Italia in economia
Scritto da alessandro.vincelli in Discussioni, tags: debito pubblico, economia, governo, italia, spesa socialeEra un po’ di tempo che cercavo informazioni sul debito pubblico italiano, e in particolare un bel grafico che mi sbattesse in faccia l’andamento del debito pubblico negli anni ottanta e novanta.
Sono soddisfazioni constatare che il debito pubblico passi dal 60% del 1980, nella media europea, al 120 % del 1992. E’ evidente che gli incrementi più’ sostenuti sono avvenuti durante i governi Craxi, 85-87, e con la liberalizzazione dei mercati valutari del ‘92. Ed e’ cosi’ che arriviamo alla situazione attuale:
Ma che cosa e’ veramente successo? Quali sono state le cause principali? Leggendo questo interessante articolo sembrano emergere due fatti rilevanti:
- La spesa pubblica italiana dagli ottanta ad oggi risulta allineata alla media europea
- Le entrate fiscali erano decisamente sotto la media europea
Cito dall‘articolo:
Settembre 1985. La pressione fiscale in Italia alla fine dell’anno sarà del 34.6% del PIL contro il 41% della media europea e addirittura il 45% della Francia. Alla festa nazionale dell’Unità, il ministro del Tesoro Giovanni Goria, parlando del piano per contenere il disavanzo, sbotta: “Ho rispetto per chi pensa di continuare a spendere come oggi aumentando le entrate[...]. Però non ci credo, non sono d’accordo. Piano piano avremmo uno Stato che tutto prende e poi tutto spende, uno stato di socialismo reale senza avvertire gli italiani che il socialismo è arrivato”
Ne emerge un dato politico interessantissimo. Sin dagli anni ‘80 i nostri politici hanno iniziato a dare la colpa del debito pubblico alla spesa sociale. E quindi sono arrivate efficienti politiche di tagli che colpivano in particolare le fasce sociali più deboli
finanziaria 1985 : tagli delle fasce sociali di Enel e SIP, aumenti dei ticket su farmaci e prestazioni sanitarie compresi fra il 15 e il 25%, aumento delle tasse universitarie e scolastiche (moltiplicate per 13!), riduzioni degli assegni familiari per il primo figlio, innalzamento dei contributi sanitari e previdenziali pagati dai cassintegrati.
che poi, condite in salsa prima repubblica:
… Di fronte a una tale potenza di fuoco, la corrente sociale della maggioranza non poteva che rifugiarsi nell’unico strumento che avrebbe permesso di correggere il testo di legge: il voto segreto. Il fenomeno dei cosiddetti franchi tiratori, oltre a distruggere l’immagine della spesa pubblica dirottandola impunemente verso scopi elettorali di partito, permetteva di abrogare gli articoli contenenti i tagli utilizzando i voti dell’opposizione, ma evitando quella scomoda immagine per un democristiano che costituiva un voto in Parlamento con il Partito Comunista. Il risultato fu eloquente: l’iter di approvazione della finanziaria 1986 durò cinque mesi, per un totale di circa 600 votazioni, quattro voti di fiducia, una ventina di sconfitte della maggioranza… e un disavanzo programmato di 110 mila miliardi di lire da finanziare con titoli del debito pubblico.
Credo sia fondamentale tenere in considerazione tutto questo per interpretare le politiche economiche di oggi.
… to be continued…



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Per chi volesse saperne di più sull’esplosione del debito pubblico italiano nel torno di anni che va da fine anni ‘70 e primi ‘90, consiglio una lettura chiara, precisa ma non eccessivamente tecnica o voluminosa: La politica economica italiana 1968-1998 di Salvatore Rossi, edizioni Laterza.
L’autore é stato direttore del Servizio studi di Bankitalia.
Grazie Alessandro per la tua interessante analisi, menomale che qualcuno ci pensa (nel Paese di Noemi e Mills)!
Secondo i dati forniti da Bankitalia, a marzo 2009 il debito pubblico italiano è salito a 1.741 miliardi di euro, cifra che equivale ad un record storico. Quindi, il gravissimo è che questo debito pubblico sta aumentando, nel disinteresse assoluto di tutte le parti politiche. E con il calo delle entrate fiscali del 2009 non è difficile prevedere che la situazione diventerà esplosiva.
Inserisco il link alla mappa mondiale del debito pubblico di wikipedia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_di_stati_per_debito_pubblico
L’Italia galleggia tra il quinto (Ocse) e il settimo posto (Cia e Fmi) tra i Paesi più indebitati del mondo.
Far nascere i nostri figli con 29mila euro di debito pro-capite significa che ci siamo mangiati (e ci stiamo mangiando) il loro futuro. Spensieratamente.
Mentre stiamo votando per alcune nuove province (grazie all’emendamento sblocca-fondi di Enrico Letta), mentre stiamo stabilizzando i precari negli enti pubblici, mentre sbandieriamo il taglio dei parlamentari…
La dissennata politica del debito pubblico é un male italiano figlio degli anni del compromesso storico, ma con salde radici nell’illegalità costituzionale degli anni precedenti.
Vi consiglio di leggere il capitolo “La bancarotta dello Stato italiano” a pag.39 ss. del dossier “La peste italiana”, edito dai radicali e consultabile al seguente link
http://www.radicali.it/view.php?id=141025
Credo anche che il dito vada messo appunto nella piaga. Le presunte battaglie, lotte o guerre (ne sono state citate a migliaia) contro l’evasione fiscale ed una corretta filosofia della fiscalità in Italia non si sono mai avute, tutt’altro. Siamo il paese dell’imbroglio e dell’escamotage commerciale e fiscale. Soltanto recuperando parte dell’evasione l’Italia ridurrebbe, e di molto, progressivamente il propriod ebito, aumenterebbe la spesa per i servizi utili, ecc…ecc. C’è solo un piccolissimo problema: nessun governo si da la zappa sul piede….