Archivio per ottobre 2008

Coincidenze sanitarie.

Mentre l’assessore Boccolini avverte un malore in Romania scende in campo per il PD il cardichirurgo Pardini?

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Al via il programma Mille Talenti

da www.gioventu.it

Il Ministro della Gioventù in collaborazione con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, on. Renato Brunetta, ha istituito un tavolo di lavoro congiunto per la realizzazione del programma “Mille Talenti”.
L’idea nasce da un libro di Roger Abravanel intitolato “Meritocrazia”, e contiene il proposito di formare e valorizzare 1000 giovani italiani da inserire nella pubblica amministrazione. 
Il piano dovrebbe essere strutturato in diversi programmi, coordinati fra di loro attraverso la selezione progressiva dei migliori 10, 100 e 1000 giovani laureati italiani, sulla base di un apposito test nazionale. Naturalmente, con il coinvolgimento della Scuola Superiore di P.A. L’obiettivo è quello di realizzare tre gruppi che ricevano adeguate borse di studio, una formazione eccellente e prospettive di carriera adeguate, per poter essere da subito inseriti nelle amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali.
Al presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe essere data, infine, la possibilità di creare tra i dirigenti selezionati una propria task force di giovani talenti di cui servirsi per la soluzione delle emergenze. Si tratta della cosiddetta Delivery Unit sperimentata con successo in diverse nazioni europee.

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“Io contavo i denti ai francobolli/ dicevo grazie a dio buon natale/ mi sentivo normale…”
       
           F. De Andrè

Ticchettio di tastiera in sottofondo costante. Occhi fissi sul monitor. Fa caldo, troppo caldo per una giornata di fine ottobre. Apro la finestra dell’ufficio gialleggiante nel neon e ritorno a ballare il tip-tap sulla tastiera. Da fuori – esiste un fuori anche nelle giornate di ufficio! – un ritmo cadenzato, un coro da stadio, un’onda gracchiante di megafoni. Allento la cravatta e scruto meditabondo, da una finestra del Palazzo, la cinta d’assedio dei manifestanti. La solita stanca riedizione della protesta, mi trovo a pensare. Appuntamento autunnale più puntuale della caduta delle foglie.  Eppure…

Spengo il computer, aggiusto la cravatta, timbro il cartellino, esco all’aperto. Li trovo ancora lì, sudati, sgolati, spompati, a innalzare il santino della “Beata ignoranza” per difendere, a detta loro, la scuola pubblica. Scansafatiche, si potrebbe pensare. Manifestanti oggi e fannulloni domani, sento commentare. Ma cosa sanno loro della riforma? Hanno letto tutti gli articoli, tutti i commi e tutti i sottocommi? Che idee hanno, cosa pensano, cosa vogliono davvero, oltre che trovare una scusa per non andare a scuola, per rimorchiare le ragazze, per stare insieme, lì, tutti insieme a protestare? Brusio di fondo di passantame scettico. Già: “insieme”, una parola che non pensavo da un po’, a pensarci bene. Ma sì, sarà la solita bolla di sapone, un nuovo ’68 montato dalla stampa, che si asciuga via nel corso di poche settimane. Eppure…

Eppure sarebbe bello pensare che possa davvero accadere qualcosa di nuovo, che una generazione che tutti davamo per dispersa, rabbiosa ma silente, rassegnata a portare sulle proprie spalle precarie il peso del declino, possa alzare finalmente la voce. Possa dimostrare di non avere paura di nulla, perché tutto quello che è stato loro promesso si sta già sgretolando. Possa aver capito che, quando non ci sono più vie di fuga individuali, quando il futuro è torvo, quando tutti di dicono “rasségnati” e “sopravvivi”, forse l’unica salvezza è stare insieme. Urlando alla facciata di un Palazzo che tanto lo sai che non ti ascolterà, ma con l’arrogante pretesa di essere protagonisti almeno di un brandello di presente.

Siate arroganti, sibilo tra me e me. Siate sfrontati, mi trovo a dire a mezza bocca. E cercate di non assomigliarci, quasi urlo all’indirizzo di un alieno con un lungo trecciolone rasta che mi scruta con l’occhio stolido di un cormorano. Poi si incammina con una birra in mano ed in fondo non lo sa nemmeno lui se sta replicando il passato o costruendo il futuro.

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… Ci date polizia. E’ questa la vostra democrazia!

Ricordo che alle manifestazioni scolastiche della mia gioventù (anni ‘90), si cantava ancora questo slogan sessantottardo. Io sorridevo, guardando gli sparuti poliziotti che, con aria tutto sommato paterna (ce n’era uno che era proprio il papà di un mio compagno di scuola…), ci vedevano sfilare in corteo.

Più che uno slogan era un buffo residuato bellico. Noi chiedevamo riforme (più o meno) ma lo Stato ci dava un buffetto, una pacca bonaria sulla spalla e qualche poliziotto di provincia che vigilava senza fatica su una manifestazione pacifica.

Oggi sono riusciti a far tornare attuale quello slogan, eccitando gli umori sopiti di una conflittualità che si era andata spegnendo.

Che sia un’estrema prova di forza di un potere megalomane, che non ha assorbito la lezione democristiana sulla necessità di lasciare un po’ di sfogo allo scontento? Che sia un regalo in vista della nostra manifestazione di sabato (del tipo Salvate il soldato Wally)? Che sia l’inconscio desiderio di risvegliare vecchi mostri utili allo stato di emergenza continua di cui l’attuale Governo (specie in vista della recessione) ha bisogno più dell’aria?

L’unica cosa certa è che quello slogan, ora, non fa più tanto ridere…

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Se una squadra di calcio perde un derby in casa per 1-0 iniziano le prime contestazioni.

Se si guarda ai risultati degli ultimi 15 anni e si vede che la squadra ha inanellato una sconfitta dietro l’altra, si decide inesorabilmente di fare piazza pulita: dall’allenatore, ai giocatori, fino ai massaggiatori, mettendo in discussione la struttura organizzativa e la filosofia di gioco.

Ebbene: come misurare il successo o l’insuccesso di una formazione politica di sinistra? Se per Bobbio la sinistra è contraddistinta dal perseguimento del valore dell’uguaglianza, possiamo dire che l’aumento dell’uguaglianza sociale è l’obiettivo primo di una formazione di sinistra. L’aumento delle diseguaglianze ne segna invece, irrimediabilmente, la sconfitta.

Secondo stime recenti, l’Italia è ad oggi il settimo Paese OCSE quanto a tasso di diseguaglianza tra ricchi e poveri. I ricchi in Italia guadagnano 12 volte più delle fasce basse di reddito. Il 10% degli italiani incassano il 28% del reddito. Dagli inizi degli anni ‘90 (da quando siamo diventati liberisti: strana coincidenza…) la classe media italiana si è drasticamente impoverita. Insieme con la Gran Bretagna abbiamo il recordo dell’immobilismo sociale: la nostra posizione nella scala sociale è ancora molto influenzata da quella dei nostri genitori.

Bene: questi sono i risultati degli ultimi 15-20 anni. Un Paese con mille magagne, ma che poteva vantare una difesa sociale quasi scandinava, non ha recuperato quasi nessuno dei suoi difetti e sta ora sgretolando la classe media e impoverendo il lavoro salariato a vantaggio del profitto e, soprattutto, della rendita.

Che sia il caso di riflettere un po’ su questi dati?

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Le squadre continuano ad animare il mercato e “radio serva” in attesa di svelare gli attesi programmi per la conquista della città si accontenta di registrare che: Di Bartolo vestirà la casacca dell’IDV, Venturi cerca di ingaggiare l’assessore ai servizi sociale Pacifici ed il difensore civico Robatto ed intanto mentre il PD continua a “statuteggiare”,  si registrano prime frizioni tra Baldassarre (che vorrebbe una lista civica vera) e Melasecche.

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I Giovani democratici della provincia di Terni organizzano un pullman per la manifestazione nazionale indetta dal Partito democratico che si terrà a Roma sabato 25 ottobre.
La partenza è prevista alle ore 11.00 presso il Piazzale della Rivoluzione Francese (dietro alla stazione). Il costo del viaggio è di 10euro compreso il pranzo (panino e bibita).
Confermnare la partecipazione entro lunedì ai seguenti numeri:
328 9394191 – 366 3622324 – 348 7736762

Ciao Alessandro

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Leggo sul Corriere dell’Umbria di oggi che i commercianti di Via Fratini e Via Cavour “Vogliono che la via sia un salotto”, il traffico indiscriminato dei titolari di permesso in tali vie impedisce il corretto svolgimento delle attività e la sicurezza di chi utilizza i tavoli esterni… tutto ciò premesso chiedono all’amministrazione comunale…” CHE LA ZTL SIA RESA PERMEABILE CONSENTENDONE L’ATTRAVERSAMENTO, TRAMITE LO SPEGNIMENTO DELLE TELECAMERE, ALMENO DALLE 19, PERMETTENDO LA MASSIMA FRUIBILITà DELL’AREA, NON PER PARCHEGGIARE MA PER ATTRAVERSARLA…”

…Mi sembra che la richiesta sia in assoluta contraddizione con la premessa. Come si fa a rendere la zona un salotto garantendo fruibilità e sicurezza consentendo l’accesso di tutti e non solo di chi ha il permesso?

io sono per una ZTL vera, anzi per una estensione dell’ISOLA PEDONALE, soprattutto in quelle vie a vocazione “salottiera”.

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…ma dove stanno queste bici?…e soprattutto DOVE SONO LE CICLABILI???

allego l’enfatico comunicato stampa comparso oggi sul sito del Comune:

http://www.comune.terni.it/comunicato_stampa.php?id=33648&pagina=1

 

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…chi è stato alla direzione di ieri in Via Mazzini? Qualcuno sintetizza?

ehm…dalle varie incartatura per le uova (leggasi stampa locale) emerge un “tris d’assi” per le primarie?

Di Girolamo, Brega, Bufi?

Peccato non emerga al solito un’idea di città…

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