La commissione Statuto del Partito Democratico Umbro terminerà i suoi lavori nel mese di Giugno rimettendo il documento elaborato all’attenzione dell’Assemblea.
Vorrei raccogliere in questo post opinioni e proposte relative alla disciplina del circolo on line da porre all’esame della commissione.

Si potrebbe tentare di proporre una disciplina dei circoli on line che preveda un posto di “invitato permanente”(con diritto di parola, ma non di voto) al segretario di circolo o membro indicato dai componenti del circolo stesso in un livelllo di coordinamento territoriale. Che ne pensate? Quale livello credete sia il più adeguato? Alternative?

L’ideale sarebbe spedire la proposta alla fine della settimana prossima…

13 Risposte a “Punto democratico e commissione Statuto PD regionale”
  1. Francesco scrive:

    Ritengo che la partecipazione senza diritto di voto di un rappresentante del circolo on-line ad un consesso territoriale sia vitale. Altrimenti è difficile creare osmosi tra lo spazio virtuale e quello territoriale. Più difficile capire quale possa essere il territorio di riferimento. La cosa migliore sarebbe forse puntare al livello provinciale, anche se potrebbe essere più difficile.

    Si potrebbe inserire una semplice norma, in aggiunta alla normativa nazionale sui circoli on-line che immagino verrà richiamata nel regolamento regionale. Una cosa di questo tipo: “I circoli on-line, al momento della loro costituzione, possono dichiarare un territorio provinciale di riferimento. Il circolo on-line può nominare un proprio rappresentante che viene invitato di diritto al coordinamento provinciale di riferimento, con diritto di parola ma senza diritto di voto”.

  2. Alessio Cicioni scrive:

    Mi sembra che dallo statuto del PD (art.14) si evinca che gli iscritti ai circoli on-line devono identificare un circolo territoriale o d’ambiente in cui “esercitare gli altri propri diritti ai sensi del presente Statuto”. Quindi un circolo on-line dovrebbe collegarsi, credo, ad un circolo di ambiente o territoriale.
    A livello di coordinamento comunale di Terni, in particolare all’interno dell’esecutivo, esiste un referente per la conferenza dei circoli (nello specifico si tratta di Andrea Delli Guanti, che è anche coordinatore, se non sbaglio, del circolo di Quartiere Italia). Penso che il circolo on-line potrebbe raccordarsi con questa struttura per partecipare alla conferenza dei circoli e portare il proprio contributo al coordinamento dell’attività dei circoli territoriali ed on-line. Il livello comunale mi sembra più adatto perchè quello immediatamente superiore al circolo, mentre quello provinciale lo vedo più “distante”.

  3. d.lombardini scrive:

    Si il dettato dell’art.14 è giusto. E non può che essere così. Il problema è proprio il carattere “a-territoriale” dello strumento circolo on line che però inevitabilmente a seconda delle tematiche trattate (e delle persone che vi partecipano) si lega nella sostanza con un livello territoriale. Altrimenti ne basterebbe uno per tutta l’Italia…Scegliere dove proporre un riferimento non è però facile. E’ concettualmente difficile. Per adesso Punto Democratico è l’unico circolo on line umbro…questo cosa significa? Legarsi con un livello comunale riduce troppo l’ottica degli interventi snaturando il senso dell’operazione (come ad esempio permettere a umbri, anche a quelli “fuori/pendolari” di parlare di tematiche della Regione)? Interroghiamoci su quale livello sia il più opportuno.
    Riflettiamo bene fino a Venerdi’ e inviamo ad Alessandra Rossi, Presidente commissione Statuto, una proposta.

  4. Francesco scrive:

    Ottima l’idea di partecipare alla conferenza dei circoli (organismo di cui ignoravo l’esistenza, ma confermo di non essere molto aggiornato sulle evoluzoni organizzative).

    Sul livello comunale o provinciale di partecipazione è difficile dire. Fino a questo momento che profilo stanno prendendo, concretamente, i due organismi a Terni e in Umbria?

  5. Corrado Pani scrive:

    Effettivamente, a ben vedere, si potrebbe proprio fare di questo circolo on-line ternano il primo vero circolo on-line nazionale… Ci darà una mano qualcuno?

  6. Riccardo scrive:

    Questo della commissione statuto è certamente un tema stimolante.
    Vi anticipo, peraltro, che la prossima riunione della commissione si terrà a Terni il 23 maggio prossimo (e dovevate vedere la faccia dei presenti quando l’ho proposto e fatto accettare…)
    Per quel giorno vorrei aver raccolto più spunti possibili, per riportarli e contribuire a creare uno Statuto che muova dalle istanze della base e non calato dall’alto.
    Utilizziamo pure il circolo on line per scambiarci opinioni (d’altra parte si tratta di “libera circolazione delle idee”)

    Detto questo vorrei ricordare ad Alessio che il livello Provinciale del Partito non è “distante”, ma semplicemente quello più adatto ad un rapporto con il circolo on line, in quanto detta e determina la linea politica che i comunali applicano.

    P.S. ma questi nuovi e frizzanti dirigenti comunali (che sono perlopiù i “trombati” dei circoli territoriali) perchè non ci hanno offerto la loro presenza alla riunione di giovedì scorso, quando alla relazione del valente finocchio c’erano ben 6 persone in sala ???

  7. Roberto scrive:

    Faccio una breve premessa sul concetto stesso di partito prima di entrare nel merito. Sappiamo tutti che il partito tradizionale ha una struttura a forma conica (una circonferenza ad ampio raggio che via via si assottiglia fino a diventare un solo punto cioè un solo uomo che è il segretario di partito). Il partito democratico americano è invece una coalizione di uomini, idee ed associazioni che si uniscono nel momento della tornata elettorale (siano esse le votazioni di quartiere o quelle presidenziali) e poi magari tornano a separarsi. Il partito democratico in Italia deve riuscire a trovare la sintesi tra queste due tendenze trasformandosi in un movimento politico orizzontal-verticale che abbia nel livello provinciale il suo punto di raccordo. Lo schema potrebbe essere il seguente:

    1 – Accreditamento presso la sezione provinciale del partito non solo dei circoli on-line (come da art.14 dello statuto) ma anche di tutte le associazioni e movimenti (come da art. 30) e i gruppi di discussione (come da art. 24) che si richiamano agli stessi valori del Partito Democratico;

    2 – Metodo delle primarie aperto alla pluralità di questi soggetti per la scelta dei componenti della sezione provinciale;

    3 – Ogni eletto gode della pienezza del diritto di voto a prescindere dalla sua associazione di origine

    Per dirla con le parole di Mario Pirani, giornalista de La Repubblica, questo è il cosiddetto partito “scalabile”.

  8. Riccardo scrive:

    Interessanti le valutazioni di Roberto, preziose in questa fase in cui stiamo redigendo lo Statuto regionale…

    Faccio una sola considerazione: ho avuto modo di seguire, per qualche tempo, l’ultima campagna elettorale di Clinton, e di persona, ti assicuro, la macchina elettorale americana è qualcosa che si avvicina ad un “circo”.

    Intendiamoci, il primo impatto è davvero una ventata di “partecipazione di base” che ti arriva in piena faccia (soprattutto se vieni da un Paese dove gli apparati di partito pullulano di “notabili spesso inamovibili”).

    Poi, però, a ben guardare ti accorgi che la linea di demarcazione tra gli interessi palesi delle lobby e le linee politiche si fondono pericolosamente insieme, determinando scelte strategiche di importanza vitale per il Paese (le holding delle armi, le compagnie petrolifere e di estrazione, i tabacchi, le società giapponesi, la finanza…) e che spesso per fette sempre più ampie della popolazione la politica è davvero l’ultimo dei problemi (si oscilla tra il 30 ed il 40% dell’astensionismo)

    Soprattutto, quando i giochi si fanno davvero importanti, entrano in campo quelli che decidono per davvero.
    Pensa alle primarie di quest’anno: milioni di elettori, milioni di dollari, milioni di chilometri, milioni di spot televisivi e radiofonici, tonnellate di volantini e milioni di palloncini colorati, milioni di promoter e poi…decidono poche decine di grandi delegati… (tutto il mondo è Paese!!!)

    Inoltre i partiti americani sono, di base, un enorme comitato elettorale che si avvia macchinosamente soltanto a ridosso delle scadenze, difficilmente rimangono attivi per ragionare di politica e dare un contributo di idee e programmi agli amministratori.
    Questo lavoro lo lasciano a stagisti prezzolati plurilaureati che lo fanno di mestiere.

    Noi abbiamo ben altre tradizioni ed il PD ha altre ambizioni: deve saper recuperare il valore assoluto della partecipazione dal basso, senza per questo svilirsi ad essere uno sterile comitato elettorale…
    Tuttavia raccolgo con piacere gli spunti e li riporto in commissione Statuto la prossima settimana…

  9. Roberto scrive:

    Caro Riccardo,

    ovviamente non posso che essere d’accordo con te sul ruolo nefasto che le lobby svolgono nella democrazia americana, ma in questo contesto mi preme di più porre l’accento sul valore positivo rappresentato dagli one-issue movements che in Italia sono pressoché sconosciuti. In una società post-idelogica come la nostra, immagino che il radicamento sul territorio di un partito sarà più basato sulla coltivazione di stretti rapporti con la più vasta platea possibile di tali movimenti che a loro volta moltiplicano gli spazi di discussione politica a disposizione dei cittadini piuttosto che attraverso sterili e burocratizzate sezioni locali di partito.

  10. Alessio Cicioni scrive:

    Vorrei rispondere a Daniela e Riccardo…
    @Daniele: il problema dell’a-territorialità del circolo si pone, infatti prima di tutto, secondo me, bisognerebbe chiarire cosa è e soprattutto di cosa si occupa un circolo on-line. Se infatti lo si vede più come un circolo d’ambiente, allora bisogna definirne lo scopo o “l’argomento” principale…salvo ovviamente poter parlare anche di altro; se invece lo si vede come un circolo territoriale, perchè si parla di tematiche specifiche del territorio, allora resto convinto che debba essere collegato, come ogni altro circolo, al livello comunale. Per me la caratteristica principale (ed anche quella più innnovativa ed interessante) dei circoli on-line è il fatto che aumentino la possibilità di partecipazione dei cittadini e dei simpatizzanti del PD (posso intervenire sempre ed ovunque, senza necessariamente dover aspettare la convocazione di una riunione o di una assemblea). In questo modo, come dicevi tu, è possibile “recuperare” anche i contributi di chi vive fuori o è pendolare…anche se questo sembra dare una connotazione più territoriale al circolo.

    @Riccardo: l’argomentazione che il livello provinciale sia quello più adatto perchè detta la linea ai comuni non mi convince. Paradossalmente allora quello regionale detta la linea al provinciale e così via…Il PD si configura come un partito federale e quindi, secondo me, ci sono solo due opzioni: o i circoli on-line si legano, come gli altri circoli, ad un livello comunale, oppure si “associano” al livello regionale tutti i circoli on-line espressione di quel territorio. Tra l’altro, sempre nello statuto del PD, si dice che ci dovrebbe essere un Regolamento per i circoli on-line stabilito dal Coordinamento Nazionale. Sapete se esiste già? Non vorrei che ragionassimo su argomenti che poi saranno trattati diversamente nel Regolamento nazionale.
    Per quanto riguarda i “nuovi e frizzanti dirigenti comunali (che sono perlopiù i “trombati” dei circoli territoriali)”, non so bene a cosa ti riferisci, ma, per quanto mi riguarda ti posso dire questo: sono un “trombato” dei circoli territoriali, nel senso che mi sono candidato come coordinatore del circolo e non sono stato eletto. A posteriori ti posso dire che sono orgoglioso visto il modo in cui questo è avvenuto. E’ la prima volta che mi impegno attivamente in politica, anche se mi sono sempre interessato, e spero quindi di poter dare il mio contributo alla costruzione di un nuovo partito. Le strade sono due o si “combatte” dall’interno per il rinnovamento oppure si fa da fuori. Io personalmente ho scelto, per ora, la prima ipotesi, perchè credo nella visione di lungo periodo del PD. Non sono “iscritto” a nessuna “corrente”, ma vorrei essere giudicato per quello che dico e che faccio. Giudicare a priori le persone, senza conoscerle non mi pare il modo giusto di cominciare.
    Mi è stato chiesto di dare un contributo nel mio campo di lavoro (Informatizzazione ed Innovazione) ed è quello che sto cercando di fare, iniziando dalla realizzazione del portale del PD di Terni che spero riusciremo a mettere presto on-line (a proposito rinnovo l’invito alla collaborazione di chiunque fosse interessato). E lo vorrei fare con il contributo di tutti quelli che pensano che a Terni ed in Umbria attraverso le nuove tecnologie sia possibile offrire servizi migliori ai cittadini ed alle imprese.

  11. Riccardo scrive:

    Tuttavia l’una cosa non esclude l’altra.
    Un giusto mix tra “radicamento tradizionale” e formule nuove e meno ingessate di partecipazione è di sicuro un obiettivo raggiungibile.
    Se vogliamo una presenza del PD efficace e capillare non possiamo prescindere dalle formule delle sezioni sul territorio, semmai il problema è “svecchiarne” il funzionamento ed al contempo incidere sui quadri dirigenti…

    La sezione di partito, soprattutto nelle realtà più piccole di cui l’Umbri abbonda (93 comuni, per il 90% al di sotto dei 10.000 abitanti) diventa un punto di riferimento imprescindibile per veicolare il messaggio politico, ma è chiaro che dobbiamo assolutamente recuperare la “vasta platea” di cui parli, dandole autorità di progetto e produzione politica.
    In altre parole dobbiamo essere in grado di cogliere tutte le nuove formule di partecipazione senza per questo gettare dalla finestra la capillarità rappresentata dalle sezioni.

    Un lavoro non da poco, affidato ad un gruppo dirigente spesso più preoccupato della conservazione dello status quo.
    Ecco perchè il compito delle Democratiche e dei Democratici è per lo meno complicato…

  12. d.lombardini scrive:

    Lo Statuto identifica come tipologia a sè il circolo on line rispetto a quello di ambiente e quello territoriali, quindi non lo si può “vedere più come uno o l’altro”. Del regolamento nazionale purtroppo non ho notizie. So che cmq tra i preiscritti (33 alla passata settimana) al circolo troviamo persone non solo di Terni, ma di fuori Provincia o…Regione. Di esempio di circolo on line c’è solo (fatto bene) il “PD OBAMA”.
    Cade a fagiolo per la nostra discussione il commento appena postato da Edit nella sezione “Aderisci”: “Ottima idea quella del circolo on line. Ne ho dato notizia sul blog del circolo di Lama (San Giustino), dove già c’era il link a puntodemocratico.it Aspettiamo altre informazioni. Occorre lavorare molto….”

  13. Francesco scrive:

    Il circolo on-line è connotato, a mio avviso, non per il merito degli argomenti trattati, ma per il “luogo” in cui si sviluppa il dibattito, ovvero la rete internet.

    Il suo innegabile vantaggio è quello di consentire la discussione dei temi politici anche a chi, per ragioni personali, avrà difficoltà a partecipare alla vita dei circoli (e nel mondo del precariato e del pendolarismo non è poi una situazione così di nicchia). Tra l’altro, visto che i circoli territoriali sembrano funzionare solo come “cenacolo degli eletti alle primarie”, dal momento che gran parte dei circoli non invitano alle proprie riunioni altri che i propri componenti eletti, allora il circolo on-line acquisisce un’importanza ancora maggiore perché consente una partecipazione alle discussioni a chiunque lo desideri (anche a chi non simpatizza nemmeno per il PD).

    Detto questo, potrebbe apparire pletorica la norma che individua un livello territoriale di riferimento. Non credo però sia così. Se non si individua una sede (comunale o territoriale) in cui i rappresentanti dei circoli on-line siano invitati permanenti con diritto di parola, finisce che il dibattito che si sviluppa sul web non avrebbe alcuna ricaduta pratica. Si creerebbe dunque un semplice forum (magari interessante, stimolante e divertente), ma che non avrebbe strumenti formali per proporre al partito le proprie idee e le proprie riflessioni.

    Detto questo, a quale livello territoriale fare riferimento? Visto che siamo al momento delle proposte (e se Riccardo se ne farà in qualche modo latore gliene siamo grati), credo si possa essere ambiziosi e chiedere una partecipazione a tutti e 3 i livelli (regionale, provinciale e comunale). In fondo si tatta “solo” di essere invitati senza diritto di voto. Se invece ci si dovesse trovare a formulare una sola proposta, ritengo che il livello provinciale sia il più adeguato. E’ vero che quello comunale può apparire a noi ternani il livello più interessante, però ricordiamoci che si sta parlando di uno statuto, quindi di una norma generale.

    Pensate se nascesse un circolo on-line a Stroncone. Avrebbe senso far partecipare i suoi rappresentanti agli incontri del solo circolo stroncolino, o sarebbe più interessante farli partecipare al livello provinciale? Credo non ci sia alcun dubbio in merito.

  14.  
Scrivi un Commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>