporetto.

  17. 7 7 7 scrive:

    E adesso? Purtroppo la vita è adesso. Provare rabbia è dir poco. Che si sappiano cogliere dalle vicissitudini le giuste opportunità. In questo caso di un sano e corretto ritorno in pista, lontani dai metodi del passato e dagli odori di monnezza o diossina che dir si voglia. A volte una serena analisi o autocritica profonda e nel profondo, giova. Chi come me ha vissuto il 68, non certo si sarebbe aspettato la fine della rappresentanza a livello parlamentare di certe forze che, comunque, hanno partecipato a 40 anni di storia.
    Agli amici di Veltroni mi sento di dire: Quello che per il bruco sembrava la fine del mondo, in realtà era una bellissima farfalla.
    Grazie comunque. Il fardello altrui d’immagine forse si è dimostrato decisivo.
    Per comodità riporto i nomi del governo 2006 uscente. Senza parole e senza …. commenti:
    Premier: Romano Prodi
    Vice premier: Massimo D’Alema (DS) e Francesco Rutelli (Margherita)
    Economia e Finanze: Tommaso Padoa Schioppa (quota Prodi)
    Esteri: Massimo D’Alema (DS)
    Interno: Giuliano Amato (quota Prodi)
    Giustizia: Clemente Mastella (Udeur)
    Istruzione: Giuseppe Fioroni (Margherita)
    Difesa: Arturo Parisi (Margherita)
    Beni culturali: Francesco Rutelli (Margherita)
    Lavoro e Previdenza sociale: Cesare Damiano (DS)
    Solidarietà sociale: Paolo Ferrero (Prc)
    Sviluppo economico: Pierluigi Bersani (DS)
    Politiche agricole e forestali: Paolo De Castro (quota Prodi)
    Ambiente: Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi)
    Infrastrutture: Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)
    Trasporti: Alessandro Bianchi (Pdci-Verdi)
    Salute: Livia Turco (DS)
    Comunicazioni: Paolo Gentiloni (Margherita)
    Ricerca e Università: Fabio Mussi (DS)
    Affari regionali: Linda Lanzillotta (Margherita)*
    Attuazione Programma di Governo: Giulio Santagata (Margherita)*
    Funzione pubblica: Luigi Niccolais (DS)*
    Politiche giovanili e sport: Giovanna Melandri (DS)*
    Famiglia: Rosy Bindi (Margherita)*
    Pari opportunità: Barbara Pollastrini (DS)*
    Politiche comunitarie: Emma Bonino (Rosa nel Pugno)*
    Rapporti con il Parlamento: Vannino Chiti (DS)*

  18.  
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