mag
19
2008
Il Partito democratico non è un pranzo di gala
Scritto da Daniele Lombardini in Senza categoria, tags: 14 Giugno 2008, concilio cittadino, vescovo Paglia
Raccogliamo l’invito dell’utente “Il partito democratico non è un pranzo di gala” che ci invita a votare il sondaggio sull’iniziativa del Vescovo di convocare un concilio cittadino (in alto a destra in homepage!
http://www.pensaredemocratico.com )
Articoli (RSS)
“Una responsabilità comune per il futuro della città”, Sabato 14 Giugno 2008
http://www.diocesi.terninarniamelia.it/focus_dett.asp?ID=149
Sono andato sul sito di Pensare Democratico ma non ho risposto al sondaggio, perchè nessuna delle quattro alternative mi sembrava effettivamente aderente al mio pensiero.
Personalmente lo giudico un appuntamento di grandissima importanza per il laicato cattolico, che potrà finalmente dimostrare la qualità e la consistenza dell’apporto che può variamente fornire ad un nuovo (o rinnovato, fate voi) progetto di città.
Progetto di città che solo chi si relaziona con superficialità e scarso senso del bene comune può confondere con processi di “endorsement” a fini elettoralistici.
Mi auguro che il confronto sia ampio e approfondito, e soprattutto libero da condizionamenti di ogni sorta. Io, come dirigente aclista e come cittadino, spero di poter contribuire in qualche modo a questo approfondimento che mi auguro possa produrre frutti fecondi anche sul versante dell’azione pastorale della chiesa ternana.
NOTA PER I DEMOCRATICI TERNANI DI BUONA VOLONTA’: osservo con preoccupazione che fra gli item rappresentati, risulta maggioritariamente gradito quello che rappresenta l’inevitabilità dell’iniziativa del vescovo come atto di supplenza della politica.
Se dovesse essere realmente così per la maggioranza dei democratici, in nome della sacrosanta responsabilità opportunamente richiamata da Monsignor Paglia non dovrebbe rimaner altra alternativa che abortire definitivamente il nostro progetto politico, evidentemente inadeguato ed inefficace.
Approfitto anche per segnalare una iniziativa che le ACLI di Terni hanno programmato per martedì prossimo alle 17,30 presso la sala del Museo Diocesano.

In quella sede si terrà la presentazione del libro “Martini Politico e la laicità dei cristiani” di Giovanni Bianchi. L’ex presidente delle ACLI ed attuale segretario provinciale del PD milanese sarà presente e testimonierà la ricchezza del contributo morale del Cardinal Martini nel contesto politico e sociale dell’arcidiocesi che ha retto per quasi trenta anni.
“NOTA PER I DEMOCRATICI TERNANI DI BUONA VOLONTA’: osservo con preoccupazione che fra gli item rappresentati, risulta maggioritariamente gradito quello che rappresenta l’inevitabilità dell’iniziativa del vescovo come atto di supplenza della politica.
Se dovesse essere realmente così per la maggioranza dei democratici, in nome della sacrosanta responsabilità opportunamente richiamata da Monsignor Paglia non dovrebbe rimaner altra alternativa che abortire definitivamente il nostro progetto politico, evidentemente inadeguato ed inefficace.”
Mi sento di sposare appieno le tue parole, non è un caso che il Pd a Terni sia politicamente un cadavere ambulante
Anche io vedo nella giornata del 14 una SACROSANTA opportunità di confronto in nome di una SACROSANTA assunzione di responsabilità verso la città. Il vuoto politico in città è però evidente. L’iniziativa va a colmare uno spazio. Ed in politica gli spazi sono pericolosi. Che non generi una ulteriore lista o appaggio ad un candidato per le amministrative? Quanto sono malizioso…
Resta il fatto che comunque tutto ciò che genera un dialogo (vero) partecipato che lasci un risultato per la città è PIU’ CHE AUSPICABILE! Terni ne ha bisogno. Sono i santi e gli eroi che mi preoccupano…l’incapacità cronica di una città di organizzarsi e di progettare al di là dei gruppi di potere. E da ateo praticante (ma illuminato da tutte le divinità anche quelle panteistiche) faccio fatica a pensare che devo aspettare un progetto I Care del Vescovo.
Vedi Daniele,
dal mio punto di vista una iniziativa come quella del 14 giugno avrà successo solo se sarà in grado di generare processi di lettura della realtà, di approfondimento e di confronto che a partire dalla poliedrica comunità cittadina cristiana potranno successivamente trovare forme di relazione, di convergenza e di condivisione feconde con tutte le anime della nostra città. Il fatto che questi processi possano infine originare anche esperienze elettorali estemporanee lo considero una EVENTUALITA’, sostanzialmente positiva in considerazione della fluidità dell’attuale panorama politico locale e del contributo che può avere nelllo scioglimento delle vischiosità personalistiche che si sono radicate nel dibattito politico, ovviamente non solo nel PD.
Parlo di esperienze elettorali al plurale, perché, secondo me, allo stato attuale la visione progressista e la visione conservatrice non sono assolutamente sintetizzabili in una unitaria proposta politica cristianamente ispirata, e tantomeno un progetto simile può essere autosufficiente nell’ottica di una complessiva rappresentatività e cogruità di una proposta di governo.
Giova ricordare però che eventi a loro modo eclatanti come quello di cui trattiamo possono talvolta implicare scenari non privi di criticità. Ad esempio, una cosa è favorire l’incontro, il confronto e la sintesi delle idee; tutta altra cosa è imporre per adesione soluzioni preconfezionate.
Ma, nel caso specifico del convegno ecclesiale, non credo proprio che si corra un rischio del genere.
Per quanto riguarda il fine delle “eventualità” elettorali (ossia il contributo allo scioglimento delle vischiosità – direi pure cancrene! – personalistiche) sono in linea. Non comprendo e condivido la sintesi in un’unitaria proposta CRISTIANAMENTE ispirata. Mi basterebbe una proposta, sensata e percorribile. Meglio se interagente sia con conservatori che con progressisti. Per portare Terni fuori non tanto dal guado (come direbbe il sindaco) ma dalla melma!
Quando un partito come il PD, che marca il rinnovamento ed un progetto che ha fatto deflagrare l’intero panorama politica nazionale, dopo aver conseguito nel nostro territorio un risultato a dir poco eclatante (in pratica quasi un ternano su due), abdica alla necessità di farsi primo interprete di un confronto con tutte le forze vive della città e del territorio (perdendosi dietro a sterili giochini interni) il gioco rischia di passare in mano ad altri…
Come dire: gli spazi politici vanno occupati, altrimenti lo fa sempre qualcun’altro…
Avrei tante considerazioni in merito all’iniziativa del 14 e soprattutto riguardo al taglio che questa va assumendo (credo ben al di là dell’idea iniziale), ma la cosa che mi preme di più è cercare di dare una sferzata al PD dormiente e ricondurlo sulla strada della produzione delle idee e dei progetti, così come il peso elettorale ed il ruolo di governo imporrebbero.
Agli amici cattolici (la cui azione non mi è parsa, almeno in questi ultimi 10 anni, particolarmente incisiva e determinata) vorrei soltanto “sconsigliare” questo atteggiamento da “primi della classe” (o meglio, da custodi della verità), rimandando ad un rispetto dovuto per quanti quotidianamente e senza ruoli di primo piano politico, già si spendono per risolvere i problemi e mettere in campo idee e progetti per far crescere il nostro territorio, lavorando ad un cambio di fase che prevede un forte ricambio generazionale che possa favorire nuove energie e competenze…
Occhio ragazzi, che così facendo si brucia un’intera generazione impegnata in politica e si fa il gioco del … GIAGUARO !!!
Riccardo,
del tuo interessante contributo non riesco a comprendere il senso di due passaggi:
- in cosa si concretizzerebbe l’atteggiamento da “primi della classe” che tu “sconsigli”? E da chi sarebbe praticato?
- in quali forme (e da parte di chi) si manifesterebbe una mancanza di rispetto per chi, nell’ombra, si spende per il ‘bene comune’?
A Daniele voglio invece chiarire che il mio riferimento era alla impraticabilità della prospettiva di una fantomatica ed insussistente “lista civica del popolo di Dio”, che unisca tutto e tutti e che possa rappresentare una chiamata alle urne su base confessionale e con propositi “proselitistici”.
Ok Bebbo. Avevo frainteso il senso.
“Quando un partito come il PD, che marca il rinnovamento ed un progetto che ha fatto deflagrare l’intero panorama politica nazionale, dopo aver conseguito nel nostro territorio un risultato a dir poco eclatante (in pratica quasi un ternano su due), abdica alla necessità di farsi primo interprete di un confronto con tutte le forze vive della città e del territorio (perdendosi dietro a sterili giochini interni) il gioco rischia di passare in mano ad altri…”
eh eh eh.. l’ambizione è un demone che rovina la dignità personale…
del resto il partito democratico non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria , non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza,con tanta serenità, con tanta grazia e cortesia.. e dignità o lealtà…
Bebbo, quando si spara ad alzo zero non sulle scelte specifiche di una amministrazione (rispetto alle quali è giusto e persino doveroso commentare esiti ed eventuali passaggi a vuoto) ma sull’intera classe politica a tutti i livelli, non pare anche a te che, più che rendersi protagonisti di una riflessione a tutto campo sull’idea di città e società ternana, ci sia un atteggiamento di superiorità nel giudizio e nella pratica ?
In altre parole, un conto è dare un contributo e favorire un legittimo scambio di riflessioni (e magari impegnarsi ad agevolare un ricambio generazionale già in fieri), altra cosa è parlare di declino a tutti i livelli, delegittimando non scelte specifiche, ma il lavoro di tanti che si impegnano per dare soluzioni ai problemi quotidiani della nostra comunità…
Vedi, siamo in una fase complicata, un passaggio da cui il PD e tutti noi possiamo uscire rafforzati solo se l’appuntamento del 14 e quelli che verranno non si tramutano in una sorta di “cavallo di troia” per opportunisti dell’ultimora, capipopolo della periferia o peggio per i delatori “senza speranza”…
Concordo con alcune delle motivazioni che spigono il Consiglio Pastorale ad organizzare questo momento di riflessione, ma la modalità e soprattutto la sempre più esplicita strumentalizzazione rischia di svilirne l’ambizoso progetto…
Le parole che ho letto sui quotidiani, più che stimolare la riflessione dei singoli e delle forze vive, mi richamano alla memoria atteggiamenti di superiorità intellettuale e morale che francamente non riesco a riconoscere.
Ognuno contribuisce come può alla vita culturale, sociale e politica di una Comunità, ma assegnare i voti spetta ai professori in classe, meno ad un illuminato gruppo di “pensatori cattolici”, che in questi ultimi dieci anni hanno inteso tacere su tutte le scelte di questa amministrazione (presumo quindi che le abbiano condivise).
Ora si approssimano le elezioni amministrative e d’un tratto esplode spontanea la “coscienza critica” che trancia di netto, e senza distinzioni, l’intero panorama politico della città…
Se lo scopo era quello di realizzare una sorta di agorà, dove discutere serenamente delle scelte che sottendono ad una Comunità, mi pare che questo non sia stato messo in luce…
Mi sbaglierò, ma ci vedo uno studiato tentativo di proporsi alla città come ALTERNATIVA alla politica, per di più con un atteggiamento censorio da custodi della verità…
Cosa diversa sarebbe stata riprendere le parole di Monsignor Paglia quando richiama ad affidarsi alle migliori risorse nei partiti, che a ben guardare è lo stesso tipo di riflessione che stiamo facendo nel nostro PD…
Continuerò sempre a ritenere basilare l’apporto delle sensibilità moderate e cattoliche per ben governare i nostri territori, ma a ben guardare lo sforzo di tanti per rinnovare la politica e le classi dirigenti rischia di passare in seondo piano perchè schiacciato da questa sorta di massificazione… le “entrate a gamba tesa” di solito si puniscono con il cartellino rosso…(e pensare che l’arbitro non ha neanche fischato l’inizio della partita)
In altre parole, un conto è dare un contributo e favorire un legittimo scambio di riflessioni (e magari impegnarsi ad agevolare un ricambio generazionale già in fieri), altra cosa è parlare di declino a tutti i livelli, delegittimando non scelte specifiche, ma il lavoro di tanti che si impegnano per dare soluzioni ai problemi quotidiani della nostra comunità…
è quell’in fieri che, detto da te, mi mette paura…
“IL PARTITO DEMOCRATICO NON è UN PRANZO DI GALA”…
Riguardo al fatto di avere paura…hai ragione !
La paura è un sentimento legittimo che accomuna chi si sente tremare la poltroncina di sotto così come i “delatori-sparasentenze-senzasperanza”…
Tempi nuovi si annunciano, scelte coraggiose che preludono ad una nuova stagione di riforme e di idee, anche per la nostra Comunità.
Chi non è in grado di interpretare fino in fondo questo cambiamento, forse nel PD non si trova a casa sua…(e capisco l’imbarazzo ed il nervosismo)
Continuiamo a scambiarci le riflessioni su un blog, ma portiamole alla luce anche nel partito, discutiamo e innoviamo (questo dovrebbe essere il compito precipuo dei più giovani) altrimenti tutto si limita ad un esercizio manieristico di bella scrittura (e ci possiamo permetterci tutto, meno che perdere tempo in stucchevoli battibecchi virtuali).
P.S. Picasso diceva che “ci si mette molto tempo a diventare giovani…”
Secondo me hai ancora parecchia strada da fare…buon cammino
Riccà, come sempre hai ragione..