i_marino debora-serracchiani

O ticket Serracchiani-Marino…

Nell’un caso o nell’altro, insieme sarebbero capaci di sbancare le primarie del PD.

E di rappresentare la parte migliore dell’Italia, stanca della mediocrità berlusconiana.

Che dite, è solo un sogno?

7 Risposte a “Ticket Marino-Serracchiani per il PD”
  1. Pietro Faraguna scrive:

    Più che un sogno, rischio di diventare una Panacea. Siamo tutti d’accordo sul fatto che Marino – Serracchiani stanno ben sopra la media della nostra politica, se non altro perché dicono cose sensate, normali, con un’espressione composta, in una lingua italiana corretta; eppure temo che il problema sia che lo standard a cui si è assuefatto l’elettore italiano è talmente basso per cui cose normali sembrano eccezionali. La Serracchiani non è un bambino prodigio, è un avvocato di 39 anni che fa politica a livello locale da altri 20. In molti Paesi d’Europa non ci sarebbe da stupirsi se fosse Premier, o primo ministro. L’entusiasmo muove dalla barca di preferenze che ha raccolto? La Serracchiani ha avuto un successo strepitoso per la condizioni fondamentale che è stato il candidato di punta nella sua circorscrizione, appoggiata con tutta la forza del partito. Certo, la gente ha risposto con grande entusiasmo, ma per capire che un candidato più presentabile – a parità di risorse – ha più successo di un candidato meno presentabile, non ci volevano le elezioni. Quanto alle primarie, se saranno primarie “vere”, sarà la prima buona notizia da quando esiste il pd; è che per essere primarie vere non basta che sia incerto il vincitore, ci vorrebbe che dietro ad ogni candidato ci fosse un programma politico. C’è? Ci sarà?

  2. Angela scrive:

    A me un stupisce positivamente che il partito (anche in alcuni sue radici romane) abbia deciso di sostenere la Serracchiani durante la campagna elettorale delle europee, un candidato che comunque è stato espressione del territorio (pare che la circoscrizione nord-est sia stata l’unica in cui i circoli sono stati consultati per la definizione delle liste). Siamo abituati a candidature catapultate d’alto, prive del benchè minimo radicamento, prive in molti casi di competenze tecniche o meriti politici e finanche di banali titoli di studio, richiesti ogni giorno agli “uguali” cittadini come precondizione minima per esercitare funzioni molto meno nobili…

    Credo che avremo presto i dati per capire il significato di questo link e valutare se questa generazione di dirigenti ha o meno la capacità di prendere in mano le redini e rappresentare l’elettorato di riferimento (che non è certo pari al solo 27%…).

  3. La Serracchiani appoggia Franceschini e si candida come vice-segreatria:
    http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/partito-democratico-29/parla-debora/parla-debora.html

    Nell’intervista a Repubblica si coglie tutta la determinazione del personaggio Serrracchiani, ma dietro a Franceschini a me appare tutto terribilmente annacquato.
    E poi, se ce la facessero, Franceschini avrebbe una vice molto piu’ tosta di lui, funzionerebbe?

    Io sto con Marino! ieri, sulla sua pagina di facebook, Ignazio diceva che ci stava pensando…
    speriamo che la notte abbia portato consiglio!

  4. Roberto scrive:

    Credo che Deborah Serracchiani abbia detto una cosa sacrosanta nel suo intervento al Lingotto: “Non abbiamo bisogno di un messia”. Suggerisco di non farci trasportare dai facili innamoramenti (oggi Marino e Serracchiani, domani chissà) e di non andare necessariamente alla ricerca dell’uomo nuovo (“Lasciamo queste cose agli altri che sono di destra, a noi serve la squadra” sempre per citare la Serracchiani). Puntiamo, invece, a creare un gruppo dirigente rinnovato e coeso all’interno del quale individuare la persona adatta per svolgere il ruolo di segretario (un primus inter pares). E’ la squadra, infatti, a mancare, non solo il leader. Bisogna fuggire dalla strada più facile: affidarci ad un personaggio fuori dalla nomenclatura e sperare che, con il suo potere carismatico e taumaturgico e magari grazie anche alle disavventure tragico-erotiche del premier, possa riconquistare un grande consenso nel Paese. Al contrario, mettiamo in moto un’innovazione che parta dal basso. Vi invito tutti a partecipare alle riunioni dei circoli territoriali sfruttando il nostro diritto di parola (possiamo usare il nostro sito anche per pubblicizzare questi incontri in modo che non siano dominati dai soliti noti della Conca). Vi invito anche a lavorare tutti insieme per creare una rosa di progetti di natura locale e nazionale che troverà la loro naturale conseguenza nella candidatura di un nostro rappresentante che concorra al ruolo di delegato provinciale. Si attendono adesioni.

  5. Francesco scrive:

    Il fatto di sperare in un personaggio proveniente al di fuori della nomenklatura, non significa attribuirgli virtù messianiche, ma sperare che possa catalizzare quelle tante forze inespresse he gravitano introno al PD con sempre maggiore scetticismo.

    Credo dunque che serva un messaggio nuovo, veicolato da persone che non hanno partecipato ai 15 anni di guerra per bande che abbiamo alle spalle e che rischiano inevitabilmente di replicarsi.

    Sono d’accordo conl’idea di iniziare a darsi da fare nei circoli e maagari di provare ad esprimere un candidato per il ruolo di delegato provinciale. Certo, a quel punto bisognerà mettersi d’accordo su quale candidato appoggiare, dal momento che ci saranno ancora – se non sbaglio – le liste in appoggio ai candidati segretari.

  6. Roberto scrive:

    Esiste una mailbox del nostro circolo on-line ? Potremmo utilizzarla come contenitore per raccogliere tutti i progetti degli iscritti e dei simpatizzanti della nostra sezione virtuale del PD e poi spetterebbe a Francesco, Daniele, Alessandro, Federica e Cristiano sintetizzarli e trasformarli in una bozza di programma da condividere infine con tutti coloro che hanno contribuito. Che ne dite ? Ci impegniamo a fare questa prima cosa ?

  7.  
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