set
05
2008
SENZA PAROLE
Scritto da Daniele Lombardini in Discussioni, Senza categoria, tags: Franceschini, PDda Ansa.it
Pd: Franceschini, Congresso inutile ‘Darsi una mossa’? dirigenti e militanti se la sono data da mesi
“Il Congresso e’ una perdita di tempo”:cosi’ il vice segretario del Pd Franceschini respinge al mittente la richiesta degli ulivisti. Dal palco della Festa del Pd spiega: ‘nessuno contesta la leadership di Veltroni ne’ la linea politica, quindi il congresso anticipato e’ una perdita di tempo. Veltroni ha ricevuto il mandato a costruire un partito nuovo e questo richiede degli anni’.E a D’Alema che li sollecita a darsi una mossa: ‘dirigenti e migliaia di militanti se la sono data da mesi’.
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Caro Franceschini, sarà pur vero (davvero?) che nessuno contesta la leadership di Veltroni (del quale, personalmente, ho apprezzato enormemente la campagna elettorale e al quale riconosco personalità e carattere, tanto che continuo a essere convinto che fosse lui il miglior candidato possibile alla Presidenza del Consiglio per il Partito Democratico), ma mi sembra evidente che “qualcosina”, nel PD, non stia andando per il verso giusto.
Il Congresso una perdita di tempo? Forse sarebbe utile a definire meglio l’identità del partito e le future alleanze. A chiarire cosa si intenda per vocazione maggioritaria, a decidere cinque o sei punti cardinali che facciano capire già da ora quale sarà il quadro di riferimento di un futuro programma politico-elettorale.
Certo, se dovesse servire solo a fare proclami, a dare un palco e una platea a qualche populista di centro-sinistra, a sentire lunghi discorsi sull’aria fritta, ad “accoltellarsi” dietro le quinte per ruoli, poltrone, poltroncine e strapuntini, allora avrebbe ragione Franceschini: meglio evitare inutili passerelle.
Secondo me Cristiano ha centrato in pieno il nocciolo della questione.
Adesso ci rifletto su e poi aggiungo alcune mie riflessioni.
Innanzitutto ben trovati a tutti!
Ho letto su Internazionale della scorsa settimana un articolo di un giornalista tedesco che si occupa di politica italiana qualche interessante riflessione sui partiti politici e sulla loro vita democratica interna.
Quello della necessaria democraticità dell’organizzazionedei partiti è un tema molto sentito dalla cultura tedesca, assai più che in Italia. Per loro sarebbero impensabili partiti leaderistici come la PDL, ma desta stupore la stessa (scarsa) vita democratica interna del PD. A tal proposito l’autore sembrava basito per il fatto che dopo la batosta elettorale e stante l’attuale crisi politico-programmatica della sinistra, il PD non avesse ancora usato lo strumento del congresso per rimettere un po’ le cose in chiaro.
Dunque sono d’accordo con Cnat: un congresso per riassegnare posticini e ridefinire equilibri proprio non serve. Ma un congresso come momento di discussione ampia, alta e aperta, per capire che partito vogliamo costruire (perché un partito ancora non c’è) e che opposizione vogliamo fare (perché l’opposizione non si vede ancora) serve come il pane.
Non penso proprio che il congresso sia lo strumento ideale per rilanciare il PD anche perchè inevitabilmente metterebbe in dubbio la leadership di Walter Veltroni e riproporrebbe gli sterili dualismi tra Dalemiani e Rutelliani oppure darebbe spazio alle picconate di Parisi o ancora permetterebbe alla Binetti, a Fioroni e ai teodem di creare qualche polemica. Piuttosto credo che bisogna ragionare sul modo migliore per ampliare i luoghi di discussione all’interno del partito non limitandoci alle classiche sezioni locali che finiscono per loro natura con l’essere piuttosto conservativi e stanziali ma aprendo a nuove forme di organizzazione di tipo orizzontale. Tanto per fare un esempio : visti gli sfaceli che sta mettendo in atto la ministro Gelmini nella scuola, un circolo del PD che si occupi esclusivamente di scuola e permetta a genitori, figli ed insegnanti di confrontarsi apertamente e liberamente non sarebbe un modo per definire che partito siamo e dove vogliamo andare ?
A proposito di scuola e Gelmini: quando un’azienda in crisi liquida una decina di lavoratori, subito il Governo accorre e apre tavoli di confronto (sacrosanti) per sostenere l’occupazione.
Ora si parla di tagliare 87.000 posti di lavoro nella scuola (87.000: poco meno degli abitanti di Terni) e non si fa una piega.
Tra l’altro la 35enne Gelmini ha dichiarato oggi che il futuro dei precari (suoi coetanei: ma siamo proprio sicuri di voler dar fiducia ai giovani in politica?) non è problema suo.
E il PD avrà il coraggio di schierarsi con decisione o, sotto sotto, l’idea che la destra si occupi di risanare le casse della scuola pubblica (a discapito di insegnanti precari e studenti) non ci dispiace neanche troppo?
E’ evidente che le “lobby” della scuola elementare e media sono un “pochino” meno potenti di quelle dell’Università, della Sanità e così via…
comunque ci sono sempre le scuole cattoliche che possono riempire i buchi qualitativi e quantitavi, altrimenti perchè usufruirebbero di qualche piccolo sconticino adhoc.
Eccezionale! I tagli alla scuola vanno a sopperire il tagli dell’ICI sulla prima casa… nello stesso settore le scuole private cattoliche sono esentate dall’ICI! Geniale!
Per quanto riguarda il congresso, sono sempre della stessa opinione: se siamo un partito che non riesce a fare un congresso costruttivo in questa fase, allora non si va molto lontano. Se siamo intellettualmente onesti, credo sia evidente che il PD è nato di fretta per ovvi motivi di opportunità. Inoltre è nato imperniato attorno alla figura di Veltroni, senza un reale dibattito attorno alla figura e alla politica del segretario fondatore, anche qui per ovvi motivielettorali.
Le fragili basi su cui siamo nati sono la causa di tutte le nostre incertezze e fragilità.
Dobbiamo avere il coraggio di rimettere in discussione le nostre idee, la nostra visione del paese, il futuro… perchè fino ad adesso il PD non le ha queste idee.
Vengano pure a galla tutte le contraddizioni, ma alla fine si raggiunga una linea politica condivisa. L’alternativa è continuare a navigare a vista, continuando a sbattere puntualmente la testa su tutti i problemi che via via affliggono il paese.
Ma perchè chi è Franceschini? Un vice senza seguito….
Di solito spara sentenze senza conoscere la sostanza delle affermazioni… Non me ne preoccuperei: vedrete che, come al solito, tra qualche giorno avrà cambiato idea e sarà in prima fila a parlare della estrema ed urgente necessità di un congresso dove chiarire le linee guida del PD…
Sarà forse questo, credo, uno degliaspetti da chiarire proprio grazie ad un congresso? Non sarà il caso di definirsi effettivamente come partito unico anche nelmodo di porsiverso gli elettori? Non sarà meglio che tutti coloro che aderiscono al PD smettano di essere di questa o quella linea per seguire soltanto i principi e le guide fissate appunto da un congresso?
Franceschini? Mi sente?