Cari amici democratici, vi posto il comunicato stampa elaborato dopo il coordinamento provinciale della scorsa settimana… tempi duri ragazzi…

Saluti democratici Alessandro

DOCUMENTO SEGRETERIA PROVINCIALE GIOVANI DEMOCRATICI DELLA PROVINCIA DI TERNI

Oggetto: Elezioni primarie 17 e 18 ottobre 2008 per la costituente della giovanile democratica.

La segreteria provinciale dei Giovani Democratici di Terni, riunitasi in data 26 settembre 2008, esprime il proprio disappunto per il metodo con cui si stanno organizzando le primarie del 17 e 18 ottobre 2008 per la Costituente della giovanile democratica.

Tale evento, più volte rimandato e offuscato per cause talvolta discutibili, dovrebbe costituire per tutti i ragazzi italiani un evento di straordinaria importanza e un momento di partecipazione; dovrebbe, ma non lo sarà, almeno in questo contesto.

Riteniamo che la scelta di promuovere “elezioni primarie” in una situazione di totale silenzio sia errata, verticistica e non riguardosa nei confronti di tutti quei giovani che, in questi dodici mesi, si sono impegnati a rafforzare e a supportare il Partito Democratico nei territori.

Una scelta che va contro ogni principio di democrazia partecipata, ninfa vitale del partito che desideriamo.

Nutriamo perplessità sulla composizione del Comitato promotore che è stato nominato, meno di un mese fa ed è frutto del mai defunto “manuale Cencelli”, e che non tutela per nulla la rappresentatività dei territori.

Con lo stesso metodo con il quale sono stati formanti i comitati promotori regionali, da prima coinvolgendo i già esistenti coordinamenti regionali per poi trasformarli nelle stanze romane per accontentare le esigenze di questa o quella corrente, figli di un retaggio politico-culturale lontano dalle nostre aspettative.

E’ inutile commemorare momenti di grande partecipazione e innovazione politica per muovere nell’oscurità le pedine.

Riteniamo che sia necessaria una concertazione più ampia per scrivere le regole del gioco; queste non devono essere appannaggio di poche persone ma devono essere discusse, modificate ed approvate da chi, poi, in un secondo tempo sarà tenuto a rispettarle ed a farle rispettare.

Riteniamo deludente e rinunciatario, oltretutto, anche il comportamento dei nostri coetanei presenti al tavolo nazionale, da prima totalmente assenti e poi, forse, troppo attenti a cosa accade nelle stanze romane per ascoltare le ripetute, quanto ponderate e sacrosante, sollecitazioni dei diversi territori che, in questa fase così cupa, forse non sono stati recepiti in modo chiaro ed esplicito.

Crediamo inopportuna l’ingerenza di diversi dirigenti del nostro partito che intendono incidere nel percorso del nascente movimento giovanile; non siamo disposti a prestare il fianco ad inutili e sterili polemiche interne che portano, inevitabilmente, a pericolose diatribe creando nella nascente giovanile laceranti divisioni.

Oltretutto, non possiamo nascondere i grandi problemi organizzativi per un evento così importante e partecipato; pensiamo che i tempi a disposizione siano troppo ristretti per preparare un appuntamento così rilevante.

Speriamo che questa fase di pseudo democrazia partecipata si possa superare velocemente; i Giovani Democratici della Provincia di Terni continueranno a fare ciò che fanno da più di un anno: lavorare ed impegnarsi per la buona riuscita e per la corretta costruzione di una Giovanile di partito realmente democratica.

Le elezioni Primarie del 17 e 18 Ottobre saranno quindi solo un punto di partenza, quel mito fondativo che, nell’epoca della comunicazione di massa, serve ad avviare processi.

Il vero lavoro inizia dal giorno dopo.

Siamo convinti che sia più importante parlare di contenuti, costruire un concreto progetto politico, ascoltare i reali problemi della nostra generazione, le loro aspettative le loro idee per costruire concretamente una reale giovanile di partito piuttosto che lasciare spazio a iniziative autoreferenziali e disorganiche.

Una dinamica attività quotidiana, iniziative, apertura di nuovi circoli dei Giovani Democratici, pre-adesioni che ormai superano le cento unità nella nostra provincia e un confronto incessante con l’opinione pubblica sono elementi indispensabili per la giovanile che abbiamo in mente.

Questo, a nostro avviso, è l’unico modo per far nascere una vera giovanile democratica e questo è il nostro compito.

Sulla concretezza della nostra azione impiegheremo le nostre forze.

Alessandro Venturi

Coordinatore Provinciale Giovani Democratici della provincia di Terni

La segreteria provinciale dei Giovani Democratici

4 Risposte a “Ecco che cosa ne pensiamo delle primarie dei Giovani Democratici…”
  1. d.lombardini scrive:

    [...E’ inutile commemorare momenti di grande partecipazione e innovazione politica per muovere nell’oscurità le pedine. ]
    Quanto è vero!
    Ormai sono cinicamente per le “pedine alla luce del sole”. Anche tra i grandi. Con qualche contenuto però.

    Forza ragazzi, cercatevi di non abbattervi troppo.

  2. Francesco scrive:

    Ho sentito questa mattina su Radio Radicale la candidata dell’associazione Coscioni Giulia Innocenzi.

    Pare che le informazioni fatte circolare dal PD siano scarse e i momenti di confronto programmatico tra i candidati quasi del tutto inesistenti.

    Insomma, primarie finte con poco dibattito e le solite correnti che si scontrano “per interposto giovane”.

    E’ così? Chi sono i candidati? Quali anime rappresentano?

    Comunque Giulia Innocenza mi è sembrata in gamba. Una gran rompiscatole (come tutti i radicali!). E forse di qualche rompiscatole in più ci sarebbe bisogno. Fossi ancora giovane (si può votare fino a 30 anni, se non erro) probabilmente la voterei.

    Tra l’altro pare che non sia prevista la possibilità di voto per gli immigrati. Un gran bel segnale davvero…

  3. Francesco scrive:

    I candidati sono: Salvatore Bruno, Giulia Innocenzi, Dario Marini e Fausto Raciti.

    Si può votare se si ha un’età tra i 14 e i 29 anni: il range anagrafico mi sembra condivisibile.

    Venerdì alle 12 ci sarà una conferenza stampa per presentare i candidati alle primarie del 17 e 18 ottobre.

    Di Giulia Innocenzi si è detto. Fausto Raciti è l’ex segretario della Sinistra Giovanile. Salvatore Bruno è definito come “il candidato di “Rosy Bindi”. Dario Marini, candidato del Nord, si è autodefinito allievo di Massimo Cacciari.

    Ma che cos’è? La guerra dei cloni?

    Comuqnue su http://www.pdnetworkgiovani.it si possono trovare i programmi dei quattro candidati.

  4. Francesco scrive:

    Quoto da http://www.caffeeuropa.it una parte di un interessante articolo intitolato: Quattro giovani in cerca d’autore, di Elisabetta Ambrosi

    Contiene informazioni sui candidati e interessanti spunti di riflessione.

    ” Con le borse che crollano e una crisi economico-finanziaria senza precedenti, occuparsi delle polemiche che hanno accompagnato le candidature per le primarie dei giovani del Partito democratico sembra quasi un po’ comico. In realtà non lo è affatto perché, come ha ricordato Barbara Spinelli nel suo editoriale di domenica scorsa su La Stampa, nessuna emergenza, per quanto grande, giustifica la sospensione delle regole democratiche; né una loro sottovalutazione, perché al contrario è proprio il loro rafforzamento a costituire un antidoto alle crisi. E il modo in cui sono state gestite le primarie dei giovani del Pd, di cui solo qualche sparsa eco è arrivata sui giornali, è qualcosa che sconcerta: soprattutto visto che in questo frangente sono stati ripetuti gli stessi errori delle primarie per l’elezione del leader: scarsa trasparenza, difficile accesso alla gara e candidati.. più candidati di altri.
    Tutto sarebbe rimasto sepolto se non ci fosse stata la denuncia della giovane Giulia Innocenzi, che trovate intervistata in questo stesso numero.

    Questa la vicenda: Giulia, militante dell’Associazione Luca Coscioni, decide di candidarsi per le primarie, ma il 22 settembre scopre che sul sito del Pd non esiste alcun regolamento pubblico, mentre sui blog ne circola uno ufficioso che prevede di raccogliere 500 firme entro il 25 settembre. Come dire, i giochi sono già fatti. Scrive a Veltroni, che non si fa sentire, gli riscrive e ma non ottiene alcuna risposta. Così va davanti alla sede del Pd a fare un sit in di protesta. Compare Franceschini, che le comunica che la sua istanza è stata accolta, che il regolamento è stato finalmente pubblicato sul sito, con proroga dei termini per le candidature al 3 ottobre (si voterà il 17 ottobre).

    A Giulia Innocenzi, che una volta ammessa ha combattuto e ottenuto che venisse eliminata la cosiddetta clausola di coscienza dal Manifesto fondativo (quella secondo cui i giovani democratici avrebbero dovuto essere «una generazione che non ha mai votato sulla scheda nulla di diverso dall’Ulivo prima e dal Pd finalmente oggi, o che non sia ancora mai andata a votare, che non è mai stata iscritta ad un partito della prima Repubblica») è arrivato subito l’appoggio immediato di Arturo Parisi, che ha commentato i fatti con ironia, parlando di «spaghetti-democracy» e ricordando che le primarie servono solo quando sono vere («Diciamo no a primarie pensate per coprire decisioni già prese altrove da altri, no a primarie pensate come riti collettivi da celebrare e da dimenticare»).
    Ad uscire un po’ malconci da questa vicenda, per tacito consenso alla mancata pubblicità del regolamento, sono stati gli altri candidati: in primis, oltre i nomi circolati in un primo momento e poi smentiti, Fausto Raciti, già segretario nazionale della sinistra giovanile, secondo alcuni sicuro segretario ben prima di gareggiare. A Raciti si affiancheranno Dario Marini, il «candidato del nord», che si dichiara sua sponte allievo di Massimo Cacciari, e Salvatore Bruno, il candidato di Rosy Bindi, arrivato per la verità in extremis prima della chiusura dei termini.

    A leggere i programmi dei quattro, pubblicati solo sul sito http://www.pdnetworkgiovani.it, ma non su quello del Pd, si nota che tutti i candidati convergono su alcuni punti comuni: in primo luogo, la voglia di trovare soluzioni alla difficile situazione giovanile, causata soprattutto dalla frammentazione del lavoro e dalla logiche di raccomandazione e appartenenza che hanno sempre la meglio sul merito. In secondo, la voglia (ben maggiore dei loro analoghi senior), di dare voce ai temi etici, e di difendere i diritti individuali. «Noi vogliamo rappresentare tutte le nuove forme di affettività. Perchè sono in troppi senza diritti», scrive Raciti, a cui fa eco, insieme alla radicale Giulia, Salvatore Bruno, che mette in campo coppie di fatto e testamento biologico.

    Ma è soprattutto la volontà di presentarsi in quanto tali, rigettando ogni accusa di far parte di qualche corrente o di essere i figli politici “di” che sembra caratterizzarli maggiormente. «La nostra giovanile non dovrà essere il “pollaio” in cui piccoli burocrati in giacca e cravatta fanno “il verso” al partito dei grandi», dice Salvatore Bruno, che sottolinea fiero, nella sua biografia, la sua provenienza da una famiglia dove il padre è operaio e la madre e la sorella cameriere. «L’autonomia», aggiunge Raciti, «non è una scelta ma una necessità, essendo l’unico vero strumento per rappresentare la nostra generazione e rifuggire da logiche di cooptazione e di selezione casuale ».

    Eppure è proprio la rivendicazione della loro autonomia, che cozzerebbe con la loro chiara provenienza correntizia, a non convincere molti. Della stessa Giulia Innocenzi, che tutto ha giocato proprio sul suo «essere fuori», è stato detto che era la candidata di Cappato (e indirettamente di Pannella).
    Certo, visto come sono state gestite le regole, il sospetto che a muovere i fili siamo stati i soliti noti, è alto. Per dare un giudizio, però, occorrerebbe distinguere la capacità di fare politica e l’appartenenza ad una corrente senza grandi margini di azione. Insomma, se a un giovane cooptato va preferito senza dubbio l’inesperto, tra un giovane che sta dentro la politica seriamente e uno che, come tanti e tante neodeputate, di politica non sa nulla né l’ha mai fatta (e magari lo rivendica pure come valore), è senz’altro preferibile il primo. Sta tutta qui la difficoltà di scelta per quelli che voteranno: decidere per una candidata outsider, e chiaramente non cooptata, o meno degli altri, e candidati che hanno ricoperto già incarichi politici, e di cui è difficile valutare la reale autonomia? …”

  5.  
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