Lifelong learning per i nostri futuri amministratori ed i loro futuri staff
Scritto da Daniele Lombardini in Il punto su Terni, Segnalazioni, tags: democrazia partecipativa, elezioni amministrative, partecipazione, pdterni, terni
Consigli e suggestioni non per gli acquisti ma di informazione/formazione per i futuri amministratori ed i loro staff:
1) Dal 21 al 23 gennaio 2009 a Modena si terrà la prima edizione di ParteciP.A. il salone della Democrazia Partecipativa.
Workshop formativi, presentazione di esperienze partecipative e un Convengo basato sullo schema dell’Open Space Technology per permettere l’incontro e la discussione tra operatori, amministratori e professionisti.
Tante città hanno attivato percorsi di partecipazione…da noi non se po’ fa?
2) Perchè non ipotizzare come hanno fatto 13 realtà italiane (Venezia, Trento, Bolzano, Trieste, Genova, Bologna, Ravenna, Roma, Napoli, Lamezia Terme, Palermo, Catania e Torino) di realizzare un Urban Center? Gli urban center sono una realtà operativa in molte grandi città e in forte espansione sul territorio nazionale. Sorti per volontà degli Enti Locali (nella quasi totalità dei casi i Comuni) hanno lo scopo di istituire, promuovere e comunicare processi decisionali legati alla rigenerazione delle aree, avvicinando i cittadini ai temi della trasformazione urbana, coinvolgendo gli addetti ai lavori e ampliando la base di condivisione e consenso dei processi di trasformazione. A fianco di questa attività (principale e comune a tutti gli urban center), vengono affiancate altre legate alle peculiarità dei singoli territori, quali le attività di accompagnamento nei progetti, di monitoraggio, di realizzazione dei piani strategici.
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Daniele,
sono assolutamente con te sulla assoluta necessita della formazione dei futuri amministratori e loro staff. Ho letto una nota di Paolo Cianfoni sul livello di preparazione degli amministratori degli scorsi anni quando venivano “addestrati” dalle scuole di partito ecc. Mi ricordo anche che ad un certo punto la politica decise di sostituire un assessore in carica con un’altro e questi due si fecero almeno due mesi insieme tutte le mattine per assicurare il livello di conoscenza delle diverse problematiche. Adesso non è così.
….attività di accompagnamento nei progetti, di monitoraggio, di realizzazione dei piani strategici…..
un sogno! quì da noi culla della democrazia operaia e proletaria non siamo stati neanche capaci di fare le primarie per avvicinare i cittadini non al progetto o al piano strategico, semplicemente alla scelta della persona che gli stessi “cittadini” avessero ritenuto più a loro vicina capace e portatrice dello stesso progetto di città.
Faccio presente che nessuno di noi ad oggi conosce quale idea di citta per i prossimi 5 difficilissimi anni abbiano in testa i candidati. sappiamo solo delle alleanze e magari non di tutte!
ciao
Gli Urban Center sembrano molto interessanti, mi metto a cercare in giro…
non cercarli da queste parti.
mmmm… interessante !
Ho dato un occhio ai vari siti degli Urban Center, non e’ che abbia trovato delle grandi ispirazioni. Spesso sono siti smozzicati, che raccontano magari solo una scatola vuota messa li’ per piaggeria istituzionale.
Quello di Torino non sembra male, mi sembra animato da un vero lavoro di ricerca… anche quello di Bologna seppur molto giovane.
P.S. un po’ di “controtendenza”:
Anche se poi in generale, parlano troppi architetti, e mi sembra che a Terni gli architetti e costruttori abbiano cia’ troppa voce in citta’…
In sottofondo rimane l’esigenza di “raccordare” tutte queste giovani professionalità ed energie di Terni.
E’ da lì che si riparte (e facebook è comunque un modello di comunicazione… il passo successivo lo dovremmo fare noi, se davvero vediamo nel PD una forza riformista, aperta e moderna).
Personalmente lo intendo come luogo di riflessione sulle scelte cittadine (prevalentemente urbanistiche ma non solo) e per avviare percorsi di partecipazione su varie tematiche. Inoltre può connotarsi come centro studi sulla città che cambia.
Sulla carta tutte le esperienze di partecipazione sono utili e significative; il problema sta nel modo in cui si realizzano ed il valore che si attribuisce loro. Istituti di partecipazione popolare sono già previsti (per legge) in ogni statuto comunale. Senza bisogno di andare ad inventarsi chissà che cosa (bella e utile, per carità) sarebbe sufficiente applicare e valorizzare gli strumenti che già ci sono superando una mentalità politico/gestionale miope e faziosa e, soprattutto, l’ignoranza generalizzata che caratterizza molti nostri amministratori (e quando parlo di ignoranza non mi riferisco al titolo di studio ma a qualcosa di molto più diffuso e generalizzato: accade spesso, troppo spesso, che le cose si facciano male o non si facciano per niente PERCHE’ NON LE SI CONOSCE!!!). Dirò di più: si percepisce una paura latente ad attorniarsi di gente in gamba e preparata, quasi si avesse paura di sfigurare o che venga rubato il posto.
fateli parlare sti architetti, quelli puri, senza nessuno dietro, liberi, pronti a dare contributi reali…..
ad Alessandro Vincelli: sei sicuro che a Terni la troppa voce sia degli architetti e non “dell’architetto”?
Bellissima idea quella degli urban center. Democrazia partecipativa e urbanistica partecipata sono senza dubbio il futuro.
Ma servono dinamiche sociali nuove, moderne, meritocratiche, fresche e leggere.
Andatevi a vedere la rete dei nuovi municipi…..
http://www.nuovomunicipio.org/
Valorizzazione del paesaggio urbano e rurale, tutela ambientale, tutela dei beni artistici-architettonici, trasformazioni di aree urbane…………queste tematiche rappresentano il “diritto” della collettività, e quindi dei cittadini, all’architettura.
La rilevanza economica e sociale che ogni scelta di trasformazione urbana comporta in una città e l’impatto che ha nei confronti di chi vivrà, attraverserà, o solamente osserverà ogni singola opera sia architettonica che artistica fa si che essa debba essere democraticamente condivisa.
Gli urban center servono il 99% ad informare scelte urbanistiche già prese (utilizzati cone ricerca di consenso), ma a mio parere il punto della problematica sta a monte delle scelte, ovvero la partecipazione nella fase iniziale, nella ricerca di target di indirizzi, nella fase di programmazione degli interventi.
Esiste uno strumento che riesce a soddisfare il raggiungimento di tutto ciò: il concorso di idee.
Con questo mezzo di scelta allora sì che gli architetti (e non l’architetto), avrebbero voce….
Soprattutto esiste, o dovrebbe, il “gusto del bello”.
Viene dagli studi, dall’apertuta mentale, dalle esperienze (leggi le cose viste nel mondo), la sensibilità e l’equilibrio.
Il “gusto del bello” è un’arma a doppio taglio. Se ne può parlare all’infinito ma difficilmente si giungerà alla conclusione che è oggettivo.
A tal proposito (per inciso): finalmente mia nipote (4 ANNI) mi ha svelato il senso delle “cosa” in viale dello stadio: una canna da pesca con seppia all’amo…beh, la tradizione marinara di Terni è nota in tutto il mondo!
Pier Francesco, premetto che il mio approccio e’ di base propositivo e costruttivo. Ho buttato li’ una battuta critica proprio perche’ condivido le stesse critiche che muovi tu nel tuo commento.
- Urban center usati solo per promuovere decisioni gia’ prese (Basta dare un occhio a molti dei siti esistenti)
- Terni animata da “un Architetto” gia’ cosi’ indaffarato e che qualche volta avrebbe fatto meglio a non darsi cosi’ tanto da fare (Basta dare un occhio in giro per Terni…)
Ben venga un Urban Center anche a Terni, ma tenendo in cosiderazione gli errori e/o limit di quelli esistenti, e del fatto che a Terni sembra esistere un ingombrante “Architetto al Center”
Io non sono ne’ un architetto ne’ un urbanista, ma se volessimo iniziare a delineare e a confrontarci su qualche idea di citta’ io qualche idea ce l’avrei, almeno per Borgo Rivo e il centro.
P.S. vi segnalo questo articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica.it di oggi: Società rotonda, anzi rotatoria
Facciamo parlare le persone che abitano un territorio, ascoltiamole e rendiamole partecipi delle scelte di trasformazione urbanistica, che spesso vengono percepite come “calate dall’alto”, quasi un intervento divino. Al Circolo di Gabelletta, dove sono iscritta, vogliamo farlo; alla Circoscrizione Colleluna l’abbiamo fatto. Molti di noi hanno delle idee riguardo la vivibilità di Gabelletta. Vorrei che nel programma del candidato sindaco si parlasse di questi temi con una proposta concreta e fattibile. Ciò che dobbiamo evitare è che si istituisca uno strumento “di facciata”, un novo ente che per la natura stessa dei temi che tratta (partecipazione, democrazia, urbanistica) potrebbe essere lento e macchinoso. E poi vorrei che nel programma del canditato sindaco ci sia spazio per le idee che vengono dal nostro quartiere, con un programma che veda interventi sia a breve che a lungo termine. Sul concorso di idee ho qualche perplessità: a mio parere non servono pochi interventi radicali, calati dall’alto, ma tanti interventi minori aupicati dai residenti. Ben venga anche qualche intervento importante, ben programmato, ma non stravolgiamo di nuovo questi quartieri, perchè le persone, già oggi, stentano a riconoscerli.
Quanto tempo passerà prima che da noi si possa ragionare nei seguenti termini? Non solo rispetto a scelte urbanistiche…
http://portal.forumpa.it/story/46409/urbanistica-partecipata-a-genova-si-discute-della-nuova-autostrada?utm_source=FORUMPANET&utm_medium=2009-02-03