apr
28
2008
I Punti (12) su Terni
Scritto da Daniele Lombardini in Senza categoria, tags: programma, Punto DemocraticoPerchè non sollecitiamo i “Walter locali” provando a declinare (come suggerito da Alessio Cicioni in un comitato territoriale) i 12 punti del programma del PD calandoli su Terni?
Poi “normalizziamo” i commenti pervenuti e li raccogliamo in una proposta/comunciato insieme a quella “di metodo” espressa in un post passato.

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L’idea è buona in principio, ma secondo me sarebbe opportuno calibrare alcuni dei 12 topic alla lettura del nostro contesto e alla dimensione dell’amministrazione locale.
E poi lascerei comunque tante caselle bianche: altrimenti rischiamo di proporre un bel casting su copione senza sondare le capacità di “improvvisazione” (leggi intelligenza politica) degli aspiranti protagonisti
Comunque facciamo con comodo, non c’è fretta: prima bisogna finire il tetto e montare gli infissi, poi nomineremo il capo del condominio…
Si, io intendevo declinare ogni punto sulle esigenze del territorio.
Vero però che scriveremmo una sorta di canovaccio per improvvisati aspiranti protagonisti (forse potremmo rendere la discussione riservata)…ma poi penso anche non dobbiamo fornire un contributo propositivo, anche a costo di essere “saccheggiati”? Vedi i vari progetti che ognuno di noi ha nel cassetto ormai presentati e ripresentati all’attenzione dell’ “assonnato chi di dovere”.
Siamo delusi e amareggiati per tante cose, ma abbiamo il dovere di andare avanti. Almeno fino a che non abbiamo ognuno di noi raggiunto una dose letale di “marmellata testicolare”….
Appena ho un attimo di tempo tra calcinacci e lavoro butto giù i miei…
Io direi che prima di elencare i 12 punti cui ha pensato Alessio, forse sarebbe necessario capire se il PD Ternano e i PD locali si candideranno da soli o aumenteranno i consensi grazie agli apparentamenti delle liste: sarebbe forse il caso di cominciare davvero a pensare ad un PD solitario in tutti gli agoni politici (sapete com’è..dopo Roma credo possa essere un inizio)…
Occhio sognatori, che se non stiamo un pò con i piedi per terra, soprattutto a Terni, per noi si tratterebbe dell’inizio della…fine.
Idee chiare, un partito strutturato, grande lavoro dei circoli e soprattutto le migliori risorse.
Questa credo sia la prima ricetta utile per uscire da questa sensazione di lento “soffocamento”.
Dopodichè abbiamo un bisogno assoluto di idee, contributi e freschezza di mente. Chi ha risorse le metta in campo; ora! E ricordiamoci, per favore, che a Terni il Centrosinistra governa ormai da 10 anni ininterrotti (con il PD maggioranza assoluta in Consiglio!): il difficile sarà individuare ambiti e temi che sappiano tracciare una linea di discontinuità, nella continuità politica: un affare complesso! Nel frattempo nervi saldi e…pedalare, che la strada è in salita.
P.S. Spesso è un certo approccio supponente ed intellettualmente elitario che ci crea i più grandi problemi… Superare quest’atteggiamento è condizione ineludibile, proprio per un partito che ha superato la soglia del 46%…(Come a dire che, affacciandoci ora alla finestra, un passante su due ha votato Partito Democratico: non la sentite anche voi chiaramente la responsabilità che è prorpia del “fratello grande” ? (Purchè non diventi il …grande fratello!)
Direi infatti, Riccardo, che ora più che mai c’è la necessità di fare in modo che la politica cittadina dia risposte oggettive e pratiche alle richieste dei cittadini. Il che, detto senza il velleitario senso intellettuale degli uomini di sinistra, corrisponde senza dubbio ad un maggior interessamento pratico alle problematiche della città, ad uno svecchiamento della classe dirigente con volti nuovi e, possibilmente, preparati agli incarichi conferiti, alle assunzioni di responsabilità su certi fallimenti di fronte ai cittadini, ad una nuova e maggiore freschezza degli apparati nonché ad una maggiore celerità nell’affrontare talune problematiche locali: utopia? Forse. Ritengo però che senza queste piccole e modestissime caratteristiche si corra il rischio, come ho sentito voceferare, che la destra ternana riporti a Terni – dopo il famoso caso Ciaurro – qualche nome di spicco di Roma e vinca le elezioni (conosciamo già l’appeal di certi probabili nomi sui ternani).
E c’è un “disperato bisogno” di LUOGHI e MOMENTI di confronto…dove sono???
Di REGOLE, di COME ASCOLTARE e PARTECIPARE.
Dov’è il partito? dove sono gli iscritti? e quei luoghi evanescenti chiamati “comitati territoriali”?
Ora serve il CONGRESSO. Per cercare di impostare il nuovo tanto sbandierato. Che di fatto è poco.
In teoria sarebbe semplice.
Semplice come accorgersi delle esigenze di milioni di elettori, durante i mesi di contatto quotidiano e non il giorno dopo del voto.
( Gli italiani disposti a sperperare milioni di euro per tenere eserciti in molte missioni di pace e democrazia nonché garantire sicurezza alle popolazioni, vogliono, pare, sicurezza nel loro Paese. Però?)
Per Terni:
La proposta:
Il tempo c’è. Il tempo c’è stato e come. Chi volesse candidarsi alla guida di questa città dovrebbe, almeno da ora in poi, fornire un progetto globale su tutti i fronti e per tutti gli anni di mandato.
In altre parole un programma come un diario di bordo con tanto di items e di scadenze annuali, misurabili, raggiungibili e verificabili. Una candidatura oggettiva sui fatti, piuttosto che sul gradimento soggettivo, o sulla supponenza di uno zoccolo elettorale duro su cui cullarsi. Presentazione anticipata della squadra, possibilmente di personalità competenti e referenziate dalle esperienze quotidiane nel settore di impiego. ( Veltroni dice di confrontarsi sul fare). Un progetto simile a quelli che si presentano per la ricerca scientifica o nelle realtà industriali serie, permetterebbe chiarezza e solidità della candidatura e verificabilità delle proposte e risultati.
Fare una miscellanea di ricompense post elettorali è francamente ben altra cosa.
La speranza:
Molti soggetti attuali della politica hanno avuto, ed hanno tempo per studiare e crescere. Che non arrivino all’appuntamento incerti ed impreparati, come sui banchi di scuola, dopo il Carnevale. I nuovi candidati quale preparazione post-universitaria o linguistica andranno a proporre? Il vago, come abbiamo modo di verificare, anche in questi cocenti giorni, non va oltre i confini del nostro orticello. Per persuadere, ci vuole ben altro. E ben altre energie e vigore.
La realtà (passata?)
Molte carriere politiche comunali, provinciali, regionali e parlamentari, oltre che numerosi incarichi di secondo livello, per vari e vari decenni sono iniziate dalle rappresentanze operaie dello Stabilimento di Viale Brin . Gli esempi ed i nomi sono sotti gli occhi di tutti. Uscire da queste logiche, da queste logiche di potere e da quei metodi in tempi brevi forse sarà possibile solo ad un leader propositore di un grande progetto.
Altrimenti tutto resterà ordinarietà e grigiore.
Un ultimo auspicio: che i nascenti circoli si avvalgano di metodi concreti e tangibili.
Intanto mi pare che sintesi politica ci sia in giro, a partire dalle considerazioni di questo blog.
Beninteso, tra le primarie e il “diario di bordo” c’è ancora qualcosa da smussare… Ma affidare le nostre speranze al merito mi pare già un decisivo passo in avanti.
Partire da lontano ci permetterà di aprire un confronto nel PD e nella città, che è cosa ben diversa dallo stilare la “lista della spesa”, bensì è fasi interpreti di una Comunità che è cambiata, che ha viaggiato, che ha conseguito i sui diplomi e le sue lauree e si confronta con il mondo…
In altre parole oggi è più complicato di ieri riuscire ad interpretare le esigenze di un elettorato, figuarsi quando questo rappresenta più o meno la metà della città. Come a dire: se leggiamo la politica attraverso lenti di venti o trentanni fa, il quadro delle risposte che potremo proporre non coinciderà mai con le reali aspettative; o peggio, se puntiamo ad una rappresentanza “al ribasso”, le idee e le soluzioni non saranno facili da trovare; ed infine, quando non scommettiamo sulle giovani generazioni, contribuiamo ad allargare il distacco tra i cittadini e la politica.
Ma i più ora si rendono pienamente conto che il margine di errore si è assottigliato e che occorre investire sulle migliori risorse…
Dopodichè sarebbe almeno d’aiuto che le migliori giovani risorse si abituassero a cercarsi e lavorare insieme…
Questo, davvero, si può fare…
Chi ci stà, faccia un passo avanti.
caro riccardo, e da quando esiste il Pd in consiglio?
Colpito ed affondato… E se ti dicessi che la scelta del livellamento sul basso è la motivazione prima della situazione paradossale al Consiglio di Terni?
Certo, oltre a qualche altra decina di motivi, ma quello è, per adesso, un posto dove il merito e la sagacia è guardata, nel migliore dei casi, con sospetto… Il risultato, com’è fin troppo ovvio, è un coma vigile in cui si fanno trascinare anche quei pochi che avrebbero qualcosa da dire…
Ma tant’è ! Molto cambierà fra un annetto, e molto dipenderà da noi… Se non sprechiamo le energie e stiamo con i piedi pe terra possiamo anche passare dalla punzecchiatura dei blog, al “governo” dei processi.
In altre parole, credo ci siano spazi importanti per chi vuol “produrre politica” e discutere del futuro del nostro territorio; ad esempio, a cominciare da questo blog, utilizzandolo per discutere apertamente dei programmi a cui facevate riferimento.
Le cose non cambiano da sole…io l’ho imparato molto bene, ma so anche che…si può fare.
In qualche caso io l’ho già fatto!
P.S. forse non ce ne rendiamo conto, ma la forza del Partito Democratico è tutta nella straordinaria possibilità che ci è data di parlare fra di noi, confrontarci nello stesso partito, con gli stessi obiettivi, ma ognuno con un bagalio di esperienze e di storie che sono la vera ricchezza.
Ma dobbiamouscire da alcuni schemi vecchi, dobbiam pensare da Democratici, ed i giovani, stavolta, partono con un grande vantaggio.
fianle dell’articolo di ilvo diamanti su repubblica di domenica 4 maggio 2008:
Il Pd, in altri termini, ci sembra ancora un progetto incompiuto. Riflette una domanda diffusa. Ha raccolto un ampio sostegno sociale. Riscuote attenzione e curiosità, nei settori moderati e di sinistra. Una “novità” attraente, ma “vecchia” dal punto di vista del gruppo dirigente. Nazionale e ancor più locale. Dove i giovani, le donne, i lavoratori, gli imprenditori, insomma, i “nuovi”, quando si affacciano alla politica trovano porte strette. La strategia di marketing, utilizzata da Veltroni per forzare questo limite attraverso candidature simboliche (il piccolo imprenditore, la giovane ricercatrice, l’operaio ecc.), alla fine, si è scontrata con una realtà “radicalmente” (= alla radice) diversa. Dove prevalgono i “vecchi”, non solo e non tanto per età. Ma per mentalità e carriera.
D’altronde, i leader del Pd – grandi e piccoli, centrali e locali – sembrano impermeabili a ogni mutamento di sigla, a ogni cambio d’epoca, a ogni sconfitta. (e, sia chiaro, non ci riferiamo a Veltroni). Insensibili al crollo dei muri, delle ideologie e dei partiti. Altrove, negli Usa e in Europa, abbiamo assistito, in questi ultimi anni, al “ritiro” di figure come Gore, Kerry, Schroeder, Aznar, Gonzales, Blair. Battuti di poco. A volte, neppure. In Italia, salvo Prodi (l’unico, peraltro, ad aver vinto una elezione e mezza contro il Cavaliere), nessuno si dimette; nessuno paga le sconfitte subite in città e regioni importanti.
Non solo: gli sconfitti vengono premiati con nuovi incarichi di prestigio. Mentre tutto il gruppo dirigente – ex comunista ed ex-democristiano – ha affollato le liste del Pd, occupando posti di assoluta sicurezza. In centro e in periferia.
Il Pd: è rimasto a metà del guado. Incerto. Fra partito di iscritti e partito elettorale. Fra personalizzazione nazionale e oligarchia locale. Agita le primarie come una bandiera. Ma non le usa per selezionare i candidati alle elezioni politiche; spesso neppure alle amministrative. Mentre, a livello nazionale, fino ad oggi sono servite a confermare leader pre-destinati. Vorrebbe rappresentare il Nord restando Lega Centro. I piedi in Emilia e in Toscana. La testa a Roma.
E’ uno strano albero, questo Pd. Le radici salde. Fin troppo. Non riescono a propagarsi. Il fusto fragile. I rami rinsecchiti. Le foglie crescono. Tante.
Ma cadono presto.
(4 maggio 2008)
” dalla punzecchiatura dei blog, al “governo” dei processi “(tratto da Riccardo)
” Il Pd: è rimasto a metà del guado. Incerto. Fra partito di iscritti e partito elettorale. Fra personalizzazione nazionale e oligarchia locale. Agita le primarie come una bandiera. Ma non le usa per selezionare i candidati alle elezioni politiche; spesso neppure alle amministrative. Mentre, a livello nazionale, fino ad oggi sono servite a confermare leader pre-destinati. Vorrebbe rappresentare il Nord restando Lega Centro. I piedi in Emilia e in Toscana. La testa a Roma. E’ uno strano albero, questo Pd. Le radici salde. Fin troppo. Non riescono a propagarsi. Il fusto fragile. I rami rinsecchiti. Le foglie crescono. Tante.
Ma cadono presto.”
(il finale dell’articolo di Diamanti richiamato da 777)
…ma COME? Per me inizia ad essere un tormentone…ed inizio a perdere fiducia (cinismo mai però!).
Certo che un gruppo unico almeno in Consiglio comunale si potrebbe anche fare…non è stata una bella figura non averlo già.
E noi? Cosa possiamo fare? Quanto siamo realmente diversi dalle “vecchie leve” alla fine? Quanto di “nuovo” c’è anche tra di noi? Quanto le difficoltà del quotidiano ci impediscono di essere produttivi politicamente? Quanto le porte sono strette? COME allargarle?
Condivido l’idea di declinare i 12 punti del programma del PD in salsa rossoverde per adeguarli alle specificità ternana ed offro il mio contributo sulla missione n° 5 de “l’ambientalismo del fare” e, in particolare, la proposta di sperimentare nuove tecnologie e azioni di recupero delle aree degradate e di riqualificazione urbana. Si tratta di progetti facilmente trasformabili in iniziative concrete quali :
- favorire la drastica riduzione di contenitori di plastica e la riduzione dei prezzi al consumo di tutti quei generi alimentari e articoli per la casa che potrebbero essere acquistati in forma sfusa o col sistema della ricarica o ancora con il sistema del vuoto a rendere previo accordo tra Comune e associazioni dei commercianti e dei produttori di tali beni;
- favorire il risparmio energetico e la riduzione delle tariffe attraverso un contributo comunale in favore di strutture alberghiere e ristoranti per l’installazione di pannelli fotovoltaici per l’acqua sanitaria e il riscaldamento;
Questi due progetti (che svilluppati parallelamente sarebbero non solo a costo zero, ma produrrebbero addirittura un surplus economico per il Comune) sono solo due esempi di cose che possono essere fatte presto e con relativa facilità.
Ho altre idee similari, ma credo sia meglio discuterle vis-à vis piuttosto che tramite web.
caro Roberto,
purtroppo le cosette che scrivi a proposito dell’energia fanno già parte di un progetto che presentai al Comune (nella persona del Sindaco) alla Provincia, nonché alla Presidente Lorenzetti, per finire col Sen. Francesco Ferrante. Tanti applausi, ma nessuna attuazione delle mie idee che già qualche annetto addietro andavano nella direzione auspicata anche da te.
La politica ternana e regionale sta preferendo – ed ha preferito – delegare guadagni e risorse alle imprese private (e, di riflesso, alle banche) e non, al contrario, sviluppare un percorso verso le rinnovabili che avesse favorito i cittadini, nell’era del super prezzo del barile.
Un saluto.
Entro a gamba tesa per rilanciare anche sulla mobilità alternativa. Da quello che ho capito mi sembra che in Comune esista una piantina della piste ciclabili da realizzare, ma che il problema di base sia il fatto che non esiste un dirigente “con portafoglio” per collegare i pochi interventi realizzati. Mi spiego meglio: se l’urbabistica fa dei lavori e relizzata il pezzo di ciclabile A e l’ufficio strade per un altro lavoro un pezzo B manca chi si accorge (e ci mette i soldi) per congiungere A e B. In più non c’è un monitoraggio della messa in sicurezza degli interventi. L’unica ciclabile realizzata è quella che va dala Polimer al centro…ma sfido chiunque a lasciarci andare a cuor leggero dei bambini…! Ci sono 4/5 punti da metttere in sicurezza.
Esiste inoltre nel bilancio triennale previsionale un progetto di bike sharing (180mila euro mi sembra) le cui stazioni di noleggio sono però dislocate nell’area centrale della città: questo può essere un incentivo per la promozione dell’uso della bicicletta ma non toglie molte auto dalle vie cittadine (andare dal CMM/Stazione a Palazzo Spada non mi risolve molto…e certamente non smuove le pigre terga ternane!).
Mi sembra che sia stata fatta richiesta per l’agognata metropolitana di superficie FCU di un vagone bicilcletta. Mi chiedo non sarebbe opportuno pensare ad un noleggio anche a Borgo Rivo??? E conseguentemente mettere mano a quel progetto di pista che collegherebbe Via Bramante alla zona della Castellina? Si dice che ci sia!!! (doppio tunnel ciclo pedonale che evita lo svincolo di Ponte le Cave – strada nata per le auto e che morirà per le auto). Con degli interventi di questo tipo si potrebbe interessare un bacino di circa 25mila persone….
A seguire si possono realizzare tutte quelle politiche di biglietto integrato e promozione possibili.
Personalmente ho comprato una bici elettrica (senza incentivi comunali) e mi trovo benissimo, ma se potessi pedalare un po’ più in sicurezza la prenderei ogni volta per andare in centro!!!
Caro Corrado,
innanzitutto mi fa piacere che i due progetti espressi siano già stati portati avanti da te “qualche annetto addietro”. Sono convinto che oggi le tue idee otterrebbero non solo ipocriti applausi, ma anche aperture concrete da parte delle istituzioni visto che :
- l’emergenza rifiuti a Napoli ha notevolmente sensibilizzato cittadini e amministratori locali su questo punto;
- il piano rifiuti della Regione Umbria è palesamente in difficoltà da molti mesi e rappresenta il punto debole della pur brava Lorenzetti
- il termovalorizzatore di Terni è sotto sequestro per palesi irregolarità;
- Ad Orvieto si sta celebrando il primo processo umbro sulle infiltrazioni camorristiche nello sversamento di rifiuti tossici in discarica
Sono tutte frecce al nostro arco che dovrebbero spingerci ad agire e non a ripensare agli insuccessi del passato.
Invito te e tutti gli altri a condividere su questo circolo on-line le nostre idee “verdi” per trasformarle in una piattaforma programmatica da presentare alle istituzioni.
Caro Roberto,
mi trovi perfettamente d’accordo. E allora, tanto per chiarirti quel che rpesentai, allego di seguito esattamente il progetto che presentai nella speranza noi giovani democratici si possa diventare davvero coordinatori in una potenziale fase attuativa (speriamo che, almeno per una volta si mettano persona competente – come mi ritengo – in progetti qualificanti). Vi ricordo che quanto segue è frutto delle mie esperienze e che tal quale è stato presentato al Sindaco Raffaelli, al Presidente Cavicchioli, all’Assessore Paparelli, all’Assessore Ottone, all’Assessore Pileri, agli Assessori Regionali Giovannetti e Bottini (purtroppo sta ancora nel mio cassetto).
IPOTESI COSTITUZIONE AGENZIA PER LE ENERGIE ALTERNATIVE DELLA PROVINCIA (O DELLA REGIONE?) DI TERNI DENOMINATA APREA (AGENZIA PROVINCIALE ENERGIE ALTERNATIVE)
Premessa
L’incessante richiesta, sia da parte di aziende private sia da parte degli organismi locali, di favorire e incrementare lo sviluppo sostenibile (dovuta a necessità economiche contingenti e a direttive di emanazione Europea e Ministeriali) apre nuove e significative frontiere per le istituzioni pubbliche per il corretto coordinamento delle forze che già operano nel settore delle rinnovabili e pongono con estrema urgenza il problema dell’istituzione di un organismo in grado di provvedere efficacemente ed effettivamente al rinnovamento e dei distretti industriali e delle consuetudini energetiche locali del settore pubblico e privato.
Nel corso degli ultimi anni si è dimostrata corretta la scelta politica di agevolare anche in Umbria la nascita di aziende private e pubblico-private con il proposito di operare nell’uso, la promozione, la valorizzazione e la ricerca tecnologica di fonti di energia sostenibile e rinnovabile in una regione come l’Umbria, che dovrebbe, di per sé, porsi nel panorama nazionale come capofila di politiche e realizzazioni in linea con i concetti chiave del Protocollo di Kyoto.
Tuttavia i progetti e le sperimentazioni in atto non hanno raggiunto i risultati minimi che erano stati prefissati in partenza e soprattutto non hanno avviato quei processi di collaborazione e cooperazione tra le strutture regionali e nazionali che operano con compiti diversi nel settore delle rinnovabili (ad esempio ENEA, ARPA, AGESA, come anche i vari uffici Ambiente dei Comuni, delle Province, delle Comunità Montane della Regione), gli Enti di ricerca regionali – compresa l’Università –, gli Enti di promozione finanziaria (ad esempio Sviluppumbria) e soprattutto le imprese che operano nei settori dell’energia, della componentistica, dell’edilizia.
Sebbene venne proposto all’Enea di poter finalmente iniziare un processo operativo che tenesse conto delle territorialità, tuttavia, ad oggi, pare che le attività dell’Ente in questione siano di fatto indirizzate agli obiettivi tradizionali per cui fu costituito. Non che si sia alla ricerca di una qualsivoglia colpevolezza: si tratta, semmai, del risultato della frammentarietà cui si accennava.
Allo stesso tempo, per tornare al dato locale, l’Agesa di Terni non ha mai avviato una seria politica di riconversione degli impianti termici, elettrici o di smaltimento RSU, fermando semmai la propria operatività all’osservazione ed alla redazione di database: un diario delle possibilità e delle potenzialità senza la necessità e la conseguenza di uno sviluppo effettivo, né di un coinvolgimento dell’utenza.
Varrebbe anche la pena ricordare come, senza alcuna logica regionale, furono avviati impianti di produzione di energia elettrica da “biomasse” o da RSU senza effettivamente considerare le quantità di approvvigionamento disponibili in loco – ciò testimonia la dispersione di energie ed economie – o le prospettive di recupero del materiale di scarto urbano in altro senso rispetto alla combustione.
Come si sa in certi casi scelte poco ponderate determinano di conseguenza la nascita di una sorta di imprenditoria selvaggia e sin troppo incline alla scorretta concorrenza, quando non alla mal celata eliminazione di qualsiasi potenziale concorrente: il caso, tanto per restare nella provincia ternana, dell’energia da fotovoltaico.
Ciò di cui, invece, c’è estrema necessità è un organismo che possa convogliare dentro di sé da un lato, le esperienze che sono state compiute in questo senso – senza misconoscere i risultati di esperienze come Agenda21 o del Probio –, dall’altro promuovere effettivamente, di concerto con gli istituti competenti e con le imprese, la nascita (o, almeno, la progettazione) di nuovi distretti industriali sostenibili, la riconversione dei distretti industriali esistenti, la promozione delle energie alternative nei grandi complessi residenziali, anche attraverso un coinvolgimento – quando necessario coattivo – delle imprese edili e industriali più significative della Regione, con l’obiettivo di fare dell’Umbria, anche grazie alla bontà dei progetti in atto, un modello di sostenibilità civile e industriale replicabile.
Pare di capire che la mancata relazione proficua tra i vari soggetti in certo senso impegnati al rinnovamento energetico e sostenibile, sia in parte (se non completamente) dovuto alla mancanza di un organismo in grado di riassumere in sé talune peculiarità che invece appaiono suddivise, in modo del tutto illogico, tra le istituzioni esistenti e nei soggetti che già operano in qualche modo nel settore: l’urgenza è dunque quella di creare una struttura/agenzia pubblica o pubblico-privata (anche riutilizzando in parte quanto già in essere), che riesca ad operare al solo fine di creare gli spazi e le prospettive di sviluppo delle energie alternative, senza che, necessariamente, siano gli addetti a settori del tutto diversi ad operare in un campo che, troppo spesso, non è di propria competenza.
Descrizione “Agenzia – APREA”
L’agenzia APREA assumerà in sé le caratteristiche di informazione, controllo, consulenza ed indirizzo per la corretta diffusione delle energie rinnovabili nel territorio Provinciale a favore delle amministrazioni pubbliche, delle aziende private e dei singoli cittadini. Tale agenzia rappresenterà uno strumento al servizio dell’Amministrazione Provinciale per il controllo e l’indirizzo dello sviluppo delle energie alternative nei territori di sua pertinenza (Provincia di Terni). Data la sua replicabilità tale modello potrà essere in futuro trasferito in altre aree.
L’agenzia APREA garantirà all’Amministrazione Provinciale il sostegno tecnico per quanto concerne la gestione, conversione e ristrutturazione dei beni e proprietà di sua pertinenza (es. edifici scolastici, edifici propri dell’Amministrazione Provinciale, etc.) per quel che concerne il risparmio energetico e la conversione verso l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile essendo la stessa agenzia APREA un centro di eccellenza per quanto riguarda la conoscenza delle tecnologie e delle migliori soluzioni in atto nel campo delle rinnovabili. Ciò sarà di vitale importanza anche per l’utilizzo e la gestione del verde pubblico, la manutenzione delle strade e delle aree forestali pubbliche, le scelte nel campo dell’edilizia pubblica ed ovviamente nell’ambito del risparmio energetico e della tutela ambientale.
Fase preliminare
- Definizione operativa della struttura e relativa definizione di dipendenza e/o collaborazione con le altre istituzioni pubbliche preposte allo sviluppo delle energie alternative (a tal fine si pensa che l’AGESA possa essere il “contenitore” di tale proposta operativa) ;
- Individuazione dei soggetti in grado di operare nella struttura e individuazione dei relativi costi provvisori di mantenimento;
- definizione dell’organizzazione interna, dei costi e delle risorse economiche necessarie allo start up (finanziamenti pubblici es. POR Regione dell’Umbria 2007 – 2013 Misura 4.3 Asse III “efficienza energetica”), e al follow up (es. creazione di un consorzio pubblico – privato tra amministrazione
- Provinciale, Amm. Locali, associazioni di categoria, privati, per l’auto finanziamento).
-
Fase di studio
- Raccolta, catalogazione e studio di quanto realizzato o in fase di realizzazione nella Provincia di terni per quel che concerne dati quantitativi e qualitativi in merito alla diffusione delle energie rinnovabili nel territorio provinciale;
- Analisi e studio di massima del territorio in relazione alle diverse risorse presenti e sfruttabili (eolico, biomassa forestale e/o vegetale, solare termico e/o fotovoltaico, co e tri-generazione);
- Individuazione delle imprese in grado di sviluppare una politica industriale votata alla produzione di elementi e componenti per la produzione di sistemi energetici alternativi;
- Individuazione e cooperazione con gli istituti di ricerca statali e privati presenti sul territorio in grado di apportare innovazione scientifico-tecnologica in seno alle energie alternative;
- Individuazione delle possibili aree su cui realizzare progetti definitivi in collaborazione con soggetti pubblici e/o privati;
- Individuazione degli studi ingegneristici e/o architettonici cui affidare studi di fattibilità ed attivare una cooperazione in relazione alla progettazione delle nuove strutture civili e industriali;
- Individuazione degli organismi di amministrazione immobiliare civile e industriale cui promuovere l’uso razionale delle energie: particolarmente in relazione alla nuova diffusione di sistemi integrati di gestione e telegestione del riscaldamento centralizzato di concerto con i piani comunali e provinciali;
- Individuazione delle aree agricole e dei relativi referenti al fine di promuovere la coltivazione di specie dedicate per alimentare le centrali in funzione e le nuove, nonché le esperienze in via di definizione (il caso mais/Novamont);
- Definizione delle prospettive di innovazione e sviluppo con le competenti associazioni di categoria coinvolte.
Fase operativa:
Alla fase preliminare appena descritta, necessaria al fine di poter individuare gli obiettivi concreti di ricerca e sviluppo seguirà, com’è ovvio, la fase operativa. In questo senso si riterrà operativo tutto ciò che, in accordo con i soggetti coinvolti, porterà alla definizione ed alla realizzazione, attraverso progetti direttamente promossi e/o finanziati (i cui bandi saranno gestiti dalla nascitura struttura) di impianti per la produzione di energia in partecipazione con le imprese di qualunque genere e natura che confermeranno la propria adesione.
- Determinazione, in accordo con la Giunta Regionale e con gli altri organismi dei bandi da pubblicare;
- Ricerca e promozione di affini attività e finanziamenti europei in seno allo sviluppo sostenibile;
- Controllo, gestione e, qualora necessario, affidamento delle misure già in atto (ad esempio le misure del PSR per lo sviluppo sostenibile o del POR per quel che concerne le energie rinnovabili); partecipazione esecutiva alle misure da definire;
- Costituzione di un osservatorio permanente sugli impianti e sui progetti promossi dalle imprese private in collaborazione con la struttura;
- Costituzione di un osservatorio che, sulla scorta delle informative degli altri organi istituzionali preposti alla tutela e allo sviluppo del territorio, determini le aree di intervento;
- Pubblicazione periodica dei risultati ottenuti attraverso la collaborazione con gli istituti di ricerca e relativa promozione verso le imprese interessate a cooperare per la realizzazione del modello concreto;
- Cura dei rapporti diretti con l’ENEA al fine di favorire la territorialità e la collaborazione;
- Promozione verso le associazioni di categoria e verso i cittadini dell’uso delle energie alternative e affiancamento nella progettazione e nella consulenza;
- Consulenza verso gli enti pubblici nella progettazione, esecuzione e gestione di impianti innovativi e/o nella ricerca e nella valutazione dei partners privati;
- sostegno e controllo della ricerca applicata alle nuove tecnologie di produzione energetica sostenibile e per il risparmio energetico;
- promozione e controllo della diffusione della filiera CO2 per Enti pubblici ed imprese private.
- Data base relativo allo stato dell’arte delle tecnologie in materia di sistemi di produzione di energia rinnovabile, risparmio energetico, bioedilizia, etc.
- Partecipazione a progetti comunitari nell’ambito dei temi affrontati dall’agenzia;
- Attività di comunicazione (sito internet, campagne pubblicitarie, newsletters, meeting, etc.) a favore dei cittadino delle imprese e degli enti pubblici in merito alle attività/servizi realizzati dall’agenzia e diffusione dei risultati;
Conclusione
Come si nota si tratta di un progetto sintetico ciò è dovuto alla mancanza di un necessario studio preliminare che, previo incarico e autorizzazioni a procedere in tal senso, dia l’effettiva possibilità di riconsiderare oggettivamente le politiche in atto.
Tale proposta mira alla creazione di una struttura in grado di sostituirsi alla frammentaria situazione attuale che rappresenterebbe, nel panorama nazionale, il primo tentativo di orientare le scelte istituzionali – e non solo – verso lo sviluppo sostenibile.
Non è infatti utopistico pensare alla denominazione APREA Terni come archetipo per le altre province/regioni italiane, né lo è ipotizzare delle microstrutture – in tempi di preponderanti discussioni sul federalismo – che si riallaccino alla macrostruttura rappresentata, senza dubbio, dall’Ente Nazionale per le Energie Alternative. Tuttavia la presenza sul territorio, la conoscenza delle strutture e dei processi produttivi, la padronanza del tessuto industriale e artigianale, la consapevolezza delle differenze morfologiche ed anche meteorologiche tra nord e sud della regione, la riconsiderazione di esperienze tentate o perfettamente avviate, nonché i risultati delle indagini annuali svolte da tale agenzia rappresenterebbero, senza dubbio, un passo avanti in direzione di una Provincia davvero sostenibile.
Dott. Corrado Pani