… E grazie Sabina!

Avevo dimenticato che senso avesse il Partito Democratico.

Le esternazioni da bar di Piazza Navona me lo hanno fatto ricordare. Certe “alzate di ingegno” servono solo a far vendere libri e dvd. All’Italia serve politica. Serenamente, pacatemente, ma (possibilmente) con più decisione.

Però attenzione. Separarsi da Tonino non ci deve necessariamente far andare a braccetto con l’UDC. Tra la Guzzanti e i cannoli cuffariani ci dovrà pur essere una via di mezzo in questo sciagurato Paese…

 

19 Risposte a “Grazie Beppe…”
  1. Bebbo scrive:

    It’s all entertainment!!!

    D’altronde anche Silvio lo sa bene…

  2. isabella scrive:

    All’Italia serve politica..è vero…cominciamo col mettere in programma il ritorno al voto di preferenza….
    cominciamo dalle proposte, possibilmente alternative e non supinamente ricalcate su quelle altrui.
    Anche perché, finora, non mi è parso di vederlo tanto il Pd sulle scene, se non per difendere sua Emittenza dagli attacchi dei propri alleati (del PD non del Berlusca)

  3. il partito democratico non è un pranzo di gala scrive:

    w la lista bloccata e il collegio piccolo. Con le primarie magari. (non ne sono sicuro).
    Ma basta con questa demagogia delle preferenze.

  4. Francesco scrive:

    Non saprei dire com’era la qualità del personale politico quando c’era il voto di preferenza.

    Credo che comunque, da quando si è abbandonato il maggioritario (che ti obbligava a candidature quantomeno decorose) ci sia stato un peggioramento.

    Ma a parte questo, una certa afasia del PD mi preoccupava assai. Ma il silenzio appare d’oro se confrontato con certe esternazioni quanto meno inopportune.

    Fare politica non significa dire sempre e comunque quello che ti passa per la testa, ma ponderare l’effetto di quel che si dice, nella sede in cui lo si esprime.

    Ma Grillo e la Guzzanti non potevano non essere consapevoli che il putiferio scatenato dalle loro parole avrebbe seppellito la manifestazione di ieri. Lo sapevano, ma l’urgenza di sbandierare la loro “Verità” e il loro nasrcisismo da gente dello spettacolo (entertainment: ha ragione Bebbo) li ha offuscati.

    Dio (o chi per lui) ci salvi da chi pensa di avere la verità in saccoccia (so bene, cara Isabella, cosa ne pensi. Ma Grillo, di cui pure condivido alcune battaglie, con quell’aria torva da moderno Savonarola, non riesce proprio ad essermi simpatico…).

    Ieri Matrix ha riproposto una scena del Bagaglino in cui Di Pietro, dopo aver lanciato torte in faccia davanti a Pippo Franco, finiva gambe all’aria in un tripudio di risate sguaiate e imbarazzanti. Quando dico che c’è bisogno di politica, intendo dire anche che c’è bisogno di serietà. E veltroni, con quell’aria un po’ triste da Martinazzoli versione 2.0, almeno sta provando a trasmetterla.

    Poi sulla costruzione del partito (?) e sulle modalità con cui si sta facendo opposizione avrei molto da ridire. E sono sempre più convinto che bisogna abbandonare definitivamente l’idea di fare le riforme costituzionali in questa Legislatura. Però dobbiamo prendere atto almeno della dignità con cui il PD si sta comportando in questi momenti così assurdi. Non sarà molto incisivo, ma per lo meno è dignitoso. Ed evita clamorosi autogoal come quello di ieri. Non sarebbe poi molto, ma di questi tempi bisogna contentarsi…

    Un ultimo accenno: sono sempre più convinto che la sinistra radicale poiticamente è affogata (e non riesce a riemergere) proprio perché si è andata a mischiare con un radicalismo salottiero e televisivo che non appartiene alla tradizione (forse un po’ grigia ma senz’altro seria e pragmatica) della sinistra italiana. Sono sempre più convinto che le persone serie e di sinistra ancora non abbiano una casa. Ma siamo ancora in tempo ad offrirgliela, nel PD.

  5. Osservazione scrive:

    Se ancora ci fosse bisogno di una prova del fatto che io rappresento la voce fuori dal coro di questo blog, allora vi confesso che io a Piazza Navona c’ero.
    Premetto che non sono assolutamente un elettore dell’IDV, e ancora meno dopo la deriva populista-qualunquista che il partito di Tonino ha assunto avvicinandosi alla triade Grillo-Travaglio-Santoro, ma ho deciso di partecipare al “no Cav day” perché mi sono sentito moralmente obbligato ad andare ad urlare la mia indignazione verso un governo che pensa solo agli interessi personali del Premier e, in parte, anche ad urlare la mia rabbia nei confronti di un’”opposizione” che pensa quotidianamente a guardarsi allo specchio, ma che non sembra proprio volersi “opporre” a niente.
    Allo stesso modo confesso che a tratti i toni “da bar” che assumeva la piazza mi hanno imbarazzato, confesso che sono andato a prendere un gelato durante il collegamento con Grillo, che mi sono allontanato durante lo spettacolino della Guzzanti, e che mi sono voltato ascoltando gli attacchi a Napolitano. Ma ridurre una manifestazione durata cinque ore e con contenuti anche interessanti a questi pochi passaggi è un gioco degno del miglior “tg studio aperto”, non di un sito serio come questo.
    Io vi inviterei invece a riflettere sul perché nei sondaggi il PD continua a perdere voti, sul perché l’IDV cresce, come cresce la voglia del ritorno di una sinistra radicale. Di solito il partito più grande che è all’opposizione cresce sempre nei sondaggi. Vi inviterei a riflettere, quindi, sugli errori (orrori?) che il PD ha commesso da quando è nato e che continua a commettere, evitando di considerare gli elettori delusi dal PD dei “coglioni” come fece qualcuno.
    Vorrei dire anche qualcosa sull’intervento di Veltroni a Matrix. I toni e la serietà nei modi del segretario del PD sono indiscutibili, ma sui contenuti c’è molto da dire. Un misto di rabbia e tenerezza mi ha assalito quando Veltroni ha rimproverato la Guzzanti che ha dichiarato di aver votato Veltroni e non Rutelli, dicendo che grazie alle persone come lei ci sono potuti essere festeggiamenti con il saluto romano, per poi dopo tre minuti sostenere che il Pd è un partito nato con un progetto e di certo non contro qualcuno. Ma a parte il fatto che Rutelli poteva vincere solo in una politica “contro” il fascista Alemanno, ricordiamo tutti gli appelli che Veltroni fece agli elettori della Sinistra Arcobaleno contro Berlusconi (appelli in parte ascoltati). E questo è solo un esempio per dimostrare che la serietà politica, che Veltroni ha dimenticato da circa un paio di anni, è cosa ben diversa dall’educazione.
    Come qualcuno ha scritto sul suo blog:
    “Ma a voi pare possibile che per il PD la cosa più importante al momento sia differenziarsi da IDV? Magari la compagnia di Antonio di Pietro o di Beppe Grillo farebbe sobbalzare Monsignor Giovanni della Casa, ma vuoi mettere col corrotto Lorenzo Cesa o col colluso Totò Cuffaro? Con quelli sì che si può fare un’opposizione responsabile… Insomma la riflessione più profonda che sovviene al PD sulla corruzione è una questione di stile?”
    Inoltre qualcuno di voi mi sa spiegare il perché e su quali basi Veltroni lancia un ultimatum a Di Pietro del tipo: “o con noi o con Grillo”? Nessun partito ha il diritto “antidemocratico” di scegliere che tipo di opposizione vuole mettere in atto un suo alleato.
    In poche parole, caro Francesco, meglio un’opposizione che cade a volte in qualche infelice passaggio e non un’opposizione in perenne silenzio.
    Ti assicuro inoltre, Francesco, che anche se a te non piace, ma questo Pd è nato con la pancia piena dei cannoli cuffariani molto di più di quanto tu non credi, ed è ben lontano da poter diventare la casa degli elettori di sinistra.
    D’accordo, invece, sul ritorno alle preferenze. Di sicuro non è la panacea a tutti i mali, ma è uno dei possibili punti da cui ripartire..

  6. Francesco scrive:

    E no, dai. Per una volta che sbaglia qualcun altro parliamo di quello e non degli errori del Pd. A volte sembriamo l’Inter (Lombardini perdono!): tutti sono irrefrenabilmente attratti dal commentare le nostre disgrazie.

    In Piazza Navona sono passato anch’io e sarei rimasto se la calca non me lo avesse sconsigliato. I partecipanti a quella Piazza avevano alti e nobili motivi per esserci. Motivi che sono stati traditi dal narcisismo dei soliti demagoghi (e mi dispiace mettere nel mazzo anche Grillo che avrebbe la stoffa per essere molto migliore) che rappresentano la reazione eguale e contraria a Berlusconi.

    Della parte migliore di quelle ragioni (in particolare della difesa della legalità costituzionale in opposizione al principio di legittimità populista che tutto consente a chi è stato eletto dal popolo) dobbiamo farci interpreti. Però gli insulti postribolari lasciamoli stare. E se non lo vogliamo fare per dispiacere DElla Casa, almeno facciamolo per non fare un piacere a Berlusconi, che di spostare l’attenzione sul caso Carfagna piuttosto che sul processo Mills ha tutto l’interesse. E poi, con tutti gli orribili Ministri che abbiamo dovuto sopportare, (anche col Governo di centrosinistra), nominati spesso per ragioni meno pruriginose ma in fondo più oscene di quelle che i pettegolezzi attribuiscono alla ministra delle pari opportunità, proprio con la Carfagna bisogna prendersela? Bersaglio facile per una battuta, ma davvero orribile per fare una vera opposizione.

    Posso concordare sul fatto che un partito non può dire al suo alleato che tipo di oppposizione fare. Però un candidato premier (per quanto sconfitto) può interloquire con uno dei partiti che hanno sostenuto la sua candidatura alle elezioni (e che grazie a questo sostegno hanno evitato di scomparire inghiottiti dal voto utile) econ cui secondo i patti avrebbero fatto un Gruppo unico in Parlamento.

    Quanto alla sinistra radicale, mi dispiace vederla in crisi costante. C’è bisogno di una nuova sinistra che non lasci spazio ai Di Pietro e alle Guzzanti di turno. Quella che sul palco parli le parole (non tutte in pieno condivisibili, ma tutte intellettualmente degne) di Ascanio Celestini, che ovviamente nessuno si è filato.

    Caro Osservazione, è bene che il PD si interroghi dopo Piazza Navona. Ma ancor di più dovrebbe interrogarsi la Sinistra Arcobaleno che in quella manifestazione credo e spero si sentisse a disagio (e tu me lo hai confermato)

  7. Corrado Pani scrive:

    Non posso non concordare con Francesco e tuttavia devo dare atto di legittimità anche all’intervento di Osservazione poiché, effettivamente, si è riusciti a ridurre cinque ore anche del tutto costruttive in un fenomeno da baraccone (con tutto il rispetto per i baracconi).

    Certo è che la Guzzanti avrebbe certamente necessità di una buona cura psichiatrica: dopo l’Assoluto naturale di Goffredo Parise interpretato a Teatro un bel po’ di anni addietro, pare non si sia più ripresa completamente e riesce ad apparire soltanto come una macabra ed impazzita ombra fin de siècle….

  8. Osservazione scrive:

    E’ proprio questo il “punto”, caro Francesco, anch’io voglio parlare di fatti politici rilevanti, lasciando le battute della Guzzanti e di Grillo alle strumentalizzazioni dei giornalisti mediaset (e non solo). Speravo in questo blog di leggere commenti sull’intelligentissimo e interessantissimo intervento della Borsellino e, in parte, anche su quelli di Celestini, Ovadia, Flores D’Arcais e Di Pietro.

    Ma non si può discutere della manifestazione di piazza Navona senza analizzare il contesto politico in cui essa è calata. Come ho già detto, se mi sono trovato in una manifestazione promossa dall’IDV e con tutti i grillisti, è stato solo perchè mi sento moralmente obbligato a dire la mia, poichè non credo che l’opposizione faccia il suo dovere e perchè non mi sento rappresentato da questo Parlamento. Non è la mia una semplice voglia di parlare sempre degli errori del PD, anche perchè, a mio avviso, questo PD di regali alla Sinistra Arcobaleno ne sta facendo tanti.

    E’ vero, un candidato Premier come dici tu può interloquire, ma non ricattare.

    Hai ragione, Francesco, sul fatto che io in quella piazza a tratti mi sono sentito a disagio ma, come ti ho già detto, mi sento molto più a disagio nel silenzio. Ieri, invece, per non farmi mancare niente, sono andato all’incontro con Fassino alla festa dell’Unità, ma prima di dirti come mi sono sentito lì, mi piacerebbe, se qualcuno di voi di “Punto” c’è stato, sentire la vostra opinione..

  9. Francesco scrive:

    Purtroppo non ci sono stato. premetto che considero Fassino il leader più sottovalutato della storia della sinistra italiana.

    Però ho letto di aperture a Casini

    Se si parla di strategia parlamentare comune per contrastare la destra ci può anche stare. Se si parla di un’alleanza più ampia, però, non ne capisco il senso. Innanzitutto siamo a 4 anni dalle prossime elezioni politiche. E poi io, sinceramente, con il partito di Cuffaro, degli ipernuclearisti e dell’intransigenza cattolica assoluta non ho veramente niente da spartire.

    A questo proposito vedo che si parla sempre male della pattuglia radicale nel PD, quando i parlamentari radicali stanno dimostrando lealtà, grandi capacità di analisi (a cominciare dalla Bonino) e competenza vera nella lotta parlamentare.

    A te che te ne è parso di Fassino?

  10. d.lombardini scrive:

    Citando Bebbo: It’s all entertainment!!!

    Il dramma è che al nostro Paese/Paesotto (n.b. non il paese reale!) sembra piacere…
    Appropriati molti dei commenti che leggo sugli errori del PD e ce ne sarebbero anche altri. Ma alla fine sull’episodio in sè di Piazza Navona, a parte schizofrenie varie di qualche personaggio (che comunque su persone che hanno i giusti anticorpi culturali al max recano l’effetto di un sorriso), cosa c’è da dire?
    Che tutto il panorama politico-mediatico nella sua pochezza è concentrato sul pezzo, perchè non sa proporre altro al dibattito.
    L’agenda delle istanze a cui dare una risposta è piena. E l’unica “verita’” (scusa odio questa cattoparola) è che nessuno si azzarda a iniziare a sfogliarla…
    E negli incubi notturni avverto salire nella calura un esasperato <>
    http://www.forattini.it/libri/vignette/vign1_09.gif

  11. Osservazione scrive:

    Ti dirò, Francesco, ma paradossalmente anch’io credo che Fassino sia stato sottovalutato come segretario. Ma, come ben sai, al giorno d’oggi un segretario deve essere (purtroppo!) più un buon comunicatore che un valido statista.
    L’intervento è stato a tratti interessante, soprattutto quando si è parlato di politica estera, molto meno interessante quando dopo una leggera contestazione Fassino ha iniziato un’analisi non troppo oggettiva sulla sconfitta elettorale. Ma i momenti peggiori, per quanto mi riguarda, sono stati quando Fassino ha risposto a una persona che chiedeva il perchè di un’opposizione silenziosa e in apparenza menefreghista sostenendo che dopo una sconfitta elettorale ogni partito vive un periodo di difficoltà di organizzazione, troppo poco non ti pare? e quando ha fatto capire che l’intelocutore preferito per una eventuale coalizione è l’UDC, sorvolando però il fatto che l’UDC è quello stesso partito che sostiene Rotondi in Sicilia, Alemanno a Roma, la Moratti a Milano, Tosi a Varona e Gentilini a Trieste…

  12. Roberto scrive:

    Personalmente ritengo che sia stato un errore da parte del PD lasciare l’iniziativa della piazza a Di Pietro. Preannunciare una grande manifestazione in autunno è del tutto fuori luogo (ad autunno non solo il dibattito sulla giustizia sarà finito nel dimenticatoio, ma la stessa manovra finanziaria sarà già stata approvata da un pezzo). La manifestazione sarà un arma spuntata perchè i tempi di questa legislatura sono completamente diversi rispetto a quelle passate (in pratica le lancette della politica economica sono state spostate indietro di quasi tre mesi). Sotto l’egida del PD la manifestazione avrebbe realmente messo in difficoltà il governo e sarebbe stato un buon mezzo per rendere più efficace l’opposizione dentro il Parlamento. Oggi qual’è il risultato di Piazza Navona ? Di Pietro ha aumentato il proprio serbatoio di voti (sfonderà probabilmente l’8% alle prossime europee) Berlusconi ha visto crescere il consenso (più si radicalizza lo scontro e più lui ci guadagna) e il PD è di nuovo semi-affogato in mezzo al fiume perchè non sa se tendere la mano verso la riva di centro (UDC) o verso la riva di sinistra (Rifondazione & Co). Se a questo aggiungiamo che l’effetto voto utile alle Europee svanirà e che gli italiani hanno la tendenza a votare alle europee “con la pancia” (ricordate il successo effimero dei radicali nella tornata del 1999 ?) non ci vuole la sfera di cristallo per prevedere che i risultati delle prossime Europee saranno negativi. Ci sono diversi mesi di duro lavoro dinanzi a noi. Io li farei ruotare intorno al PD e al suo governo ombra tirando fuori tutti gli elementi esterni di disturbo (Di Pietro, Casini e Rifondazione) :

    - Bersani presenti ufficialmente in convegni, seminari, luoghi di incontro e in spazi televisivi adeguati una manovra economica alternativa a quella del governo;
    - Minniti sappia utilizzare l’autogol delle impronte sui bambini rom per mettere in difficoltà il governo dinanzi alla pubblica opinione come è stato fatto qualche giorno fa a Strasburgo;
    - D’Alema si faccia portavoce di una proposta di riforma costituzionale di ampio respiro presentandola ad altissimi livelli e non solo attraverso seminari spiecialistici come quello che ci sarà domani

    Non possiamo stare cinque anni sull’Aventino. Presentare mille emendamenti solo per bloccare l’azione del governo o presentarne altrettanti per illustrare le proprio idee non è esattamente la stessa cosa.

  13. Francesco scrive:

    Effettivamente, non si può dire “Andiamo al governo da soli” e poi scrivere l’agenda della propria opposizione inseguendo Di Pietro o calcolando le sponde su Rifondazione e (peggio ancora) l’UDC.

    D’accordo sull’idea di opposizione insieme propositiva e incisiva. Non sono d’accordo però sul riferimento alle riforme costituzionali. Con questa destra non si deve neanche lontanamente parlare di riforme istituzionale. Chi non ha il rispetto della Costituzione vigente non può candidarsi a scrivere la Costituzione del futuro. Nuova legge elettorale, ritocchi ai Regolamenti parlamentari possono essere oggetto di discussione. Ma non è questo il clima per modificare la Costituzione.

    Comunque, l’idea della manifestazione ad ottobre fa acqua da tutte le parti. Il PD avrebbe potuto lanciare la sua manifestazione, ma non farsi “invitare” dalle mosche cocchiere che come sempre finiscono solo per fare casimo.

  14. Osservazione scrive:

    Mi trovo d’accordo con quasi tutte le tesi esposte da Roberto e Francesco negli ultimi post, tranne per il fatto di considerare Rifondazione e Di Pietro degli “elementi di disturbo”, soprattutto non capisco cosa potrebbe ulteriormente disturbare QUESTO Pd.

    Cmq che ne dite se Veltroni invece di perder tempo a prendere le distanze dalla Guzzanti, colpevole di aver preso in giro la Carfagna, prendesse le distanze da Del Turco, che ha preso in giro un numero abbastanza più consistente di persone?

  15. Roberto scrive:

    Per elementi di disturbo intendo che si stanno formando all’interno del PD delle correnti che anziché preoccuparsi del futuro del partito hanno riaperto un dibattito prematuro e piuttosto sterile sulle alleanze. Mi riferisco a Rutelli che, ancora scottato dalla sconfitta a Roma, apre a Casini oppure D’Alema che cerca di ricucire con la sinistra radicale o, ancora, Parisi che ha lo scopo di terremotare l’attuale vertice del PD in una sorta di vendetta prodiana post-mortem. Tutte queste azioni scoordinate tolgono risorse al PD e ci allontanano dall’obiettivo: prima si forma il partito e lo si colloca nell’arco costituzionale e poi si va a caccia di alleanze. E poi il PD non era un partito a vocazione maggioritaria ? Questo significherebbe che dovrebbero essere gli altri a corteggiare il PD a ridosso della tornata elettorale e non viceversa. Due parole sull’Italia dei Valori. Io lo ritengo l’alter ego della Lega Nord: partiti populisti che si nutrono di antipolitica e che puntano sui mal di pancia degli elettori. In un’ottica di lungo periodo l’alleanza con Di Pietro è semplicemente dannosa per il PD. Se Di Pietro fosse nato in qualunque altro paese Europeo, sarebbe tra le fila del centro-destra e non del centro-sinistra. Ma questa è un’altra anomalia tutta italiana prodotta dalla discesa in campo di Berlusconi.

  16. Bebbo, grazie di esistere! Puntuale ed ineccepibile! :) sono perfettamente d’accordo con te!

  17. Osservazione scrive:

    Ok, Roberto, leggendo la tua precisazione sulle alleanze capisco il tuo punto di vista, e lo rispetto totalmente, ma non posso condividerlo. Credo che lavorare sulle alleanze e definirle pubblicamente sia una priorità del Pd, come di qualunque altro partito. Ancora di più prima di collocarsi nell’arco costituzionale, perchè questo lo si fa anche in base a chi hai alla tua destra o alla tua sinistra. Inoltre è una priorità stabilire con l’alleato le strategie e gli obiettivi comuni da perseguire, anche nel lungo periodo, così come è un diritto degli elettori avere un’idea chiara dello scenario politico. Non ripetiamo gli stessi errori del passato. Molti elettori, infatti, si sono trovati spiazzati quando Veltroni ha dichiarato che il PD si sarebbe presentato da solo alle elezioni, dichiarando così morta un’alleanza che in quel momento ancora teneva in piedi un governo di cui faceva parte anche il PD. Sarebbe un bene per tutti, quindi, qualunque coalizione ne venga fuori (io ovviamente spero in una coalizione PD-IDV-RC-Radicali). Sulla vocazione maggioritaria del PD ne abbiamo discusso tanto in questo Blog, e io mi ripeto dicendo che il Pd a vocazione maggioritaria resterebbe un partito in contraddizione su tutto, come abbiamo visto dalla composizione delle liste in poi, un partito che vuole rappresentare tutti ma non riesce a rappresentare nessuno, senza poi dimenticare che sarebbe vittima dei ricatti dei centristi.
    Per quanto riguarda Di Pietro in parte ti do ragione. Per alcune cose è sicuramente un persoanggio di centro-destra, ma credo che la deriva qualunquista la sta avendo negli ultimi tempi, dalle elezioni in poi, con l’amicizia con i Grillisti, e grazie al fatto che vede quotidianamente aumentare i suoi voti nei sondaggi grazie agli elettori delusi del Pd. Ma le sue battaglie per la legalità non credo siano solo strumentali, per lo meno mi auguro che siano nel DNA del personaggio. Cmq qualunque sia il motivo che fa muovere il vecchio Tonino, fin quando continuerà ad essere l’unico a mettere in atto un’opposizione dura, come questo governo si merita, avrà il mio appoggio..

  18. Corrado Pani scrive:

    Gli elementi di disturbo pare siano da sempre il male intrinseco della sinistra (o del centro-sinistra), come lo sono ora del PD. D’altro canto pare sia lecito affermare che le correnti interne spesso sono solo il riflesso ideologico di precise posizioni – e ambizioni – personali e personalistiche.
    Diversa mi pare debba essere ritenuta la linea di attacco pre-elettorale di Di Pietro che, per quanto la si voglia sottoporre a detrazioni populistiche e qualinquistiche, pare abbia un senso ed una coerenza che al contrario non appartengono ancora al PD (come, nel caso del centro destra non appartengono al partito delle libertà rispetto alla Lega).
    Sarebbe dunque più che mai necessario che, proprio per dare un senso ed un significato ai propositi che hanno informato la nascita del PD, i la classe dirigente del PD cominci a pensare maggioritario, ovvero si tolga di dosso i panni del personalismo. Resta poi da organizzare davvero il nuovo partito poiché sembra di capire che anche le primarie siano semplicemente state la proiezioni di volontà non proprio democratiche.

    Un saluto a tutti voi e scusate la latitanza, ma il lavoro non mi concede tanto tempo in questi giorni.

  19. Cinico Democratico scrive:

    Mi sia consentita una pacata riflessione.

    Questo erigendo Partito Democratico mi puzza sempre più di coalizione pentapartitica goffamente camuffata.

    Non è che dopo la tristissima esperienza del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) dovremo sorbirci pure il VeDaRuPaFio e le sue prevedibilissime involuzioni (vedi alla voce “Conte Mascetti”, paragrafo “scappellamenti”) ?

    Antani come se fosse, anche se per me non perdura.

  20.  
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