Archivio per giugno 2008
E’ un anno preciso che siamo on line!
Auguri a tutti!!!
Festeggiamo con una pizza Sabato 5 Luglio??? Si aprono le adesioni alla pizzata democratica con proposta di location (…magari un posto non troppo caldo dove si riesce anche a parlare)
Invito Alessandro a riportare appena ha un attimo qualche statistica…
Presidentissimo Borzini qualche parola di circostanza ricordando Buratto, il manifesto sul futuro dell’Umbria?
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Oggi ho proprio bisogno di essere qualunquista e primitivo nel mio messaggio. Volutamente. Paradossale.
Rispetto ad un vecchio post in cui riflettevamo sulla prossime amministrative a TR non mi sembra che il panorama polico ternano sia migliorato. Anzi.
Ed allora perchè non armarci per una “guerriglia politica di tipo illuministica” che potrebbe rinnovare un pò la classe politica.
Folle idea di “commandos di giovani trentenni -massimo quarantenni- ben selezionati per provenienza, cultura e sensibilità” che elaborano un programma minimale, una lista elettorale, molti slogan per rinnovo della classe dirigente. Una lista per la “ri-generazione democratica della città”. Un detonatore. Nuove competenze ed energie per la città.
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ovvero
la cronaca dell’Assemblea Nazionale Costituente vista da Filippo Ceccarelli de La Repubblica
ovvero
“lu cero se conzuma ma lu morto non cammina” (antico detto della Valnerina, macabro ma eloquente)
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SEMBRA che un paio di registi, Ettore Scola e Paolo Virzì, avessero in animo di girare un film sul “pazzesco tour” – così si legge su un trafiletto – del pullman elettorale veltroniano. Ore e ore di girato già le possiede l’emittente Nessuno tv. Bene. Per la storia politica del Pd si potrebbe integrare il progetto con le immagini di ieri. Per il luogo innanzitutto, la Nuova Fiera di Roma, questo sì veramente pazzesco. Enorme e praticamente irraggiungibile: gioiellone urbanistico pianificato e realizzato nell’era delle amministrazioni di centrosinistra. Un bianco, labirintico blocco di tubi, vetro e cemento sorto nel bel mezzo del nulla.
Incongrui ascensori, interminabili scalinate, lentissimi sferraglianti tapis-roulant, infiniti camminamenti da percorrere sotto lo schioppo del sole. Venti minuti almeno per arrivare all’assemblea – eppure ci sono anche persone anziane, donne con i tacchi, qualche disabile. Ogni tanto un cartello surreale: “Area smoking & relax”.
Perfetta location per un partito che dopo aver perso voti e frequentatori, sembra essersi perso esso stesso nel verde stento di questa infuocata periferia tecnologica e penitenziale. I massimi dirigenti arrivano invece a destinazione in automobile, belli freschi – per quanto la macchina di Veltroni, che di lì a poco citerà “i dannati della terra”, gira e gira e gira attorno al mostro, lato est, lato nord, lato boh, senza trovare il pertugio giusto. I dannati della Nuova Fiera, d’altra parte, vengono accolti da un essenziale fast-food che si chiama “Very italiano” e offre “mezze maniche alla puttanesca”. Ancorché vagamente ingiuriosa, la circostanza non contribuisce né alla potenza drammatica né alla desolante solennità dell’occasione.
Nella sala semideserta un’allegra marcetta rock fa cadere le braccia. Alle 10 e 20 ci sono Follini, Carra, Zanone e il mitico Diego Bianchi, che gira i corrosivi video “Tolleranza Zoro”, disponibili su You-tube. Quando ancora nessuno dei big è presente Arturo Parisi pone la questione del numero dei presenti. Ha contato le sedie e si è accorto che ce ne sono meno della metà dei membri dell’assemblea (2800). Ma in quel momento sono anche vuote per la metà.
Sui maxi-schermi, dopo la batosta, le tardo-icone della fondalistica veltroniana – neonati dormienti, bimbi che giocano, graziose ragazze, simpatici vecchietti, allegre nonnine, extracomunitari in bici – hanno perduto la loro magia e adesso sembrano la pubblicità di qualche fondo-vita delle assicurazioni. Non possono che cogliere un che di svogliato nell’organizzazione, i delegati che arrivano stanchi e sfiniti con i trolley, “come pecore senza pastore”. Ma nessuno s’impietosisce per loro – né essi lo pretendono.
L’impressione è che reggano meglio dei notabili il colpo anche psicologico della sconfitta: forse perché non vivono di politica, forse perché non agognano l’occhio delle telecamere. Si salutano, si siedono, prendono appunti, sbadigliano, alcuni qui e là si addormentano. Forse qualcuno riflette su una terribile frase che in un attimo di verità Parisi pronuncia al microfono: “Un’assemblea che con difficoltà associa al nome di partito l’aggettivo democratico”…
Si avverte una separatezza anche fisica tra ottimati e popolo, una distanza moltiplicata dallo scarto fra vana liturgia e cruda realtà. Dal palco verde emergono tante testoline eccellenti, una lunga fila di faccette malinconiche e distratte. I responsabili che finora non si sono assunti la responsabilità. In mattinata sembrano anche un po’ spaventati; più tardi, evidentemente a loro agio, ricominciano a chiamarsi per nome, Walter, Dario, Piero, Enrico: un segno di reciproca e cordiale spontaneità che però a volte suona come un certificato di appartenenza all’oligarchia.
Bettini traffica con fogli, biglietti, elenchi, liste; Fioroni sta al telefonino dalle tre alle quattro ore, in posa bisbigliante, con la manina a coprire l’apparecchio; alcuni guardano nel vuoto; altri, come Bersani, hanno improvvisi scoppi di ilarità; altri ancora, specialisti di convegni e seminari “a porte chiuse” convocano i rispettivi scudieri, li spediscono dai giornalisti. Veltroni, senza cravatta, distribuisce sorrisi tirati.
La nomenklatura, in altre parole, si basta. Questo è abbastanza normale, ma dopo la sconfitta, per quanto a lungo la si sia cercata di nascondere o negare, lo è molto meno. Così, sopra il Pd, grava una coltre anche rabbiosa di non detto, una cappa di sfiducia che nessun generoso tentativo di rianimazione riesce a rompere, e nemmeno a perforare.
Mai come in questa assemblea lo sconforto, da stato dell’animo, si è convertito in evidente e conseguente categoria politica. Tiepidi applausi segnano la relazione di Veltroni, diligente, ma priva di autocritica e comunque sorvegliatissima rispetto a temi scottanti. A partire da certe candidature troppo fantasiose e per continuare con certe altre fin troppo comode e furbastre. Non una parola sulla debacle anche personale di Roma. Niente sui sondaggi balenghi, sulla sopravvalutazione di vip e testimonial, sugli sprechi economici tipo il loft, durato meno di nove mesi. Nulla sulla laicità, i vescovi, i radicali, il rapporto con Di Pietro, gli scandali delle giunte rosse.
E le feste dell’Unità? Che “si chiamino come si vuole”. E già: ma come? E la presidenza del partito dopo l’ennesimo no di Prodi? Vattelappesca, come diceva Craxi. E l’eterna storia dei patrimoni ereditati e del finanziamento? Chissà. E la sorte dei dipendenti? Non è materia da discutere assemblea.
Anche il dibattito sembrava a tratti una recita. La passerella dei pochi. La consueta retorica dell’orgoglio, dell’innovazione e dell’identità plurale. Il “rimescolo” di Bersani, l’”autocoscienza costruttiva” della Bindi, Marini che fa l’elogio del “caminetto”, richiamando anche quello di sua nonna. Partito insieme leaderistico e correntizio, ibrido non proprio felice. Nella replica il segretario ha invocato la necessità di “liberarci dal dominio dell’io”. Prima del voto la Finocchiaro s’è inerpicata in una davvero complessa disquisizione statutaria sulla maggioranza qualificata. Quelli che c’erano hanno alzato la delega. E poi anche sulla Nuova Fiera è calata la sera.
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Deliziato dal simpatico clima da tracollo delle istituzioni democratiche, segnalo (grazie ad Isabella) una piccola ma emblematica norma, inserita nel ddl n.735, già calendarizzato al Senato, di conversione del decreto-legge n.97.
All’articolo 9 si prevede la proproga di un anno della norma contenuta nel decreto Mussi-Fioroni, intesa a valorizzare la qualità del percorso scolastico ai fini dell’ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. In soldoni si intendeva stabilire un accesso privilegiato ai corsi a numero chiuso agli studenti più meritevoli sulla base del voto di maturità e dei risultati scolastici degli ultimi tre anni delle superiori.
Felici della sospensione della norma i rappresentanti della Rete degli studenti che, con la consueta miopia, vedono di cattivo occhio qualsiasi norma riguardante il numero chiuso (senza capire che se la selezione dei più meritevoli non la fa la scuola, la faranno dopo i meccanismi di accesso assai poco meritocratici al mondo del lavoro).
Ed ecco che un altro piccolo pezz di meritocrazia, almeno per quest’anno se ne va. C’era da dubitarne?
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Carissimi fratelli democratici (e, mi auguro, Voi non vogliate leggere in questa mia affermazione come un qualcosa dal sapor massonico!), gradirei sapere da Voi se non sia il caso di incontrarci tutti presso la sede del PD – con data ed ora da stabilire e vi prego di dire la vostra anche in tal senso - per poter in primo luogo conoscerci tutti, in secondo – ben più importante – per chiarirci la strategia di azione di puntodemocratico sia in relazione ai problemi della nostra città sia per valutare insieme le potenziali mosse da mettere a punto per una buona riuscita nell’attività di sensibilizzazione politica dei cittadini, nonché per dare ad ognuno di noi, in base alle competenze specifiche, un campo di lavoro.
Mi auguro che, qualora sia possibile, ci sia anche la presenza di qualche dirigente del PD (non mi spiacerebbe la presenza proprio di Gianluca Rossi come anche quella dei nominati giovani di Finocchio – Finocchio compreso) onde poter valuitare insieme a loro le potenziali inziative da mettere in campo ed avere altresì l’accordo di partito che, visti i tempi, mi pare estremamente necessario.
Per questo Vi chiedo un Vostro ordine del giorno.
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da Agenzia Umbria Notizie:
In Umbria si potranno presto acquistare detersivi alla spina e latte sfuso e ci si potrà rifornire di acqua frizzante alle fontanelle pubbliche. Sono le tre azioni che, per limitare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente, propone il progetto “Percorsi innovativi di riduzione dei rifiuti alla fonte”, la cui promozione è al centro del protocollo d’intesa siglato oggi a Palazzo Donini tra Regione Umbria, Province di Perugia e Terni ed “Ecologos”, ente che svolge ricerca scientifica e ambientale a livello locale e internazionale. Hanno firmato l’accordo l’assessore regionale all’Ambiente e allo sviluppo sostenibile Lamberto Bottini, gli assessori provinciali all’Ambiente Sauro Cristofani (per la Provincia di Perugia) e Fabio Paparelli (per la Provincia di Terni), e la presidente di “Ecologos” Cinzia Vaccaneo.
“La Regione – ha detto l’assessore Bottini – è impegnata a dotare l’Umbria del nuovo Piano regionale dei rifiuti e, come già stabilito nel Documento preliminare per il nuovo Piano regionale dei rifiuti, ha individuato nella diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti e nell’incremento del livello di raccolta differenziata, che dovrà raggiungere la quota del 65% entro il 2013, i cardini della propria politica di gestione. È indispensabile, non solo per adempiere alle direttive comunitarie – ha aggiunto – che si inverta il trend attualmente registrato in tutta Italia per la produzione dei rifiuti, in crescita annualmente in Umbria del 3-4 per cento. Nonostante la Regione non abbia strumenti normativi per incidere sulla limitazione degli imballaggi, con questo progetto vuol dare il suo contributo, promuovendo e attuando le buone pratiche proposte da ‘Ecologos’ e sperimentate, in parte, finora solo in Piemonte e Lazio”. Fondamentale il coinvolgimento dei cittadini: “Con l’intesa sottoscritta oggi – ha detto l’assessore Bottini – li invitiamo a compiere piccole e virtuose azioni, mettendo loro a disposizione sul territorio regionale ‘dispenser’ di detersivi fluidi di qualità, distributori di latte fresco e fontanelle che erogano acqua proveniente dagli acquedotti umbri, anche frizzante. Nuovi servizi resi possibili grazie alla disponibilità degli operatori della grande distribuzione, che non solo permetteranno di limitare l’impatto degli imballaggi, ma garantiranno anche un risparmio alle famiglie”.
In base all’accordo, la Regione Umbria coordinerà l’intero progetto e gestirà l’installazione delle fontanelle pubbliche di acqua frizzante, la Provincia di Perugia è impegnata per la vendita del detersivo alla spina (con otto distributori, 5 dislocati in provincia di Perugia e 3 in quella di Terni), la Provincia di Terni per la vendita del latte sfuso (con 3 distributori collocati nella provincia di Terni e 5 in quella di Perugia). Nei principali centri della regione, a luglio è previsto l’avvio della distribuzione di detersivi alla spina, mentre a dicembre si potranno acquistare latte sfuso e acqua frizzante dalle fontanelle pubbliche.
“Sono già stati attivati i primi tavoli di lavoro – ha sottolineato l’assessore provinciale di Perugia Sauro Cristofani – e l’adesione e la collaborazione offerta da parte della grande distribuzione è stata ottima. Con questo protocollo – ha proseguito – vogliamo svolgere anche una funzione educativa, diffondendo il messaggio che ognuno di noi può compiere buone azioni per il rispetto dell’ambiente, senza rinunciare ai consumi e alla qualità dei prodotti. Un progetto – ha concluso – che porta in Umbria le buone pratiche attuate, ad esempio, nei Paesi Scandinavi, attraverso azioni che non sono vissute come imposizioni da parte dell’Unione Europea, ma rientrano tra le abitudini quotidiane. Cominciamo da queste tre azioni – ha concluso – convinti che potranno dare frutti positivi, con la volontà di costruire nuovi progetti per la riduzione dei rifiuti”.
“Anche la Provincia di Terni è pronta ad avviare il progetto – ha detto l’assessore Fabio Paparelli – dopo l’adesione convinta alle linee strategiche del nuovo Piano regionale dei rifiuti che, nel nostro territorio, si è già cominciato ad applicare. Anche in Umbria – ha proseguito – va segnato l’avvio di quella rivoluzione culturale che la riduzione dei rifiuti alla fonte rappresenta, nello stesso tempo contribuendo ad assicurare gli aiuti al consumo alle famiglie, in risposta alle esigenze espresse dalle associazioni dei consumatori”.
“Il progetto a cui diamo attuazione – ha detto la presidente di ‘Ecologos’ Cinzia Vaccaneo – è un progetto innovativo, anche per la sua gestione amministrativa, che porta l’Umbria in Europa ed è stato molto apprezzato dai partner europei della rete di ricerca ambientale. Siamo certi – ha detto ancora – che darà grandi risultati, sia sul versante della quantità dei rifiuti prodotti, dell’educazione e della formazione dei cittadini, del sostegno a una gestione dei rifiuti sempre più innovativa”.
Sul piano pratico, ha concluso la presidente dell’ente di ricerca, oltre alla riduzione degli imballaggi, il progetto permetterà una riduzione dei costi per le famiglie, con prezzi previsti da 90 centesimi a 1,10 euro al litro per i detersivi alla spina, di 1 euro al litro per il latte, e di 5 centesimi al litro per l’acqua. “Offerte vantaggiose – ha rilevato – e, per quanto riguarda il latte, contribuiamo a valorizzare la produzione locale”.
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Pare che il buonismo di Veltroni debba lasciare il passo alle vecchie, ma sempre benvenute, polemiche politiche – spesso anche molto costruttive e coesive – che hanno animato gli anni trascorsi della politica italiana. Proprio ieri sono stati infatti presentati in Senato dai relatori al Decreto Legge sicurezza Carlo Vizzini e Filippo Berselli un paio di emendamenti “salva Berlusconi” relativi, cioè, alla possibilità di sospendere quei procedimenti penali relativi a fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002.
E di nuovo risentiamo Berlusconi parlare di atto proprio, poiché in questo modo si renderà più celere il lavoro della magistratura sui processi realtivi alla “contemporaneità” e al contempo si riapre il tema dell’immunità parlamentare “completa”, ovvero dell’impossibilità dei magistrati di aprire inchieste sugli alti esponenti istituzionali (la casta).
Sarà il caso di cambiare strategia d’opposizione? e Voi, quale credete sia la migliore strategia filosofico-politica di contrapposazione al privilegio?
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da comune.terni.it
Venerdì a Palazzo Spada la presentazione del progetto dei Lavori Pubblici
Venerdì, alle 16, a Palazzo Spada, un convegno sulla Città sostenibile, la mobilità ciclabile nella Conca Ternana. Il 13 giugno nella sala del consiglio comunale la presentazione del progetto generale sulle piste ciclabili a Terni elaborato dagli assessorati ai Lavori Pubblici e alla Mobilità.
Le relazioni sono di Aldo Tarquini, su Il progetto di integrazione ed ampliamento della rete ciclabile della città di Terni; di Massimo Romani, su La manutenzione delle piste ciclabili, le azioni per una loro piena e rinnovata fruibilità; di Bruno Belinci, Il progetto bike sharing; di Donatella Venti, su Parco dei laghi, la pista ciclabile tra Terni e Narni Scalo; di Antonio Zitti su Le piste Ciclabile e mobilità sostenibile a Narni. Alla tavola rotonda parteciperanno gli assessori regionali all’Ambiente, Lamberto Bottini, all’Infrastrutture Giuseppe Mascio; quello alla Mobilità del comune di Terni, Gianfranco Salvati; quello alla Mobilità del comune di Narni, Roberta Isidori. I lavori sono coordinati dall’assessore ai Lavori Pubblici Alberto Pileri.
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Carissimi amici e colleghi, arriva proprio aggi nella mia cassetta delle lettere la lettera firmata dal Sindaco e dal Presidente dell’ASM Giacomo Porrazzini (il quale, secondo il mio punto di vista, appartiene a certi corporativismi cittadini: troppe cariche!!) sulla raccolta differenziata “porta a porta” che avrà come prime “cavie” la III, la IV e l’VIII circoscrizione.
Ora, per quanto importante possa sembrare, di primo acchito, la raccolta “porta a porta” e sebbene nella lettera si evidenzi che “tale metodo [di raccolta, ndr] consente di riciclare e trattare in modo adeguato plastica, carta, vetro, lattine, resti da cucina, sfalci verdi e portare a smaltimento una quantitù minima di rifiuto, [ovvero, ndr] solo ciò che non è realmente più riciclabile”, tuttavia pare ovvio cominciare, prima di ogni inizio, a porsi alcune domande. In primo luogo: “se la raccolta porta a porta è un mezzo, qual’è il fine?” Mi spiego meglio: la separazione del rifiuto ha senso laddove ci sia un’impiantistica atta a ricevere il differenziato; ad oggi pare che l’impianto ASM sia sostanzialmente un inceneritore di vecchio stampo e dunque: “il cittadino differenzia senza un fine?” “Non sarebbe il caso, prima di inziare la raccolta porta a porta, di sperimentare un sistema di riciclaggio – al termine della filiera – che sappia e possa ricilare davvero il rifiuto? Vi pare di aver visto la costruzione di un digestore anaerobico per lo smaltimento dell’umido e la sua trasformazione in biogas (e dunque in energia termica ed elettrica)? Avete, per caso, visto sistemi tipo Kompogas nell’area dell’inceneritore ASM? Avete sentito dire dall’ASM e dal Comune di Terni quali vantaggi ambientali ed economici porterà questo benedettissimo porta a porta?”
Siccome la lettera è anche a firma del Sindaco, e dunque di uno dei massimi esponenti del PD ternano, mi sembrerebbe abbastanza ovvio, prima di spedire missive e dare potenziali incarichi istituzionali a questo o quello, specificare quale sia la linea politica ed energetica dell’ASM stessa: una raccolta “porta a porta” senza un impianto adeguato sarebbe solo una modalità per invitare il cittadino ad essere virtuoso senza che l’amministrazione lo sia (come a dire, un altro paradosso pubblico).
Avevo già ribadito – e Daniele Lombardini ne è ben a conoscienza, come anche Alessio Cicioni - le mie perplessità sul porta a porta in fase di discussione nel circolo di Campitello avanzando sia questa detrazione sia considerando che ad oggi stanno per essere messi a punto sistemi di smaltimento al di là del porta a porta, ovvero con torce al plasma o con torce criogeniche, ovvero con sistemi che negano in partenza il “porta a porta”. Se vogliamo aggiungere a questi sistemi il Thor sviluppato dal CNR (cfr. discussione sulle alternative e Chicco Testa in questo blog), vedremo dunque che la soluzione avanzata dal nostro comune appare un tantino viziata nelle ipotesi e diretta, nella sostanza, ad una mera pubblicistica da campagna elettorale e ad una meno efficace soluzione del problema.
Carissimo Sindaco se vogliamo che Terni davvero risolva il problema dei rifiuti, pensiamo a fare della Nostra città l’archetipo del nuovo: non arriveremo primi, ma nemmeno ultimi e i cittadini capiranno, davvero, a cosa serve il loro sforzo!
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