Archivio per febbraio 2009

marziano2.gifNano nano!”

“Che fa? Offende?”

“Ma no, Nano nano è il saluto del marziano. Ti ricordi di me? “

“Sì, quel maledetto alieno scocciatore che è venuto ad assistere all’Assemblea provinciale del PD del 25 Novembre del 2007. Mbè, ora che vuoi?”

“Vorrei sapere le novità del Nuovo partito nuovo che state costruendo! Vi ho lasciati pieni di speranze e di entusiasmo. E ora come va?’”

“Domanda di riserva?”

“Dimmi almeno come sta il vostro leader. Lo ricordo osannato dalle genti, affiancato da tutti i maggiorenti del partito che gli giuravano fedeltà. Sembravano i cavalieri della tavola rotonda”.

“Che per poco non si portano via pure le sedie…”

“Eppure c’erano grandi speranze”

“Franceschini. Questo di tanta speme oggi ci resta”.

“Non capisco, ma almeno il sistema politico si è normalizzato? Il numero dei partiti è diminuito?”.

“Almeno quell’obiettivo è stato raggiunto: ci sono meno partiti.  Solo che se continuiamo così, ne resterà solo uno”.

“Ma nel nostro pianeta quella si chiama dittatura. Ricordo i tempi di Globolus V, dittatore brachimorfo dalle grandi antenne, che pretendeva di governare il Pianeta asservendo l’Assemblea planetaria ai propri voleri, ponendosi al di sopra delle leggi, reclamando per sè l’immunità e svuotando il diritto di sciopero.”

“Marziano, ce l’hai il permesso di soggiorno intergalattico? Guarda che chiamo le ronde!”

“Dimmi almeno come vanno le cose a Terni. Ricordo il vostro congresso provinciale del novembre del 2007: se non ricordo male si pensava di eleggere Roberto Montagnoli segretario provinciale ed definire la candidatura a sindaco di Leo Di Girolamo. Un giovane in gamba e un candidato onesto e capace. Poi qualcosa andò storto e una parte del gruppo dirigente del partito impedì questa soluzione…”

“Ricordi bene, antennuto seccatore. Per quasi un anno e mezzo ne sono seguiti mugugni, lotte, scontri, articoli sui giornali, dichiarazioni al vetriolo. Ma alla fine il nostro arguto gruppo dirigente ci ha tirato fuori dalle secche e proprio ora si è tenuto un nuovo congresso provinciale.”

“E quindi?”

“Quindi abbiamo eletto Roberto Montagnoli segretario ed abbiamo stabilito che Leo Di Girolamo sarà candidato a sindaco”.

“Vuoi dire che il gruppo dirigente ha passato quasi un anno e mezzo a litigare per ottenere il risultato che inizialmente voleva scongiurare? Non capisco…”

“Marziano basta! Non puoi andare a scocciare qualcun altro? Perché non vai dai sostenitori di Di Bartolo, Venturi o Baldassarre?”

“Chi sono costoro? Controllo nella mia guida alla scienza politica intergalattica: un ex assessore regionale, un ex segretario di partito e un ex consigliere comunale. Tutti provenienti dal Pci. Tutti candidati a sindaco…. Ho capito! Sono queste le famose primarie!!!!”

“Marziano, a pensarci bene… Mica hai un posto libero sull’astronave?”marziano31.jpg

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Lavori Corso del Popolo TerniLeggo sul sito del comune che e’ stata riaperta da pochi giorni via Guglielmi. Bel lavoro. Leggo anche che alla fine dei lavori ci saranno circa 4 ettari di verde e 1000 posti auto sotterranei; senza dubbio un bel progetto.

Vorrei segnalarvi una cosa che mi sembra un po’ stonare: il palazzo che si sta costruendo all’inizio di Corso del Popolo sorge su quella che prima era il marciapiede di Corso del Popolo, anzi forse arriva la’  dove prima c’era il parcheggio lungo la carreggiata. Non sono un architetto, ma a me sembra che sia stato costruito troppo a ridosso della strada. Passando con l’auto si puo’ notare molto bene come il palazzo stia sorgendo a ridosso della rotonda dell’obelisco e della strada.

Ritengo sia un peccato restringere cosi’ tanto una strada importante come Corso del Popolo.

Che ne pensate?

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grouchomarx Colpo ad effetto del Pd ternano per uscire dall’impasse che lo sta paralizzando in questi giorni.

“Le primarie si faranno”, ha detto il segretario comunale del PD (e forse futuro segretario provinciale), Giorgio Prezzemolo “perchè sono un indispensabile strumento di democrazia e un mito fondativo del nostro partito”.

Il segretario ha però aggiunto allargando le braccia: “Purtroppo però, per motivi di natura strattamente tecnica e organizzativa (il regolamento regionale del partito è stato ingoiato dallo schnauzer della Bruscolotti e il tipografo incaricato di stampare i moduli per la votazione giace malato in una dacia sul Mar Nero n.d.r.), le primarie per decidere il candidato a sindaco si terranno ad agosto, appena due mesi dopo le elezioni amministrative”.

Non si scompongono i giovani Vladimiro Carnieri e Natasha Liviantoni, belle speranze del forum giovanile “Giovani speranze per il rinnovamento del partito”: “Le primarie ad agosto consentiranno una più attenta ponderazione delle candidature, anche alla luce del risultato delle amministrative”. E a chi li solletica parlando di una candidatura giovane, sul modello fiorentino di Matteo Renzi, rispondono decisi: “I nomi non mancano. Il problema è che i cognomi sono sempre gli stessi!”

Partito democratico: oltre la politica, dentro la satira!

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foto-veltroni3189_img1.jpg Peccato. Eravamo un partito unito su tutto. Purché non si parlasse di politica.

E’ triste commentare la fase finale di una parabola, che all’inizio ci ha visto creare questo sito e il gruppo di Punto democratico, sulle ali del nascente Pd Veltroniano, ed oggi ci vede basiti e increduli, mentre assistiamo al suicidio collettivo della sinistra italiana.

L’idea di partenza, forse, non era una cattiva idea. Non vogliamo unirci al coro dei tanti scettici dell’oggi, che dimenticano di essere stati entusiasti al tempo in cui faceva comodo. Noi ci abbiamo creduto. E non lo neghiamo.

Ora non rimane che raccogliere i cocci e cercare di capire cosa è andato storto. Al di là delle tante analisi più o meno pedestri che si possono abbozzare, la fine del PD di Veltroni (e, per coerenza, di tutti coloro che hanno appoggiato la sua segreteria) è la fine di quella che potremmo chiamare la “politica della sintesi senza dialettica”.

La fine, cioè, dell’idea che bastasse giustapporre idee e pensieri diversi, fingendo di non vedere la distanza tra le reciproche posizioni, per farli convivere senza problemi in un unico partito. Ci si è provato. E ne è scaturito il partito delle mille astensioni, incapace di prendere una qualsiasi posizione che andasse oltre il più trito buon senso.

Non so se il PD abbia ancora un senso e una prospettiva. Di certò potrà assumerla solo se al conflitto tra pensieri divergenti sia data la possibilità di esprimersi e confrontarsi dialetticamente. Facendo emergere le differenze, contandosi e prendendo una posizione netta, chiara, comunicabile.

Vale per le questioni etichie, certo, ma anche per i temi della sicurezza e per le questioni economiche. Sempre che si riesca, ad esempio, ad elaborare uno straccio di analisi che dia un senso a questa crisi e faccia uscire l’economia da una spirale conservatrice, che ha visto la terribile compressione dei salari a beneficio di rendite e profitti. Il tutto senza cadere nell’altra forma ancor più nefasta di conservatorismo, che porta a ristatalizzare tutto e a chiudersi nelle frontiere impermeabili del protezionismo.

Certo, servono idee, serve energia, servono ricerca e pensiero.

E serve un partito strutturato e dialettico, in cui ci sia posto per tanti, ma non per tutti. Un partito, ad esempio, in cui non ci sia spazio per chi nega alla radice la laicità dello Stato e l’autodeterminazione dell’individuo. Un partito in cui non ci sia spazio per i vecchi ceffi per cui la politica è solo occupazione del potere (ad ogni costo, con ogni mezzo). Un partito in cui non ci sia spazio per i tanti, troppi, che sono scesi a compromessi troppo infami e sono andati oltre i limiti della decenza e della legalità.

Caro Walter, sei uscito di scena con dignità e compostezza e questo ti va riconosciuto. Forse le speranze che hai suscitato erano troppo belle per poter reggere il peso di una realtà così amara.

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images1Happy hour nell’ambito del Festival Stravalentino ieri sera al pub dell’Auditorium Don Bosco di Terni.

Tema della serata “microfoni aperti (e mal funzionanti) sugli eventi valentiniani e la politiche culturali della città”. Seduti l’uno accanto all’altro i 5 candidati alla prossime amministrative (ma ad oggi non sono solo due gli “ufficiali”?): Leo di Girolamo – PD, Antonio Baldassarre – lista civica Rinnoviamo insieme Terni, Massimo Valigi – lista civica, Leo Venturi – Terni Oltre e Enrico Melasecche – UdC.

Una sedia aggiunta in più per Eros Brega così tanto per gradire. Ma forse – voglio sperare – sarebbe stata destinata all’assessore in carica agli eventi valentiniani Trivelli (???) ed un’altra lasciata nel retro bottega per Monsignor Paglia… ma si sa tra parenti serpenti i panni sporchi si lavano in casa!

Ad animare la serata tra i tavoli gonfi di applausi telecomandati Michela Trevisan e Arnaldo Casali, bravi nel far rispettare le regole del “musichiere” insieme a Riccardo Leonelli.

In una atmosfera per certi versi da Ecce Bombo in cui i personaggi si ancorano a parole chiave già sentite per storia politica/personale – conti e risorse (Melasecche), partecipazione alla programmazione (Venturi), mettere al centro la persona (Valigi..che lo ha ripetuto più volte, probabilmente perché timoroso che “ciancicando” in continuazione la gomma da masticare non si fosse sentito bene!), merito e talento più o meno autoctono (tutti) – ottimo l’incalzare sugli aspetti del “come” da parte del cerbero oste Casali.

Irrompe sulla scena a mo’ di one man show di altri tempi Baldassarre (classe 1940. Mi chiedo: in un ipotetico doppio mandato chiuderà a 80 anni?) che snocciola con verve oltre al suo CV ed ai fallimenti locali (di cui tra l’altro non sembra conoscere un granchè, vabbè ma abita solo a Terni, mica ci vive no?) delle soluzioni progettuali di “lungo respiro” e dal sicuro successo: dare a Giannini gli studios di Papigno per il suo nuovo film ed un direttore artistico “controllato” da una commissione tecnica e dalla Giunta….mi ricorda tanto la il periodo della sua presidenza Rai e dell’editto bulgaro berlusconiano, momenti di alto dibattito culturale nel paese… ma forse sono solo i miei prosecchini mi annebbiano i ricordi e la percezione. O i troppi salottini e the del candidato sindaco.

Altre soluzioni per le manifestazioni valentiniane? Il mix pubblico privato (tutti, anche per le politiche culturali in genere), l’associazione (Venturi, Brega…ovviamente in campo anche la sua Fondazione), il bando pubblico (Venturi, Valigi), il direttore artistico (Baldassarre, Melasecche… che qui combina una bella gaffe sulla mostra già calendarizzata dall’assessorato alla cultura su Pier Matteo d’Amelia, ma anche il “sempre candidato e tribuno perugino di Terni” può sbagliare, per troppo valentiniano amore s’intende!). Più articolata la posizione di Di Girolamo che non esclude, in un quadro di difficoltà di attivazione delle risorse economiche, la possibilità della coesistenza di differenti strumenti in campo quali l’associazione, le sponsorizzazioni, la figura del direttore artistico: “nell’identità culturale di Terni devono avere diritto di cittadinanza tutte le culture attraverso una moltepilicità di eventi” da organizzare e promuovere nell’ambito della programmazione regionale (tra gli avventori del pub Don bosco si era all’improvviso manifestato in tutte le sue vesti intrise di provincialismo il fantasma della sudditanza psicologico/culturale verso Perugia…no comment!) e sulla base di un tavolo al quale devono sedere tutte le associazioni che partecipano alla vita culturale della città; un bando, infatti, spesso arma solo chi più già attrezzato per competere. Perché non esistono culture elitarie e popolari, esiste la cultura.

Ottima la chiosa del buon Leonelli che mette una pezza agli strali (un po’ avventati lo ha riconosciuto anche lui stesso ad onor del vero) di Baldassarre – sull’ “ignoranza al potere”, sul “mercatismo speriamo in buona fede “, sul “meglio acquistare un buon Guercino che una patacca contemporanea”, sulle avanguardie presuntuose e irrispettose- ribadendo che la cultura deve essere di tutti e che “la pipì addirittura sul pubblico l’ha fatta anche Carmelo Bene 40 anni or sono”!

Suona la campanella, termina già l’happy hour, la birra è finita…frastornati tutti a casa a cenare e sbirciare un altro Festival…Sanremo.

Con buona pace della cultura!

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imagesDal 49 al 46 posto secondo il Rappporto del  World Economic Forum (consultabile anche in modo interattivo per facilitare comparazioni…) 2008 – 2009.

Ci troviamo dietro nazioni del calibro di Barbados e Giordania. Rallegriamoci possiamo ancora peggiorare: il campione era di 134 nazioni.

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