Unioni civili:Brunetta,ecco DIDORE, diritti ma senza costi

da formez.it

L’idea è quella di “un testo unico senza spese per lo Stato” che prevede “il diritto in caso di malattia, di visitare il convivente, e di accudirlo, di designarlo come rappresentante per le decisioni in materia di salute, donazione degli organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie. E doveri: ad esempio, gli alimenti”.
E’ quanto anticipa al Corriere della Sera il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sui DiDoRe, diritti e doveri di reciprocità dei conviventi, che dovrebbero sostituire i Dico “una riflessione da professore – sottolinea e non un progetto del governo, né della maggioranza”.
L’altro punto importante, aggiunge il ministro, è che con i DiDoRe non si tratterebbe “di nessuna imitazione riduttiva del matrimonio”. “La mia visione della famiglia – dice Brunetta – é quella dell’art. 29 della Costituzione e non può prescindere dal matrimonio tra uomo e donna”. Ciò non toglie però, osserva, che “esistano altri legami a prescindere dal sesso che non sono beni pubblici” ma “possono essere considerati beni meritevoli, cioé che meritano l’attenzione dello Stato”.
Meglio una “disciplina con poche e chiare regole” conclude il ministro nella sua riflessione da economista che “l’impasse, l’ipocrisia e il caos di oggi”.

9 Risposte a “DICO…PONGO…DAS….o DiDoRe???”
  1. Corrado Pani scrive:

    Par di capire che rimarrà un’idea….

  2. Francesco scrive:

    A Brunetta tanto di cappello per questa proposta, che oltre ad essere coraggiosa ha anche una sua logica e una sua coerenza.

    Le proposte fatte durante il Governo di centro-sinistra avevano il difetto di provare a venire incontro a due esigenze, entrambe legittime ma differenti. Quella delle coppie eterosessuali conviventi che scelgono di non sposarsi e quella delle coppie omosessuali che desiderano dare veste formale alla propria unione.

    La prima esigenza richiede un contratto più flessibile di quello matrimoniale (ad esempio senza obbligazione alimentare o con un’obbligazione alimentare proporzionata al periodo di convivenza). L’altra esigenza per essere soddisfatta in pieno richiede un contratto quanto più possibile simile a quello matrimoniale. Da ciò è derivata l’incoerenza di fondo delle proposte dei Dico e dei CUS, che apparivano come coperte troppo corte, incapaci di “coprire” entrambe le esigenze.

    Brunetta affronta, e lo dice con una certa onestà intellettuale, solo uno dei due “corni” del problema, assegnando una serie “light” (ma comunque significativa) di diritti e doveri reciproci, che può sorgere sulla base di un qualsiasi rapporto di convivenza (eterosessuale, omosessuale o non sessuale). Se la riforma venisse approvata, l’ordinamento prevederebbe così due tipi diversi di impegno di coppia. Da una parte un plafond più impegnativo di diritti e doveri, derivanti dal matrimonio, ovvero da un’unione che si auspica indissolubile. Dall’altra una serie meno impegnativa di diritti e doveri insorgente da una mera convivenza, sulla cui durata i contraenti non si impegnano.

    Sarebbe senza dubbio un sistema logico ed efficiente. Con un solo non trascurabile “bug”. Ovvero le coppie eterosessuali avrebbero a disposizione la scelta tra tutti e due gli strumenti. Le coppie omosessuali solo la versione light, ovvero i Didore. Questa limitazione, a mio avviso. stride grossolanamente contro il principio di eguaglianza.

    Bene dunque la proposta dei Didore, a cui il PD dovrebbe dare pieno appoggio. Salvo poi iniziare a lottare per ottenere il riconoscimento del matrimonio omosessuale, per creare così una situazione giuridica analoga a quella spagnola.

    E’ ovvio che il mio ragionamento è praticamente inapplicabile data la persistente omofobia radicata in una parte (e non solo ex margherita) del nostro partito…

  3. Riccardo scrive:

    Ancora co ‘sta storia… Allora ditelo, siete masochisti, amate le battaglie post ideologiche, quelle che ci massacrano dentro il partito e soprattutto fuori, nell’opinione pubblica…

    Spesso non è neanche questione di valori cattolici, ma di buon senso, di educazione familiare, di equilibri da trovare… e di buon gusto…

    P.S. Per fortuna che nel PD sui temi che lambiscono le scale valoriali a cui riferirsi c’è ancora chi tiene “la barra a dritta”…

    Riccardo.

  4. Francesco scrive:

    Barra a dritta o barra a destra?

  5. Riccardo scrive:

    Non c’è verso…
    Siamo destinati a perdere pe almeno quarantanni…
    E magari ci piace pure!

  6. d.lombardini scrive:

    …tanto per altri 4 anni il problema non esiste. Sarebbe intanto interessante provare a costruire questo PD. Ah giusto…ora il problemone locale è scegliere i nomi per i circoli!!! Al popolo bue eletto nei coordinamenti la responsabilità. Ed intanto al bar si fanno i giochi sulle poltrone.

  7. Francesco scrive:

    Non sono mai stato d’accordo con una visione della politica come enunciazione astratta dei propri principi completamente astratta dalla loro concreta realizzabilità.

    Però non può neanche essere solo un mezzo per vincere le elezioni, completamente astratto dai propri principi e dai propri valori.

    Il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali e delle convivenze al di fuori del matrimonio è, a mio avviso, un problema di equità e di civilità. Posso discutere con chi la pensa diversamente da me e arrivare ad una mediazione. Ma non mi si può chiedere di non esprimere la mia opinione, perché altrimenti si perdono le elezioni (ammesso che ciò sia vero).

    Ma poi chi lo dice che le elezioni si vincono con le posizioni sfumate e la moderazione? E se si vincessero con un programma chiaro, coerente e deciso? L’avete sentito Obama nel faccia a faccia? Mi è sembrato molto netto e deciso nelle sue posizioni.

  8. Isabella scrive:

    Gay: persona dalla sessualità confusa, se uomo si sente donna e viceversa….

    Dio: Padre ma soprattutto madre (non l’ho detto io, l’ha detto un Papa…)

    Conclusione: Dio sarà mica Gay??????!!!!!!

    PS Chiedo scusa a tutti, cattolici e omosessuali.
    Brucerò all’inferno lo so….

  9. Francesco scrive:

    All’inferno, all’inferno!!!

    La cosa più cattiva, a pensarci bene, è il post scriptum…

  10.  
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