apr
16
2008
Il “punto” su Terni
Scritto da Daniele Lombardini in Discussioni, Il punto su Terni, tags: elezioni comunali, sviluppo, terni
Il successo del PD a Terni è evidente (http://elezioni.comune.terni.it/RTResult.asp) ma per cementare e rilanciare questo trend positivo credo sia fondamentale non solo organizzare bene il partito (i congressi o come si chiameranno!) e prepare fin da adesso l’avventura delle prossime elezioni comunali.
Credo che il PD locale per non offrire il fianco a cordate improvvisate e puntare AD UN IMPRESCINDIBILE RINNOVAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE debba iniziare a lavorare fin da ora (e non arrogantemente ridursi all’ultimo mese, tanto si vince…).
- Primarie per il candidato sindaco (vere, con tanto di dibatti e faccia a faccia)
- Un programma condiviso, sintetico, con priorità evidenti per la città (se poi fosse anche “misurabile”) ed uno staff del sindaco che sia veramente di supporto.
- Sostegno a candidature di trentenni (o giù di lì) competenti in vari campi e con “attributi” (basta yes guys) sia nel consiglio comunale che in qualche assessorato (ce la facciamo ad osare un po’? Sviluppo Ec./Innovazione, Cultura, Ambiente, Università richiedono “freschezza”, “rapporti non logori da anni di <<battaglie>>”,”capacità”… ricordo che possono essere nominati anche esterni se del caso…). Importante è anche ridurre il numero degli assessorati ed essere capaci di dar vita a delle politiche integrate, ad accogliere progettazioni del territorio sulla base di linee guida trasparenti che esaltino le competenze e il controllo dell’impatto sul territorio.
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Sottoscrivo in pieno… Anzi, sono disponibile a lavorarci da subito, perchè tuttoquesto rappresenta un “cambio di fase” e va preparato con attenzione.
Rinnovamento, condivisione e merito: allora è proprio cominciata la terza Repubblica !!!
Il PD siam noi..
Grazie Riccardo. Intanto nei giornali oggi si legge di chi si è impantanato un po’ e chi si sta attrezzando per tempo…
(Fonte: Corriere dell’Umbria)
AAAAAHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!! Leo Venturi sindaco? Ma che stiamo scherzando?
Lo ricordo, la prima volta che l’ho sentito parlare alla sezione Proietti. Io ero un pischelletto di neanche 20 anni e lui era già segretario di partito. Alla quarta parola il primo congiuntivo sbagliato. Grazie a lui ho sentito il dovere di impegnarmi in politica…
Lo ricordo ancora, eroe del correntone, duro e puro che tuonava contro la casta e invitava a fare largo ai giovani e alle donne. Eletto Presidente di circoscrizione e consigliere provinciale era forse l’unico esponente dei DS umbri ad avere il doppio incarico. Dietro di lui in Consiglio provinciale una giovane donna trentenne, che avrebbe preso il suo posto in caso di dimissione. E si è forse dimesso? Indovinate un po’?
Oggi si reinventa anticasta e populista.. Che meraviglia!!!
Quanto al futuro, dall’Umbria, da Roma, dalle Marche sento un solo grido: RICOSTRUIAMO UN PARTITO!!! Un partito vero, presente sul territorio, che faccia quotidiaamente una battaglia culturale prima ancora che politica.
Apro una parentesi collegandomi ai link proposti da Daniele. A Roma si sono trovati al ballottaggio perché non hanno saputo rinnovarsi, non hanno saputo coltivare il ricambio e forse non l’hanno saputo valorizzare. La campagna elettorale per il Comune è stata in sordina, Rutelli si è fatto vedere poco (e qualcuno, maliziosamente ha aggiunto, “meglio così…). Però, non solo Rutelli, incurante della saggezza proverbiale a proposito delle minestre riscaldate, si è creato un paracadute al Comune di Roma, sperando di trincerarsi in Campidoglio in caso di sconfitta nazionale. Ma ha ottenuto pure un controparacadute in Umbria in caso di sconfitta a Roma.
Posso ricordare quando D’Alema si candidò in Puglia in un difficile collegio uninominale, rifiutando il paracadute del proporzionale?
Venturi è un “furbetto del quartierino”, ma, in vista delle prossime amministrative a Terni, nulla va sottovalutato (e se avete parlato attentamente con i cittadini di Terni, durante quest’ultima campagna elettorale, sapete di cosa sto parlando…)
E se poi voleste sentire qualche “congiuntivo sexy”, vi invito a seguire una riunione di giunta…
P.S. Dovreste vedere la faccia di questi “campioni della democrazia” quando uno si porta a casa (sotto il loro naso) centinaia di preferenze al C.C.
E la cosa peggiora in modo inesorabile quando questo giovane “insolente e spregiudicato” non sbaglia neanche i …congiuntivi.
Disarmiamoli puntando sulle risorse vere ! Si può fare !
Sono perfettamente d’accordo con Riccardo. Guai a sottovalutare questa volta le liste civiche e le possibili (anche quelle più improbabili) convergenze. E guai anche a quella convinzione spocchiosa (ammetto dolorosamente retaggio diessino) per la quale “tanto la gente viene/la portiamo a votare” e “tanto si vince”. Sebbene viviamo in una realtà regionale dove tutto viene (ahimè) attutito, non possiamo non riconsocere gli equilibri iniziano ad essere notevolemente più fluidi e sicuramente l’impostazione storica della sinistra sulle modalità di coinvolgimento e di scelta non sono assolutamente di prospettiva (il vecchietto del ’38 a cui è stato spiegato di votare PD, pace all’anima sua, non sarà eterno…). E di conseguenza se esiste comunque una prevalenza di forze sul territorio:
1) non deve essere data per scontata = lavorarci non solo con presunzione gli ultimi due mesi
2) sfruttare il vantaggio per impostare nuove direttrici e immettere nuovi volti
Su Venturi: furbetto è furbetto e non condivido tantissime scelte. Come presidente di circoscrizione è stato un ariete e da cittadino riconosco l’efficacia e la presenza sul territorio, vivendo nella sua circoscrizione ne vorrei un altro così! Gode di una platea ampia ed ha già iniziato con più di un anno di anticipo ad affrontare problemi che gli elettori vogliono sentire trattati (tra l’altro non ha mai rifiutato il confronto con i cittadini…leggasi conferenza programmatica cittadinanza-amministrazione che da 3 anni svolge al Palatennistavolo).
Su Di Girolamo: nulla da dire. Persona di indubbia esperienza, sintesi e cultura. Ma credo che se deve essere la risposta ai gemiti di un rissoso PD ternano abbiamo perso un’occasione ed esponiamo contemporaneamente il fianco. Per le ragioni di cui al punto 2) inoltre aspirerei ad altro.
Concludo con un siparietto di ieri mattina al distributore…ore 6,55 gruppetto di anziani amici del benzinaio che discutono sulle prossime amministrative invocando un ricambio del consiglio comunale e della Giunta dove siedono “vecchi barbagiannni”, “ex sindacalisti che lavoravano insieme e che adesso manco salutano più” e “gente che c’ha ‘ncollata la poltrona”. Mi tirano dentro alla conversazione ululando “per esempio ragazzi come questo che tutti i gg vanno via e magari sanno che dire ” – di me conoscono solo che vado a GPL e lavoro in un ente regionale come precario – “se li facessero candidare il voto glielo darei a chius’occhi…è ora che provino loro, anche a sbaglià…sennò cazxx cambia?”. E penso che così parlino in tanti (e per lavoro di Comuni Umbri ne sento tanti…)
Posso candidarmi all’Assessorato all’Ambiente?…ahahahahhahahaha!!!!
E comunque anche sul successo del PD ci andrei un attimino cauto e non certo per le percentuali che sono proposte nel link, ma per il fatto che in molti comuni della nostra Regione c’è stato un significativo spostamento verso il Berlusca del popolo elettorale.
Concordo dunque semmai con un impegno attivo in vista delle amministrative a partire da ora e non solo con confronti e quant’altro fa parte da sempre delle campagne elettorali, “ma anche” attraverso l’istituzioni di organismi pubblici in grado di riavvicinare l’elettorato alla politica (azioni concrete istituzionali e chiara comunicazione di quanto fatto, in atto e da fare).
La proposta di Daniele non è semplicemente condivisibile. E’ innanzitutto imprescindibile
La storia recente della politica cittadina (ahimè non solo del governo del Comune…) è stata caratterizzata dalla dilapidazione di un consistente patrimonio di fiducia e di aspettative legittime dei cittadini, ad opera di esponenti e gruppi politici variamente distribuiti all’interno della coalizione, in larga misura incapaci di mettersi in discussione e di trasformare in atti concreti, coerenti ed efficaci molte delle enunciazioni di massima proferite.
Il dare continuità (nella forma, nella proposta politica, nella dimensione, nell’articolazione e nelle soggettività) alla complessivamente triste esperienza della giunta e del consiglio del Raffaelli II rappresenterebbe per il nascente PD ternano il tradimento della sua mission: un suicidio politico, che darebbe facile gioco a proposte falso-nuoviste e a furbesche giocate di sponda, fuse e confuse in una ircocerva alleanza elettorale.
Molto meglio, secondo me, percorrere una strada diversa: anche a costo di esporsi al rischio di cimentarsi nel salto del cerchio di fuoco rappresentato dal ballottaggio.
Io, nel mio piccolo, ritengo indispensabile adottare per le amministrative lo stesso approccio utilizzato per l’esordio elettorale del PD a livello nazionale. Un programma di ispirazione autenticamente riformista, che sappia armonicamente coniugare solidarietà, sobrietà e sostenibilità: una proposta di chiara portata maggioritaria; da attuare solo insieme a quanti, preferibilmente all’inizio della campagna elettorale, ne condividano integralmente orientamento e contenuti e possano fornire un apporto tangibile non in ottica meramente elettorale, ma in termini di qualità e competenze da conferire e spendere nel governo della città. Altrimenti, senza tanti drammi, si va da soli: o meglio, ci si propone da soli ai cittadini. E per questa operazione, il meccanismo elettorale delle elezioni comunali non rappresenta neanche un ostacolo.
Dopo questa necessaria premessa, a garanzia della effettiva realizzazione dei tre obiettivi richiamati da Daniele (primarie, programma, ricambio) ritengo necessari almeno due passaggi:
- la definizione di un regolamento per le elezioni primarie radicalmente diverso da quello attuato nelle elezioni dirette degli organi locali: le primarie per il sindaco devono costituire l’occasione per l’instaurazione definitiva del contatto e della relazione costante fra organi dei circoli e simpatizzanti democratici. Fare le primarie utilizzando le liste del 14 ottobre risulterebbe utile solamente a chi vuole pesare il proprio presunto peso politico all’interno di un orticello dai confini già noti, anziché procedere ad una pesatura delle idee, delle proposte e delle competenze fra quanti sono disposti ad investire attese ed energie nel progetto di governo della città;
- il superamento delle contrapposizioni correntizie che hanno fin troppo fastidiosamente contraddistinto questi primi mesi di vita del PD ternano: questi schematismi rappresentano ai miei occhi di neofita della militanza partitica un semplice e obsoleto retaggio delle storie politiche di molti fra i tanti che hanno deciso di partecipare alla costruzione del PD. Se proprio devono esserci le correnti, che almeno si costruiscano su opzioni programmatiche e strategiche alternative per il futuro! Abbiamo già molti fardelli da trascinarci necessariamente dietro: lasciamoci alle spalle almeno il superfluo…
Basta poco, checcevò?
Ad essere sincero riguardando le liste mi auguro che Rutelli vinca a Roma. E non certo perché sono sostenitore de ‘r grande sidaco de a grande capitale guzzantiano, qunato perché spero vivamente che Francesco ferrante possa rientrare, come primo dei ripescati, nel parlamento: una voce ecologica, preparata e innovativa che non possiamo lasciarci sfuggire (alla faccia di chi ha fatto le liste!).
29 Aprile 2008: inizia la bagarre…leggevo sul Corriere dell’Umbria che proprio la apossibile “mancata rappresentanza” di Terni in Parlamento (la prima volta dal 1948) potrebbe paradossalmente aprire la strada a delle primarie vere!
Ed intanto oggi 30 maggio 2008 esce sui giornali il primo candidato ufficiale: Puxeddu!