Leggendo ieri le prime dichiarazioni del cosiddetto dream team economico scelto da Obama, mi sono imbattuto in frasi del tipo: le nostre priorità sono la scuola, la sanità e le energie rinnovabili…
Esattamente in linea con il governo italiano.
Polemica facile e semplicistica.
Ma certo, se dietro al piano economico USA si intravvede una chiara idea di futuro, quale futuro ci suggeriscono la manovra varata ieri e i precedenti 5 anni di governo Berlusconi?
Le risposta e’ troppo facile.
Fortunamente qualche idea alternativa fa capolino anche in Italia. Oggi per esempio, su lavoce.info, un interessante e concreto articolo di Tito Boeri, Entrare in un circolo virtuoso? Si puo’.
Non sono un economista, ma voglio aggiungere qualche idea. Credo che spendere massicciamente soldi in energie rinnovabili, come si appresta a fare il  prossimo governo USA, sia un grande investimento in infrastrutture, in ricerca e per il futuro.
Altra piccola considerazione, ricordo che quando frequentavo l’università di Firenze, i miei amici che studiavano fisica mi raccontavano che la loro facoltà era piena di soldi, perché riceveva dal Ministero della Difesa vagonate di soldi per ricerche con ricadute nel campo militare.
Perché non dirottare quei soldi per qualche ricerca che ci garantisca un futuro?
Perché non si propone questo discorso a livello europeo, la ricerca militare la si faccia, ma a livello europeo, spendendo meno soldi e meglio. In questo modo si libererebbero risorse da impiegare nella ricerca per avere energie pulite più vantaggiose, mezzi di trasporto eco sostenibili, un trattamento più efficiente dei rifiuti…
Altra piccola idea: il mondo dell’auto e’ in crisi? si prospettano licenziamenti e casse integrazioni? bene ad aiuti alle case automobilistiche, ma solo in cambio di mezzi di trasporto innovativi ed eco sostenibili.
Solo un po’ di idee, idee che possono apparire ingenue ed utopiche, ma che si appoggiano alla ventata di novità che arrivano da oltre oceano, che fino a qualche mese sembravano impossibili.

9 Risposte a “Un’altra economia.”
  1. d.lombardini scrive:

    La Germania ha da tempo scommesso su di una leadership economica nelle tecnologie per le energie rinnovabili, quindi un’altra economia è possibile. Ma è necessario impostare un sistema industriale e della ricerca ad hoc. Ed in più introdurre dei cambiamenti nei comportamenti quotidiani, agire sulla consapevolezza delle persone, educare fin da bambini al rispetto dell’ambiente e ad una condanna dello spreco. Chissà che la crisi non aiuti in questo?

  2. Corrado Pani scrive:

    Il problema è sempre di teste.
    Come oramai sapete il sottoscritto ha già provato – e sto ancora tentando – a far cambiare le cose in direzione delle rinnovabili….Ad oggi ho soltanto avuto tanti complimenti e poco arrosto…Credete davvero che Water (ops, Walter) sia come Obama? O, meglio, credete davvero che in Italia sia possibile scardinare meccanismi e lobbies così strutturati? Proviamoci…chissà…

    Ricordo soltanto che promuovere le rinnovabili vuol dire, in primis, fare in modo che sia l’amministrazione pubblica a realizzare ed installare impianti…Sta lì il vero ritorno economico ed ambientale…

  3. Isabella scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con Corrado. La spinta dell’aministrazione pubblica è fondamentale, non fosse altro che a livello simbolico, per mostrare a tutti, cioè, che un’altra economia è possibile mi viene in mente, a tale proposito, l’inaugurazione dei primi cinque distributori di idrometano fortissimamente voluti da Nichi Vendola che, tra l’altro, è stato il primo governatore pugliese a parlare di raccolta differenziata.

    La pubblica amministrazione però, dovrebbe anche vigilare per prevenire o reprimere vere e proprie truffe come quella perpetrata ai danni dei cittadini romani e denunciata da report domenica scorsa. Gli interessi del proprietario di un impianto di termovalorizzazione non possono essere superiori a quelli di milioni di cittadini intossicati dalla diossina che viene dalla plastica, senza parlare dello spreco di tonnellate e tonnellate di carta (e della strage di alberi che c’è dietro) che potrebbe tranquillamente essere riciclata.
    Se pago una tassa, salatissima tra l’altro, per avere un servizio, io pretendo che quel servizio venga svolto al meglio.
    Un’altra economia è possibile, ma solo se si debbella il crimine o quantomeno, se si riesce a fare in modo che il comportamento criminale non sia la norma.
    e magari se si riesce a fare in modo che gli appalti per la raccolta dei rifiuti delle virtuosissime città del Nord smettano di essere vinti dalle aziende campane che fanno l’offerta più bassa….

  4. Riccardo scrive:

    Corrado merita attenzione… e l’avrà !!!
    Perchè dobbiamo tutelare e coccolare i “portatori sani di idee”…
    Ogni cosa a suo tempo, Corrado, ogni cosa a suo tempo.

  5. d.lombardini scrive:

    E chi si impegna a selezionare i “portatori sani di idee” e “come”? A me sembra che il fuggi fuggi sia generale…

  6. Francesco scrive:

    Visto che da queste parti si inizia a parlare di legge finanziaria, segnalo l’approvazione in Commissione ambiente di ordini del giorno presentati dal senatore Della Seta e accolti dal Governo finalizzati a stimolare il risparmio energetico attraverso una migliore coibentazione degli edifici e le agevolazione per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza.

    Sempre a proposito di finanziaria, però, colgo lo spunto del bell’articolo di Alessandro per una critica alla politica economica generale del PD. Ho una sincera ammirazione per le nostre teste pensanti in materia economica (penso a Nicola Rossi e a Enrico Morando). Non condivido però la loro idea di fondo di trovare solo nella leva fiscale le misure anticicliche. Ovvero, c’è la crisi e dunque abbassiamo le tasse per sostenere i consumi.

    Secondo me c’è una perceione errata del disagio sociale in corso. Il calo dei consumi non si combatte detassando le tredicesime, come ventilato dal Governo, nè proponendo abbassamenti strutturali della pressione fiscale, come propone il PD.

    Bisogna andare alla radice dell’insicurezza che porta gli italiani a frenare i consumi. E’ la precarietà del lavoro che bisogno combattere per rilanciare l’economia!

    Combattere il precariato, dunque, e rilanciare la ricerca nei settori innovativi . Questa è la ricetta. Con mezzo punto in meno di pressione fiscale si risolve pochino.

  7. Francesco ha ragione,
    abbiamo bisogno di investimenti per il futuro chiari e importanti, non di rilanciare i consumi del natale 2008!

  8. Massimiliano Bardani scrive:

    Credo che la detassazione delle tredicesime sia più che altro un contentino ai commercianti, non altro.
    Chissà, forse si spera che la “campagna acquisti” natalizi possa salvarne molti offrendo loro un po’ di ossigeno fino all’alba…

  9.  
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