Debora Serracchiani ha sciolto le riserve, appoggiando quello stesso Franceschini sulla cui gestione fu assai critica nell suo primo intervento pubblico.

Comprendo il suo timore, anche se una sua candidatura (al di là delle possibilità di vittoria) avrebbe smosso positivamente le acque. Capisco assai meno l’endorsement per Franceschini e le critiche troppo velenose a Bersani. Il titolo del suo prossimo instant book (“Il coraggio che manca”) offre solo un pizzico di involontario sarcasmo a questa storia.

Qualcuno saprà interpretare la voglia di cambiamento, di chiarezza e di rigore che migliaia di simpatizzanti e militanti avrebbero riversato sulla Serracchiani?

Ignazio Marino, forte dei consensi derivanti dal suo bell’intervento al Lingotto, ci sta seriamente pensando, stando a quanto riferisce la sua pagina facebook.

Ritengo che sarebbe un ottimo candidato, capace di rappresentare “plasticamente” la parte migliore del Paese: speriamo che al dottor Marino non manchi il coraggio, di cui davvero abbiamo molto bisogno…

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