ott
11
2009
Convenzione Nazionale 2009
Scritto da alessandro.vincelli in Io ci punto e tu?, Segnalazioni, tags: Bersani, congresso, Franceschini, Ignazio Marino, l'identità del PD, Partito Democratico, PDE’ con grande piacere che faccio questo post citando i discorsi dei tre candidati alla segreateria del Partito Democratico. Dopo aver riassaporato la politica vera nei congressi di circolo, oggi un altro importante passaggio di politica vera. I tre candidati hanno avanzato proposte importanti e rivitalizzanti per il nostro partito.
Peccato che sia durato solo lo spazio di una mattina…
… video non pià disponibili …
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senza polemiche…
Un pò defilato…
Dario c’aveva proprio un altro passo. Davvero!
(e chi era in sala se n’è accorto benissimo…)
“Più scrittore che segretario”. Non mi è piaciuto per niente l’intervento. Però dal 26 remare tutti insieme altrimenti baratro.
Esatto! dal 26 tutti insieme! Ottimi interventi, ognuno sta dando il suo contributo.
E finalmente qualcuno si accorge che siamo l’unico partico che cerca una dialettica costruttiva e trasparente. Qualita’ un poco rare nel panorama politico nazionale di oggi:
Due anime a confronto, un solo rischio
Segnalo l’intervento di Marino al Congresso dell’Ass.ne Luca Coscioni:
http://www.lucacoscioni.it/saluto-al-congresso-online-di-ignazio-marino
P.S. Mi pare che per voi, membri di un Circolo on-line, possa essere interessante sapere che il congresso si é svolto e si svolgerà on line dal 17 sett. al 17 ottobre.
Massimiliano,
Per quanto mi riguarda sono iscritto all’asscoziazione Luca Coscioni, non sto partecipando in diretta al congresso, ma lo seguo in “differita” sul sito di RadioRadicale e dell’associazione.
Considerate le parole, i modi e i temi del messaggio di Marino, non posso che continuare ad essere sempre piu’ in sintonia viscerale con lui!
A proposito: grazie dei post.
Per ora ho visto solo l’intervento Marino.
Da non iscritto, posso dire che mi sono piaciuti molto i suoi riferimenti alla forma partito. E’ chiave l’idea che la forma é centrale nel costruire la sostanza, non a caso ne accenna dopo aver richiamato l’importanza dei contenuti.
Se il PD vuole convincere a votarlo qualcuno di più dei soliti afficionados, la line aMarino mi pare l’unica con qualche prospettiva.
L’alternativa sono gli accordicchi con Casini e Di Pietro… fate un po’ voi
Ho sentito ora l’intervento di Franceschini. Più entusiasmante nei toni di quello Marino, capisco perché sia piaciuto a Riccardo: é un discorso per militanti.
E i toni utilizzati sono quelli giusti per toccarne il cuore. Da questo punto di vista Franceschini ha cercato e trovato il campo che gli dava maggior vantaggio: parlare ai militanti da segretario in carica dà più forza a quanto si dice.
Questo é il principale merito del discorso, ma anche, perdonatemi, il suo più grande limite, perché a chi non si sente parte del “progetto” dice poco o nulla.
Nel merito, infatti, segnalo in negativo il passaggio sui temi eticamente sensibili, che “non possono essere usati fra di noi per distinguerci”.
Mi pare la riedizione della linea rutelliana, qualificabile solo in un modo: ipocrita.
Infatti su quei temi si vota tutti i giorni in Parlamento ed un ipotetico elettore PD ha ilò diritto di sapere che posizione ha il PD su quei temi ed un iscritto al PD ha il diritto di sapere che linea terrà il partito se voterà per Tizio piuttosto che per Caio.