Svolta meritocratica nella PA o “gira la ruota”?
Scritto da Daniele Lombardini in Discussioni, Senza categoria, tags: Meritocrazia, talento
Al via il programma Mille Talenti
Il Ministro della Gioventù in collaborazione con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, on. Renato Brunetta, ha istituito un tavolo di lavoro congiunto per la realizzazione del programma “Mille Talenti”.
L’idea nasce da un libro di Roger Abravanel intitolato “Meritocrazia”, e contiene il proposito di formare e valorizzare 1000 giovani italiani da inserire nella pubblica amministrazione.
Il piano dovrebbe essere strutturato in diversi programmi, coordinati fra di loro attraverso la selezione progressiva dei migliori 10, 100 e 1000 giovani laureati italiani, sulla base di un apposito test nazionale. Naturalmente, con il coinvolgimento della Scuola Superiore di P.A. L’obiettivo è quello di realizzare tre gruppi che ricevano adeguate borse di studio, una formazione eccellente e prospettive di carriera adeguate, per poter essere da subito inseriti nelle amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali.
Al presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe essere data, infine, la possibilità di creare tra i dirigenti selezionati una propria task force di giovani talenti di cui servirsi per la soluzione delle emergenze. Si tratta della cosiddetta Delivery Unit sperimentata con successo in diverse nazioni europee.
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Ciao a tutti,
intervengo per la prima volta sul blog segnalatomi dall’ottimo Daniele e di cui ho scoperto far parte anche un ex collega del corso resocontisti (ciao Francesco).
Da co.co.co del CNIPA – ente governativo che fa riferimento al ministro Brunetta – inserito in un progetto di consulenza per l’innovazione che svolgo presso la Regione Campania, parlo con una visione ‘interna’ della PA.
Di questa iniziativa del governo, che potrebbe avere in sé dei risvolti interessanti, mi preoccupa naturalmente, e molto, l’attuazione concreta: forse per eccessiva disillusione, credo che il programma ‘Milletalenti’ diventerà una corsia preferenziale per segnalati e raccomandati di ogni leva (anzi solo di quelle dall’85 in poi..).
La meritocrazia è un cambio culturale talmente dirompente per l’attuale PA che può avvenire solo in un complesso di azioni di portata rivoluzionaria, che riescano appunto a rivoltare (ri-girare) uno stato di cose profondamente corrotto (disgregato, putrescente).
1000 talenti possono bastare se scelti con trasparenza, motivati e resi liberi di operare in un ambiente sano.
Altrimenti si trasformeranno in 1000 giovani fortunati, selezionati per i motivi più disparati (in cui il merito può non c’entrare affatto), rapidamente scazzati e oggettivamente conniventi con un sistema autoreferenziale.
Leonardo
Ciao Leonardo,
piccolo il mondo, almeno su internet!
Completamente d’accordo sull’analisi fatta. Certo però che, almeno a livello comunicativo è un bel colpo. L’ennesimo dell’istrionico Brunetta.
Lavoro nella P.A. e purtroppo, a mie spese, ho toccato con mano proprio in questi giorni il dubbio sull’attuazione del principio di “meritocrazia” che Vi attanaglia.
In particolare la mia tesi di laurea (e ne ho le prove) è stata sfruttata per portare a termine un progetto della P.A. (Min. Giustizia) ed, a risultato raggiunto, due miei colleghi (forse perche di un livello maggiore o xchè con un’anzianità superiore) hanno ricevuto una lettera di elogio da inserire nel proprio fascicolo personale (servirà per il FUA del prossimo anno) ed io nemmeno grazie, come al solito.
Ora sto meditando se spedire tutto ai giornali, a Brunetta, e/o a “mi manda raitre”.
Per quel che mi riguarda la Vostra analisi è purtroppo giusta.
avendo letto il libro in questione posso assicurarvi che la delivery unit di Tony Blair non centra un accidente con l’ennesimo intervento spot di Renato “tornello” Brunetta.
Si tratta, infatti, di un progetto infinitamente più complesso che non riguarda la “pubblica amministrazione” in toto ma solo e soltanto la pubblica (e sottolineo pubblica) istruzione.
Tra l’altro i componenti della delivery unit inglese non sono neolaureati ma giovani lavoratori con esperienze molteplici (spesso conseguite al di fuori della gran bretagna) selezionati in base ai curriculum, non prelevati per direttissima dall’università e poi formati a immagine e somiglianza della PA…(avessimo almeno una scuola simile a quella francese….)