Archivio per gennaio 2009

mondinsieme_2007_logo_mani_500pxConsigli  e suggestioni non per gli acquisti ma di informazione/formazione per i futuri amministratori ed i loro staff:

1)  Dal 21 al 23 gennaio 2009 a Modena si terrà la prima edizione di ParteciP.A. il salone della Democrazia Partecipativa.

Workshop formativi, presentazione di esperienze partecipative e un Convengo basato sullo schema dell’Open Space Technology per permettere l’incontro e la discussione tra operatori, amministratori e professionisti.

Tante città hanno attivato percorsi di partecipazione…da noi non se po’ fa?

2) Perchè non ipotizzare come hanno fatto 13 realtà italiane (Venezia, Trento, Bolzano, Trieste, Genova, Bologna, Ravenna, Roma, Napoli, Lamezia Terme, Palermo, Catania e Torino) di realizzare un Urban Center? Gli urban center sono una realtà operativa in molte grandi città e in forte espansione sul territorio nazionale. Sorti per volontà degli Enti Locali (nella quasi totalità dei casi i Comuni) hanno lo scopo di istituire, promuovere e comunicare processi decisionali legati alla rigenerazione delle aree, avvicinando i cittadini ai temi della trasformazione urbana, coinvolgendo gli addetti ai lavori e ampliando la base di condivisione e consenso dei processi di trasformazione. A fianco di questa attività (principale e comune a tutti gli urban center), vengono affiancate altre legate alle peculiarità dei singoli territori, quali le attività di accompagnamento nei progetti, di monitoraggio, di realizzazione dei piani strategici.

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images1 L’ “osteria amministrative” Terni sembra affollata soltanto di confusione.

Proviamo a riassumere…

Tavolo PD: mentre si immolano alla causa delle primarie Bolletta, il giovane Cristian Mannoni (ieri armato in Piazza della Repubblica di megafono..) e l’assessore Pileri…il Senatore Di Girolamo torna sui suoi passi e si candida a Sindaco. Oggi in conferenza stampa spiegherà il motivo del ripensamento. E l’idea di città? Rossi lo incalza. Gli ex margherita chiedono “pacatamente” la Provincia..

Tavolo “io ballo da solo, ma solo se mi accompagnano tutti”: Pardini strizza l’occhio alla società civile, all’UDC, all’IDV,  a Venturi.  Pochi gg fa ricorreva il decennale della scomparsa di Fabrizio De Andrè (“la chiamavano Bocca di Rosa metteva l’amore, metteva l’amore…”).

Tavolo etico: l’IDV stringe Patti Etici..oddio stringe Patti.

Tavolo Terni Oltre: disegna poster per la città e va in bicicletta a Tele Galileo per farsi intervistare. E “avverte”. Capta l’umore della città.

Tavolo PdL: lista Baldassare…c’è o non c’è? L’osteria è quasi piena se non arriva nessuno viene tolta la prenotazione e si siede chi capita.

Il popol(ino) di Facebook intanto segue sbigottito gli eventi e si organizza buttando giù proposte, chi lo ascolterà?

   

UN SINDACO UNDER50 anche a TERNI

Iidee e idee per il prossimo Sindaco di Terni

TERNI è IL SUO FUTURO

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chi  onora gli scranni di montecitorio

Riconoscete il parlamentare che sta onorando gli scranni di Montecitorio?

Ieri e’ stata approvata una risoluzione del radicale Marco Cappato, che proponeva la pubblicazione sul web delle presenze in aula e commissione dei parlamentari europei. La risoluzione e’ passata a grande maggioranza. Ma c’e’ stata una bella fetta di deputati del PDL che ha votato contro. La nostra destra di governo non finisce mai di soprendere, le contraddizione politiche sono sempre piu’ sorprendenti. Forse Brunetta non sara’ felice dell’esempio fornito dai sui compagni di partito in Europa. E Berlusconi? probabilmente non fa i sondaggi sulle questioni europee, non sono cosi’ rilevanti per l’opinione pubblica di massa.

Che paese surreale:

  • siamo il paese con i parlamentari Europei  con la piu’ bassa percentuale di presenze.
  • allo stesso tempo e’ un parlamentare italiano a presentare una mozione per pubblicare le presenze
  • i parlamentari del PDL che appartengono ad una destra di governo, la quale nelle questioni interne sta usando il “pugno di ferro” contro i fannulloni, in Europa vota contro una simile mozione

Ogni volta che qui in Olanda cerco di raccontare l’Italia, taglio corto e chioso: siamo un paese pieno di contraddizioni…

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imagesda il Blog di Job 24, di Rosanna Santonocito

La Suprema corte sentenzia, Fabrizio Buratto ne fa una questione di etimologia. Perchè le parole sono importanti. E su questo concordo appieno. Chi è dis-occupato, chi è free-lance  mezza lancia, chi apre una partitita Iva  avendola già persa, la partita, prima del fischio di inizio. E poi chi è più atipico, almeno come tendenza, tra i lavoratore che ha un contratto a tempo indeterminato e quello che ha un contratto di altro tipo…
di Fabrizio Buratto.- La Corte di Cassazione pare attenersi all’etimologia del termine disoccupato, ovvero “male occupato”, nel dare ragione ad un lavoratore precario, ovvero con assunzione temporanea, che aveva omesso il suo stato di occupato precario nell’ambito della partecipazione ad un concorso pubblico. Per questo motivo il lavoratore era stato condannato in primo e secondo grado, senonchè la Cassazione ha sentenziato che “il fatto non sussiste”, motivando così tale asserzione: “Un rapporto di impiego precario e temporaneo non può essere ritenuto sufficiente a far venir meno il requisito dello stato di disoccupazione”. Prendendo alla lettera questo concetto, peraltro difficilmente confutabile, la percentuale di disoccupati nel nostro paese, e non solo, registrerebbe un’impennata.
Del resto le parole sono importanti, e risulta facile, a chi le usa per mestiere, conferire loro il significato più opportuno. Così si confonde la precarietà (qualcosa che si subisce) con la flessibilità (qualcosa che si sceglie), i professionisti a Partita Iva con chi ha perso la partita in partenza –  costretto ad aprirsi la Partita Iva pur rimanendo di fatto un dipendente – per non parlare del popolo dei freelance, letteralmente “lancia indipendente”. Già, perché il termine comparì per la prima volta nel romanzo storico “Ivanhoe”  di Sir Walter Scott, intendendo l’autore in questo modo designare il guerriero medievale mercenario, una lancia libera, appunto. Ma oggi il freelance worker, troppo spesso, è costretto a combattere con una lancia spezzata a metà, e la parte del manico ce l’ha in mano il suo datore di lavoro.

L’armata Brancaleone dei freelance italiani, in realtà è composta da precari nel senso etimologico, ovvero da chi ottiene qualcosa tramite preghiera, in questo caso il lavoro, disposto persino a rinegoziare diritti che parevano sacrosanti. E se le parole sono importanti, vorrà pur significare qualcosa la recentissima sparizione del termine “atipico”, rintracciabile solo in certa burocrazia contrattuale. Ciò che fino a pochi anni fa era “atipico”, ovvero il lavoratore precario, co.co.co o a tempo determinato, ora è diventato tipico, e non vedo come si possa tornare indietro, né a fatti, né a parole. Vi sono ragioni macroeconomiche che la ragione non conosce (ma i colpevoli impuniti, sì) e, stando così le cose, occorre una divisione più equa nel pagare queste colpe non nostre.
Per continuare nella metafora biblica, abbiamo appurato sulla nostra pelle come le colpe dei padri ricadano sui figli, specie quelle finanziarie, ma in Italia questo fardello è molto più sbilanciato verso i giovani, rispetto agli altri paesi europei. “È così che l’Italia diventa il Paese dei paradossi  e degli sprechi: ha la vita attesa più lunga e l’età di pensionamento più bassa, la quota di anziani e donne inattive più elevata e il cuneo fiscale sul lavoro più grande, la scuola meno efficiente per introdurre sul mercato del lavoro e il tasso di disoccupazione

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11904758f99Il 2009 è l’ anno europeo della creatività e dell’innovazione.

Che dire…ci diamo una mossa anche in Umbria e soprattutto a Terni?

dal sito della Commissione europea:

L’Europa deve stimolare la sua capacità di creare ed innovare, per ragioni tanto sociali quanto economiche. È per questo che la Commissione ha adottato oggi una proposta diretta a far dichiarare il 2009 “Anno europeo della creatività e dell’innovazione”. La decisione, che spetta al Consiglio e al Parlamento europeo, sarà presa nei prossimi mesi.

Il mondo moderno mette l’accento su un utilizzo più efficiente della conoscenza e su uno sviluppo rapido dell’innovazione. Richiede quindi una moltiplicazione delle forze creative in tutta la popolazione. In una società della conoscenza caratterizzata dalla diversità culturale, le persone hanno in particolare bisogno di qualifiche e di competenze che le metta in grado di abbracciare il cambiamento come un’occasione da cogliere e di aprirsi a nuove idee. L’insegnamento e la formazione sono, a tale riguardo, fattori determinanti.

Secondo il commissario europeo all’istruzione e alla cultura Ján Figel’, l’Anno europeo della creatività e dell’innovazione sarebbe “un mezzo d’azione efficace, poiché permetterebbe di sensibilizzare l’opinione pubblica, di divulgare informazioni sulle buone pratiche, di stimolare l’insegnamento, la ricerca, la creatività e l’innovazione, nonché di promuovere il dibattito ed il cambiamento. Associando misure a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, l’Anno europeo può generare sinergie e contribuire ad orientare il dibattito su questioni precise.”
La Commissione non propone di assegnare all’Anno europeo della creatività e dell’innovazione un bilancio specifico, in quanto ritiene che esso possa essere organizzato utilizzando i programmi comunitari esistenti e le risorse amministrative già previste. Per coinvolgere tutti I soggetti che potrebbero essere interessati, la Commissione invita gli Stati membri a designare coordinatori nazionali che potranno collaborare attraverso un comitato direttivo ristretto istituito a livello dell’UE.

Le attività dell’Anno europeo dovrebbero essere anzitutto dirette ad instaurare un ambiente propizio alla creatività e all’innovazione e a fare di tali questioni una priorità politica di lunga durata. Per esempio, occorrerebbe privilegiare l’insegnamento di un’ampia gamma di materie, fra cui la matematica, le scienze, l’informatica e altre tecnologie. Attirare l’attenzione sulla creatività attraverso queste competenze dovrebbe stimolare la capacità di risolvere i problemi e l’uso pratico delle conoscenze e delle idee. Dovrebbero essere prese in considerazione tutte le forme d’innovazione, anche quelle nel settore sociale e nel mondo delle imprese.

Occorrerebbe anche prestare la dovuta attenzione alla creazione artistica e all’innovazione culturale come strumenti importanti di comunicazione tra i popoli europei e come prolungamento dell’attuale Anno europeo del dialogo interculturale.
L’Anno europeo della creatività e dell’innovazione è un’iniziativa trasversale che include non soltanto l’istruzione e la cultura, ma anche altri settori, come quelli dell’impresa, dei media, della ricerca, delle politiche sociali e regionali, dello sviluppo rurale. Esso dovrebbe prevedere campagne d’informazione e di sensibilizzazione, la promozione delle buone pratiche, l’organizzazione di dibattiti, riunioni e conferenze e il sostegno di un’ampia gamma di progetti a livello regionale, nazionale ed europeo.

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