Il ministro della difesa La Russa rende omaggio ai soldati della Repubblica sociale italiana.
Il sindaco Alemanno distingue tra leggi razziali (definite come il male assoluto) e regime fascista, su cui il giudizio è assai più indulgente.
Avete mai visto il monumento ai caduti della shoa a Berlino? E’ una selva di lastre di pietra sistemate su un falsopiano. Man mano che si avanza sono la loro altezza aumenta impercettibilmente. Quando entri non superano il mezzo metro. Alla fine del percorso sei circondato da soffocanti lastroni di due metri che tolgono la luce e il respiro.
In certe situazioni ci si entra un passo alla volta. Quasi senza accorgersene…
Articoli (RSS)
Metafora azzeccatissima! speriamo resti tale. Ma certo che la nostra società non sembra avere anticorpi robusti per questo tipo di derive. La pochezza della politica inizia realmente a rappresentare un paese debole e vulnerabile.
Certo che questi fascistucoli da macchietta qualche brivido lo fanno pur passare. Però a me non dispiace che manifestino con tale scelleratezza l’attitudine ad aprir bocca e darle fiato lasciando libero sfogo a quanto soffertamente covava da tempo in qualche ansa del loro intestino.
Gli italiani hanno affidato a questa accolita il governo del paese con la stessa superficiale avventatezza con la quale hanno comprato quei famigerati sacchetti di formaggio grattugiato di cui hanno parlato le cronache.
Si son fidati del marchio, si sono fatti ammaliare dalla pubblicità e si sono fatti convincere dalla decantata prontezza all’uso del prodotto.
Prima o poi i meno ottusi dovranno pur cominciare ad accorgersi che il prodotto è avariato, pieno di muffa e di feci di topo.
Ma secondo voi si può davvero pensare di fare le riforme insieme ad una destra che ha una visione autoritaria dello Stato, che sembra non avere in alcuna considerazione lo Stato di diritto, che “regna” sul Paese sfruttando un continuo stato di emergenza artatamente essoerato, che spacca il Paese additando a nemico del pubblico bene il precario, il clandestino e il fannullone e che non perde l’occasione per infangare e mistificare la storia su cui si fonda la nostra democrazia?
Se il PD aprirà la porta al dialogo sulle riforme costituzionali a questa destra autoritaria e revisionista il mio voto se lo potrà dimenticare! E con grande amarezza rispendirò indietro il simpatico certificato di fondatore del PD (onde non sentirmi complice dell’affondamento della nostra Costituzione).
Penso che a quasi un anno di distanza dovremmo vergognarci abbastanza dello stato in cui versa il PD. Fortunatamente (benchè candidato alle primariette ma non eletto) non rientro nelle fattispecie codificate dai demiurghi del partito e quindi non ho il “simpatico certificato di fondatore”…ed in attesa del mitico Statuto regionale anche questo blog è piuttosto “clandestino”. Sebbene la Bruscolotti sappia della nostra esistenza e qualcuno dei “locali” a volte saccheggi qualche post.
Ritengo che ciascuno debba fare il suo: chi in Parlamento fare opposizione (in Parlamento, non “gazebando” – a proposito quante battute avevamo fatto su questa pratica?- o cercando posti al sole) chi nel partito lavorare per finalmente dargli una forma (ed un senso!).
Tanto per le riforme i numeri li hanno…
p.s.
L’immagine dei fatti del treno di Napoli evocata da Francesco. Al posto dei “tifosi” precari e/o immigrati è esemplare. Se l’Italia fosse un paese normale.
In realtà i numeri per le riforme costituzionali non li hanno mica. O meglio, potrebbero approvare a maggioranza non qualificata una riforma, ma poi ci sarebbe il referendum popolare che difficilmente riuscirebbero a vincere (data la maggiore motivazione degli elettori di sinistra rispetto ai temi costituzionali).
Insomma, per il Berlusca la riforma costituzionale rimane una chimera. A meno che non si intervenga noi a dargli una mano.
Quanto allo stato del PD dopo un anno, sono d’accordissimo con Daniele. Dovremmo davvero avere pudore dello stato in cui versa il partito. A tutti i livelli. L’impressione è che siamo allo sbando, che abbiamo perso presa e che non siamo più in grado di condizionare l’opinione pubblica (che esiste, ma guarda a destra).
E mentre la destra picchia come un fabbro contro le categorie sociali viste come “nemiche”, noi balbettiamo, incapaci di dire parole forti e chiare in loro difesa. Pensiamo di accodarci al vento di destra che spira forte nel Paese, preoccupandoci dei consensi del momento, quando dovremmo cercare di lavorare con uuna prospettiva di più lunga gittata per far cambiare la direzione del vento.
Invece di accodarci all’emergenza sicurezza (tanto per fare un esempio) dovremmo cercare di far emergere l’emergenza precariato, che questo governo sta esacerbando. Ma servono idee. E per elaborarle serve un partito. Che, al momento, non c’è.
E’ proprio il referndum BUEpopolare che mi preoccupa preceduto dall’ennesima scalata al predellino dell’auto urlando “Napoli è pulita” e “Alitalia è salva” “Tutto come avevo promesso”…
E pure questo è vero…
Però la speranza è che almeno la modifica della Costituzione possa risvegliare le coscienze sopite. O forse no?
Forse, Francesco…ed il forse spaventa gli abituati alle delusioni democratiche…
Ennio Flaiano diceva: L’italiano quando si ricorda di essere italiano diventa subito fascista.
Che la modifica della Costituzione possa risvegliare le coscienze sopite? Ma che dici Francesco!La Costituzione non è certo un argomento glamour!
Ti interessi della Costituzione della Repubblica italiana? Sei proprio “out”!