set
18
2008
Quando la politica diventa un format…e non solo la politica!
Scritto da Daniele Lombardini in Discussioni, Segnalazioni, Senza categoria, tags: barbari, politica, semplificazione
Segnalo un articolo di Edmondo Berselli su Repubblica sul processo di “semplificazione” in atto nella politica. Processo che a mio modesto parere sta aggredendo quasi tutti gli ambiti sia della vita quotidiana che delle decisioni di governance e government. Unica catastrofica conseguenza l’imbarbarimento di una società civile italiana sempre più sprovveduta ed identificabile in una grottesca becera vanziniana imitazione dell’italiano dei film di Alberto Sordi.
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Sta al PD tentare di riportare la politica al di là del format, all’origine del pensare democratico….
Ma, pare di capire, la strada non passerà per speculazioni e filosofie quanto per fatti sostanziali e concreti che solo dopo potranno essere messi a sistema.
Il format di Berselli, infatti, ci fa guardare al futuro attraverso un procedimento inverso alla natura delle cose.
Un format… Pensate alle elezioni americane in cui non si confrontano programmi diversi, portatori di concreti interessi contrapposti, ma storie evocative di valori ed emozioni. Il marine torturato, il brillante coloured che scala le vette del successso, la hockey mum alle prese con una famiglia in stile nine cloud. Praticamente un Grande fratello con il palio la Casa Bianca.
Come evitare questa deriva in cui stiamo tragicamente piombando?
Un mio amico propone di passare dalla democrazia capitaria (una testa – un voto) al voto ponderato in base al QI degli elettori. Provocazioni a parte si dovrebbe davvero riflettere su come il mezzo televisivo stia mutando l’essenza stessa della democrazia, sostituendo il voto razionale, dato sulla base dei propri interessi personali o di classe, al voto emotivo condizionato dalla mimesi tra elettori e leader.
Certo è una tendenza mondiale, anche se a pensarci ci bene ci sono Paesi che appaiono immuni. Pensiamo alla Germania dell’orso Kohl, del tinto Schroeder e di Mr Duobtfire Merkel. Lì la politica appare ancora terreno di scelte razionali non inquinato dai geni del marketing. Ed il Paese ne trae beneficio. Quale il segreto del modello tedesco?
Direi che si tratta dello stesso processo di semplificazione per cui abbiamo un’opinione pubblica senza oggetto. Cercherò brevemente di portare qualche esempietto che dimostrerà come nessun politico – a parte qualche “sfigatello” appartenente alle associazioni di categoria (e dunque inascoltato a-priori) – e, soprattutto, ha saputo dimostrare il valore pratico della politica: un fare politica che è tant di moda, ma molto poco applicato.
Sapete tutti degli scandali delle mazzette rilevati dalla Comodi a Perugia; sapete ora dello scandale – tra l’altro abbasatnza vecchiotto – del T-Red; sapete tutti della riduzione di incidenti stradali sulle autostrade grazie al Tutor.
A nessuna di queste escrescienze amministrative, politiche e sociali è seguita una risposta ferma e decisa della politica (il che, perme dirlo, dimostra che se la politica è un format, in primo luogo lo è divenuta perché la politca ha smesso di essere politica). Voglio dire: i soldi delle mazzette chefine fanno? Tornano ai cttadini direttamente o indirettamente? E, se indirettamente, in quale forma?
Come mai le multe dei T-Red pagate non avranno diritto ad un rimborso? Non è l’Amministrazione cittadina, e dunque la politca, che ha permesso l’installazione? Come mai nessun politico degno di tale nome si è imposto per la riduzione dei premi delle assicurazioni dopo tante restrizioni verso gli automobilisti? Come mai patente a punti, tutor, T-Red, autovelox, porte telematiche non hanno avuto, d’altra parte, un effetto economico per l’automobilista coscienzioso? Banalità, direte voi, eppure pare di capire che proprio le più sciocche banalità hanno effetti sulla popolazione, di qualsiasi colore, di qualsiasi estrazione sociale…
Sarà forse per queste piccole “banalità” che continua a passare l’apparenza piuttosto che la sostanza… Piccoli e demenziali esempi di come e quanto la politica sia spettacoloe meriti, semplicemente, di essere guardata e contemplata senza fine,senza scopo, senza oggetto.
Evitare la deriva significherà, dunque, fare per le città, piuttosto che imporre; significherà controllare ed essere controllati; significherà aumentare i meccanismi di trasparenza; significherà riportare la dirigenza tra la gente…