Ripartire da Obama
Scritto da Francesco in Discussioni, Io ci punto e tu?, tags: crisi economica, ecosostenibilità, elezioni europee, innovazione, l'identità del PD, obama, PDPuò sembrare incredibile. Siamo nel bel mezzo di una crisi globale che ha messo seriamente in discussione i dogmi del neo liberismo rampante e del capitalismo iper-finanziarizzato. Gli Stati Uniti hanno eletto un Presidente schiettamente, apertamente e magnificamente “di sinistra”, che fa della rivoluzione verde, del pacifismo e della difesa della mddle class i suoi punti di riferiento. Nonostante questo la vecchia sinistra della vecchia Europa arretra quasi dappertutto.
Come spesso accade nel bel mezzo della crisi molti elettori cercano ricette di destra, di più corto respiro, certamente meno complesse e forse per questo più rassicuranti. Va notato, però, che la sinistra meno tradizionale (da Cohn Bendit in Francia ai Verdi tedeschi) aumenta nettamente i propri consensi, raccogliendo con nettezza le sfide dell’ecologia, della nuova politica energetica, della vivibilità dei centri urbani, dei diritti individuali e dell’integrazione dei migranti.
Sarebbe dunque sbagliato porsi in una prospettiva “geometrica” e chiedersi se la sinistra europea debba andare più al centro o più a sinistra. Sarebbe invece utile studiare davvero il “caso Obama”, per capire come il fronte progresista può raccogliere davvero le sfide della modernità, senza tentennamenti, lanciando messaggi chiari e innovativi, rompendo con le tradizioni più arcaiche della sinistra continentale, ma avendo il coraggio di lanciare messaggi chiari, comprensibili e non paludati.
Soprattutto bisognerrebbe smetterla di inseguire eternamente la destra, facendosi portare sul suo terreno di battaglia. Bisogna invece trovare messaggi forti da contrapporre: alla paura dello straniero dobbiamo contrapporre la bellezza di una multiculturalità ordinata, al bellicismo destrorso il coraggio del dialogo internazionale, alle smanie nucleariste di ritorno le opportunità della rivoluzione verde, ad un’etica conservatrice e retriva una laicità rispettosa delle diversità di ciascuno.
E’ ovvio: per rinnovarsi occorrono donne e uomini nuovi. A chi ha gestito la sinistra europea (e italiana) negli ultimi anni, va chiesto con nettezza un ultimo atto di coraggio: farsi da parte.
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Yes, we can. Mi sembra che sia il momento in cui qualcosa può finalmente accadere in questa direzione.
E’ singolare notare come dal 6 Giugno (elezioni europee) ad oggi (siamo a 24 ore dal ballottaggio per il sindaco di Terni e dal referundum sulla legge elettorale) cioè in un periodo politicamente molto attivo, i temi di dibattito e i relativi commenti si siano rarefatti (o forse dovrei dire scomparsi). E’ il segnale più evidente che il circolo on-line sta perdendo la propria linfa vitale. Assomiglia, purtroppo, a certe sezioni di partito la cui attività preferita consiste nel giocare a briscola. Come possiamo ridare fiato alle nostre idee, ai nostri progetti e alle nostre iniziative ? Invito a tutti a contribuire a stilare un’agenda comune che ci permetta di intraprendere un percorso che ci conduca sino al giorno della nomina del nuovo segretario del PD. Battete un colpo. Punto Democratico non è un banale forum, ma un luogo di azione politica….parafrasando i registi cinematografici: Azione!!!
Carissimo Francesco,
è proprio dalla tua ultima frase che voglio prendere le mosse, poiché, a quanto è dato rileggere tra le pieghe di questo nostro splendido blog, sta proprio nella sollecitata scelta di volti e uomini nuovi il rinnovamento della sinistra. Mi auguro soltanto che oggi, nella nostra realtà locale o spegiativamente localistica, chi ha vinto le elezioni sia in grado di circondarsi di persone giovani, nuove, candide.
[...] in America, perché non dovrebbe funzionare qui? Insomma, per rispondere alle sollecitazioni di Roberto e di altri amici: perché non proviamo a ripartire da Debora? Che ne [...]