images1Happy hour nell’ambito del Festival Stravalentino ieri sera al pub dell’Auditorium Don Bosco di Terni.

Tema della serata “microfoni aperti (e mal funzionanti) sugli eventi valentiniani e la politiche culturali della città”. Seduti l’uno accanto all’altro i 5 candidati alla prossime amministrative (ma ad oggi non sono solo due gli “ufficiali”?): Leo di Girolamo – PD, Antonio Baldassarre – lista civica Rinnoviamo insieme Terni, Massimo Valigi – lista civica, Leo Venturi – Terni Oltre e Enrico Melasecche – UdC.

Una sedia aggiunta in più per Eros Brega così tanto per gradire. Ma forse – voglio sperare – sarebbe stata destinata all’assessore in carica agli eventi valentiniani Trivelli (???) ed un’altra lasciata nel retro bottega per Monsignor Paglia… ma si sa tra parenti serpenti i panni sporchi si lavano in casa!

Ad animare la serata tra i tavoli gonfi di applausi telecomandati Michela Trevisan e Arnaldo Casali, bravi nel far rispettare le regole del “musichiere” insieme a Riccardo Leonelli.

In una atmosfera per certi versi da Ecce Bombo in cui i personaggi si ancorano a parole chiave già sentite per storia politica/personale – conti e risorse (Melasecche), partecipazione alla programmazione (Venturi), mettere al centro la persona (Valigi..che lo ha ripetuto più volte, probabilmente perché timoroso che “ciancicando” in continuazione la gomma da masticare non si fosse sentito bene!), merito e talento più o meno autoctono (tutti) – ottimo l’incalzare sugli aspetti del “come” da parte del cerbero oste Casali.

Irrompe sulla scena a mo’ di one man show di altri tempi Baldassarre (classe 1940. Mi chiedo: in un ipotetico doppio mandato chiuderà a 80 anni?) che snocciola con verve oltre al suo CV ed ai fallimenti locali (di cui tra l’altro non sembra conoscere un granchè, vabbè ma abita solo a Terni, mica ci vive no?) delle soluzioni progettuali di “lungo respiro” e dal sicuro successo: dare a Giannini gli studios di Papigno per il suo nuovo film ed un direttore artistico “controllato” da una commissione tecnica e dalla Giunta….mi ricorda tanto la il periodo della sua presidenza Rai e dell’editto bulgaro berlusconiano, momenti di alto dibattito culturale nel paese… ma forse sono solo i miei prosecchini mi annebbiano i ricordi e la percezione. O i troppi salottini e the del candidato sindaco.

Altre soluzioni per le manifestazioni valentiniane? Il mix pubblico privato (tutti, anche per le politiche culturali in genere), l’associazione (Venturi, Brega…ovviamente in campo anche la sua Fondazione), il bando pubblico (Venturi, Valigi), il direttore artistico (Baldassarre, Melasecche… che qui combina una bella gaffe sulla mostra già calendarizzata dall’assessorato alla cultura su Pier Matteo d’Amelia, ma anche il “sempre candidato e tribuno perugino di Terni” può sbagliare, per troppo valentiniano amore s’intende!). Più articolata la posizione di Di Girolamo che non esclude, in un quadro di difficoltà di attivazione delle risorse economiche, la possibilità della coesistenza di differenti strumenti in campo quali l’associazione, le sponsorizzazioni, la figura del direttore artistico: “nell’identità culturale di Terni devono avere diritto di cittadinanza tutte le culture attraverso una moltepilicità di eventi” da organizzare e promuovere nell’ambito della programmazione regionale (tra gli avventori del pub Don bosco si era all’improvviso manifestato in tutte le sue vesti intrise di provincialismo il fantasma della sudditanza psicologico/culturale verso Perugia…no comment!) e sulla base di un tavolo al quale devono sedere tutte le associazioni che partecipano alla vita culturale della città; un bando, infatti, spesso arma solo chi più già attrezzato per competere. Perché non esistono culture elitarie e popolari, esiste la cultura.

Ottima la chiosa del buon Leonelli che mette una pezza agli strali (un po’ avventati lo ha riconosciuto anche lui stesso ad onor del vero) di Baldassarre – sull’ “ignoranza al potere”, sul “mercatismo speriamo in buona fede “, sul “meglio acquistare un buon Guercino che una patacca contemporanea”, sulle avanguardie presuntuose e irrispettose- ribadendo che la cultura deve essere di tutti e che “la pipì addirittura sul pubblico l’ha fatta anche Carmelo Bene 40 anni or sono”!

Suona la campanella, termina già l’happy hour, la birra è finita…frastornati tutti a casa a cenare e sbirciare un altro Festival…Sanremo.

Con buona pace della cultura!

7 Risposte a “Al bar della amministrative/10”
  1. Riccardo L. scrive:

    Bene. Vista la leggera malafede nel raccontare la serata sono costretto a rispondere.
    La ringrazio per la chiusa del “Buon Leonelli”, anche se citando Carmelo Bene intendevo che avendola fatta quarant’anni fa la pipì sul pubblico, oggi non scandalizza più nessuno, piuttosto è sintomo di scarsezza d’idee e fonte di considerazioni su quanto sia vecchio e noioso certo teatro d’avanguardia. La sua difesa del solo Di Girolamo, fra tutti i candidati, mi sembra un’”arrampicata” sugli specchi d’altri tempi, visto il reale esito del dibattito (che entrambi conosciamo). Mi sembra piuttosto che Leo abbia risposto da bravo uomo di partito senza sbilanciarsi troppo e senza fare un minimo di autocritica sulla innominabile gestione della cultura da parte della Giunta attuale. Certe cose vanno dette, anche se lei scrive sul sito del PD caro amico… Con questo non dico che Baldassarre o Melasecche abbiano brillato, ma d’altronde, si sa, chi è all’opposizione parte avvantaggiato e in genere ne esce sempre meglio.
    Riguardo la questione degli applausi telecomandati trovo che sia un colpo basso e di cattivo gusto. Ed entrambi (anche in questo caso) sappiamo che non è la verità. Il fatto che il candidato (ancora incerto) del PD abbia riscosso meno successo, non significa automaticamente che la serata fosse pilotata. Sareste un pò troppo presuntuosi se pensaste questo. E infine, dico: il fatto che sia stato un Festival di Arti varie a organizzare il primo incontro fra candidati a sindaco in totale equità e non il Partito Democratico non sarà per caso motivo d’invidia? Non vedo perchè ironizzare con il termine “il pub dell’Auditorium Don Bosco” un evento davvero democratico che voi, Partito DEMOCRATICO, non siete stati in grado di organizzare. O non avete voluto organizzare (?).
    Io sono un uomo libero. Non ho tessere di partito e non ho paura ad espormi pubblicamente scrivendo sul vostro Circolo on-line. Fra l’altro uno dei miei migliori amici, il compagno Borzini, sono anni che tenta di farmi entrare nel partito. Senza successo ovviamente. Se volete un consiglio spassionato imparate ad essere oggettivi e non a difendere la mamma ad ogni occasione. Altrimenti fate cattiva politica e cattiva informazione. Grazie e buon lavoro,

    Riccardo Leonelli

  2. Francesco scrive:

    L’articolo di Daniele (che poi risponderà, se vorrà, alle critiche) si chiama “Al bar delle amministrative/10″, perché è il decimo pezzo che pubblica giocando sul paragone chiacchiere da bar- elezioni amministrative.

    Tutti gli altri pezzi sono altrettanto caustici (anzi: quelli dedicati alle assise del PD sono moooolto più velenosi di questo).

    Quindi non c’è alcun particolare accanimento a proposito dell’incontro, ma il mantenimento di uno stile “satirico” nel raccontare le tappe della campagna elettorale.

    Quanto alle valutazioni su eventuali clacque portate dai candidati, non saprei dire. Di certo non ci sarebbe nulla di male: lo fanno anche a Ballarò.

    Tra l’altro è vero che in questi incontri gli oppositori partono avvantaggiati, tant’è che i front runner spesso si negano. Va sicuramente apprezzato che questa volta non sia accaduto.

    Comunque io la mamma la difendo in ogni occasione, non c’è dubbio. Ma a parte lei (sublime cucinatrice di ciriole), personalmente non mi dedico ad altre difese preconcette. Del resto anch’io, purtroppo, non ho tessere di partito in tasca (perché ahimè in questo PD non mi riconosco).

    Ma insomma, visto che sul blog ci sei finito, sarebbe interessante se ci raccontassi com’è nata (e com’è andata) l’esperienza di Stravalentino: penso sarebbe un utile testimonianza, che troverebbe più consensi di quanti ti immagini.

    Salùt

  3. d.lombardini scrive:

    Mi scuso Riccardo per non aver risposto subito (qualche volta, sebbene precariamente e fuori Terni, lavoro) e per l’essere telegrafico (sono in curva!).
    1) sono sempre piuttosto caustico (come anticipato dal “buon Borz”). Se leggi post precedenti o interventi sul sito ufficiale del PD (che non è sicuramente questo ma http://www.pdterni.it) lo noti certamente..
    2) non ho ancora la tessera del PD perchè non mi ha mai convinto del tutto, ma credo ancora che nel suo alveo si possano fare delle cose buone…
    3) non era mia intenzione fare la Giovanna d’Arco del candidato del Pd, ma solo evidenziare come al pud dell’auditorium don Bosco (anche qui vedi Borz) sia stato l’unico a parlare di un percorso progettuale reale per le politiche culturali in città (sulle quali si potrebbe discutere a lungo…magari facciamolo in un post dedicato…ma senza tutte le polemiche Stravalentino vs Eventi Valentiniani, che non hanno nulla di valore aggiunto per la città!!). Magari mi sbaglio.
    4) “il fatto che sia stato un Festival di Arti varie a organizzare il primo incontro fra candidati a sindaco in totale equità e non il Partito Democratico non sarà per caso motivo d’invidia? Non vedo perchè ironizzare con il termine “il pub dell’Auditorium Don Bosco” un evento davvero democratico che voi, Partito DEMOCRATICO, non siete stati in grado di organizzare. O non avete voluto organizzare (?)” –> Si, mi scoccia molto che non sia stato organizzato dal PD. Come in tante altre occasioni. In questa però: esiste un candidato del PD ufficiale? Perchè Brega e non Trivelli era sul palco? Perchè quindi il candidato del PD viene messo in condizione di dover rispondere dell’operato della vecchia amminsitrazione e rilanciare per sè?
    5) Nonostante abbia una sensibilità politica dichiarata…credimi…mi sento un uomo libero anche io.

    In ultimo..capisco la passione e la giusta forza di difendere le cose che si realizzano; per di più in una città assolutamente in impasse! Ma stavolta penso che te la sia presa con la persona meno d’apparato!!!
    Se sei un ottimo amico di Borz credo che sicuramente potremmo essere buoni amici.
    un saluto
    Daniele

  4. arnaldo scrive:

    Io ho letto solo oggi (e prontamente pubblicato sul blog di StraValentino) questa bellissima recensione dell’incontro. Quindi sono appena-appena un po’ in ritardo… tanto per cambiare.

    Ebbene sì, a me è piaciuta. E molto. Concordo con Riccardo che sia smaccatamene di parte e che abbia deformato alcuni aspetti. Ma aggiungo è ONESTAMENTE di parte. E la realtà non ha mai una oggettività assoluta.

    Io sono assolutamente convinto che Daniele abbia percepito l’incontro così come lo ha raccontato. Non credo ci abbia messo della malizia nel manipolare i fatti.

    Credo che il suo sia un punto di vista molto orientato, ma altrettanto sincero.

    Penso anche che Riccardo se la sia presa perché un po’ prevenuto nei confronti del Pd. Io personalmente non ho avuto affatto l’impressione che Daniele volesse irridere o “smontare” la nostra iniziativa. Anzi, sono restato piacevolmente sorpreso dell’apprezzamento generale che emerge dal suo articolo, e – ancora di più – del fatto che sia stata riconosciuta la nostra onestà e la nostra equidistanza, mentre io mi sarei aspettato – visto l’attacco che StraValentino ha fatto all’attuale giunta – di essere tacciato (come è successo in altri contesti) di essere di destra o di “tirare la volata” a Baldassarre.

    Gli applausi telecomandati? E’ verissimo. E’ stata la nota dolente dell’incontro. Daniele ha pienamente ragione, ed è stata la prima autocritica che ci siamo fatti, con Riccardo. Volevamo coinvolgere i cittadini, e ci siamo ritrovati quasi tutti cortigiani. D’altra parte è stata un’impresa quasi folle, quella di organizzare quel tipo di incontro, e il fatto stesso che ci siano stati riconosciuti equilibrio e onestà per me è un grande successo.

    Per il resto, ribadisco: questo articolo mi piace, e io mi riconosco nella descrizione che fa dell’incontro. E’ un articolo di parte, sì, ma qui sopra c’è scritto “PUNTO DEMOCRATICO”, mica “La gazzetta dell’Informazione”, “L’indipendente” o – chessò, un nome a caso – “Chimera”.

    Allora è giusto e legittimo difendere le proprie posizioni, quando le proprie posizioni sono dichiarate apertamente. Certo, se lo avessi letto su un quotidiano locale mi sarei imbufalito anche io. Invece mi dispiace che non ci siano stati altri cinque articoli in altri cinque blog con altri cinque punti di vista. Magari altrettanto freschi, arguti e ironici!

    Evidentemente il Pd ha delle risorse che mancano agli altri. Che sono menti giovani – giovani veramente, non solo dal punto di vista anagrafico – e brillanti. Che stanno nel partito perché credono davvero in certi ideali, e non perché in cerca di poltrone o di una sistemazione.

    La considerazone che mi viene spontanea è che il Pd ha delle ottime giovani menti ben diverse da chi le rappresenta nelle sedi istituzionali, rivendicando magari il ruolo di “giovane”.

    Il fatto che un partito ridotto come è ridotto, abbia una base intelligente che lo sostiene, che crede – tanto per fare un esempio – nelle primarie (quelle vere!) e vorrebbe davvero cambiare questa città per farne qualcosa di decente, beh, non mi consola. Anzi, lo trovo inquietante. Perché alla fine – questa è la mia impressione – i professionisti della politica, quelli che siedono e sederanno sulle poltrone che contano, mi pare che dai giovani di “Punto Democratico” cerchino voti, non idee.

  5. arnaldo scrive:

    Visto che Daniele lo ha ripetuto due volte rispondo riguardo alla notazione – o provocazione! – su Brega & Trivelli.

    Brega, nel bene e nel male E’ STATO gli eventi valentiniani, almeno per tre anni. A lui i meriti, a lui le colpe. Non sono certo un suo fan, né credo che la sua gestione sia stata particolarmente brillante. Ma resta l’unico politico che si è assunto la responsabilità di organizzare gli eventi valentiniani. Non solo come assessore comunale, ma anche come presidente dell’associazione.

    Dopo di lui il nulla. E qualsiasi cosa è più del nulla.

    Trivelli è assessore agli eventi valentiniani solo sulla carta. E’ un assessore “senza portafoglio” e senza “lu potere di firma”. Non ha mai detto o fatto nulla di minimamente rilevante riguardo agli eventi valentiniani. Non è intervenuto nemmeno alla conferenza stampa ufficiale!

    Rappresenta, piuttosto, il simbolo del totale disimpegno del sindaco sul fronte San Valentino.

    Aggiungo che la cosa più grave, su questo fronte, non è aver abdicato agli eventi valentiniani. Se lo avesse fatto, almeno avremmo risparmiato 250mila euro. Invece sono stati spesi 250mila euro. E il come e il dove ancora non lo sappiamo.

  6. Massimiliano Bardani scrive:

    Le amministrative ternane…
    La pochezza della classe dirigente della città é talmente evidente, sconfortante, da risultare comica.
    E la responsabilità va tutta alla forza politica che la città governa da 50 anni ed al PD, che ne é l’erede.
    Chiarisco che il mio é un punto di vista di parte, di uno che una tessera di partito ce l’ha, e da oltre dieci anni (senza doversene vergognare).

  7. Corrado Pani scrive:

    Concordo pienamente con Massimiliano Bardani….Troppo comico il teatro delle amministrative ternane…e comici sono evidentemente i numerosi cartelloni della campagna pubblicitaria politico-elettorale, ad iniziare da Leo di Girolamo che quasi quasi si propone come novello politico..mah…

  8.  
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