In Parlamento applausi a scena aperta, dai banchi della destra, indirizzati alla memoria di John Maynard Keynes, mentre Tremonti (no, non l’operaista Tronti, proprio Tremonti…), si erge a fine esegeta del pensiero marxista.

“Swinging the pendulum” direbbero gli americani. “E’ ‘na rota che gira” direbbero i ternani.

In mancanza di idee nuove (del resto i genetisti avvertono che l’evoluzione della specie, per lo meno in Occidente, si sta fermando), utilizziamo a fasi alterne le idee del ’900.

C’è un unico problema: non appena la sinistra italiana (dopo accorate riflessioni e tormentati autodafè ideologici) abbraccia un’idea, subito la storia provvede a sancirne la crisi.

Insomma, ci siamo convertiti al liberismo giusto in tempo da accollarci pure le colpe del fallimento del libero mercato.

Ma non è che siamo noi a portare jella?

3 Risposte a “Nel lungo periodo saremo tutti rivalutati…”
  1. I giorni che stiamo vivendo aprono profonde riflessioni.
    Ma il punto è che siamo di fronte al tramonto del mondo a cui siamo abituati. E chiaramente la sinistra non se ne è accorta. Mi ci metto pure io… fino a poco tempo fa si leggevano previsioni e critiche sulla fragilità dell’ “Alta” finanza, basata sul nulla come stiamo vedendo… si leggevano previsioni e critiche sull’esaurimento delle materie prime… si leggevano previsioni e critiche sull’incremento della popolazione mondiale…
    Siamo arrivati alla “prima” resa dei conti.
    E’ tutto da ripensare.
    E’ da ripensare il concetto di “ricchezza”. Quali sono le cose più importanti per il nostro futuro? In che mondo vogliamo vivere da qui in poi?

  2. Riccardo scrive:

    Davvero non male Francè…
    Qualche volta me lo sono chiesto anch’io…

    P.S. Anche ai ragazzi del dopoguerra (trentenni costretti a vivere in una Terni distrutta) deve essere parso un pò complicato vivere il presente e soprattutto pianificare il proprio futuro…
    Ora, non voglio dire che anche noi stiamo vivendo il nostro “dopoguerra” (o no?)… ma a fare la differenza saranno la nostra speranza, i nostri sogni e la voglia di spaccare il mondo.
    E’ questo il nostro dovere, e non possiamo demandarlo a nessun’altra generazione…

    Ti concedo che guardare le facce dei nostri dirigenti del PD quando gli racconto queste cose ti da la misura di quanto lavoro abbiamo davanti…
    Ma io lo sò che siamo molti, e che siamo anche “pronti”…
    Spesso si tratta solo di prendere consapevolezza della prorpia forza, più che denunciare la debolezza degli altri e del sistema.

  3.  
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