logo_scelgomarinoLa mozione Marino e’ caratterizzata da delle novità profonde che rispecchiano in pieno il mondo in cui viviamo. Questo mondo fatto di lavoro precario, meritocrazia inesistente, di giovani che vanno all’estero per far fruttare i propri studi.
Questo mondo dove comunicare e’ immediato, dove le comunità diventano multi-etniche, dove la societa’ si trasforma con una rapidità senza precedenti.
Finalmente il Partito ha una persona che può in pieno incarnare questi tempi, non si tratta di nuovo o nuovismo, si tratta del mondo di oggi, con buona pace di chi guarda al passato.
Marino ha da subito catalizzato le energie migliori di una generazioni che non trovava più punti di riferimento in politica, perché la politica attuale e’ espressione di qualcosa che non c’e’ più. Il mondo cambia rapidamente, ma i nostri uomini politici sono sempre gli stessi, dopo mille sconfitte, dopo poche vittorie e un infinito numero di compromessi, e senza aver generato una nuova nuova classe dirigente, dietro di loro c’e’ il vuoto.
Voglio partecipare a costruire un partito che abbia solide radici nella migliore storia laica, cristiana e  social-democratica italiana. Abbiamo la fortuna di poterci ispirare a vite politiche come quelle di Antonio Gramsci, Altiero Spinelli, Giorgio La Pira, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer.
Tutti noi dobbiamo avere ben chiaro che i più grandi progressi socio-politici italiani degli ultimi 60 anni li dobbiamo a uomini come loro, e da loro dobbiamo trarre continua ispirazione.
Con la mozione Marino, abbiamo la possibilità di creare una classe dirigente che nasce ispirandosi alla migliore eredita’ della sinistra italiana, e che, allo stesso tempo, sia essa stessa la migliore rappresentante della realta in cui viviamo. Questa e’ la sfida più importante per il nostro Partito. Il Partito Democratico deve cogliere questo momento per rigenerarsi in uomini e donne che siano realmente capaci di rappresentare il mondo di oggi, in uomini e donne che non abbiamo alla spalle mille compromessi, in uomini e donne che abbiamo la freschezza politica per essere un punto di riferimento per un’Italia migliore.

16 Risposte a “Scelgo Marino”
  1. di seguito anche la scelta di Angela ;-)
    perché voto marino

  2. Alessio Cicioni scrive:

    Anche io ho scelto Marino ed oggi ho presentato la mozione al mio congresso di circolo.

    http://alessiocicioni.wordpress.com/2009/09/19/il-congresso-al-circolo-di-borgo-rivo/

    Non c’è bisogno di dire che condivido pienamente quanto scritto da Alessandro.

  3. Corrado Pani scrive:

    Scelgo Marino…ma rifletto:

    Il partito che non c’è…

    Proprio ieri in qualche circolo si votava per la scelta della potenziale mozione vincente che poi, attraverso rappresentanti per nulla scelti liberamente dagli iscritti, col paradosso di liste bloccate nel partito quando si chiedono le preferenze al di fuori, rappresenterà tutti gli iscritti nel regionale e nel nazionale. Ho dunque partecipato alle votazioni tenute nel VII Circolo Borgo Rivo-Campitello cui appartengo: la solita e desueta sfilata di presunte personalità politiche cittadine e non (la partecipazione di cotanto Bocci per Franceschini, di Giovannetti – con i suoi congiuntivi fantozziani – per Bersani); l’amara constazione della farraginosità dello statuto e di certi regolamenti di votazione che complicano la vita politica ed elettorale; le consuete lungaggini di presentazione e discussione di qualcosa che non c’è.
    Al solito, fuori dalla porta, c’è il via vai di bisbiglia alle orecchie, di presumibili complotti, di decisioni personali che non meritano mai un dibattito sincero, aperto, democratico: quello chiede qualcosa a quell’altro, un altro si affanna, altri ancora aspettano in preghiera che il “personaggio” di turno possa rivolgere anche a loro l’attenzione che sperano di meritare (e che, purtroppo, non avranno se non attraverso una misera stretta di mano). Come a dire che in ogni occasione di questo genere c’è sempre la ricerca del piacere e del prestito personale (intellettuale o partitico), piuttosto che la volontà di esporsi nella condivisione dell’obiettivo e dell’ideologia: cosa si diranno all’orecchio e perché c’è sempre qualcuno che di nascosto si allontana con qualcun’altro sotto braccio per non destare sospetti e illazioni? E come mai si trova sempre qualche novizio pronto a salire sul paco – che non esiste – solo per poter poi fare anche lui, come i presunti “importanti”, la scappatella sottobraccio bisbigliando alle orecchie al prossimo incontro? E come mai tutti gli altri partecipanti, in barba se non altro alle regole della civile educazione, non possono conosocere quanto viene solo sussurrato? E perché si creano sempre gruppetti separati e non si vede mai una comunità politica omogenea e coesa?
    In verità sotto le apparenze scorre un egoismo che non è propriamente l’esempio e l’epifania del democratico. E che egoismo ci fosse stato sin dall’inizio lo si constata conoscendo che la scelta medesima da parte degli iscritti delle mozioni cui aderire sin troppo spesso è avvenuta ben prima che fossero state definite concettualmente e formalmente le mozioni medesime. Così si è visto che chi ha aderito alla mozione Bersani senza conoscere affatto quella di Franceschini o di Marino (e viceversa), lo ha fatto in primo luogo senza seguire il presunto spirito democratico – che porta con sé il diritto dell’informazione e della conoscenza – ma seguendo semmai questo o quell’altro “amichetto”, che è come dire questo o quell’altro personalissimo “interesse”, questa o quell’altra salvaguardia di una posizione raggiunta e non più discutibile, di una ideologia sostanzialmente preconfezionata a scapito della dialettica costruttiva e davvero progressista.
    Chi parla sventola di nuovo propositi indiscutibili, idee meravigliose; prospetta scelte insindacabili perché politicamente corrette e intelligenti e dimentica che proprio nelle attività di governo cittadino, regionale o nazionale quelle parole che ora scandisce come novità non hanno mai nemmeno lontanamente informato la personale attività istituzionale: facile parlare, difficile riconoscere nei fatti l’applicazione del concetto professato. E stupisce che per la mozione Bersani, informata intellettualmente dall’astutissimo D’Alema, si presenti, primo a parlare, l’Assessore Giovannetti (che ha molto dell’assessore di Zelig) che forse non ha mai letto né saputo che proprio D’Alema, nel giugno scorso, aveva invitato la vecchia classe dirigente a farsi discretamente da parte, per poi tornare, nei fatti, a negarlo. Oppure, sebbene intimamente affascinati dalla verve quasi teatrale dell’esposizione, stupiscono le affermazioni di Bocci, fermo sostenitore di chi, come Dario Franceschini, non aveva esistato, all’indomani della caduta del povero Walter, a confermare e riconfermare che avrebbe soltanto traghettato il partito al congresso di ottobre, facendosi da parte al tempo fissato, senza dubbi o ripensamenti (com’era candido il suo parlare alle ripetute presenze televisive di porta a porta o ballarò, o la dialettica sincera riportata nelle maggiori testate giornalistiche nazionali!). Com’è che, nel dibattito del VII circolo nessuno ricorda, sebbene spesso si faccia riferimento proprio alla mancanza di memoria storica negli ascoltatori? E com’è che oggi stiamo ancora confrontando le nostre novità e le nostre aspettative con persone (o personaggi?) che non hanno il dono dell’onestà intellettuale e del vero?
    D’altro canto nell’analisi stessa dei concetti espressi da questo o quell’altro non c’è nessun accenno a precise posizioni politiche ed amministrative: la presentazione delle mozioni si concentra sul dato generale, generalissimo, nella presunzione che parlare contro Berlusconi e le scelte dell’attuale governo possa in qualche modo enunciare e chiarire punti programmatici che non ci sono e che forse, proprio per questa mancanza, è meglio glissare elegantemente. Tentare una soluzione ai problemi occupazionali e salariali non ha più senso; proporre sistemi di snellimento amministrativo che, Brunetta o non, possano davvero velocizzare la cosmogonica macchina delle pratiche autorizzative appare senza dubbio un problema, ma parlarne magari è demodé; preoccuparsi del successo dell’innovazione tecnologica e concepirla come un sistema impresa non rappresenta più un obiettivo concreto e raggiungibile; concepire il sistema sviluppo sostenibile come nuovo stimolo per la crescita culturale ed occupazionale ha smesso di essere importante dopo l’elezione di Obama; eliminare dalla scena pubblica chi non ha saputo proprio ottemperare ai propri doveri rimane effettivamente un tabù, per cui meglio proprio non parlarne.
    Confrontando le famosissime mozioni, che quasi hanno rischiato di creare tre partiti all’interno del PD, è difficile discernere effettivamente le differenze, o anche soltanto individuare con precisione e senza ambiguità chi dice cosa e come. Semmai vale la pena ricordare che c’è stata ancora una vota una speciale spallata verso chi tentava se non altro di aprire un dibattito sul nuovo. La dimostrazione dell’egoismo di partito, in questa occasione, abbiamo potuto riconoscerla nel caso Ignazio Marino, che ha tentato di dare forma scritta e proporre chiare linee politiche – che vuol dire anche chiare e indiscutibili posizioni e scelte – e che si è prontamente provveduto a nasconderlo nell’ombra dell’indifferenza, occultandolo, ed attuando un ostracismo mediatico di altri e lontanissimi tempi, con lo scopo preciso di salvaguardare le vecchie posizioni di partito, o, meglio, le vecchie archetipiche sostanze da cui nasce il PD.
    Nessun confronto dunque e di coseguenza nessuna crescita del partito, ancorato a stilemi di dibattito troppo desueti ed antidemocratici, troppo pieno di elementi di disturbo, ancora così tanto pieno di “ismi” che ne negano la progressione e l’evoluzione naturale. Il pubblico regge alla delusione, continua imperterrito a partecipare nella coscienza che tutto quanto di buono verrà prospettato sarà naturalmente disatteso all’indomani della fine del Congresso, alla faccia di chi crede, alle spalle di chi ha progettato vane speranze. Noi semplici “credenti” aspettiamo che venga aperta la porta anche alle nostre proposte, che i progetti non ci vengano depredati e prontamente riciclati sotto altra veste, che venga concesso spazio a competenze nuove e più in sintonia con la quotidianità del vissuto, e sono oramai due anni che rincorriamo questa stranissima e italianissima utopia.

  4. d.lombardini scrive:

    Corrado…scegli Marino e poi sei sulla lista regionale di Stramaccioni in appoggio a Franceschini? Dimmi che è una svista del Corriere dell’Umbria!

    http://www.crumbria.it/rassegna/pdf/271556.pdf

  5. Corrado Pani scrive:

    Purtroppo non è una svista….diciamo che qualcuno – e non faccio nomi – ha intelligentemente interpretato un no per un si….sicché me ne sono accorto durante le votazioni e immagina te come ci son rimasto…da quì il mio commento amaro….come avrai letto…

  6. d.lombardini scrive:

    Ma la firma non te l’hanno mica estorta no? o contraffatta? Sono stupito!
    Se si. Denuncia la cosa.

  7. Accidenti le liste per Stramaccioni sono composte da 212 persone, e gli crediamo se sono composte “seguendo i principi di territorialita’, professionalita’ e le tante sensibilita’ presenti nel partito”. Considerando che siamo nella piccola Umbria, che succedera’ nelle regioni piu’ grandi?

  8. Francesco scrive:

    Effettivamente il principio di bilocazione non credo sia previsto nello statuto. Credo che la cosa migliore sia auto-denunciare la “svista”…

  9. Corrado Pani scrive:

    Ad essere sincero non ho mai firmato la lista per Stramaccioni…Al contrario ho firmato la lista Marino…sicché, lascio a Voi la sentenza…Al momento posso giurare (come in tribunale) che non ho mia firmato alcunché che riguardasse la lista per Stramaccioni…

  10. Alessio Cicioni scrive:

    Visto che la firma per la mozione Marino per il provinciale (circolo di Borgo Rivo e Campitelli) a Corrado l’ho chiesta io..mi sento in dovere di intervenire.
    Ho personalmente raccolto la firma di Corrado passando a casa sua e su questo non possono quindi esserci dubbi, nè sulla volontà di Corrado di aderire alla mozione, vista la lunga chiacchierata che abbiamo fatto in tal proposito e dopo che lui ha vagliato attentamente le diverse mozioni.

    Quanto alla sua presenza in un’altra lista credo (e spero) che sia più un frutto di un fraintendimento e della confusione dei giorni in cui si raccoglievano i nomi per fare le liste. Penso che nessuno abbia avuto intenzione in maniera surrettizia di estorcere la sua firma, tanto più che tutti sapevano poi che quelle liste sarebbero finite sui giornali….

    Quanto alla correttezza del comportamento delle mozioni Bersani e Franceschini nel congresso del mio circolo ci sarebbe molto da ridire quindi sarei prudente nel dare giudizi.

    Un saluto cordiale
    Alessio Cicioni

  11. Corrado Pani scrive:

    I malintesi esistono…purtroppo. Certamente, caro Daniele, al momento, piuttosto che centrare l’attenzione sull’inserimento in una lista o nell’altra, avrei fermato l’attenzione sul contenuto di quanto ho scritto che trasversalmente smonta proprio le mozioni in partenza vincenti (Bersani e Franceschini)..

  12. d.lombardini scrive:

    A Corrà…”famose a capì” che “accà nisciuno è fesso”.
    I contenuti del tuo post sono condivisibili, per quanto, secondo me, oltre ad una divertente ricostruzione, non offrono ulteriori spunti alla discussione. Non c’è bisogno di “giurare in Tribunale”…permettimi anche un “chissenefrega” sull’episodio in sè.
    Rimane il fatto che l’ “intelligente interpretazione” (come scrivi tu) della tua scelta operata da qualcuno mi fa sorridere…

  13. Francesco scrive:

    Proprio sui giornali la mozione Franceschini si è vantata delle tante personalità coinvolte nelle tre liste presentate, segnalando la cosa come momento di grande apertura.

    Ma insomma, se le candidature le raccolgono “per sentito dire”, direi che la cosa si ridimensiona un bel po’.

  14. Massimiliano Bardani scrive:

    Interessante l’intervista rilasciata da Marino sul primo numero de Il fatto quotidiano.
    Mi pare di capire che le elezioni dei delegati al congresso del PD siano taroccate…
    Nihil sub sole novum.

  15. Corrado Pani scrive:

    A me, invece, “me fanno piagne”…ma, come sai, ognuno ha il suo modo di prendere le cose…

  16. Massimiliano Bardani scrive:

    Faccio presente che iIl Circolo radicale “Ernesto Rossi”, l’UAAR di Terni e l’associazione Civiltà laica, hanno attivato le procedure per presentare al Sindaco una proposta di deliberazione consiliare d’iniziativa popolare volta all’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici.
    L’iniziativa, già attuata in oltre 50 comuni italiani, intende predisporre uno strumento certo e giuridicamente vincolante per raccogliere le volontà dei cittadini e garantire il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari senza il proprio consenso.
    La raccolta delle 300 firme necessarie alla presentazione della proposta inizierà con l’apertura di un tavolino in largo Villa Glori nei giorni 23-24-25 ottobre dalle 16 alle 20, per proseguire poi con ulteriori iniziative.
    Segnalo che il consigliere Alessio Cicioni del PD – mozione Marino ha dato la propria disponibilità ad autenticare le firme.

  17.  
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