Il fresco direttore generale della RAI e’ uno di quei personaggi di cui e’ giusto iniziare a parlare.

“Pensavo che in Rai fosse stato nominato un direttore generale e non un Grande Inquisitore. Il professor Masi si è insediato a viale Mazzini il 6 aprile e in soli 7 giorni lavorativi ha nell’ordine: messo sotto inchiesta Annozero, sospeso Vauro e inviato al giudizio del Comitato etico dell’azienda per una puntata di Report, dedicata alla Social card, che, a quanto sembra, non era piaciuta al ministro Tremonti. Torquemada sarebbe stato più cauto”

è questa la reazione del consigliere di amministrazione di Viale Mazzini Nino Rizzo Nervo (nominato dal Pd).

Chi e’ Mauro Masi:

Mauro Masi ha una carriera bipartisan: è stato capo di gabinetto di Massimo D’alema, nel precedente governo, mentre Silvio Berlusconi lo ha nominato segretario di Palazzo Chigi. Nato a Civitavecchia, sposato e padre di due figli, Masi si è laureato in giurisprudenza nel 1977 e si è diplomato, l’anno successivo, alla scuola di direzione aziendale della Bocconi di Milano, in gestione e controllo dell’attività bancaria. Nel 2000 ha preso anche il diploma alla Harvard Law School.

Entrato in Banca d’Italia nel 1978, Masi ha lavorato nella sede milanese alla Vigilanza bancaria. Dal 1988 al 1990, ha ottenuto il distacco presso la presidenza del Consiglio dove è stato nominato consigliere per la comunicazione economica (capi di governo Giulio Andreotti e Ciriaco De Mita). Il ministro del Tesoro, Lamberto Dini lo ha poi nominato capo della segreteria particolare, direttore dell’ufficio stampa e suo portavoce.
Quando Dini è diventato premier lo ha portato con sè a Palazzo Chigi affidandogli l’incarico di direttore dell’ufficio stampa. Nel 1996, nominato capo del Dipartimento per l’Editoria, è stato parte attiva nella stesura delle leggi sul diritto d’autore, sull’editoria e sui nuovi punti vendita dei prodotti editoriali.
Tra una docenza e un premio come miglior comunicatore, nel 1999 il nuovo dg Rai è diventato commissario straordinario della Siae, la società degli autori e degli editori che Masi ha riportato in attivo in poco tempo. E’ stato quindi nominato vicesegretario generale della presidenza del Consiglio nel secondo governo Berlusconi. Nel maggio 2006 Massimo D’Alema, vicepremier, lo ha voluto con sè come capo di Gabinetto.

Nel 2008, tornato Berlusconi a Palazzo Chigi, Masi venne nominato segretario generale della presidenza del Consiglio e nuovamente capo del dipartimento dell’Editoria. Oggi, l’approdo in Rai come direttore generale. (fonte Repubblica.it)

Con un curriculum cosi’, come non aspettarsi che in RAI accada “… di tutto di più” … e considerando l’aria che tira:

Una Risposta a “Diretti e Direttori”
  1. Massimiliano Bardani scrive:

    La “Casta” colpisce ancora. Il caso degli appartamenti Enasarco su cui – non a caso – nessuno fiata
    E il ministro del Lavoro non vede, non sente, non parla

    di N.R.

    “Affari in vista per i tanti politici e sindacalisti che hanno la fortuna di essere inquilini dell’Enasarco. L’ente previdenziale degli agenti di commercio sta per vendere il suo patrimonio immobiliare”, scrive Marco Lillo su “L’Espresso”. Sembra che siano partite le gare per individuare gli advisor e molti dirigenti, a partire dal presidente, poco prima della vendita hanno ottenuto per i loro familiari appartamenti in zone di pregio che potranno ora compare a prezzo stracciato”. Osserva il giornalista: “La politica dovrebbe controllare su queste dismissioni, eppure nessuno fiata”. La ragione è semplice: “Sono troppi i politici inquilini, a destra come a sinistra…”.

    Vediamo. Viene segnalato per esempio il caso del ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, definito “istruttivo”: si ricorda come il 26 settembre del 1995, quando infuriava “Affittopoli”, sia intervenuto alla Camera dei Deputati: “Bisogna mettere a reddito il patrimonio immobiliare affittando a prezzo di mercato gli appartamenti in zone di pregio e superiori ai 100 metri”; aggiungendo che occorrevano “norme punitive per gli enti che non mettono a frutto il loro patrimonio”. Quindici anni dopo, sottolinea “l’Espresso”, Vito è inquilino dell’Enasarco, 1400 euro mensili per un appartamento di 120 metri quadrati zona Farnesina. Anche il ministro Vito, se lo vorrà, potrà acquistare l’appartamento a un prezzo che dovrebbe essere dimezzato rispetto a quelli di mercato.

    Un altro moralista è il leghista Roberto Castelli: “l’Espresso” rivela che paga 700 euro al mese per 97 metri quadrati in un terzo piano a Monteverde vecchio. “L’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia potrà acquistare un attico di 190 metri quadri sulla Nomentana…spulciando gli elenchi in zona Ardeatina, troviamo insieme ad alcuni dirigenti, come il direttore generale dell’ente, anche un paio di personaggi noti alle cronache, come l’ex 007 Pio Pompa e l’ex patron del Perugia calcio Luciano Gaucci. Nel verde di uno dei quartieri più belli di Roma, Delle Vittorie, ci sono invece il figlio del segretario della CISL Bonanni e il senatore del PD Benedetto Adragna. Tra pochi mesi politici e vip potranno comprare, assieme agli altri inquilini, ad un importo vantaggioso. Avranno diritto allo scontro del 37 per cento su un prezzo di partenza più basso di quello di mercato…”.

    Si ricordano anche precedenti che sono indicativi: “l’ex ministro Giuseppe Fioroni del PD ha comperato per 94mila euro un appartamento di 3,4 vani catastali quando l’Enasarco nel 2003 ha venduto il complesso di Tomba di Nerone, sulla Cassia, offrendo un antipasto della grande abbuffata immobiliare. Meno del 5 per cento delle case sono affittate agli agenti di commercio mentre decine di appartamenti sono finiti a politici, magistrati e soprattutto sindacalisti, protagonisti di tutte le “affittopoli” perché gli enti previdenziali sono controllati dai rappresentanti dei lavoratori.

    Val la pena di segnalare una “perla” dell’articolo: “Il ministero del Lavoro dovrebbe vigilare, ma non risultano interventi dell’attuale ministro né del precedente Cesare Damiano. Anzi. Il portavoce dell’ex ministro Damiano Cosimo Torlo il 1 maggio del 2008 ha avuto un appartamento all’Aurelio. Come era accaduto un anno prima alla segretaria dell’ex ministro Barbara Ronchetti. Assegnazioni allo staff dei politici, assegnazioni ai vertici dell’ente, tutto nel silenzio. E così le mogli del capo del servizio immobiliare dell’Enasarco, Carmelo Francot, e di un dirigente del servizio Sandro Tibaldeschi hanno potuto affittare nel 2008 due appartamenti dell’ente senza che nessuno sollevasse la minima obiezione…”.

    Politici, sindacalisti, manager, riassume “l’Espresso”, che titola: “Prendo casa con lo sconto”. Nello sterminato elenco di politici, sindacalisti, manager, di amici e mogli e parenti, manca, al solito, qualcuno. Nessun radicale acquista o affitta a prezzi di favore né dall’Enasarco né da altri enti. Significherà pur qualcosa…

  2.  
Scrivi un Commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>