mag
23
2008
Meditazioni…
Scritto da Francesco in Senza categoria, tags: fascismo di ritorno, ImmigrazionePrima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht

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Beh, cultura classica! Belle meditazioni di questi tempi, dove si rinccorre solo la notizia e l’emergernza, perdendo di vista chi siamo, e cosa succede realmente nel mondo in cui viviamo.
Ma dove diavolo sono finite le belle anime pronte ad ergersi in difesa del sanatissio embrione, adesso che si scacciano bambini in carne ed ossa dalle loro, pur poverissime, case?
Come diavolo è possibile che nel Paese dove l’industria con il più alto fatturato si chiama Camorra ci si occupi in questo modo di gente che campa rubando motorini e portafogli?
Come diavolo è possibile che la percezione della gente sia così distorta da avere ancora bisogno del capro espiatorio? Perché non si indirizza la giusta rabbia verso i colpevoli veri, verso gli “insetti più grandi”?
Perché l’opposizione politica al Governo italiano la devono fare i Governi di altri Paesi?
divide et impera…..vaticanamente penso che forse, davvero, il “diavolo” ci ha messo lo zampino!
Ho solo la risposta all’ultima domanda…
E’ la globalizzazione, cara! Ormai gli stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare (muratori, badanti, capi dell’opposizione…)
Ogni volta che leggo le dichiarazione sui problemi dell’immmigrazione, mi viene da piangere pensando alla pochezza delle parole e delle idee.
Si parla dell’immigrazione solo in termini negativi. Certo ci sono problemi eccome. Ma nonostante il numero di immigrati crescente, i reati sono in diminuzione!?!?! ma perchè non si ragiona anche su questo.
Perchè non si parla dell’immensa risorsa lavorativa e culturale che arriva nel nostro paese.
Lavoro in Olanda da 3 mesi, due mie colleghi italiani sono stati assunti in Olanda, chiaramente gli stipendi medi sono molto più alti. Inoltre lo stato olandese, tramite l’azienda che li ha assunti, ha verificato la loro professionalità e gli ridurrà le tessa sullo stipendio del 30% per dieci anni.
Cosa è successo alla mia ex-ragazza Coreana. Lauerata in Corea in design, ha preso il diploma di moda alla Marangoni di Milano dopo 3 anni di corso. Beh, con un contratto in mano di una famosa azienda di moda, non vi racconto le sveglie alle 6 del mattino per fare la fila davanti alla questura di Milano, umiliante, con le persone più deboli che svenivano. Gli intoppi continui per cavilli burocratici. Le impronte digitali. La notte alla ghiacchio per la Bossi-Fini.
Si dovrebbe risolvere il problema della fuga di cervelli all’estero?
Ma quali cervelli vorebbero venire in Italia?!
Solo amarezza!
Ho appena finito di leggere il libro di Salvatore Giannella intitolato “Voglia di cambiare” (http://www.lafeltrinelli.it/products/2575406%7C2.html?cat1=1&page=1&sfld=keywords&prkw=malessere+sociale).
Non avendo, come Alessandro, la possibilità di vedere da vicino gli altri paesi europei, ho deciso di acquistare questo libro in cui l’autore esprime una tesi semplice: se non siamo capaci di elaborare progetti ed idee concrete per il miglioramento del nostro paese, almeno guardiamo cosa hanno fatto gli altri in Europa e COPIAMO. E’ un libro illuminante (da una parte) e amareggiante (per gli stessi motivi che citava Alessandro), perchè cita esempi concreti (la sicurezza sul lavoro in Svezia, l’edilizia popolare in Gran Bretagna, la flessicurezza in Danimarca, il turismo in Francia, i trasporti in Spagna, etc.) che fanno rabbrividire se confrontati con la POVERA ITALIA.
Consiglio a tutti di leggerlo anche per due altri motivi: la postfazione in cui è riportato l’ormai famoso rapporto Attali commissionato da Sarkozy alle “mejo” menti europee (a cui ha collaborato anche Franco Bassini, che giustamente da noi non si sente quasi più) e per una prefazione di Enzo Biagi che riporto qui sotto.
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Io mi auguro che l’Italia possa finalmente diventare un Paese normale, un Paese in cui sia abolita la doppiezza. Io sono dalla parte di Cesare Zavattini che diceva: «Con buongiorno, intendo buongiorno e basta.»
Un Paese dove funzionino scuole e ospedali: entrare in corsia e vedere che c’è la scritta «Solventi», cioè quelli che pagano, e quelli che non pagano, mi pare poco bello.
Un Paese dove treni e aerei arrivino in orario, perché la puntualità non è mica una prerogativa fascista. Con una politica normale, che (oltre a non ammettere l’intolleranza e la paura per l’altro) non contempli il trasformismo: vedere della gente che non cambia neanche gabbana perché ha già un corredino dove ci sono tutte le giacche che vanno di moda in quel momento è uno spettacolo da cancellare. Con un giornalismo che torni a consumare la suola delle scarpe, guidato da quel sentimento potente che è la curiosità, e dalle chiare tendenze ma sempre dalla buona fede e attento al lato umano.Un Paese normale dove non si interpellino i divi della televisione per conoscere il loro parere su qualsiasi argomento, dalla solitudine dell’uomo all’allevamento dei canarini. È normale un Paese dove non ci sia l’emergenza come a Napoli o in Sicilia, dove la paura «marca» persino le arterie (come mi hanno detto una volta i medici che effettuano le autopsie).
Un Paese normale è un Paese in cui l’unico punto di riferimento non è la geografia con i suoi confini, ma la legge uguale per tutti. «La rovina dell’Impero romano» scrisse inutilmente Ranuccio Bianchi Bandinelli «fu facilitata dal clientelismo amministrativo e dal caos delle leggi e non dalle orge del Satyricon». Ma chi la studia la storia? È normale il Paese che aiuta quelli ai quali la nature e la politica hanno dato di meno. Un Paese normale è quello in cui gli aiuti non si danno per beneficenza, grazie alle collette per soccorrere chi è colpito dalle sciagure, ma si prevedono con il bilancio dello Stato, con voci apposite.Un Paese normale è quello dal quale non emigrano più i giovani migliori perché non trovano un lavoro retribuito dignitosamente. È quello in cui non c’è spazio per il grande tormento di oggi, che è l’apparire. Un’ ossessione: chi non entra nello spettacolo ha la sensazione di essere escluso dalla vita.
Un Paese normale è quello in cui per stare a galla, per affermarsi, non bisogna più far parte del gruppo, avere il sostegno della corporazione.
Un Paese normale è quello in cui nessun bambino sia privo di cibo e cure. Ho incontrato in Romania i piccoli che vivono nelle fognature, come topi, per sfruttare i tubi di riscaldamento.Un Paese normale, un’Europa normale, un mondo normale, è quello in cui i bambini finiscono le loro giornate in un lettino, con le lenzuola che profumano di pulito.
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Sante parole.
Alcune volte penso a mio figlio…
Giovanissimo ternano con doppia cittadinanza, al quale fra qualche anno dovrò spiegare che, per una parte di sé, dovrà …vergognarsi.
Sarà un giorno amaro e “incazzato” quello in cui gli dovrò spiegare che, se c’è da provare vergogna, dovrà farlo per la parte di sé che è ITALIANA, non per il sangue rumeno che gli scorre in corpo…
Mi preoccupo che diventi un uomo giusto, in una terra dove stanno saltando tutti i valori di solidarietà ed umanità che hanno tenuto insieme il nostro Paese, equilibrando opportunità casuali e difficoltà diffuse e permettendo un progresso solidale e diffuso.
Governo ombra o no, io non ci sto… E sui grandi principi morali, sui valori che stanno alla base della Carta dei diritti dell’uomo, il nostro partito ha la responsabilità di far sentire la sua voce, urlando NO!!!
Per rispetto alla storia dei nostri padri e dei nostri nonni, ma soprattutto per le generazioni future, che crescono in un mondo di odio ed egoismo in cui il valore della vita umana e di una esistenza dignitosa è schiacciato tra becere logiche del profitto e bassi interessi di bottega…
Scusami figlio mio, siamo tutti sotto lo stesso cielo, solo che alcuni se lo sono dimenticato…
Aggiungerei che alle anime belle che annuiscono con paterna comprensione di fronte alle ronde dei privati cittadini andrebbe ricordato che la giustizia non può essere privata!
A chi ritiene invece che sia proprio questo il motivo per cui il PD ha perso le elezioni (la distanza dai “reali” interessi dei cittadini per la sicurezza e quant’altro) vorrei ricordare che i parlamentari esercitano le proprie funzioni senza vincolo di mandato, proprio per evitare che risorgano roghi e forche!
Inoltre, a chi pensa, ingenuamente, che i problemi del Paese si risolvano con pistola e manganello vorrei ricordare che l’immondizia nascosta sotto il tappeto prima o poi torna a galla, come la situazione della Campania esemplifica magistralmente!
PS perdonate il (solito) tono polemico ma gli eventi di questi ultimi giorni mi hanno profondamente amareggiata, soprattutto se penso al mondo di fiaba in cui sembra vivere il nostro ministro delle pari opportunità.
Per restare alla letteratura spiace ricordare che la poesia oggetto dei commenti non è affatto di Brecht, ma, semmai di Martin Niemöller la cui poesi parafrasata viene erronaemente attribuita al dramaturg.
Direi tuttavia che, attribuzioni esatte o non, resta l’amarezza per ciò che talune affermazioni sulle ronde stanno scatenando in Italia: forse è il caso di preoccuparsi non tanto della Carfagna, della quale, di fatto, conosciamo i limiti istituzionali ben prima che diventasse Ministro della repubblica (sembra quasi un paradosso!) ma del corrispettivo Ministro Ombra da cui attendiamo soluzioni se non altro ideologiche…
Oggi l’aggressione da parte di militanti di Forza Nuova ai ragazzi dei collettivi di sinistra alla Sapienza…
ieri un gay accoltellato da un gruppo di neofascisti..
l’altro ieri l’aggressione ai negozi di extracomunitari al Pigneto..
una settimana fa l’aggressione ad un ragazzo di sinistra a piazza Re di roma colpito con caschi al volto..
un mese fa l’aggressione al circolo Mario Mieli..
tutto ciò solo a Roma negli ultimi giorni, senza dimenticare la spedizione dell’anno scorso in un concerto a Villa ada.. Ma soprattuto senza dimenticare il tragico episodio di Verona, e che a casa del ragazzo di Viterbo che aveva dato fuoco ai capelli di un suo compagno di classe sono stati ritrovati simboli neo-fascisti.
Mancando in Parlamento una Sinistra “radicale” che ha sempre tenuto a cuore certe tematiche, spero che il PD faccia qualcosa per contrastare questo preoccupante fenomeno.. Perchè non fare una proposta per trovare delle soluzioni nel famigerato “pacchetto sicurezza”? Non stiamo parlando anche adesso di sicurezza?
Questo fenomeno non preoccupa solo gli extracomunitari, i gay e i militanti di sinistra, ma chiunque vuole sentirsi libero di andare ad un concerto, allo stadio, ad una manifestazione, o i genitori che devono mandare i figli in scuole a rischio, o semplicemente chiunque vuole serenamente fare una passeggiata con amici che siano gay, stranieri o che indossano una maglietta del “Che”.
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-5/temi-ponticelli/temi-ponticelli.html
Certo, il pacchetto sicurezza…
Ricordate quando allo stadio Olimpico gli ultras di Roma e Lazio assaltarono insieme le caserme dei Carabinieri? Se lo avessero fatto gli extracomunitari a Vespa non sarebbero bastate le puntate di Porta a porta per denunciare il fenomeno. Ma quelli erano bravi ragazzi e patrioti. E poco c’entrano con la sicurezza.
Oggi sono uscito di casa e ho trovato la scritta Piazza Almirante su un muro di piazza Bologna. Uno di quei muri in cui Forza Nuova può affiggere i propri manifesti inneggianti a Mussolini senza che vigili o carabinieri dicano nulla.
Ne ho le tasche piene. Sentire certe cose fa male. E qual’è la nostra reazione? Da una parte la Sinistra “radicale” che manda i suoi “intellettuali” al solotto TV per chiedere la grazia alla Franzoni (ma come gli è venuto in mente a Sansonetti? Ma dove lo hanno preso Sansonetti?). Dall’altra il Pd che… Ecco il PD che… Ma sì, il PD che… Che fa il PD? Boh!? Che dice il PD? Mah!? Dove si riunisce il PD per parlare tutti insieme di questo nuovo orribile clima che appesta l’Italia? Chi lo sa? Il PD… Chi l’ha visto, il PD?
A no, fermi tutti! Mi dicono sia iniziata una grande battaglia di opposizione. Sul reato di clandestinità? Ma no… Su Rete Quattro. Siamo proprio una generazione cresciuta a Pane e Happy days!!!
Adesso anche i temi dei bambini…
Mi ricordano tanto i temini che lessi anni fa sui quaderni di mia nonna bambina, ai tempi che furono.
Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che un Paese, all’apparenza civile, potesse scivolare lentamente e senza accorgersene nell’intolleranza, nel razzismo e nella sopraffazione del più deboli (nel fascismo, per essere sintetici). Pensavo non fosse possibile, e invece…
Caro Francesco,
certamente concordo con te sulla necessità di parlare dei clandestini e delle relative problematiche sociale che caratterizzano il fenomeno. Mi pare però di cogliere anche, nella battaglia verso Rete4, non solo un vecchio e mai desueto anticonformismo alle politiche dittatoriali di Berlusconi (mi sembra sempre un grave danno per la democrazia far rimanere a casa 100 deputati proprio ieri, come lo è infilare un decreto salvarete in mezzo alle discussioni sulla caccia e la pesca – piccoli tentativi subdoli), ma anche un punto di principio verso una democrazia dell’informazione che in Italia, a quanto pare, sembra scomoda un po’ a tutti.
Altresì sarebbe bene ricordare che certi rimaneggiamenti non si capisce se servano ad annullare una potenziale multa di 300.000,00 € al giorno (una bella sommetta con la quale sarebbe certamente più facile pensare ai problemi sociali in atto nel Nostro Bel Paese.
No no… Va benissimo l’opposizione dura sul decreto salva Rete 4.
Però mi fa un effetto strano l’afasia della sinistra su temi preoccupanti e assolutamente concreti come quelli di cui si discute in questo post e la solerte preoccupazione sui temi dell’etere. Non che non siano cruciali (e troppo spesso li abbiamo sottovalutati). Ma fa comunque una strana impressione.
Troppa impressione…
Ma direi con te e con tutti gli altri del sito che fa impressione continuare a vedere la totale apatia del PD in termini propositivi, segno evidente che menti abbastanza eccelse – come quelle che bazzicano quì dentro – vengono ripetutamente messe in silenzio…
Caro Corrado,
questo è molto vicino alla realtà….
Ma dipende un pò anche da noi.
Riccardo,
sicuramente dipende anche da noi.. Tuttavia riesaminando le mie piccolissime e insulze esperienze di partito posso solo dirti che nessuno mi ha lasciato spazio; mi hanno lasciato parlare: ma questa è un’altra storia…
Corrado, lo spazio si conquista…
Sulla difficoltà di farlo fino in fondo, con un lavoro quotidiano di presenza e produzione di idee, posso essere d’accordo con te.
Ma quello che non mi è mai piaciuto è un atteggiamento da “sindrome dell’Aventino” (so che mi capirai!)
Ora qualche spiraglio c’è…il segreto sarebbe quello di muoversi in modo convergente, utilizzando tutte le occasioni rispetto al ruolo che ognuno di noi ha.
Dal canto mio continuerò a farlo, tutti i giorni, nell’attesa di ritrovarmi insieme a tanti che credono nella possibilità di cambiare le cose.
Perchè questi forum virtuali sono un contributo essenziale, ma non il mezzo per cambiare le cose.
Per fare quello dobbiamo “lavorare” anche nelle maglie strette del PD, considerando che tra tante “miserie umane” sopravvivono molti che hanno energia, competenze e passione…
P.S. sarebbe importante portare il livello di riflessione che c’è in questo blog anche negli organi di partito…In altre parole occore una sorta di elettrosciock, in tempo utile per correggere la rotta ed evitare di andare a sbattere (fra un anno) contro gli scogli…
Proprio per questo, Riccardo,
propongo, e attendo qualche conferma in merito, un incontro Nostro presso la sede del PD Ternano, prima per accordare la nostra strategia di azione e stilare un documentino programmatico, poi presentarlo ai Vecchi di Partito ed alla cittadinanza: che ne pensate??
Eccoci al punto (democratico).
Io ci sto !
Dal confronto nascono le idee e si affinano le convergenze…
Organizziamo e vediamoci presto, in via Mazzini o in qualunque altro posto, ma non perdiamo tempo…che il PD a Terni rischia il coma (e neanche un coma vigile).
Bè…Daniele ha la mia mail: fissiamo una data, un’ora, un luogo e cominciamo….
Vediamo se riusciamo a far sentire la Nostra voce…Vediamo se riusciamo a scalzare qualche vecchietto incapace che ancora nasconde dietro la sua appartenenza politica delle mere velleità imprenditoriali per il proprio bene piuttosto che per il bene collettivo….Ho un paio di idee…